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Televisione

Le serie tv più attese del 2026: da Bridgerton 4 a Portobello, fino al ritorno di Gomorra

Il 2026 si apre con il debutto italiano di HBO Max e un’agenda affollata: si va dal medical d’autore “The Pitt” al prequel de Il Trono di spade “Il cavaliere dei sette regni”, dalla quarta stagione di “Bridgerton” al coming of age criminale “Gomorra – Le origini”, passando per “The Paper”, “Portobello”, “La legge di Lidia Poët 3”, “Euphoria”, “The Boys 5”, “Ted Lasso 4” e persino i reboot nostalgici de “La casa nella prateria” ed “Elle”. Ecco cosa ci aspetta, piattaforma per piattaforma.

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    Il 2026, serialmente parlando, non lascia molto spazio ai tempi morti. Per ogni storia che si chiude – come il lungo arco di Stranger Things – arrivano nuove stagioni, prequel, spin-off e ritorni eccellenti. Sullo sfondo c’è un cambio di scenario importante anche per l’Italia: il 13 gennaio debutta la nuova HBO Max con il suo archivio pesantissimo (da Superman a The Batman, da Dune alla saga di Harry Potter) e con una dote di produzioni originali che puntano a spostare gli equilibri dello streaming.

    In mezzo, un calendario fitto di serie tv 2026 che attraversano tutti i generi: medical, fantasy, crime, legal drama, teen, comedy sportiva, nostalgia anni Ottanta e Nineties.

    The Pitt e Il cavaliere dei sette regni: il peso massimo di HBO Max

    Si parte proprio da HBO Max. Il 13 gennaio, al debutto italiano della piattaforma, arriva “The Pitt”, evoluzione in chiave contemporanea della scuola di E.R.: al centro c’è ancora il Trauma Medical Center di Pittsburgh e il dottor Michael “Robby” (Noah Wyle), ma questa volta l’intera stagione coincide con un solo, lunghissimo turno del 4 luglio. Giornata di festa, barbecue, fuochi d’artificio e una città che, inevitabilmente, si riversa al pronto soccorso. Tra urgenze, decisioni etiche e vite private allo stremo, “The Pitt” promette di essere uno dei medical drama più intensi del 2026.

    Pochi giorni dopo, il 19 gennaio, tocca al fantasy: “Il cavaliere dei sette regni – A Knight of the Seven Kingdoms” porta di nuovo a Westeros, ma un secolo prima degli eventi de Il Trono di spade. Niente Daenerys, niente Stark: al centro ci sono Ser Duncan l’Alto, cavaliere ingenuo ma coraggioso, e il suo scudiero Egg, in un’epoca in cui i Targaryen sono ancora sul Trono e il ricordo dei draghi è vivo. George R.R. Martin torna a firmare la storia, con Peter Claffey nei panni di Dunk e Dexter Sol Ansell in quelli del piccolo Egg.

    Bridgerton 4 e Gomorra – Le origini: il 2026 delle saghe che abbiamo già amato

    Sul fronte Netflix, l’evento di inizio anno ha un nome e un cognome: “Bridgerton 4”. Dopo Daphne, Anthony e Colin, tocca a Benedict Bridgerton (Luke Thompson), protagonista del romanzo La proposta di un gentiluomo. La quarta stagione mescola Cenerentola e scandalo in salsa Regency: un ballo in maschera, una misteriosa dama in argento, Sophie (Yerin Ha), cameriera e figlia illegittima di un nobile di origine coreana, e una ricerca impossibile che passa da un guanto al posto della celebre scarpetta. La stagione arriva in due parti, il 29 gennaio con i primi quattro episodi e il 26 febbraio con il resto.

    Sul fronte italiano, Sky e Now puntano invece su “Gomorra – Le origini”, il prequel che racconta la formazione criminale di Pietro Savastano. Siamo nella Napoli del 1977, tra contrabbando di sigarette e l’arrivo dell’eroina: al centro c’è un Pietro adolescente, interpretato dal sedicenne Luca Lubrano, che sogna una vita migliore insieme alla sua piccola gang di Secondigliano. I primi quattro episodi sono diretti da Marco D’Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto, gli ultimi due da Francesco Ghiaccio. Più che un semplice spin-off, una serie di formazione criminale che punta a raccontare “come si diventa boss”.

