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Televisione

Italia’s Got… Cattelan: tra occhiali under 30, giudici glitterati e caccia al talento su Disney+

La nuova edizione di Italia’s Got Talent scalda i motori su Disney+, con un cast completamente rinnovato tra vecchie glorie e volti inaspettati. Alessandro Cattelan debutta tra i giudici accanto a Mara Maionchi, Frank Matano ed Elettra Lamborghini, mentre al timone ritroviamo il duo comico Aurora Leone e Gianluca Fru dei The Jackal. Ecco tutte le novità da conoscere prima che inizi lo show.

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    Le voci erano nell’aria, ma ora è ufficiale: Alessandro Cattelan è uno dei nuovi giudici della prossima edizione di Italia’s Got Talent, il celebre talent show sbarcato da poco su Disney+. Una mossa a sorpresa, ma dal peso specifico notevole: Cattelan porta con sé l’ironia, la credibilità e quell’inconfondibile stile da conduttore “cool senza sforzo” che lo ha reso uno dei volti più amati della TV italiana.

    Mara la veterana

    Al suo fianco, un trio che promette scintille: Mara Maionchi, veterana inossidabile dei talent, Frank Matano, ormai una colonna portante di IGT, ed Elettra Lamborghini, regina del pop e icona pop-glam sempre pronta a giudizi coloratissimi.

    Conduttori sotto i 30 (con occhiali): tornano Aurora e Fru

    Confermati alla conduzione Aurora Leone e Gianluca Fru dei The Jackal, che dopo il successo della scorsa edizione tornano a calcare il palco di IGT con la loro comicità tagliente e quel mix tra imbarazzo e genialità che li rende irresistibili. Aurora, con il solito sarcasmo, ha commentato su Instagram: “Anche quest’anno siamo pronti a portare avanti la categoria conduttori under 30 con occhiali”. Un’autocitazione che suona quasi come un manifesto generazionale: meno paillettes, più ironia intelligente.

    Quando inizia Italia’s Got Talent 2025?

    La data ufficiale ancora non c’è, ma le registrazioni sono già iniziate, e le prime foto dallo studio circolano sui social. Il profilo ufficiale del programma ha scritto: “Il team è al completo, che la caccia al Talento abbia finalmente inizio”. La messa in onda è prevista in esclusiva su Disney+, che continua a puntare forte sull’intrattenimento “made in Italy”, offrendo una piattaforma internazionale a un format sempreverde.

    Un cast all’insegna della pop culture

    L’arrivo di Cattelan segna una svolta interessante: si punta sempre più su volti che coniugano esperienza, appeal mediatico e credibilità artistica. L’alchimia con i colleghi giudici sarà il vero banco di prova, ma se l’obiettivo è far parlare di sé… missione già compiuta. E mentre gli aspiranti concorrenti si preparano a salire sul palco per dimostrare il proprio talento, il pubblico è già in fermento, pronto a commentare ogni esibizione, ogni giudizio e ogni outfit. Perché IGT non è solo un talent: è anche uno spettacolo nel commento collettivo.

    In attesa del gong: hype alle stelle e meme in arrivo

    Ogni show che si rispetti deve essere anche meme-friendly: Italia’s Got Talent 2025 ha già tutte le carte in regola per conquistare il pubblico social. Tra giudici “pop & professional”, conduttori irriverenti e un palco pronto ad accogliere il talento più assurdo d’Italia, lo spettacolo è assicurato.

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      Televisione

      Miriam Leone sarà Patrizia Reggiani nella serie Sky “Gucci – Fine dei giochi”: riuscirà a reggere il confronto con Lady Gaga?

      Dopo l’interpretazione iconica di Lady Gaga in “House of Gucci”, tocca a Miriam Leone vestire i panni di Patrizia Reggiani nella serie Sky Studios Italia “Gucci – Fine dei giochi”. Al centro, il memoir di Allegra Gucci, da cui prende forma un racconto familiare tra luci, ombre e resa dei conti.

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      Miriam Leone

        Il confronto è inevitabile. Dopo la prova magnetica di Lady Gaga in “House of Gucci”, ora sarà Miriam Leone a incarnare Patrizia Reggiani nella serie “Gucci – Fine dei giochi”, produzione Original di Sky Studios Italia diretta da Gabriele Muccino.

        La domanda circola già tra addetti ai lavori e pubblico: riuscirà a pareggiare, o addirittura superare, la performance della popstar americana che aveva trasformato la “vedova nera” in un’icona pop globale?

        Dal cinema internazionale alla serie italiana

        “House of Gucci” aveva scelto la via del grande melodramma internazionale, con accenti esasperati e un’estetica da kolossal. La serie Sky, invece, promette un punto di vista più intimo e familiare.

