Connect with us

Televisione

Nino Frassica a Sanremo: “Salvato da Terence Hill e innamorato di una ex pornostar”

Con la sua comicità unica e il suo carisma innato, Nino Frassica continua a essere una delle figure più amate e rispettate del panorama televisivo italiano, capace di far ridere e riflettere con la sua ironia intelligente e mai banale.

Avatar photo

Pubblicato

il

    La sua performance è stata una delle più apprezzate del Festival di Sanremo. Nino Frassica insieme a Carlo Conti ha formato sul palco dell’Ariston una coppia che ha fatto faville. Una sfida vinta per l’attore, ma anche un’occasione per rispolverare qualche curiosità sulla sua carriera e sulla sua vita personale.

    Dagli esordi con Renzo Arbore alla consacrazione in “Don Matteo”

    Attore, cabarettista e conduttore, Nino Frassica ha iniziato il suo percorso negli anni ’80, quando, dopo diverse esperienze teatrali e televisive locali, approda al grande pubblico con il programma cult “Quelli della notte”, ideato da Renzo Arbore. È proprio quest’ultimo a dargli la prima grande occasione, lanciandolo nel mondo dello spettacolo. Frassica ricorda con affetto quel periodo e il loro incontro: “Sono cresciuto a pane e Alto gradimento. Quando lessi che Andy Luotto aveva telefonato ad Arbore e che lui, dopo averlo ascoltato, l’aveva convocato, decisi di chiamarlo anch’io. Trovai il numero sull’elenco telefonico e iniziai a lasciargli messaggi strampalati in segreteria, finché un giorno mi richiamò”.

    Da allora la carriera di Frassica è stata un susseguirsi di successi: dal “bravo presentatore” di “Indietro tutta!” ai ruoli cinematografici, fino alla celebre interpretazione del Maresciallo Cecchini nella serie “Don Matteo”. Un ruolo che ha interpretato a fianco di Terence Hill per oltre vent’anni e che gli ha regalato una popolarità straordinaria. “Don Matteo è una parte fondamentale della mia carriera – racconta Frassica –. Ho un legame speciale con quel personaggio e con tutto il cast”.

    Il sogno del cinema e le prime esperienze

    Nino Frassica è nato a Messina l’11 dicembre 1950 e sin da piccolo ha nutrito una passione viscerale per il cinema. “Mio padre voleva che facessi il geometra, ma io detestavo quell’istituto. Passavo le giornate a guardare film al cinema. Alla fine, passai alla scuola di ragioneria solo perché c’erano più ragazze!”. Questo spirito ribelle e sognatore lo portò a cercare fortuna a Roma, dove ebbe l’intuizione di contattare Renzo Arbore, e da lì iniziò la sua scalata al successo.

    Amori e vita privata: tra set e legami profondi

    Frassica ha vissuto intensamente anche la sua vita sentimentale. Dopo il matrimonio con l’attrice Daniela Conti, conclusosi nel 1993, l’attore si è risposato nel 2018 con Barbara Exignotis, ex attrice a luci rosse. Un amore che, come racconta, gli ha portato serenità e stabilità. Ma l’amicizia più profonda e duratura per Frassica è quella con Terence Hill, con cui ha condiviso tanti momenti sul set di “Don Matteo”. In un’intervista al settimanale DiPiù, ha ricordato un episodio in cui Hill gli ha salvato la vita: “Giravamo una scena sul tetto di una casa, era notte. A un certo punto sono scivolato e stavo per precipitare. Terence mi ha afferrato al volo. Se non fosse stato per lui, oggi non sarei qui a raccontarlo”.

    “Striscia” e nuove avventure televisive

    Frassica è uno dei volti cari a “Striscia la Notizia” con l’entusiasmo di sempre e la voglia di sorprendere ancora una volta il pubblico italiano. Proprio quest’anno è tornato in onda insieme a Michelle Hunziker, con cui condivide una forte complicità e tanta voglia di divertirsi. Confermandosi ancora una volta come una delle figure più amate e rispettate del panorama televisivo italiano, capace di far ridere e riflettere con la sua ironia intelligente e mai banale.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Orietta Berti boccia l’addio di Carlo Conti a Sanremo 2027: «Doveva restare, poteva farlo altri due o tre anni»

      Orietta Berti dice la sua sul cambio della guardia a Sanremo 2027 e avrebbe volentieri confermato Carlo Conti per altre edizioni. Poi, intervistata da Today, apre a una possibilità decisamente suggestiva: salire lei sul palco dell’Ariston da conduttrice.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Orietta Berti avrebbe tenuto Carlo Conti a Sanremo. Mentre il Festival 2027 si prepara a cambiare padrone di casa, l’eterna usignola di Cavriago non sembra particolarmente convinta della necessità di voltare pagina e, intervistata da Today, spiega che avrebbe visto benissimo Conti alla guida dell’Ariston ancora per qualche anno.

