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Televisione

Striscia accusa: “Affari Tuoi è pilotato!”. Il sospetto su De Martino, Giusti e Insinna

Max Giusti aveva già lanciato l’allarme, Striscia conferma: “Non è casualità, ma un meccanismo che distribuisce premi rispettando una media economica”. Sotto accusa anni di edizioni e ora Stefano De Martino. “L’unica fortuna? Capitarci il giorno giusto”.

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    Affari Tuoi, il popolarissimo show di Rai 1 oggi condotto da Stefano De Martino, finisce nell’occhio del ciclone. A sganciare la bomba è Striscia la Notizia, che parla di un vero e proprio “sistema” in grado di pilotare le vincite all’interno del programma. Altro che aleatorietà, altro che pura fortuna: la trasmissione che fa sedere in studio concorrenti da tutta Italia sarebbe regolata da un meccanismo ben più controllato.

    Il caso è esploso dopo una clamorosa dichiarazione di Max Giusti, ex volto storico della trasmissione, che ospite del podcast Tintoria ha ammesso che, ai suoi tempi, “si doveva rientrare assolutamente in un budget di 33 mila euro a puntata”.

    Una rivelazione che stride con le parole dell’attuale “Dottore”, Pasquale Romano, autore del format, che a novembre aveva negato l’esistenza di tetti di spesa, difendendo il principio della casualità assoluta: “Le variabili di Affari Tuoi sono infinite, è un gioco basato solo sulla fortuna”, aveva dichiarato a La Verità.

    Ma Striscia la Notizia ha deciso di andare a fondo. E secondo l’inchiesta trasmessa su Canale 5, il presunto “sistema” sarebbe attivo da anni, regolando in maniera chirurgica l’andamento delle vincite per non sforare mai una determinata media economica.

    Dati alla mano, sotto la conduzione di Flavio Insinna il premio medio sarebbe rimasto incredibilmente stabile attorno ai 36 mila euro a puntata per quattro stagioni consecutive: 36.178 euro nel 2013/2014, 35.234 euro l’anno successivo, poi ancora 36.201 e 36.769 nelle due edizioni successive. Una precisione quasi svizzera che difficilmente si spiegherebbe solo con il caso.

    “Affari Tuoi distribuisce ogni sera premi calibrati al centesimo per restare dentro una media predeterminata”, sostiene Striscia. Una conclusione che, se confermata, demolirebbe l’idea di un gioco puramente basato sulla sorte.

    Ora l’attenzione si sposta sull’attuale edizione capitanata da Stefano De Martino: anche qui, il dubbio è che le “caselle fortunate” siano scelte in base al bilancio e non al fato.

    “L’unica fortuna ad Affari Tuoi – commenta sarcastica l’inviata Rajae – è beccare la puntata giusta”. E mentre il pubblico resta spiazzato, non resta che attendere nuove rivelazioni su quello che sembra il caso televisivo del momento.

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      Televisione

      Paola Perego compie 60 anni e si racconta senza sconti: “La mia vittoria più grande? Aver battuto il cancro”

      Alla vigilia del compleanno, Paola Perego fa il punto su carriera e vita privata: il successo ritrovato con Citofonare Rai2 e The Floor, il dolore per l’accusa di sessismo, la malattia affrontata senza ipocrisie e una nuova serenità conquistata dopo anni difficili

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        Paola Perego si avvicina ai 60 anni con uno sguardo che non addolcisce nulla, ma nemmeno si concede al vittimismo. Il 17 aprile la conduttrice cambia prefisso e lo dice con quella sincerità asciutta che oggi sembra il suo tratto più forte: l’età fa impressione, certo, ma molto meno di quello che ha già passato. Perché nel suo bilancio personale il punto non sono le rughe o il mal di schiena, ma una consapevolezza arrivata dopo prove vere, di quelle che ti cambiano la scala delle priorità.

        A livello professionale, il momento è dei più favorevoli. Perego è al timone di Citofonare Rai2, conduce The Floor, lancia il podcast Poteva andare peggio e si prepara all’uscita della sua autobiografia A modo mio. Un periodo pieno, fitto, quasi una rivincita silenziosa per una donna che per anni ha dovuto ricostruire non solo la carriera, ma anche il rapporto con se stessa.