        Alla base del progetto c’è il memoir di Allegra Gucci, “Fine dei giochi – Luci e ombre sulla mia famiglia”. È il suo sguardo, quello della figlia, a guidare la narrazione. Un cambio di prospettiva decisivo: non più solo il delitto e la caduta, ma le crepe interne a una dinastia.

        Allegra sarà interpretata da Matilda Lutz, chiamata a dare corpo e voce a un ricordo che diventa racconto collettivo. La serie nasce proprio da quel punto di vista, dal trauma e dalla memoria.

        Miriam Leone e la sfida del personaggio

        Interpretare Patrizia Reggiani significa confrontarsi con un personaggio stratificato, controverso, ancora oggi divisivo. Donna potente, accusata e condannata per l’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci, ma anche figura che continua a esercitare un fascino ambiguo.

        Miriam Leone arriva a questa prova con una carriera solida, capace di alternare intensità drammatica e carisma. La sua sfida sarà trovare un equilibrio tra l’icona mediatica e la donna raccontata attraverso gli occhi della figlia.

        Se Lady Gaga aveva puntato sull’eccesso teatrale, Leone potrebbe scegliere una linea più trattenuta, più italiana, forse più aderente alla dimensione familiare evocata dal libro.

        Muccino e il racconto delle relazioni

        La regia di Gabriele Muccino lascia intuire un’attenzione particolare alle dinamiche emotive. Il suo cinema ha sempre messo al centro famiglie in crisi, relazioni lacerate, conflitti generazionali. “Gucci – Fine dei giochi” sembra terreno fertile per questo tipo di sguardo.

        Non sarà solo la storia di un delitto, ma quella di una famiglia attraversata da ambizione, potere e cadute rovinose.

        Il confronto con il film è già acceso, ma la serie punta a costruire un’identità propria. E il volto di Miriam Leone sarà il primo banco di prova. Riuscirà a far dimenticare l’ombra ingombrante di Lady Gaga? Il pubblico, come sempre, avrà l’ultima parola.

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          Televisione

          Sanremo 2026, Bocelli chiude il cerchio dei super ospiti: con Ramazzotti, Lauro, Ferro e Pausini un Festival “dedicato a Pippo Baudo”

          L’annuncio arriva nella puntata del 15 febbraio di Domenica In, con Carlo Conti in collegamento con Mara Venier: Andrea Bocelli entra nel gruppo dei super ospiti insieme a Eros Ramazzotti, Achille Lauro, Tiziano Ferro e Laura Pausini. Conti lega il cast alla storia del Festival: “Ramazzotti, Pausini e Bocelli sono i tre grandi nomi lanciati da Pippo Baudo e quest’anno il Festival è dedicato a lui”. Poi la fiducia sulle canzoni e l’emozione per l’incontro con Mattarella. La polemica su Pucci resta in secondo piano.

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            Il puzzle dei super ospiti di Sanremo 2026 si completa con un nome che, più di altri, porta con sé l’idea stessa di evento: Andrea Bocelli sarà il super ospite dell’ultima serata del Festival. L’annuncio arriva in diretta televisiva, nella puntata del 15 febbraio di Domenica In, con Carlo Conti in collegamento con Mara Venier. Un colpo di scena solo fino a un certo punto, perché è proprio quel tipo di scelta che fa capire dove vuole andare a parare questa edizione: sui “grandi” che allungano l’ombra oltre la gara e trasformano ogni serata in un capitolo di storia po

            Con Bocelli dentro, il quintetto di super ospiti è ufficiale: Eros Ramazzotti, Achille Lauro, Tiziano Ferro, Laura Pausini e, appunto, il tenore. Nomi diversi per provenienza, stile e pubblico, ma messi insieme con un filo rosso dichiarato dallo stesso Conti: “Ramazzotti, Pausini e Bocelli sono i tre grandi nomi lanciati da Pippo Baudo e quest’anno il Festival è dedicato a lui”. È una frase che vale più di un annuncio: è la cornice. Perché la scelta degli ospiti non viene presentata come una semplice parata, ma come un’operazione di memoria e di continuità, quasi un passaggio di testimone tra epoche televisive.

            Conti, che al Festival è anche direttore artistico, in collegamento si mostra compatto e fiducioso, con il tono di chi sa che l’attesa ormai è un rullo che non si ferma più: “Quest’anno, come lo scorso, c’è grande entusiasmo e serenità, spero di aver fatto un buon lavoto. Ho dei compagni di viaggio meravigliosi. Spero che le 30 canzoni saranno gradite dal pubblico e che avranno un grande successo”. Parole che riportano il baricentro dove lui vuole tenerlo: sulle canzoni, sul clima, sul gruppo di lavoro. E, soprattutto, su un Festival che si propone come “sereno” prima ancora che spettacolare.