    The Paper e Portobello: tra newsroom sull’orlo del baratro e il caso Tortora

    Il mondo delle serie 2026 non vive solo di fantasy e camorra. Dalla squadra che ha firmato The Office arriva “The Paper”, mockumentary ambientato in una piccola redazione di provincia del Midwest, il Toledo Truth Teller, sull’orlo della chiusura. Stessi codici del finto documentario, nuovo ambiente: precarietà contrattuale, idealismo di chi vuole ancora fare giornalismo serio e una lotta quotidiana contro clickbait e ignoranza digitale. Nel caos brilla Esmeralda Grand, caporedattrice ad interim eccentrica e manipolatrice interpretata da Sabrina Impacciatore. La serie debutta il 26 gennaio su Sky e Now.

    Sempre in area HBO Max, ma con una forte impronta italiana, arriva “Portobello” di Marco Bellocchio. Il titolo richiama immediatamente il programma cult di Enzo Tortora e il suo pappagallo, ma la serie racconta in realtà uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia italiana: l’arresto, il processo, la macchina del fango che travolse il conduttore, fino alla sua lenta riabilitazione. A incarnare Tortora è Fabrizio Gifuni. Il debutto è previsto per il 20 febbraio e rappresenta la prima serie italiana originale della nuova piattaforma.

    Kay Scarpetta, One Piece, Euphoria e The Boys: tra crime forense, pirati e supereroi disturbati

    Il 2026 è anche l’anno in cui i romanzi di Patricia Cornwell diventano finalmente una serie tv: “Scarpetta”, in arrivo su Prime Video l’11 marzo. Kay Scarpetta, medico legale tra i più celebri della narrativa crime, ha il volto di Nicole Kidman; accanto a lei Jamie Lee Curtis nei panni della sorella Dorothy Farinelli. La serie gioca su due linee temporali: gli esordi di Kay alla fine degli anni Novanta come capo medico legale e il suo ritorno nel presente nella città natale, dove deve indagare su un caso raccapricciante mentre affronta relazioni familiari complicate, rancori professionali e segreti sepolti.

    Su Netflix torna il mondo di “One Piece” in versione live action con “One Piece: verso la rotta maggiore”. Luffy e la sua ciurma salpano verso la Grand Line, tratto di mare leggendario dove meraviglia e pericolo convivono a ogni tappa. Tra isole bizzarre, nuovi nemici e un tesoro che sembra sempre un passo più in là, la serie punta a consolidare il successo della prima stagione portando ancora più in là il confine tra manga e live action.

    Capitolo teen drama: il 3 aprile rientra in scena “Euphoria”, su Sky, Now e HBO Max. Sono passati più di tre anni dalla seconda stagione e la nuova annata riparte cinque anni dopo: Rue (Zendaya) in Messico alle prese con un viaggio oscuro, Jules che insegue i suoi impulsi creativi, Maddy diretta a Hollywood, il lutto reale della scomparsa di Angus Cloud che inevitabilmente pesa sul racconto. Molti dettagli restano top secret, ma è già chiaro che la serie continuerà a raccontare un’adolescenza interrotta, fragile e radicale.

    Sul fronte supereroi, l’8 aprile su Prime Video arriva la quinta e ultima stagione di “The Boys”. Il mondo è ormai completamente soggetto ai capricci di Homelander, Hughie, Mother’s Milk e Frenchie sono rinchiusi in un Freedom Camp, Annie tenta di organizzare una resistenza impossibile e Butcher ricompare con un’idea folle: usare un virus in grado di spazzare via tutti i Super. Una chiusura che promette sangue, satira politica e nessuna consolazione.

    Lidia Poët, The Bear, nostalgia e ritorni: l’anima italiana e la voglia di comfort

    Sul fronte italiano di Netflix, “La legge di Lidia Poët 3” è chiamata a chiudere il cerchio. La serie sulla prima avvocata italiana, interpretata da Matilda De Angelis, è stata la più vista in assoluto tra le produzioni italiane della piattaforma. La terza stagione, attesa nel corso del 2026, riparte dal treno per Roma e da quella dichiarazione d’amore in extremis al giornalista Jacopo Barberis (Edoardo Scarpetta): Lidia è divisa tra un futuro professionale in tribunale e uno sentimentale che non ha ancora il coraggio di nominare davvero.

    Su Disney+, invece, i fornelli di “The Bear” non si raffreddano: la quinta stagione, ancora senza data precisa, dovrà fare i conti con la decisione di Carmy di lasciare il ristorante che ha creato. La serie seguirà lo chef lontano dalla sua creatura, mentre Sydney e il resto della squadra provano a tenere in piedi il locale. Il tema, nemmeno troppo nascosto, è quello di sempre: cosa resta di un sogno quando chi l’ha acceso non c’è più?