        Il dolore più forte tra malattia e tv
        Tra i passaggi più duri ricordati dalla conduttrice ce n’è uno personale e uno pubblico. Il primo è il cancro, che Paola chiama senza girarci intorno con il suo nome: un carcinoma maligno al rene. Lo racconta senza enfasi, ma con una lucidità che colpisce, spiegando di averlo scoperto in tempo solo grazie a controlli regolari fatti privatamente. Ed è qui che il racconto si fa anche più amaro, perché la sua riflessione va oltre il caso personale e tocca una ferita molto più larga: il privilegio di potersi curare in fretta quando si hanno i mezzi per farlo.

        L’altro trauma è professionale e porta ancora il peso di una ferita mai davvero dimenticata. Paola Perego indica come momento più complesso della carriera la chiusura di Parliamone sabato, travolta anni fa dalle polemiche e dall’accusa di sessismo. Per lei, che si è sempre definita dalla parte delle donne, quel colpo è stato devastante. Non soltanto sul piano pubblico, ma soprattutto su quello interiore: per molto tempo, confessa, non è più riuscita a divertirsi davvero con il proprio lavoro.

        La rinascita con Citofonare Rai2 e The Floor
        Oggi però il clima è cambiato. Citofonare Rai2 è diventato, parole sue, un piccolo gioiello. La trasmissione è cresciuta negli ascolti e si è conquistata uno spazio riconoscibile nel weekend Rai. Accanto a questo, c’è anche l’avventura di The Floor, vissuta con entusiasmo e leggerezza. Perego dà l’idea di una professionista che non ha più bisogno di dimostrare nulla, ma che ha ancora voglia di giocarsi partite nuove.

        Nel racconto c’è spazio anche per i rapporti di lavoro e per quelli affettivi. Parla con misura di Simona Ventura, che ha scelto un altro percorso, e con affetto del marito Lucio Presta, l’uomo che più di tutti, dice, le ha insegnato a riconoscere il proprio valore. Una confessione che pesa, soprattutto se si pensa a quanto Perego ammetta di aver faticato in passato a sentirsi davvero all’altezza.

        La nuova felicità tra nipoti, libertà e accettazione
        Ma forse il tratto più interessante di questa Paola Perego a quota 60 è altrove: nella serenità meno costruita, più domestica, quasi disarmante. La gioia di essere diventata nonna, il piacere di fare con i nipoti tutto quello che da madre si concedeva meno, la leggerezza finalmente conquistata. Non c’è ostentazione, non c’è la smania di sembrare eterna. C’è piuttosto l’idea di una donna che ha fatto pace con il fatto di non poter piacere a tutti e che considera questa una delle lezioni più importanti imparate col tempo.

        Il vero traguardo, in fondo, non sono i 60 anni. È esserci arrivata dopo il buio, con ancora entusiasmo addosso. E forse è proprio questo il punto più forte della sua confessione: Paola Perego non si racconta come una donna invincibile, ma come una donna che ha resistito. E nel mondo dello spettacolo, dove spesso si recita anche il dolore, è già una notizia.

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          Televisione

          Gene Gnocchi punge Citofonare Rai2: “Non ci vede nessuno”, Perego replica e i dati gelano lo studio

          Gene Gnocchi ironizza sugli ascolti di Citofonare Rai2, ma Paola Perego ribatte in diretta. I numeri però parlano chiaro: 285 mila spettatori e il 3,7% di share accendono il dibattito

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            A volte basta una battuta per trasformare un momento televisivo in un piccolo caso mediatico. È quello che è successo durante Citofonare Rai2, dove Gene Gnocchi ha lanciato una frecciata che, tra ironia e realtà, ha centrato un nervo scoperto: gli ascolti.

            “Non ci vede nessuno”: la battuta che fa rumore
            Con il suo stile diretto e tagliente, Gnocchi ha commentato senza troppi giri di parole: «Non ci vede nessuno, i dati sono questi». Una frase pronunciata con il sorriso, ma che fotografa una situazione non proprio brillante per il programma. In studio il clima resta leggero, ma il riferimento agli ascolti è tutt’altro che casuale.

            La risposta di Paola Perego: ironia contro ironia
            A raccogliere la provocazione è Paola Perego, che replica immediatamente: «…qualcuno ci ha visto!». Una risposta pronta, giocata sullo stesso registro ironico, che prova a smorzare il colpo e a mantenere il tono della trasmissione. Ma il botta e risposta, inevitabilmente, accende l’attenzione.