            Nel racconto, però, c’è anche un momento che Conti sottolinea con una soddisfazione personale netta: il passaggio al Quirinale e l’incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuto venerdì 13 febbraio. “È stata la più grande soddisfazione della mia carriera. Lui grandioso, ha detto parole meravigliose sulla discografia italiana, e questa è una cosa che mi riempie di gioia”. Dentro quella frase c’è la legittimazione istituzionale, ma anche il messaggio che Conti sembra voler consegnare alla sua edizione: Sanremo come patrimonio, non solo come show.

            Solo in coda, quasi a volerla sgonfiare, arriva la parte più spinosa della settimana: la rinuncia di Andrea Pucci e la polemica che ne è seguita. Conti la affronta senza farla diventare il centro del discorso, ma con parole chiare, anche difensive: “Parliamo di qualcosa di serio dai… mi fa piacere che tu l’abbia detto Mara, ribadisco la mia scelta del tutto autonoma: preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno mi obbliga a fare qualcosa nel mondo dello spettacolo. All’Arena di Verona gli abbiamo consegnato il Biglietto d’oro per gli incassi al teatro, a Zelig è stato sempre ospite. E’ venuto anche a Tale e Quale… Non pensavo di scatenare un affare di stato, mi dispiace soprattutto per lui umanamente e professionalmente”.

            E poi la spiegazione, molto concreta, sul perché un comico possa vivere quel palco come un rischio calcolato male: “Ogni comico si ricorda benissimo di cosa è successo a Crozza, ‘aggredito’ e fischiato sul quel palco. La paura per un comico di quel palco è tanta, ha preferito alla sua età di evitare il rischio e rimanere a casa. E’ una scelta del tutto personale”. Tradotto: l’assenza pesa, ma non deve divorare il Festival.

            Il punto, in queste ore, è che la narrazione che Conti costruisce intorno a Sanremo 2026 resta saldamente agganciata agli ospiti e al senso dell’edizione: Bocelli come chiusura “alta” dell’ultima serata, la squadra dei super ospiti come garanzia di spettacolo e di pubblico trasversale, la dedica a Pippo Baudo come dichiarazione d’intenti. Il resto fa rumore, certo. Ma, almeno nelle parole del direttore artistico, deve restare sullo sfondo.

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              Luca Argentero chiude a Sanremo: “Mi hanno chiamato e poi silenzio. Anche se mi richiamano, adesso non ci vado”

              Ospite di “Splendida Cornice”, Luca Argentero svela il retroscena sulla possibile presenza all’Ariston: una telefonata iniziale, nessuna proposta formale e poi il vuoto. “Se non mi hanno richiamato significa no”, dice, archiviando definitivamente l’ipotesi.

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                Una telefonata, qualche contatto preliminare e poi il nulla.Luca Argentero mette fine alle indiscrezioni che lo volevano tra i possibili ospiti del prossimo Festival di Sanremo e lo fa senza troppi giri di parole. “Mi hanno telefonato settimane fa e poi sono spariti tutti”, racconta in diretta a “Splendida Cornice” su Rai3, decidendo di chiarire pubblicamente una vicenda rimasta sospesa.

                L’attore spiega che un primo approccio con la direzione artistica c’era stato, ma che da lì in avanti non si è mai arrivati a una proposta concreta. Nessun invito ufficiale, nessuna conferma, solo un silenzio prolungato. “Volevo approfittare della diretta per fare chiarezza sulla faccenda”, precisa, quasi a voler chiudere definitivamente un capitolo che per settimane ha alimentato voci e retroscena.

                Il tono non è polemico, ma il disappunto è evidente. “Comunque no, non ho questo impegno”, sottolinea. “Ormai dovrei saperlo e se non mi hanno richiamato significa no”. Una constatazione semplice, che però lascia intravedere una certa irritazione per la gestione della trattativa.

                Poi la frase che suona come una porta sbattuta: “E anche se fosse, adesso non ci vado più, mi sono stufato di aspettare”. Parole che sembrano escludere qualsiasi ripensamento dell’ultimo minuto. Se l’Ariston dovesse farsi vivo ora, la risposta – almeno per il momento – sarebbe negativa.

                Resta così ancora avvolto nell’incertezza il capitolo ospiti del Festival, in un’edizione che già prima di iniziare si sta muovendo tra indiscrezioni, smentite e piccoli strappi pubblici. Argentero, dal canto suo, sceglie di togliersi dal gioco e di farlo apertamente, davanti alle telecamere.Una scelta che chiude la vicenda, almeno dal suo punto di vista.

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