        «A Sanremo 2027 doveva restare Carlo Conti», dice senza troppi giri di parole. E non soltanto per un’altra edizione: secondo Orietta avrebbe potuto continuare tranquillamente «ancora due anni o tre».

        Orietta Berti: «Carlo Conti doveva restare a Sanremo»

        Per la cantante, il problema dell’età semplicemente non esiste. «Carlo è ancora giovane, ha ancora idee giovani, poteva continuare ancora», spiega Berti, promuovendo il conduttore sia sul piano televisivo sia su quello creativo.

        Una permanenza più lunga all’Ariston, dunque, non avrebbe rappresentato per lei alcun rischio di stanchezza della formula. Semmai potrebbe essere stato proprio Conti ad aver deciso che fosse arrivato il momento di fermarsi: «Ma forse si è stancato».

        «È ancora giovane e ha idee giovani»

        Berti non entra nelle dinamiche che hanno portato al cambio della guardia, ma il suo giudizio resta netto: se fosse dipeso da lei, Carlo avrebbe conservato le chiavi dell’Ariston.

        Del resto Sanremo è una macchina che richiede mesi di lavoro, dalla scelta delle canzoni alla costruzione del cast fino alle cinque serate in diretta. Dopo diverse edizioni sulle spalle, l’ipotesi che Conti possa semplicemente aver avuto voglia di passare la mano non sembra così peregrina neppure a Orietta.

        Orietta Berti conduttrice? «Sarebbe bello»

        Poi arriva la domanda inevitabile: e se a condurre Sanremo fosse proprio lei? Berti non si tira indietro e risponde con la semplicità che la contraddistingue: «Sarebbe bello».

        A 83 anni, dopo una vita trascorsa sul palco e una quantità industriale di Festival vissuti da protagonista, Orietta all’Ariston saprebbe certamente dove mettere le mani. E se Carlo Conti per lei è ancora giovane, tanto vale dirlo: a Sanremo, evidentemente, non è mai troppo tardi.

          Continua a leggere

          Televisione

          Sigfrido Ranucci fuori da Report, la Rai cambia tutto: conduzione a Presutti e Piervincenzi. E ora si prepara la battaglia

          Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai sceglie Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi e propone al giornalista tre possibili destinazioni: RaiNews, Tg3 o un ufficio di corrispondenza. Una soluzione che rischia di trasformarsi rapidamente in una guerra legale.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Sigfrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai cambia il volto dello storico programma d’inchiesta di Rai3 e dalla prossima stagione affida la conduzione a due giornalisti: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una decisione destinata inevitabilmente ad aprire un nuovo fronte dentro e fuori Viale Mazzini, anche perché resta da capire quale sarà il futuro professionale di Ranucci e soprattutto se il giornalista accetterà una delle soluzioni prospettate dall’azienda.

            La Rai presenta la decisione come «una nuova fase» per uno dei programmi più importanti dell’approfondimento del servizio pubblico e sottolinea che entrambi i nuovi conduttori sono risultati vincitori della selezione per giornalisti professionisti.

            Report passa a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

            Presutti conosce già perfettamente la trasmissione: da anni è giornalista e inviata di Report e ha costruito buona parte del proprio percorso professionale nel giornalismo investigativo. Nella selezione Rai si è classificata prima.

            Piervincenzi porta invece l’esperienza maturata come inviato e conduttore di programmi quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano. Nel 2017 fu aggredito a Ostia insieme all’operatore Edoardo Anselmi mentre stava realizzando un’inchiesta. Per la Rai la nuova coppia rappresenta un investimento «su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta».

            Sigfrido Ranucci, tre ipotesi per il futuro in Rai

            Il nodo più delicato riguarda però Ranucci, che ricopre anche la carica di vicedirettore ad personam di Rai3. L’azienda sostiene di avergli sottoposto tre possibili opzioni di ricollocazione «coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata».

            Secondo quanto riportato dall’Ansa, le destinazioni sarebbero RaiNews, Tg3 oppure un ufficio di corrispondenza. Resta da vedere se Ranucci considererà le proposte adeguate al proprio profilo professionale o se la vicenda finirà davanti ai giudici con una contestazione sul possibile demansionamento.

            Il Foglio: «Così la Rai trasforma Ranucci in un martire»

            La scelta scatena immediatamente anche la lettura politica. Il Foglio sostiene che l’operazione rischi di produrre esattamente l’effetto contrario a quello auspicato da chi voleva ridimensionare Ranucci: trasformarlo in un epurato.