            I numeri che non aiutano: share e spettatori
            Dietro le battute, però, restano i dati. L’ultima puntata di Citofonare Rai2 ha registrato 285.000 spettatori con il 3,7% di share. Numeri che spiegano perché una semplice frase possa trasformarsi in titolo e aprire una riflessione più ampia sulla tenuta del programma. Tra autoironia e realtà, la televisione continua a raccontarsi anche così, in diretta.

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              Televisione

              Gaia De Laurentiis dopo Pechino Express finisce in ospedale: “Avevo una polmonite bilaterale”, paura dopo l’eliminazione

              Dopo l’avventura nel reality, Gaia De Laurentiis si è ritrovata a fare i conti con un serio problema di salute. L’attrice ha raccontato il ricovero in ospedale e ha anche chiarito i litigi con la figlia Agnese durante il programma.

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                Dopo l’eliminazione da Pechino Express, per Gaia De Laurentiis non è arrivato subito il ritorno alla normalità. L’attrice ha infatti raccontato di essere finita in ospedale per un problema di salute tutt’altro che banale, scoperto solo dopo giorni in cui aveva capito che qualcosa non andava davvero. Una situazione che ha trasformato il post-reality in un momento di forte preoccupazione.

                All’inizio sembrava una semplice influenza, una di quelle seccature stagionali che si trascinano per qualche giorno. Poi però il quadro si è complicato. «Mi sono accorta che qualcosa non andava perché ho avuto l’influenza, ma poi mi è venuta questa tosse bruttissima che non passava e una sera ero a cena con una mia amica e sono dovuta tornare a casa perché non mi sentivo bene e mi sembrava di svenire», ha raccontato.

                Gaia De Laurentiis in ospedale dopo Pechino Express

                Da quel momento la situazione ha preso una piega più seria. Gaia De Laurentiis si è rivolta all’ospedale e gli accertamenti hanno chiarito subito il motivo del malessere. La Tac ha infatti evidenziato una polmonite bilaterale, una diagnosi che spiega bene perché l’attrice si sentisse così debilitata.

                Il ricovero è durato una settimana, giorni delicati ma necessari per rimettere sotto controllo il quadro clinico. Oggi la fase più critica sembra alle spalle, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia.

                La diagnosi: “Ho scoperto di avere la polmonite bilaterale”

                «Da lì sono andata in ospedale e fatta la Tac ho scoperto di avere la polmonite bilaterale. Una settimana dentro, ma ora sto bene anche se la convalescenza mi hanno detto che sarà piuttosto lunga e faticosa». Parole che raccontano bene la paura, ma anche il sollievo di aver capito in tempo cosa stesse succedendo.

                La convalescenza sarà lunga e faticosa

                Il punto adesso è il recupero. Gaia De Laurentiis ha spiegato chiaramente che sta meglio, ma che il percorso non sarà rapido. La polmonite bilaterale non è una di quelle cose che si archiviano in pochi giorni e infatti la convalescenza si preannuncia impegnativa.

                Per chi l’ha seguita a Pechino Express, la notizia colpisce ancora di più perché arriva subito dopo un’esperienza fisicamente intensa, stressante e logorante, che può aver lasciato addosso stanchezza e fragilità.

                Dal reality al crollo fisico

                Il passaggio da un’avventura televisiva così dura a un ricovero ospedaliero racconta un contraccolpo pesante. E spiega perché l’attrice abbia voluto parlare apertamente di quello che le è accaduto.

                Gaia De Laurentiis e i litigi con la figlia Agnese

                Nel racconto c’è spazio anche per il rapporto con la figlia Agnese, compagna di viaggio nel programma. Durante Pechino Express tra le due non sono mancate tensioni e discussioni, ma Gaia De Laurentiis ha ridimensionato tutto, spiegando che era soprattutto lo stress a guidare certe reazioni.

                «È vero, abbiamo litigato diverse volte, ma era lo stress a parlare. Lei è molto più competitiva di me. Agnese aveva paura di fare brutta figura». Una frase che rimette ordine nel racconto e restituisce il vero senso di quei contrasti: non una frattura familiare, ma la pressione inevitabile di un’esperienza estrema.

                Lo stress del gioco ha pesato sul rapporto

                Insomma, tra salute da recuperare e tensioni da reality ormai alle spalle, Gaia De Laurentiis sta cercando di rimettere insieme i pezzi con lucidità. Prima la paura per il fisico, poi la necessità di rallentare. Altro che semplice dopo-programma.

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