Televisione
Maria De Filippi rivoluziona Amici? Spunta Alessio Sakara tra i professori e la boxe entra nella scuola
Non un talent dedicato allo sport, ma una scuola ancora più completa. Maria De Filippi starebbe valutando l’ingresso dell’ex campione di MMA nel corpo docente di Amici 26, insieme a un restyling del format e ad altri cambiamenti tra i professori.
Maria De Filippi prepara una piccola rivoluzione per Amici. La ventiseiesima edizione del talent di Canale 5 potrebbe infatti allargare i propri orizzonti e aprire le porte a una disciplina finora inedita: la boxe. Non per trasformare la scuola in un’accademia di sport da combattimento, ma per offrire ai ragazzi uno strumento in più nella loro crescita artistica e personale. E il nome scelto per guidare questo percorso sarebbe uno dei più autorevoli del panorama italiano: Alessio Sakara.
Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti televisivi, l’ex campione di MMA sarebbe tra i candidati più accreditati a entrare nel corpo docente del programma. Una presenza che rappresenterebbe una delle principali novità della prossima stagione e che confermerebbe la volontà di Maria De Filippi di rinnovare il format senza snaturarne l’identità.
Alessio Sakara verso il banco dei professori
Alessio Sakara non ha certo bisogno di presentazioni. Dopo una lunga carriera nelle arti marziali miste, culminata con esperienze nelle più importanti organizzazioni internazionali, è diventato uno dei volti più conosciuti degli sport da combattimento italiani. Nel 2025 ha conquistato anche il titolo dei pesi mediomassimi nella bare-knuckle boxing della BKFC, mentre in televisione il pubblico lo conosce bene grazie al ruolo di giudice a Tu Si Que Vales.
Il suo eventuale approdo ad Amici non sarebbe casuale. Sakara conosce infatti molto bene l’universo Fascino anche sul piano personale, essendo il compagno di Raffaella Mennoia, storica autrice dei programmi firmati da Maria De Filippi.
La boxe come allenamento per cantanti e ballerini
L’idea allo studio non sarebbe quella di inserire gare di pugilato o prove sportive, bensì di utilizzare la boxe come strumento di preparazione fisica e mentale. Coordinazione, equilibrio, resistenza, controllo del corpo, gestione dello stress e concentrazione sono qualità indispensabili anche per chi deve affrontare un palco davanti a milioni di telespettatori.
Le lezioni di Sakara potrebbero quindi diventare parte integrante della formazione degli allievi, affiancando canto e danza con sessioni dedicate alla preparazione atletica e mentale.
Del resto non sarebbe la prima volta che Amici apre le proprie porte allo sport. Già in passato Maria De Filippi aveva coinvolto il campione olimpico Yuri Chechi, dimostrando come discipline apparentemente lontane dal mondo dello spettacolo possano rivelarsi preziose nella crescita degli artisti.
Nuovo format e cambi tra i professori
Le novità non riguarderebbero soltanto Alessio Sakara. Le indiscrezioni parlano infatti anche di un’evoluzione del racconto televisivo, soprattutto per quanto riguarda i cantanti. Le telecamere potrebbero seguire gli allievi anche fuori dalla scuola, mostrando il lavoro negli studi di registrazione, gli incontri con produttori e case discografiche, la preparazione dei concerti e tutte le attività che precedono il debutto sul mercato musicale.
Anche il corpo docente sarebbe destinato a cambiare. Anna Pettinelli, salvo clamorosi colpi di scena, non farà parte della nuova edizione dopo aver scelto di partecipare come concorrente a Tale e Quale Show. Dovrebbero invece restare Rudy Zerbi, Alessandra Celentano, Lorella Cuccarini, Emanuel Lo e Veronica Peparini, ai quali potrebbe aggiungersi proprio Alessio Sakara per inaugurare una delle novità più sorprendenti della storia di Amici.
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Televisione
Sanremo 2027, Stefano De Martino rivoluziona il Festival: via le Nuove Proposte, meno Big e una serata per scegliere chi andrà all’Eurovision
Il vincitore di Sanremo Giovani entrerà direttamente nella gara dei Big. De Martino punta a ridurre il cast, portare tutti i cantanti sul palco ogni sera e introdurre una serata “Performance” legata alla scelta italiana per l’Eurovision.
Stefano De Martino non vuole limitarsi a condurre il Festival di Sanremo 2027. Vuole cambiarne il passo, alleggerirne la struttura e correggere alcuni dei difetti che il pubblico segnala da anni. Le prime anticipazioni sul nuovo regolamento delineano un Festival meno affollato, più attento alla dimensione televisiva delle esibizioni e soprattutto privo della categoria delle Nuove Proposte.
