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Televisione

La doppietta di Tim Burton con la seconda serie di Mercoledì su Netflix (trailer)

La serie cult della piattaforma Netflix torna con una seconda stagione ancora più dark e ambiziosa. Divisa in due parti, si arricchisce nel cast con nomi da urlo come quelli di Lady Gaga e Steve Buscemi. Il tutto naturalmente firmato dal geniale Tim Burton.

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    Dopo una lunghissima attesa, Netflix ha finalmente svelato trailer e date d’uscita della seconda stagione di Mercoledì, la serie fenomeno diretta da Tim Burton. Il ritorno dell’amatissima Jenna Ortega nei panni della darkissima figlia della Famiglia Addams è previsto per il 6 agosto, data di rilascio della prima parte della stagione. La seconda tranche sarà disponibile dal 3 settembre, alimentando l’hype globale.

    Con l’obiettivo di superare il successo precedente

    Con oltre 252 milioni di visualizzazioni nelle prime 13 settimane di uscita della prima stagione, “Mercoledì” si era già affermata come una delle produzioni di maggior successo nella storia di Netflix. Ora, la piattaforma punta a bissare — e forse superare — quei numeri con una formula potenziata.

    Atmosfere più cupe e libertà creativa totale

    Tim Burton non si accontenta e spinge ancora più in là i confini dell’universo gotico: la nuova stagione promette tinte horror estreme, con atmosfere da vero film slasher. Bambole inquietanti, creature mostruose e un’estetica disturbante dominano il trailer ufficiale, lasciando intendere che “Mercoledì 2” sarà ancora più audace.

    Anche Jenna Ortega ha confermato questa evoluzione durante un’intervista recente:

    “Abbiamo osato di più, ci siamo presi il rischio di spingerci oltre”, ha dichiarato.

    Una maggiore libertà creativa che si traduce in un racconto più crudo, in linea con il crescente fascino del dark nella cultura pop contemporanea.

    Lady Gaga e super guest star: il cast si arricchisce

    Tra le novità più esplosive c’è l’arrivo di Lady Gaga, il cui ruolo resta avvolto nel mistero ma ha già scatenato teorie e speculazioni sui social. Accanto a lei, si uniscono al cast Steve Buscemi, che interpreterà un enigmatico Barry Dort, e Christopher Lloyd, leggendario Zio Fester degli anni ’90, ora in una veste tutta nuova.

    Confermati anche Catherine Zeta-Jones e Luis Guzmán come Morticia e Gomez Addams, insieme ai giovani Emma Myers, Joy Sunday e Hunter Doohan. Una formazione stellare che promette scintille. Assente invece Percy Hynes White, tagliato fuori da trailer e crediti ufficiali dopo le controversie del 2023: una scelta in linea con la nuova politica di prudenza adottata da Netflix.

    Una nuova strategia di rilascio: dividere per conquistare

    Seguendo una tendenza ormai consolidata nel mondo dello streaming, Mercoledì 2 sarà rilasciata in due parti separate, una mossa pensata per aumentare la fidelizzazione degli abbonati mese dopo mese. Già testata con successi come Stranger Things 4 e “La casa di carta”, questa formula sembra destinata a diventare uno standard per le serie evento. Con il suo mix irresistibile di horror, pop culture e star power, Mercoledì 2 si conferma una delle carte vincenti di Netflix in una battaglia sempre più serrata per l’attenzione del pubblico globale.

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      Televisione

      Noemi Bocchi a Ballando con le Stelle, spunta Leonardo Lini come maestro: bello, sexy e Totti sarebbe già geloso della coppia

      Leonardo Lini, fratello della maestra Giada Lini e volto già visto ad Amici, potrebbe affiancare Noemi Bocchi sulla pista di Ballando con le Stelle. E sul web parte già il gossip: Francesco Totti gradirà settimane di balli e prese?

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        Noemi Bocchi e Leonardo Lini insieme a Ballando con le Stelle? Per ora siamo nel territorio delle indiscrezioni, ma se l’abbinamento diventasse realtà Milly Carlucci avrebbe tra le mani una delle coppie più esplosive della prossima edizione. Perché lui è giovane, bello, sexy e soprattutto è un ballerino che sa perfettamente come stare davanti alle telecamere. Lei, inevitabilmente, sarà uno dei personaggi più osservati.

        E poi c’è Francesco Totti. Perché quando la tua compagna deve trascorrere settimane tra prove, abbracci, prese e coreografie con un maestro di ballo decisamente affascinante, il gossip parte prima ancora della musica.

        Le voci sulla presunta gelosia dell’ex capitano della Roma stanno già circolando. Che sia davvero infastidito, naturalmente, è tutto da dimostrare. Ma immaginare Totti in tribuna mentre Leonardo stringe Noemi per preparare un tango è già materiale perfetto per una stagione intera.

        Chi è Leonardo Lini, il possibile maestro di Noemi Bocchi

        Il nome che potrebbe essere affiancato a quello di Noemi è dunque Leonardo Lini, ballerino che il pubblico televisivo ha già conosciuto ad Amici. Un volto giovane che potrebbe ora trovare spazio nel programma del sabato sera di Rai 1.

        E Ballando con le Stelle, in realtà, è già una questione di famiglia. Leonardo è infatti fratello di Giada Lini, ballerina e maestra del programma condotto da Milly Carlucci.

        Fisico atletico, fascino evidente e un passato televisivo che gli ha già permesso di conoscere le dinamiche di un talent: sulla carta il profilo sembra perfetto per costruire una coppia capace di attirare l’attenzione ben oltre le semplici votazioni della giuria.

        Soprattutto se dall’altra parte c’è Noemi Bocchi.

        Noemi e Leonardo, a Ballando sarebbe una coppia pazzesca

        Perché diciamolo: insieme sarebbero una coppia televisivamente pazzesca. Noemi arriverebbe sulla pista con addosso una curiosità enorme, Leonardo con il compito di insegnarle a ballare e accompagnarla settimana dopo settimana nella gara.

        A Ballando, però, il rapporto tra maestro e concorrente è da sempre parte fondamentale dello spettacolo. Si provano passi per ore, si costruisce fiducia, ci si abbraccia, ci si stringe e inevitabilmente nasce una complicità che le telecamere raccontano puntata dopo puntata.

        Non significa certo che debba nascere qualcosa. Ma il programma vive anche di alchimie e il pubblico ama fantasticare.

        Con Noemi Bocchi sulla pista, poi, ogni sguardo rischia di diventare una notizia.

        E Francesco Totti? Il gossip sulla gelosia è già partito

        Ed eccoci alla domanda inevitabile: come la prenderebbe Francesco Totti?

        Secondo le indiscrezioni che accompagnano già l’ipotesi dell’abbinamento, l’ex capitano giallorosso sarebbe geloso all’idea che un altro uomo possa stringere la sua compagna durante settimane di allenamenti e dirette televisive. Una voce tutta da verificare, sulla quale al momento non esistono dichiarazioni dello stesso Totti.

        Ma il cortocircuito gossip è irresistibile.

        Da una parte Noemi, pronta a mettersi in gioco sulla pista più famosa della televisione italiana. Dall’altra Leonardo Lini, giovane, sexy e perfettamente a suo agio quando parte la musica. E fuori dalla pista Francesco Totti, al quale toccherebbe assistere alle coreografie.

        Manca soltanto la conferma dell’abbinamento.

        Poi potrà partire il tango. E probabilmente anche il gossip.

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          Televisione

          Francesca Fagnani pronta a lasciare la Rai, terremoto a Viale Mazzini: «Fiducia compromessa». E ora che succede a Belve?

          Secondo Adnkronos, Francesca Fagnani avrebbe formalizzato attraverso il suo procuratore l’intenzione di lasciare la Rai. Dietro lo strappo ci sarebbe un rapporto di fiducia compromesso. L’azienda però prova a ricucire.

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            Un altro possibile addio eccellente scuote la Rai. Questa volta il nome è quello di Francesca Fagnani, uno dei volti più riconoscibili e preziosi di Rai 2 grazie al successo di Belve. Secondo quanto riferisce Adnkronos, la giornalista avrebbe formalizzato attraverso il proprio procuratore l’intenzione di lasciare l’azienda pubblica, aprendo un caso destinato a pesare anche sulla costruzione dei prossimi palinsesti.

            Non si tratterebbe dunque soltanto di qualche malumore o di una trattativa sul futuro del programma. L’iniziativa sarebbe già arrivata ai vertici di Viale Mazzini attraverso una lettera e avrebbe provocato forte agitazione all’interno dell’azienda. Resta però da capire se lo strappo sia ormai insanabile oppure se esista ancora uno spazio per ricucire.

            Francesca Fagnani e la Rai, dietro lo strappo una «fiducia compromessa»

            Adnkronos ricostruisce uno scenario di tensioni che andrebbero oltre la semplice definizione della prossima stagione di Belve. «Secondo fonti ben informate, alla base delle tensioni che hanno portato alla lettera ci sarebbe un rapporto di fiducia compromesso con parte dell’azienda», riferisce l’agenzia.

            La comunicazione avrebbe agitato «non poco i piani alti dell’azienda» e nelle ultime settimane sarebbero già avvenute diverse interlocuzioni, senza però arrivare a una soluzione. Sul tavolo ci sarebbero anche idee divergenti sul futuro professionale della conduttrice.

            La vicenda assume un peso particolare proprio per il ruolo conquistato da Fagnani. Belve è diventato negli anni uno dei marchi più forti di Rai 2, capace di vivere ben oltre la messa in onda televisiva grazie alle interviste, alle confessioni degli ospiti e a una quantità enorme di contenuti rilanciati sui social.

            La Rai prova a trattenere Fagnani: «È un asset fondamentale»

            Da Viale Mazzini, almeno ufficialmente, nessuno considera però conclusa la partita. Il direttore Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore ha confermato il valore strategico della conduttrice per l’azienda e soprattutto l’esistenza di un rapporto contrattuale ancora in essere.

            «Francesca Fagnani è un asset fondamentale e una risorsa preziosa per la Direzione Intrattenimento Prime Time ed ha un contratto di esclusiva con l’azienda. Durante l’estate ci sono state varie interlocuzioni sugli sviluppi del programma. Oggi siamo al lavoro».

            Parole che raccontano una situazione ancora aperta. Da una parte ci sarebbe la volontà espressa dalla giornalista di interrompere il rapporto; dall’altra una Rai che sembra intenzionata a tentare di ricomporre la frattura e non vuole perdere uno dei suoi programmi più riconoscibili.

            Che cosa succede a Belve se Fagnani lascia Viale Mazzini

            È inevitabilmente Belve il grande punto interrogativo. Il programma è ormai legato in maniera quasi indissolubile alla personalità di Fagnani, al suo stile nelle interviste e a quella domanda finale sui difetti che negli anni è diventata uno dei tormentoni della trasmissione.

            Un eventuale addio della giornalista aprirebbe quindi una questione ben più grande del semplice trasferimento di una conduttrice. Bisognerebbe capire quale sarebbe il destino del format e soprattutto dove potrebbe proseguire il percorso televisivo di Fagnani.

            Le ipotesi, inevitabilmente, possono moltiplicarsi, ma al momento non risultano confermate destinazioni alternative. Anche l’eventuale approdo a Mediaset resta quindi nel territorio delle suggestioni e non può essere dato per acquisito.

            Dopo Fazio e Amadeus, un altro caso pesante per la Rai

            Se l’addio dovesse concretizzarsi, per la Rai sarebbe un’altra perdita di grande impatto dopo le partenze che negli ultimi anni hanno ridisegnato il panorama televisivo. Fabio Fazio ha lasciato il servizio pubblico, seguito successivamente da Amadeus, mentre periodicamente emergono indiscrezioni e malumori intorno ad altri protagonisti dell’azienda.

            Il caso Fagnani avrebbe però caratteristiche particolarmente delicate perché riguarda una conduttrice nel pieno del successo e un programma che continua a generare attenzione, ascolti e soprattutto una fortissima eco digitale.

            Per ora la porta resta socchiusa. La Rai dice di essere «al lavoro», mentre la comunicazione attribuita alla conduttrice racconta una frattura molto più profonda. Le prossime interlocuzioni diranno se Viale Mazzini riuscirà a recuperare il rapporto oppure se Belve dovrà davvero prepararsi a cambiare casa.

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              Televisione

              Francesco Panella, 100 puntate di Little Big Italy: «I miei genitori si separarono, da quella sofferenza è nata la mia strada»

              Little Big Italy taglia il traguardo delle cento puntate e Francesco Panella si racconta: dagli inizi a Parigi alla centesima puntata a Tokyo, passando per New York e la separazione dei genitori che ha segnato la sua vita.

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                Cento puntate, migliaia di chilometri e un’Italia sparsa in ogni angolo del mondo. Little Big Italy raggiunge un traguardo importante e Francesco Panella si volta indietro per raccontare un viaggio cominciato quasi dieci anni fa e diventato qualcosa di molto più grande di una trasmissione dedicata alla cucina italiana.

                Perché dietro carbonare improbabili, ristoranti, sfide e assaggi ci sono soprattutto le storie degli italiani che hanno lasciato il Paese e hanno provato a ricostruirne un pezzo dall’altra parte del mondo. E dietro lo stesso Panella c’è una storia personale che spiega molto della sua doppia anima di ristoratore e uomo di televisione.

                Little Big Italy compie 100 puntate: tutto cominciò con una carbonara

                Panella ricorda perfettamente la prima puntata, girata a Parigi. Davanti a lui arrivò una carbonara che aveva ben poco dell’originale. Gli autori gli suggerirono di chiudere il commento con «Questo non è un piatto italiano, io voglio di più». Lui aggiunse istintivamente due parole: «Molto di più».

                «Volevo andare in protezione di tutti gli italiani», racconta. Quell’aggiunta improvvisata sarebbe diventata il claim del programma.

                Per celebrare la centesima puntata, invece, la produzione lo ha portato dove sognava di arrivare da tempo: Tokyo. Un incontro con una cultura gastronomica che lo ha conquistato anche nel modo in cui interpreta i sapori italiani. «Lì la cucina italiana è precisa, attenta, quasi di nicchia. Ha una struttura più leggera, orientata alla purezza degli elementi».

                Poi l’inevitabile incontro con il sushi autentico e una promessa categorica: «Non lo mangerò mai più in Italia!».

                Panella e gli italiani all’estero: «Il valore umano supera la perfezione»

                In cento puntate Panella ha assaggiato centinaia di piatti, ma il suo metro di giudizio non si limita alla tecnica. Una pasta leggermente scotta o un ingrediente dosato male possono passare in secondo piano quando dietro quel piatto c’è la storia di una famiglia che ha lasciato l’Italia e continua a difenderne la memoria.

                «Se dietro c’è una famiglia che fatica, che soffre e che vuole raccontare con orgoglio il proprio Paese, io glielo faccio passare. Il valore umano supera la perfezione tecnica».

                È questa, secondo Panella, l’anima più autentica di Little Big Italy: «Un laboratorio di identità gastronomiche, di migrazioni, di sogni e di fatiche umane».

                Dagli Stati Uniti alla Germania, dal Brasile fino a Seul, il conduttore ha incontrato comunità diversissime accomunate dalla stessa esperienza: quella di chi decide di ricominciare lontano da casa senza sapere esattamente cosa troverà.

                L’esperienza a New York: «Quando non hai più nulla da dare, devi andartene»

                Un’esperienza che Panella conosce personalmente. A New York ha vissuto per quindici anni, trasformando la città in un enorme laboratorio professionale e umano.

                «I primi due anni li ho passati solo a osservare, pensare e costruire cose diverse», racconta. Da quell’esperienza ha ricavato anche una filosofia precisa: «Quando ti trasferisci in una città che non è la tua, devi essere pronto a dare prima ancora di ricevere. Se dai, allora hai vinto».

                Panella racconta di ragionare per cicli di dieci anni, il tempo che considera necessario per investire tutto in un progetto prima di cercare una nuova sfida. New York ha fatto eccezione, trattenendolo cinque anni in più. Poi è arrivato il momento di ripartire: «Quando capisci che non hai più nulla da dare in quel posto, allora è il momento di andartene».

                La separazione dei genitori e quella ferita diventata una strada

                Dietro la carriera di Panella c’è però anche una vicenda molto più intima. Da una parte una famiglia di ristoratori, dall’altra una famiglia di attori. Due mondi apparentemente lontani che, dopo la separazione dei suoi genitori, smisero di comunicare.

                «Questa mia strada nasce in realtà da una sofferenza familiare. I miei genitori si separarono e le due famiglie, una di ristoratori, l’altra di attori, non comunicavano, convinte che i loro mondi non potessero incontrarsi».

                Proprio quella frattura avrebbe spinto Panella nella direzione opposta: cercare di unire cucina e spettacolo. «Questa mancanza di comunicazione ha stimolato in me il desiderio opposto: fare entrambe le cose per dimostrare loro che una sintesi era possibile. E alla fine lo hanno capito».

                Una storia che sembra spiegare anche perché Little Big Italy sia diventato qualcosa di diverso da un semplice programma gastronomico. Per Panella il cibo è prima di tutto racconto: «Un piatto è un atto di comunicazione che racchiude le storie di chi lo coltiva, lo cucina e lo serve. Proprio come la televisione».

                E dopo cento puntate, forse, il segreto del programma sta proprio lì: usare la cucina per raccontare persone, famiglie e pezzi d’Italia che hanno trovato casa dall’altra parte del mondo.

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