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Televisione

In tv non si butta via niente: la Rai pensa a resuscitare “Stranamore” la domenica e riscopre la modernità più comoda, quella già pronta in archivio

Il progetto, attribuito al direttore del daytime Angelo Mellone, riaccende il dibattito sulle “novità vecchie” e sulla tv che riduce il rischio puntando su marchi riconoscibili. In campo ci sarebbe anche un piano B, con un altro format d’archivio: “Il gioco delle coppie”. Le grandi società di produzione sarebbero già state attivate, segnale che non si tratta solo di chiacchiere: il nodo, però, resta sempre lo stesso. Come rendere contemporaneo un programma senza svuotarlo della nostalgia che lo rende desiderabile.

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    In televisione c’è una regola non scritta che vale più dei manuali: niente muore davvero. Si sposta, si riposa, si dimentica per un po’, poi torna con una nuova giacca e la stessa anima. E così la Rai si prepara, secondo indiscrezioni, a un colpo di “modernità” d’antan: riportare “Stranamore” in palinsesto la domenica, riesumando un titolo che su Canale 5 fu portato al successo da Alberto Castagna a metà anni Novanta. Praticamente trent’anni fa, quando “reboot” non era una scelta editoriale ma un problema del computer.

    Il nome che circola dietro l’idea è quello di Angelo Mellone, direttore del daytime. Una figura che in Rai, da qualche tempo, pesa e si muove: manager, ma anche uomo di teatro, con quella doppia identità che spesso genera cortocircuiti interessanti. Non a caso, Mellone è atteso in scena con “Ripetizioni d’amore”, spettacolo di cui firma anche testi e musica. Se l’amore si ripete, perché non dovrebbero farlo anche i programmi? La battuta è facile, ma il punto è serio: chi costruisce un palinsesto, oggi, deve decidere quanto rischiare e quanto invece rifugiarsi nel riconoscibile.

    Il ritorno di un format storico, però, non nasce nel vuoto. È figlio di un contesto preciso: l’idea, spesso travestita da coraggio, che il pubblico preferisca ciò che conosce. Un titolo che evoca nostalgia, una meccanica semplice, un marchio che innesca ricordi immediati. È la formula del recupero: non si vende l’inedito, si rivende la memoria. E “Stranamore”, con la sua potenza iconica, è materiale perfetto per questa strategia.

    Titolo a parte, quel programma funzionava perché era televisione di sentimenti in piazza: intimità trasformata in evento pubblico, cuore grande così, musica pronta a spingere, platea pronta ad applaudire. Oggi, invece, potrebbe funzionare per ragioni diverse. In un palinsesto saturo e frammentato, la parola d’ordine è ridurre il rischio. Se il pubblico si è già affezionato a un formato, si spera che sia disposto a rifarlo. È una scommessa sul riflesso condizionato della tv generalista: l’abitudine come compagnia, più che la passione come scelta.

    Il rischio “cringe” e il pubblico che non perdona
    C’è però un problema che la nostalgia non risolve: il contesto è cambiato. E non solo perché il pubblico dei Novanta oggi ha qualche capello bianco in più. È cambiato il modo in cui si guarda la tv, il modo in cui si vive la privacy, il modo in cui ci si espone. Soprattutto, è cambiato il tribunale che giudica: la rete non perdona l’imbarazzo, lo trasforma in meme, lo seziona, lo risputa. Quello che una volta era “romantico” rischia di diventare “cringe” in cinque minuti. E la televisione generalista lo sa fin troppo bene.

    Non è nemmeno la prima volta che si tenta la strada delle “novità vecchie”. Si ricorda, ad esempio, un esperimento del sabato con un dating show condotto da Lorena Bianchetti, che non avrebbe avuto grande fortuna. E questo pesa: perché il vintage non è una garanzia automatica. Può diventare un boomerang se l’operazione si limita a copiare un’immagine senza capire che il mondo attorno è cambiato. Il passato, in tv, funziona solo quando lo si rilegge, non quando lo si replica.

    Piano B e l’ombra dei formati Fininvest
    Proprio per questo, nel dossier che circola si parla anche di un’alternativa. Se “Stranamore” fosse giudicato troppo rischioso, il piano B potrebbe essere il reboot di un altro programma storico, anni Ottanta e sempre targato Fininvest: “Il gioco delle coppie”. Un titolo che già dice tutto, e che rimanda a dinamiche relazionali, complicità e rivalità, test, piccole trappole da studio, tradimenti di sorriso. Qui il recupero sarebbe ancora più dichiarato: non un colpo sentimentale, ma un ritorno al varietà da studio come macchina semplice, replicabile, rassicurante.

    Il punto non è tanto quale titolo tornerà, quanto cosa racconta questa scelta della Rai. In questa fase, la tv pubblica sembra oscillare tra l’ansia di inseguire l’attualità e la tentazione di blindarsi nel già visto. C’è chi lo leggerà come mancanza di idee, chi come prudenza industriale. In tempi di ascolti ballerini e concorrenza spietata, l’usato sicuro fa gola. Soprattutto nel daytime, che vive di abitudini: il pubblico torna se trova qualcosa che riconosce, e spesso lo fa per compagnia, non per entusiasmo.

    Le produzioni attivate e il nodo della “contemporaneità”
    Sul fronte produttivo, viene riferito che diverse società sarebbero già state attivate, da Banijay a Endemol e Fremantle. Tradotto: non è solo una chiacchiera da corridoio, ma un’idea che starebbe cercando gambe. È la fase in cui si sondano costi, fattibilità, potenziali conduttori, collocazione, linguaggio. Perché l’ostacolo vero, oggi, non è riproporre un format. È farlo sembrare contemporaneo senza snaturarlo.

    Se lo rendi identico all’originale, appare una replica fuori tempo massimo. Se lo modernizzi troppo, perdi l’unico motivo per cui l’hai ripescato: la nostalgia. È un equilibrio delicato, e spesso è lì che queste operazioni si schiantano. Il vintage, in tv, è una materia instabile: basta un dettaglio sbagliato e da “cult” scivola a “polveroso”.

    Il sentimento in scena e la Rai che ricopia la sua adolescenza
    C’è poi un aspetto simbolico che nessun dossier risolve: “Stranamore” non era solo un programma. Era un modo di fare televisione, quella in cui le emozioni diventavano rito collettivo e la dichiarazione d’amore un evento da prima serata, con le luci addosso e la regia a dettare il battito del cuore. Riproporlo oggi significa decidere che tipo di sentimento vuole mettere in scena la Rai: un sentimento spontaneo o un sentimento televisivo, quello che nasce già pronto per essere guardato.

    E alla fine si torna sempre lì: in tv non si butta via niente. Si archivia, si aspetta che il ricordo diventi “vintage” e non “vecchio”, e poi si riparte. La domanda vera, però, resta: quando si riaccende un format storico, si sta riportando in vita un’idea o si sta solo scaldando un brand? È una differenza che si vede subito in onda. E che, di solito, il pubblico capisce ancora prima.

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      Televisione

      Selvaggia Lucarelli lascia Ballando per Mediaset, Gabriella Carlucci la assolve: «Ha fatto benissimo». E sul futuro di Milly non ha dubbi

      Gabriella Carlucci non critica Selvaggia Lucarelli per l’addio a Ballando con le Stelle: «Ha avuto la possibilità di evolvere, diventando conduttrice». Poi esclude un futuro di Milly a Mediaset: «Mamma Rai non se la farebbe soffiare».

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        L’addio di Selvaggia Lucarelli a Ballando con le Stelle continua a far discutere, ma c’è qualcuno che considera la sua decisione assolutamente comprensibile: Gabriella Carlucci, sorella minore di Milly. Intervistata dal settimanale Gente, l’ex conduttrice ha parlato senza troppi giri di parole della scelta della giornalista di lasciare la giuria dello show di Rai 1 per affrontare una nuova fase della propria carriera televisiva a Mediaset.

        Lucarelli ha infatti accettato prima il ruolo di opinionista del Grande Fratello Vip, accanto a Cesara Buonamici, e successivamente la conduzione della nuova edizione dell’Isola dei Famosi. Un doppio incarico che segna il suo passaggio al Biscione e soprattutto il salto dal ruolo di giurata a quello di protagonista di programmi di prima serata.

        Selvaggia Lucarelli lascia Ballando, Gabriella Carlucci: «Ha fatto benissimo»

        Gabriella Carlucci non nasconde il dispiacere per la sorella Milly, che perde uno dei personaggi più riconoscibili della giuria di Ballando, ma non ha dubbi sulla decisione presa da Lucarelli.

        «Ha avuto la possibilità di evolvere, diventando conduttrice. Mi dispiace per Milly, ma ha fatto benissimo ad accettare», ha dichiarato. Una lettura molto pragmatica della vicenda: di fronte alla possibilità di passare dalla giuria alla conduzione, secondo Gabriella sarebbe stato difficile comportarsi diversamente.

        La sorella di Milly ridimensiona inoltre il peso che l’uscita di Selvaggia potrebbe avere sul programma: «Del resto, la giuria è importante, ma il vero fulcro della trasmissione sono i concorrenti». E, guardando alle passate edizioni, rivela anche i suoi preferiti: «Fabio Fognini e Teo Mammucari».

        Chi prenderà il posto di Selvaggia Lucarelli?

        Resta aperta la questione più delicata: chi sostituirà Selvaggia Lucarelli nella giuria di Ballando con le Stelle? Gabriella Carlucci fa capire che le possibilità non mancano, ma evita accuratamente di pronunciare nomi.

        Ci sarebbero infatti diverse candidature interessanti e anticiparle rischierebbe di bruciare trattative ancora in corso. Il posto lasciato libero da Lucarelli è del resto particolarmente delicato: negli anni la giornalista è diventata uno dei motori delle dinamiche dello show, capace con giudizi e scontri di alimentare il dibattito ben oltre la pista da ballo.

        Intanto prende forma anche il cast dei concorrenti della nuova edizione, nel quale è stato confermato Jimmy Ghione, storico inviato di Striscia la Notizia.

        Milly Carlucci a Mediaset? «Lo escludo»

        Se Selvaggia Lucarelli ha attraversato il confine tra Rai e Mediaset, Gabriella Carlucci esclude invece categoricamente che sua sorella possa imboccare la stessa strada.

        «Milly a Mediaset? Lo escludo. Milly è un’istituzione, la padrona indiscussa del sabato sera. Mamma Rai non se la farebbe soffiare da sotto il naso e lei non farebbe l’errore di voltarle le spalle», ha dichiarato.

        Per Milly Carlucci, dunque, il futuro resta saldamente legato alla Rai. Oltre alla nuova edizione di Ballando con le Stelle, per la conduttrice si prospetta una stagione particolarmente intensa, con Canzonissima e la possibilità di un ritorno de Il cantante mascherato.

        Ballando, intanto, dovrà affrontare uno dei cambiamenti più evidenti degli ultimi anni: trovare qualcuno capace di sedersi sulla sedia lasciata libera da Selvaggia Lucarelli senza limitarsi a imitarne il ruolo.

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          Televisione

          Opi, da Amici al ritorno al lavoro come imbianchino dopo appena una settimana: «Mi servivano 100 euro». Poi la confessione su Anna Pettinelli

          Una settimana dopo l’uscita da Amici, Opi ha ripreso pennelli e vernice per guadagnare i soldi necessari a continuare con la musica. «Ne vado molto fiero». Poi la confessione sulla sua insegnante: «Sembravamo marito e moglie che litigano».