Il vincitore di Sanremo Giovani entrerà direttamente nella competizione principale e affronterà i Big senza gare parallele né spazi marginali.
La novità può sembrare una sottrazione. In realtà, De Martino compie una scelta molto più favorevole agli emergenti: invece di assegnare loro una competizione minore, offre al vincitore l’accesso al palco principale, davanti allo stesso pubblico e con lo stesso peso degli artisti affermati.
Secondo le anticipazioni raccolte da Adnkronos, il nuovo regolamento cancellerà dunque la sezione Nuove Proposte e porterà il vincitore di Sanremo Giovani direttamente tra i Big. La finale della selezione dovrebbe andare in onda il 18 dicembre in prima serata su Rai 1, con sei concorrenti: tre provenienti da Area Sanremo e tre scelti dalla commissione musicale guidata da De Martino.
De Martino elimina le Nuove Proposte, non i giovani
Per anni Sanremo ha presentato la categoria delle Nuove Proposte come uno strumento di valorizzazione degli emergenti. Spesso, però, la collocazione televisiva e il diverso peso della gara hanno prodotto l’effetto opposto. I giovani cantavano davanti a una platea più distratta, occupavano uno spazio secondario nella scaletta e lasciavano l’Ariston senza ottenere l’attenzione riservata ai Big.
De Martino rovescia il meccanismo. Il vincitore della selezione giovanile non riceverà soltanto un premio o una breve vetrina all’Ariston: conquisterà un posto nella gara principale e dovrà vedersela con cantanti affermati, grandi case discografiche e interpreti capaci di dominare classifiche e radio.
La scelta riconosce anche un cambiamento dell’industria musicale. Oggi la distinzione tra giovane ed emergente non coincide necessariamente con l’età o con il percorso professionale. Un artista può accumulare milioni di ascolti sulle piattaforme, costruire un pubblico sui social e riempire i club senza avere mai calcato il palco dell’Ariston.
Sanremo ha già dimostrato che il salto può funzionare. Nel 2019 Mahmood, dopo la vittoria a Sanremo Giovani, partecipò alla gara principale e vinse il Festival con Soldi. Un precedente che dimostra quanto possa cambiare il destino di un emergente quando Sanremo gli concede immediatamente il confronto con i nomi più affermati.
Sanremo Giovani torna al centro della programmazione Rai
Anche la collocazione televisiva può cambiare radicalmente il peso della selezione. Le indiscrezioni indicano il ritorno di Sanremo Giovani su Rai 1, con la finale prevista in prima serata il 18 dicembre.
La Rai sta ancora studiando il percorso che porterà alla finale. Tra le ipotesi circola uno spazio nell’access prime time, la fascia che De Martino presidia con Affari Tuoi. Potrebbe nascere un programma autonomo oppure uno spin-off, ma l’azienda non ha ancora comunicato la formula definitiva.
Portare gli aspiranti concorrenti davanti al pubblico dell’access significherebbe comunque trasformare Sanremo Giovani in un vero appuntamento popolare e non più in un semplice passaggio di qualificazione verso febbraio.
Il nuovo meccanismo incontra anche una richiesta dell’industria discografica. Il presidente della Fimi Enzo Mazza aveva auspicato il ritorno alla formula che permette ai vincitori di Sanremo Giovani di accedere direttamente alla competizione principale.
Sanremo 2027 avrà meno Big e tutti canteranno ogni sera
De Martino prepara anche un taglio al numero dei concorrenti. Le prime anticipazioni indicano 24 Big, anche se il numero definitivo potrebbe oscillare tra 24 e 26 artisti.
Dopo le ultime edizioni particolarmente affollate, la riduzione risponde a una delle critiche più frequenti rivolte al Festival: troppe canzoni, troppe ore di diretta e una gara che diventa difficile seguire fino alla fine.
Il nuovo direttore artistico vorrebbe inoltre portare tutti i concorrenti sul palco in ciascuna delle cinque serate. La formula eliminerebbe la rotazione degli artisti e renderebbe più semplice seguire la competizione dall’inizio alla fine.
Per riuscirci, però, De Martino dovrà intervenire soprattutto sui tempi televisivi: meno interventi accessori, passaggi più rapidi e una scaletta capace di evitare le maratone fino a notte fonda.
Il progetto raccoglie così diverse richieste che gli spettatori ripetono da anni: un cast più contenuto, maggiore attenzione agli emergenti e una gara più semplice da seguire.
Una serata “Performance” per scegliere chi andrà all’Eurovision
Il progetto introduce anche una serata “Performance”, durante la quale gli artisti potranno valorizzare la componente scenica delle proprie canzoni attraverso coreografie, immagini ed effetti visivi.
La serata dovrebbe contribuire alla scelta del rappresentante italiano per l’Eurovision Song Contest, separando così il passaporto per la competizione europea dalla vittoria automatica del Festival.
L’idea parte da una differenza sostanziale. Sanremo premia una canzone attraverso il sistema di voto previsto dal proprio regolamento. L’Eurovision richiede invece anche una performance televisiva capace di funzionare in pochi minuti davanti a milioni di spettatori di Paesi diversi.
Una canzone può quindi conquistare l’Ariston senza possedere necessariamente le caratteristiche migliori per il palco europeo. Allo stesso modo, un altro brano può esprimere il proprio potenziale soprattutto attraverso immagini, coreografie e costruzione scenica.
De Martino punta così a distinguere i due obiettivi: Sanremo sceglierà il vincitore del Festival, mentre la nuova formula potrà individuare l’artista più adatto all’Eurovision. Il regolamento definitivo dovrà però spiegare con precisione il meccanismo per evitare di creare due vittorie parallele e confondere il peso del primo posto con quello della candidatura europea.
Le anticipazioni descrivono un Sanremo 2027 più agile, ma molti dettagli aspettano ancora una conferma definitiva. De Martino si gioca una parte importante della propria carriera televisiva e raccoglie un’eredità pesante.
La cancellazione delle Nuove Proposte rappresenta per ora la scelta più significativa. De Martino non toglie spazio ai giovani: abbatte il recinto che li separava dai Big. Il vincitore di Sanremo Giovani dovrà affrontare immediatamente i nomi più forti della musica italiana, ma avrà anche la possibilità di batterli. Una sfida molto più difficile. E proprio per questo molto più importante.
Televisione
La lezione di Joe Bastianich tra cucina democratica e futuro: «I giovani cercano qualità e giusti prezzi, tornerei subito a MasterChef»
Pronto a partire con la terza stagione di “Foodish” su Sky e a inaugurare un nuovo locale a Milano insieme al figlio Ethan, Joe Bastianich ripercorre la sua carriera da imprenditore. Tra tendenze pop e cibo a prezzi accessibili, il ristoratore lancia anche un messaggio a MasterChef
Alla vigilia della partenza della terza stagione di Foodish, la produzione Banijay Italia in onda su Sky, Joe Bastianich torna a raccontarsi in un’intervista firmata da Alessandra Dal Monte per il Corriere della Sera. Insieme a ospiti famosi come Massimo Giletti, Maddalena Corvaglia, Adriano Pappalardo, Paola Barale, Juri Chechi, Anna Zhang e lo youtuber Awed, l’imprenditore va alla ricerca dei piatti più golosi del Paese. Ma cosa significa esattamente questo format? «Lo stiamo imparando anche noi», spiega Bastianich, «di fatto stiamo inventando una nuova categoria, perché “foodish” non è stellato, non è gourmet, non è Slow Food, non è healthy: è la pancia, è mangiare cose deliziose senza politically correct, senza troppe paranoie, senza pensare alla nutrizione».
Il concetto di cibo democratico e i nuovi trend
Secondo il noto ristoratore, l’obiettivo principale resta il piacere della tavola unito a un costo accessibile. «In Italia si possono mangiare cose deliziose a 10-15 euro, di sicuro sotto i 20», osserva Bastianich, citando come esempio la bombetta pugliese rispetto al classico risotto alla milanese perché capace di incarnare l’idea di cibo saporito, sfizioso e democratico.
Parallelamente all’impegno televisivo, l’imprenditore lavora a Milano all’apertura del format WingStop in via Dante 16 insieme al figlio Ethan, da cui ammette di aver imparato molto: «Mi ha insegnato a fare un passo indietro, a plasmare meno le cose con il mio gusto e a pensare di più a cosa vogliono le persone. Grazie a lui ho capito che i ragazzi giovani oggi amano assaggiare le tendenze internazionali, sono aperti e curiosi». Analizzando i trend del settore, Bastianich vede un grande successo per lo Smashburger e preannuncia l’arrivo della cheesesteak, la tipica bistecca alla piastra con formaggio.
Il bilancio sugli errori e il messaggio a MasterChef
Ripercorrendo la propria strada nel mondo degli affari, il ristoratore individua chiaramente i passi falsi commessi in passato: «Anni fa ho aperto a New York un bistrot francese, fu un disastro. Non conoscevo davvero quella cucina ed è andata malissimo. Anche questo è un consiglio: fare solo cose in cui si crede».