    Il 2026 è anche l’anno dei reboot nostalgici. Netflix riporta in vita “La casa nella prateria”, nuovo adattamento dei romanzi di Laura Ingalls con Alice Halsey nel ruolo di Laura, Luke Bracey nei panni del padre Charles e Crosby Fitzgerald in quelli di Caroline. Vecchi temi – frontiera, famiglia, crescita – riscritti per un pubblico che vive nel pieno dell’era digitale.

    Su Prime Video, invece, arriva “Elle”, prequel in serie di Legally Blonde: protagonista è una giovanissima Elle Woods interpretata da Lexi Minetree, mentre Reese Witherspoon passa dietro le quinte come produttrice. Il focus sono gli anni del liceo, prima dell’ingresso ad Harvard, tra rosa shocking, intuizioni legali e stereotipi da smontare.

    Infine, due ritorni che dicono molto su come il pubblico cerchi comfort e familiarità. Su Apple TV+ torna “Ted Lasso 4”: l’allenatore più gentile del piccolo schermo rimette mano al mantra “Believe” e porta di nuovo l’AFC Richmond a misurarsi con la Premier League, tra humor, crescita personale e quelle piccole lezioni di vita che la serie non ha mai avuto paura di distribuire.

    Su Netflix, invece, “Beef – Season 2” trasforma l’ex miniserie in antologia. Nuova storia, nuovo cast (tra cui Oscar Isaac, Carey Mulligan, Charles Melton e Cailee Spaeny) e un altro scontro che parte da un incidente e si trasforma in guerra psicologica. Questa volta sullo sfondo di un country club d’élite, tra favori, coercizione e un miliardario coreano che tiene in mano i fili di tutto.

    Se il 2025 è stato l’anno dei grandi film-evento, il 2026 promette di essere l’anno in cui le serie tv si riprendono il centro esatto della conversazione pop: tra fantasy e legal drama, teen tormentati e giornali di provincia, pappagalli da studio e camerieri in abito da ballo, lo spettacolo – almeno in streaming – è appena cominciato.

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      «Mi piacciono giovani… e la cena la offro io!»: parola di Sara Ricci

      L’età è solo un numero, soprattutto in amore. Ne è convinta Sara Ricci, attrice e showgirl, che nel salotto di La volta buona ha parlato apertamente delle sue relazioni con uomini più giovani. «Il più piccolo? Aveva 23 anni. Mi ha fatto una corte sfrenata e non ho potuto rifiutare», racconta. Per lei, frequentare ragazzi con meno anni sulle spalle non è mai stato un problema, anzi: «Non vedo nulla di male, alla fine la cena la pago io!».

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        Durante una recente intervista, Sara ha ammesso di sentirsi a suo agio con uomini più giovani, trovandoli più spontanei e appassionati. «Con uno di 34 anni, ero praticamente coetanea della madre e lui si infastidiva quando lo dicevo. Per me è una deresponsabilizzazione, una voglia di non invecchiare», ha confessato con il sorriso. Una scelta che la diverte, ma che al tempo stesso apre una riflessione sulla libertà di amare senza pregiudizi.

        Gli stereotipi da superare

        Se un uomo esce con una donna più giovane, nessuno si scandalizza. Ma quando è il contrario? «Viviamo ancora in una società che giudica le donne per le loro scelte sentimentali, mentre per gli uomini è tutto normale», sottolinea Sara Ricci. «Io penso che l’importante sia stare bene insieme. Se una relazione è sincera e divertente, perché porsi limiti?».

        Il ruolo dell’indipendenza economica

        Un altro aspetto è la questione economica. Può essere un problema avere accanto un uomo più giovane e magari non ancora affermato? Sara non ha dubbi: «Per me no. Se ho voglia di uscire e offrire la cena, lo faccio senza problemi». Una dichiarazione che rompe ancora una volta con gli stereotipi, ribadendo l’importanza dell’indipendenza anche nei rapporti di coppia.

        Vivere l’amore senza schemi

        Sara Ricci rappresenta un modello di donna libera, che sceglie l’amore senza farsi condizionare dall’età o dai giudizi esterni. «A 53 anni mi sento viva, indipendente e felice. Se un uomo giovane mi fa stare bene, perché no?». Un messaggio forte che celebra l’autodeterminazione femminile e il diritto di amare senza etichette.

        Fra le tante cose realizzate in carriera, la Ricci è ricordata dai fan di Un Posto al Sole per il suo ruolo iconico di Adele Picardi, interpretato tra il 2002 e il 2006. Il suo personaggio, coinvolto in intense vicende sentimentali e familiari, ha lasciato un segno nella soap opera più longeva d’Italia. L’attrice ha spesso parlato con affetto di quell’esperienza, sottolineando come Un Posto al Sole le abbia dato grande visibilità e un legame speciale con il pubblico. Nonostante negli anni abbia preso altre strade, Sara Ricci non ha mai escluso un possibile ritorno nella serie, alimentando la curiosità dei fan.

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          Ricky Tognazzi e Simona Izzo rilanciano con Garko: nuova serie Mediaset e biopic Rai su Ugo Tognazzi

          Intervistati da Il Mattino, Tognazzi e Izzo svelano i prossimi lavori: una serie Mediaset con Gabriel Garko e un biopic Rai sul grande attore. E arriva anche una precisazione che fa tirare un sospiro di sollievo.

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            Ricky Tognazzi e Simona Izzo tornano all’attacco e lo fanno con un doppio progetto che promette di far discutere. Sull’onda del successo di Colpa dei sensi, la coppia annuncia una nuova serie per Mediaset e un biopic per la Rai dedicato a Ugo Tognazzi giovane. Due operazioni diverse, ma con un comune denominatore: riportare in primo piano storie forti e nomi che fanno rumore.

            Gabriel Garko torna protagonista con una nuova serie

            Il primo tassello è una serie destinata a Mediaset con Gabriel Garko come volto principale. Una scelta che punta chiaramente a intercettare il pubblico delle fiction più popolari, ma che inevitabilmente riaccende anche il dibattito. Perché Garko, nel bene e nel male, resta un attore che divide: amatissimo da una parte, discusso dall’altra. E proprio questa polarizzazione potrebbe essere la chiave del progetto.

            Il biopic su Ugo Tognazzi accende la curiosità

            Parallelamente prende forma anche un biopic per la Rai su Ugo Tognazzi giovane. Un’operazione più delicata, perché tocca una figura iconica del cinema italiano. Raccontare gli inizi di un attore così importante significa muoversi su un terreno scivoloso, tra aspettative alte e rischio di confronto continuo con un mito difficilmente replicabile.

            La precisazione che evita la polemica

            E infatti una precisazione arriva subito, quasi preventiva: Gabriel Garko non interpreterà Ugo Tognazzi. Un dettaglio che, per molti, rappresenta già una notizia nella notizia. Perché evita un possibile corto circuito mediatico e lascia spazio a una scelta più coerente con il peso del personaggio. Resta ora da capire come verranno costruiti questi progetti, ma una cosa è certa: Tognazzi e Izzo non hanno alcuna intenzione di passare inosservati.

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              Orietta Berti show da Fazio: l’uovo gigante di Pier Silvio e la battuta al vetriolo di Frassica

              Orietta Berti racconta ancora l’uovo di Pasqua “a grandezza umana” ricevuto da Pier Silvio Berlusconi. Nino Frassica interviene e spiazza tutti: “Magari dentro c’è Mario Giordano”.

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                Orietta Berti torna protagonista a “Che Tempo che Fa” e lo fa come solo lei sa fare: tra aneddoti surreali e momenti che diventano immediatamente virali. Stavolta al centro del racconto c’è (ancora) l’ormai celebre regalo ricevuto da Pier Silvio Berlusconi: un uovo di Pasqua decisamente fuori misura.

                L’uovo “a grandezza umana”

                La cantante, con il suo stile inconfondibile, ha raccontato per l’ennesima volta il curioso dono ricevuto, sottolineandone le dimensioni quasi incredibili. «A grandezza umana», ha ribadito, lasciando spazio all’immaginazione del pubblico. Un dettaglio che, già in passato, aveva fatto sorridere, ma che in studio ha trovato nuova linfa, trasformandosi in uno dei momenti più commentati della puntata.

                Frassica entra in scena e cambia tutto

                A quel punto interviene Nino Frassica, e come sempre basta una battuta per ribaltare la situazione. «Magari dentro c’è Mario Giordano», dice, con il suo tono surreale e perfettamente calibrato. Una frase che scatena risate in studio e sui social, diventando in pochi minuti il vero cuore dello sketch. Perché quando Frassica affonda, lo fa sempre con leggerezza ma colpisce nel segno.

                Il siparietto che diventa virale

                Il risultato è uno di quei momenti televisivi che vivono di spontaneità e tempi comici perfetti. Orietta Berti che rilancia il suo racconto, Frassica che lo trasforma in parodia e il pubblico che si lascia trascinare. Nessuna polemica, nessuna tensione, solo quel mix di ironia e leggerezza che rende certi siparietti immediatamente condivisibili. E ancora una volta, basta un uovo di Pasqua per prendersi la scena.

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