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            Una settimana prima era nella scuola di Amici, davanti alle telecamere e con il sogno di trasformare definitivamente la musica nel proprio lavoro. Sette giorni dopo Opi, nome d’arte di Simone Opini, era nuovamente con pennelli e vernice in mano a fare l’imbianchino. Nessuna vergogna e, anzi, parecchio orgoglio. A raccontare il brusco ritorno alla normalità dopo l’eliminazione dal talent è stato lo stesso cantante, ospite di Lorella Cuccarini nel podcast Dimmi di te.

            Opi era riuscito a conquistare un posto al serale, ma la sua avventura si era conclusa già durante la prima puntata. Una volta fuori dalla scuola, però, non ha aspettato che il successo arrivasse da solo. Per continuare a investire nella musica aveva bisogno di soldi e così è tornato immediatamente al mestiere che faceva prima di entrare nel programma.

            Opi dopo Amici: «Sono tornato a fare l’imbianchino»

            «Dico una cosa senza vergognarmene e ne vado molto fiero. Sono tornato a fare l’imbianchino una settimana dopo il programma perché mi servivano 100 euro per comprare l’autotune da portarmi ai live», ha raccontato a Lorella Cuccarini.

            Una scelta dettata da una necessità molto concreta. Terminata l’esperienza televisiva, Opi voleva continuare a esibirsi e quei cento euro gli servivano per acquistare uno strumento necessario per i suoi concerti. «Quindi mi sono detto: “Com’è che faccio a prendermeli?”. Era il modo più veloce», ha spiegato.

            Il ritorno al vecchio lavoro gli ha permesso anche di stare accanto al padre: «Poi ho dato una mano anche a papà perché sta lavorando gli ultimi anni prima di andare in pensione». La musica, dunque, è rimasta al centro del suo progetto, ma senza la pretesa che la partecipazione ad Amici cancellasse automaticamente tutto ciò che esisteva prima.

            L’eliminazione al serale e il ritorno alla vita di prima

            L’esperienza nella scuola gli aveva regalato una visibilità importante e soprattutto la possibilità di misurarsi quotidianamente con insegnanti e professionisti. Il passaggio dal talent alla vita reale, però, è stato rapidissimo. Nessuna lunga attesa dopo l’eliminazione: Opi ha scelto di rimettersi subito al lavoro per finanziare personalmente il percorso che voleva continuare.

            Il cantante non considera quella decisione un passo indietro. Al contrario, nel raccontarla rivendica apertamente la scelta di non aver avuto problemi a riprendere il mestiere di imbianchino pur essendo appena apparso in uno dei programmi televisivi più seguiti dal pubblico giovane.

            Opi e Anna Pettinelli: «Sembravamo marito e moglie»

            Nel racconto a Lorella Cuccarini c’è spazio anche per Anna Pettinelli, la sua insegnante durante l’esperienza ad Amici. Tra i due il rapporto non è stato sempre semplice e proprio i loro scontri erano diventati uno degli elementi più riconoscibili del percorso di Opi all’interno della scuola.

            «Sembravamo marito e moglie che litigano», ha scherzato il cantante, ammettendo però che oggi guarda quelle discussioni con occhi diversi. «Mi è piaciuto tanto avere un rapporto con lei così, se riguardo le clip qualche risata me la faccio, ma tante volte avrei dovuto ascoltare, invece ho sempre cercato di fare di testa mia».

            Dietro i continui confronti, infatti, Opi riconosce soprattutto il sostegno ricevuto dalla sua insegnante nel momento decisivo della trasmissione: «Ha fatto una grande battaglia per portarmi al serale. Non vedo l’ora di rivederla».

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              Televisione

              Ballando con le Stelle, arriva Leonardo Lini da Amici: il fratello di Giada potrebbe prendere il posto di Pasquale La Rocca

              Leonardo Lini, fratello della maestra Giada ed ex volto di Amici, sarebbe il nuovo acquisto di Ballando con le Stelle 2026. Il suo ingresso alimenta però un’indiscrezione ben più clamorosa: potrebbe prendere il posto di Pasquale La Rocca, uno dei maestri più vincenti dello show.

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              Leonardo Lini

                Il mercato estivo di Ballando con le Stelle 2026 non riguarda soltanto concorrenti, giurati e aspiranti ballerini vip. Anche tra i professionisti qualcosa si muove e questa volta Milly Carlucci avrebbe pescato direttamente dalla concorrenza: il nuovo ingresso nel programma sarebbe Leonardo Lini, ballerino passato dalla scuola di Amici e, particolare che rende la faccenda ancora più interessante, fratello di Giada Lini, già maestra nello show di Rai 1.

                Fin qui potrebbe sembrare il normale innesto di un nuovo professionista nella squadra. Il gossip televisivo, però, non vive di operazioni tranquille. E infatti dietro l’arrivo di Leonardo circola un’ipotesi decisamente più rumorosa: Lini potrebbe prendere il posto di Pasquale La Rocca.

                Una sostituzione tutt’altro che irrilevante, considerando il peso conquistato negli ultimi anni dal ballerino napoletano sulla pista più famosa del sabato sera.

                Leonardo Lini da Amici a Ballando con le Stelle

                Leonardo Lini arriverebbe a Ballando dopo l’esperienza ad Amici, dove il pubblico televisivo ha già avuto modo di conoscerlo. Nel programma di Milly Carlucci troverebbe inoltre un volto molto familiare: quello della sorella Giada.

                L’ingresso nel team viene indicato dalle anticipazioni come molto probabile, mentre resta ancora da capire quale ruolo gli affiderà esattamente la produzione. Non conosciamo infatti l’eventuale concorrente da accompagnare sulla pista e nemmeno sappiamo se la sua presenza comporterà necessariamente l’uscita di un altro maestro.

                È proprio dentro questo spazio vuoto che si è infilato il nome di Pasquale La Rocca. L’equazione è semplice e irresistibile: arriva Lini, qualcuno deve fargli posto, dunque potrebbe uscire La Rocca. Ma tra un’indiscrezione e una conferma, naturalmente, passa parecchia pista da ballo.

                Pasquale La Rocca fuori da Ballando? Per ora è un giallo

                Al momento non esiste una conferma ufficiale sull’addio di Pasquale La Rocca e nemmeno risultano spiegazioni certe per un eventuale avvicendamento. Meglio quindi lasciare le valigie del maestro nell’armadio e aspettare che Rai e produzione completino il puzzle.

                Certo, se l’indiscrezione trovasse conferma, Milly Carlucci perderebbe uno dei professionisti che hanno lasciato maggiormente il segno nelle ultime edizioni. La Rocca ha costruito negli anni un rapporto molto forte con il pubblico e il suo eventuale addio rappresenterebbe un cambiamento ben più significativo del semplice ingresso di un nuovo ballerino.

                Leonardo, dal canto suo, porterebbe nel programma un volto più giovane e già rodato dalla televisione, oltre a creare la curiosa presenza di due fratelli nella stessa squadra. Quasi una piccola dinastia Lini sulla pista di Rai 1.

                Anche il tesoretto cambia: spuntano tre coppie famose

                Le sorprese potrebbero non finire qui. Le anticipazioni parlano anche di tre coppie famose che ruoterebbero intorno al tesoretto, uno dei meccanismi storici del programma. I nomi restano ancora coperti e non è chiaro se le tre coppie si alterneranno o se Milly abbia in mente una formula completamente diversa.

                La nuova edizione continua quindi a prendere forma un tassello alla volta, tra cast, maestri e possibili rivoluzioni dietro le quinte. Leonardo Lini sembra avvicinarsi alla pista, mentre Pasquale La Rocca resta sospeso nel limbo delle indiscrezioni.

                A Ballando con le Stelle, insomma, la musica non è ancora cominciata ma qualcuno ha già iniziato il valzer delle poltrone.

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