Immancabile un passaggio sui suoi ex colleghi e sul talent culinario che lo ha reso un volto celebre del piccolo schermo. Pur definendo bravissimi gli attuali giudici, Bastianich non nasconde la voglia di rimettersi in gioco nella cucina dello show: «Se mi chiamassero non ci penserei un minuto. Anzi, lo dico: è tempo che Bastianich torni a MasterChef». Su che tipo di giudice sarebbe oggi, conclude sorridendo: «Di certo non lancerei più i piatti addosso ai concorrenti, non mi verrebbe più, ho quasi 60 anni… sarei una versione 2.0, magari più simpatica, magari più cattiva… ma non mi chiamano quindi devo fare altre cose!».
Televisione
Sigfrido Ranucci, Giletti annuncia: «Due Procure indagano sul caso». I fascicoli da Venezia a Napoli e l’esposto contro Report
Il conduttore de Lo Stato delle Cose anticipa l’esistenza di «inchieste parallele» e promette nuove rivelazioni alla prima puntata. Secondo Domani, oltre all’indagine sulla bomba, ci sarebbero fascicoli tra Venezia e Napoli legati al servizio di Report sui cantieri navali.
Il caso Sigfrido Ranucci potrebbe essere molto più ampio dell’indagine sull’attentato. A lanciare nuovi interrogativi è Massimo Giletti, che dai corridoi Rai anticipa l’esistenza di altre inchieste e promette di raccontare ciò che sa nella prima puntata della nuova stagione de Lo Stato delle Cose.
«Ci sono inchieste parallele sul caso Ranucci», sostiene Giletti. Poi aggiunge un particolare destinato inevitabilmente ad alimentare l’attesa: «Due Procure stanno lavorando su quanto accaduto a Sigfrido: una sta a nord di Roma, l’altra a sud».
Quali siano esattamente le indagini alle quali si riferisce il conduttore non è ancora chiaro. Alcuni elementi, però, emergono da quanto ricostruito da Domani, che collega una parte degli accertamenti a un’inchiesta di Report sui cantieri navali.
Giletti e le «inchieste parallele» sul caso Ranucci
Il conduttore per il momento non scopre tutte le carte. L’appuntamento per conoscere i dettagli è con il ritorno in onda de Lo Stato delle Cose, dove Giletti promette di approfondire le piste investigative che si starebbero muovendo parallelamente.
Sul tavolo resta innanzitutto l’inchiesta sull’ordigno esploso davanti all’abitazione di Ranucci. Ma secondo Domani esisterebbe anche un fascicolo della Direzione distrettuale antimafia di Venezia riguardante l’inchiesta sui cantieri navali raccontata da Report.
Nell’ambito di quella vicenda, secondo la ricostruzione del quotidiano, Valter Lavitola avrebbe tentato di mettere in atto un depistaggio. Un elemento sul quale sarebbero in corso approfondimenti investigativi.
Il fascicolo a Napoli Nord e la società Arkipiù
Un altro filone porterebbe invece alla Procura di Napoli Nord. L’indagine, sempre secondo Domani, sarebbe al momento senza indagati e riguarderebbe Arkipiù, società citata nel servizio di Report dedicato ai cantieri.
Potrebbe essere proprio questa una delle Procure alle quali allude Giletti parlando di indagini a nord e a sud di Roma, ma il conduttore non ha ancora fornito dettagli sufficienti per stabilirlo.
Il punto centrale resta quindi capire se e in quale modo questi diversi fascicoli possano incrociarsi con quanto accaduto a Ranucci. Ed è su questo che Giletti sembra intenzionato a concentrare le sue anticipazioni televisive.
L’esposto contro Ranucci, Autieri e la Rai
C’è poi un ulteriore procedimento, questa volta a Roma. La pm Nadia Plastina ha aperto un fascicolo dopo un esposto presentato nella seconda metà di luglio dal deputato di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano.
L’esposto riguarda Sigfrido Ranucci, l’inviato Daniele Autieri e la Rai e ipotizza i reati di diffamazione e calunnia. Cangiano era stato menzionato proprio nel servizio di Report sui cantieri navali.
Si tratta di vicende giudiziarie differenti, sulle quali gli accertamenti sono ancora in corso e che non possono essere automaticamente sovrapposte. Ma le parole di Giletti aprono adesso un nuovo scenario: il conduttore sostiene che intorno al caso Ranucci ci sia ancora molto da raccontare.
E ha già fissato il momento in cui intende farlo: la prima puntata della nuova stagione de Lo Stato delle Cose.
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