            «Bastava lasciarlo lì, Ranucci», scrive il quotidiano, secondo cui la rimozione dalla conduzione finirebbe per consegnargli l’immagine del perseguitato e contemporaneamente costringere i nuovi responsabili di Report a dimostrare di non essere stati scelti per normalizzare la trasmissione.

            La Rai parla di «indipendenza editoriale» e «imparzialità rigorosa». Ranucci, per ora, resta fuori dalla conduzione. Ma la sensazione è che la partita intorno a Report, invece di chiudersi, sia appena cominciata.

              Continua a leggere

              Televisione

              Mediaset batte la Rai nell’estate 2026: Gerry Scotti e Temptation Island piegano Mondiali, sport e repliche di Viale Mazzini

              Mediaset vince l’estate televisiva con 2,8 milioni di spettatori medi giornalieri contro i 2,5 della Rai. La Ruota della Fortuna e Temptation Island battono la strategia di Viale Mazzini, affidata soprattutto a sport e repliche. E il divario on demand è ancora più pesante.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                I Mondiali di calcio non sono bastati alla Rai: l’estate televisiva 2026 l’ha vinta Mediaset. Dal 31 maggio al 25 agosto il gruppo di Cologno Monzese ha raccolto 2,8 milioni di spettatori medi nell’intera giornata, contro i 2,5 milioni del servizio pubblico. Ma il dato che fa ancora più rumore riguarda la sfida diretta tra le due ammiraglie: Canale 5 ha battuto Rai1 sia in prima serata, con 3,5 milioni contro 3,2, sia nelle 24 ore, con 1,35 milioni contro 1,28.

                Dietro i numeri c’è soprattutto una differenza di strategia. Mediaset ha deciso che la televisione non dovesse andare in vacanza insieme agli italiani. La Rai ha puntato sugli eventi sportivi e riempito buona parte del resto del palinsesto con le repliche. Il risultato ha premiato nettamente il Biscione.

                Gerry Scotti e Temptation Island, l’estate resta accesa su Canale 5

                Mediaset ha tenuto in campo i suoi pezzi forti. La Ruota della Fortuna di Gerry Scotti è rimasta accesa anche durante l’estate, mentre Temptation Island si è confermato una macchina capace di produrre contemporaneamente ascolti televisivi e conversazioni sui social.

                Una scelta opposta a quella della Rai, che poteva contare su una quantità considerevole di sport: Mondiali di calcio, Europei di atletica e nuoto hanno garantito pubblico e grandi appuntamenti, ma non sono riusciti a compensare una programmazione generalista molto più povera di novità.

                Il risultato sul giorno medio delle tre reti generaliste è eloquente: 2,1 milioni di spettatori per Mediaset contro 1,7 milioni della Rai.

                Mediaset batte la Rai anche fuori dalla tv tradizionale

                La sconfitta più preoccupante per Viale Mazzini potrebbe però essere quella che arriva lontano dal telecomando tradizionale. Le reti generaliste Mediaset raccolgono 120mila spettatori on demand, mentre quelle Rai si fermano a 37mila.

                Un divario enorme che, secondo Francesco Siliato dello Studio Frasi, mette in evidenza la necessità per il servizio pubblico di «rifondare la propria idea di media company» e costruire una programmazione capace di produrre pubblico anche oltre la messa in onda in diretta.

                Il problema, insomma, non riguarda soltanto cosa trasmettere a luglio e agosto, ma quanto a lungo un programma riesca a vivere dopo essere passato sul piccolo schermo.

                Negli otto mesi Rai1 resiste grazie anche a Sanremo

                La tendenza va oltre l’estate. Nei primi otto mesi del 2026 Mediaset totalizza ogni giorno 145mila spettatori on demand contro i 113mila della Rai. Canale 5 da sola ne raccoglie 88mila, mentre Rai1 si ferma a 52mila.

                L’ammiraglia del servizio pubblico conserva comunque il primato nell’intera giornata considerando i primi otto mesi: 1,534 milioni di spettatori medi contro 1,514 milioni di Canale 5, con il Festival di Sanremo che pesa inevitabilmente sul risultato.

                A livello di gruppi, però, Mediaset è già davanti: 3,092 milioni contro 2,973 milioni. E l’estate ha mandato un messaggio piuttosto semplice a Viale Mazzini: mentre la Rai metteva il cartello “torno subito” e confidava nello sport, Gerry Scotti continuava a girare la Ruota. E a quanto pare girava dalla parte giusta.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie