Televisione
Vanessa Incontrada e il sogno Sanremo: “Se non lo faccio quest’anno non lo farò mai più”, tra attese, silenzi e il nodo Laura Pausini
Vanessa Incontrada non lo dice ufficialmente, ma a chi le chiede del prossimo Festival di Sanremo avrebbe confidato una frase che pesa come un macigno: «Se non lo faccio quest’anno non lo farò mai più». Il sogno dell’Ariston, il rapporto con Carlo Conti, la rimessa in forma e le voci su Laura Pausini come unica co-conduttrice: il rebus Sanremo è più aperto che mai.
C’è un palco che per alcuni resta un traguardo professionale, per altri una vera ossessione. Per Vanessa Incontrada, Sanremo sembra essere entrambe le cose. Da anni il suo nome circola, entra ed esce dalle ipotesi, viene evocato e poi accantonato. Ora, però, il tempo stringe e la sensazione è che questa possa essere davvero l’ultima chiamata.
A chi, in modo informale, le chiede se sarà tra i volti femminili del prossimo Festival, Vanessa risponderebbe sottovoce ma con chiarezza: «Se non faccio Sanremo quest’anno non lo farò mai più». Una frase che racconta stanchezza, attesa e consapevolezza di trovarsi davanti a un bivio.
Il sogno dell’Ariston e il ruolo di Carlo Conti
Che Sanremo sia il grande sogno di Vanessa Incontrada non è un mistero. Lo ha detto, lasciato intendere, fatto trapelare negli anni. E non è un caso che il nome chiave sia sempre lo stesso: Carlo Conti. Amico di lunga data, volto rassicurante del servizio pubblico, uomo che più di altri può decidere chi sale e chi no sul palco dell’Ariston.
Per Vanessa, Conti rappresenta l’unica vera possibilità di trasformare il desiderio in realtà. Il rapporto personale, la stima reciproca e una carriera televisiva solida alle spalle sembrano tutti elementi a suo favore. Eppure, come spesso accade a Sanremo, nulla è mai scontato.
La rimessa in forma e il momento giusto
C’è anche un altro dettaglio che non passa inosservato. Vanessa Incontrada si è rimessa in forma smagliante, con una trasformazione fisica evidente. Dimagrimento, sana alimentazione, sport: un lavoro costante che oggi la porta ad avere un fisico definito, luminoso, da fare invidia a una modella.
Un cambiamento che molti leggono anche in chiave simbolica. Essere pronti, presentarsi nel momento giusto, sentirsi finalmente a proprio agio sotto i riflettori più impietosi d’Italia. Sanremo, si sa, non perdona. E Vanessa sembra voler arrivare all’eventuale appuntamento senza lasciare nulla al caso.
La doccia fredda: l’ipotesi Laura Pausini
Ma proprio mentre il sogno sembra più vicino, arriva la notizia che rischia di complicare tutto. Carlo Conti sarebbe infatti in trattative con Laura Pausini per averla al suo fianco tutte e cinque le serate come unica co-conduttrice. Un’ipotesi forte, ingombrante, che ridisegnerebbe completamente l’assetto del Festival.
Secondo indiscrezioni, Vanessa Incontrada sarebbe rimasta di stucco alla notizia. Non tanto per la figura di Pausini, quanto per ciò che questa scelta implicherebbe: meno spazio, meno ruoli femminili, meno possibilità di alternanza sul palco. Una decisione che, se confermata, rischierebbe di chiudere la porta proprio sul più bello.
Tra speranza e realismo
Eppure Vanessa non molla. Chi la conosce racconta di una donna determinata, che continua a sperare fino all’ultimo. Sanremo è fatto anche di sorprese, cambi di rotta, decisioni prese all’ultimo momento. E finché non c’è una conferma ufficiale, tutto resta possibile.
Il suo nome, del resto, continua a circolare con insistenza. Pubblico, addetti ai lavori, osservatori televisivi: in molti la vedrebbero perfettamente a suo agio sul palco dell’Ariston, tra ironia, empatia e capacità di reggere la diretta.
Un’attesa che pesa
La frase pronunciata a bassa voce – «se non lo faccio quest’anno non lo farò mai più» – racconta però anche un’altra verità. Sanremo non può restare un’eterna promessa. A un certo punto, bisogna capire se è un sogno destinato a realizzarsi o un’illusione da lasciare andare.
Vanessa Incontrada è a un passo da questa risposta. Il Festival si avvicina, le decisioni si stringono, i nomi iniziano a essere messi nero su bianco. E mentre Laura Pausini avanza come ipotesi forte, lei resta lì, in attesa. Con la speranza che questa volta l’Ariston, finalmente, pronunci il suo nome.
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Televisione
Manuela Moreno convince a metà a Vita in Diretta: studio essenziale, ospiti deboli e quel look già copiato da Vladimir Luxuria
Manuela Moreno porta la sua esperienza alla conduzione di Vita in Diretta, ma il programma fatica a trovare ritmo. Lo studio appare ridotto all’essenziale e alcuni ospiti non convincono, mentre il suo stile conquista già Vladimir Luxuria.
Abituata a un giornalismo brillante e capace di alternare informazione e ironia, Manuela Moreno sembra ancora alla ricerca della giusta misura nella nuova avventura alla guida di Vita in Diretta. La giornalista, che con Fiorello aveva mostrato un lato sorprendentemente brillante nelle sue incursioni televisive, appare meno sciolta del solito in un contenitore che, almeno per ora, fatica a decollare.
A pesare non è soltanto la conduzione. Anche lo studio, decisamente essenziale, contribuisce a dare un’impressione di povertà scenografica. Il paragone è inevitabile: perfino quello di Storie di donne al bivio di Monica Setta sembra molto più ricco. E qualcuno continua a chiedersi perché dal titolo del programma sia scomparsa la storica dicitura “Estate”.
Ospiti poco convincenti e commenti che fanno discutere
A lasciare più di una perplessità sono stati anche alcuni momenti della trasmissione. La puntata dedicata agli Oscar conquistati da Sofia Loren, Anna Magnani e Federico Fellini ha visto alternarsi commenti affidati a opinionisti improvvisati che, salvo l’intervento del sempre competente Pino Strabioli, hanno offerto analisi piuttosto superficiali.
Il risultato è apparso quasi surreale, con un omaggio ai giganti del cinema italiano che avrebbe probabilmente meritato voci più autorevoli e un racconto più approfondito.
Il look patchwork diventa già tendenza
Se il programma cerca ancora la sua identità, Manuela Moreno sembra invece aver già lanciato una piccola moda. L’abbinamento “scombinato” tra camicia e gonna, in perfetto stile patchwork, non è passato inosservato e avrebbe già trovato una prima estimatrice in Vladimir Luxuria, che avrebbe riproposto lo stesso accostamento.
In attesa che Vita in Diretta trovi un ritmo più convincente, almeno il guardaroba sembra aver già lasciato il segno.
Televisione
Raffaella Griggi nuova conduttrice di Chi l’ha visto?: la Rai sceglie la continuità dopo Federica Sciarelli e affida il programma alla sua inviata storica
La giornalista genovese, classe 1973, raccoglie il testimone di Federica Sciarelli dopo nove anni da inviata del programma. La Rai punta su un volto già conosciuto dal pubblico e promette continuità con la storia della trasmissione.
Raffaella Griggi sarà la nuova conduttrice di Chi l’ha visto? dal 23 settembre su Rai3. Alla fine la Rai ha scelto la soluzione più prudente e, probabilmente, anche la meno traumatica: niente nome altisonante calato dall’alto, niente rivoluzione di studio, niente volto estraneo alla redazione. Il dopo Federica Sciarelli passa da una giornalista cresciuta dentro il programma, conosciuta dal pubblico e abituata da anni a maneggiare scomparse, delitti e casi giudiziari senza trasformarli in spettacolo.
La nomina sarà accompagnata da una conduzione più corale. Nella prossima stagione anche gli inviati storici Francesco Paolo Del Re, Chiara Cazzaniga e Veronica Briganti avranno alcuni spazi in studio, mentre la redazione accoglierà nuovi autori e cronisti. La direzione resta però chiara: salvare l’identità di Chi l’ha visto? senza bruciare uno dei programmi più riconoscibili del servizio pubblico.
Raffaella Griggi, dalla cronaca locale a Chi l’ha visto?
Genovese, classe 1973, giornalista professionista dal 2000, Griggi ha iniziato tra sport e cronaca nelle pagine liguri di Repubblica. Prima ancora del grande salto ha lavorato anche per Primocanale e Telenord, costruendo sul campo il profilo della cronista capace di passare da una partita di pallavolo a una vicenda di nera senza perdere misura.
La svolta arrivò nel 2001 con la copertura del G8 di Genova, una delle pagine più drammatiche e controverse della storia recente italiana. Da lì partirono le esperienze nazionali: Sky Tg24, TgLa7 con Enrico Mentana, una parentesi a Mediaset, poi La vita in diretta e UnoMattina su Rai1. Nel 2017 l’approdo definitivo a Chi l’ha visto?, dove ha percorso l’Italia seguendo casi complessi e famiglie in cerca di risposte.
Gli scoop e il rapporto costruito con il pubblico
In nove anni Griggi ha firmato servizi su alcune delle vicende più seguite dalla cronaca italiana. Ha intervistato Salvatore Parolisi fuori dal carcere, ha seguito il caso degli amanti diabolici, l’omicidio di Giulia Cecchettin e la scomparsa di Tatiana Tramacere, ritrovata nella mansarda di un amico dopo giorni di ricerche.
Il pubblico ha imparato a riconoscerne il tono misurato, la presenza sul campo e la capacità di stare davanti al dolore senza invadere. È proprio questo patrimonio di credibilità ad aver convinto la Rai a puntare su di lei per raccogliere un’eredità pesantissima. Federica Sciarelli ha trasformato Chi l’ha visto? in un punto di riferimento per milioni di telespettatori e in uno strumento spesso decisivo per famiglie, investigatori e persone scomparse.
La Rai evita il salto nel vuoto
Nella nota ufficiale, il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini ha parlato di una scelta «in piena continuità con la storia e i valori di Chi l’ha visto?», sottolineando il rigore, la credibilità e la vicinanza alle persone dimostrati da Griggi durante il suo percorso professionale.
Dietro le formule istituzionali si legge anche una decisione molto concreta: non mettere a rischio il programma con una conduttrice estranea alla sua cultura e poco gradita alla redazione o al pubblico. Chi l’ha visto? vive di fiducia, memoria, telefonate, segnalazioni e rapporti costruiti nel tempo. Cambiare tutto avrebbe significato giocare alla roulette con uno dei pochi marchi Rai ancora capaci di unire ascolti, servizio pubblico e autorevolezza.
La cronaca nera, dunque, si tinge di Griggi. Nessun colpo di teatro, nessuna star chiamata per rifare il trucco alla trasmissione: la Rai ha scelto chi quel programma lo conosce da dentro. E questa volta la scelta più conservatrice potrebbe rivelarsi anche la più intelligente.
Televisione
Striscia la Notizia verso la cancellazione dopo 38 anni: Mediaset toglie i social alla squadra di Antonio Ricci e spegne l’ultima luce
Striscia la Notizia verso la cancellazione dopo 38 anni, e questa volta il sipario sembra davvero sul punto di calare. Dopo l’assenza dai palinsesti autunnali di Canale 5, i rinvii, le formule prudenti e il ritorno-evento in prima serata, Mediaset avrebbe sottratto alla squadra di Antonio Ricci anche la gestione dei canali social del programma. L’ultima finestra rimasta aperta sul tg satirico si è così improvvisamente oscurata, alimentando l’ipotesi che l’avventura televisiva del Gabibbo sia arrivata al capolinea.
Secondo quanto riferito dal giornalista Claudio Plazzotta, dal 25 luglio gli account di Striscia sarebbero passati direttamente sotto il controllo di Mediaset. Fino al giorno precedente la redazione aveva continuato a pubblicare quotidianamente contenuti, servizi e notizie attraverso il sito ufficiale e le piattaforme social. Poi il silenzio. La struttura di Ricci sarebbe stata mandata in ferie e l’azienda non avrebbe intenzione di mantenere attivi canali legati a una trasmissione ormai fuori dalla programmazione e difficilmente monetizzabile da Publitalia.
Striscia la Notizia perde anche i suoi social
Il passaggio degli account a Mediaset rappresenta molto più di una semplice riorganizzazione interna. Per mesi i social avevano permesso a Striscia la Notizia di continuare a esistere anche senza una collocazione stabile nel palinsesto, mantenendo vivo il rapporto con il pubblico e aggiornando quotidianamente un marchio che per quasi quattro decenni ha occupato l’access prime time di Canale 5.
La brusca interruzione delle pubblicazioni racconta invece un cambio di passo netto. Senza una nuova edizione annunciata, senza una squadra operativa e ora anche senza l’autonomia digitale, il programma sembra aver perso l’ultimo spazio nel quale poteva continuare a respirare. Mediaset non ha ancora pronunciato ufficialmente la parola “fine”, ma ogni nuovo segnale rende quella conclusione sempre meno evitabile.
Pier Silvio Berlusconi non offre garanzie sul futuro
Alla presentazione dei palinsesti televisivi per la stagione 2026-2027, Pier Silvio Berlusconi aveva risposto in modo lapidario alle domande sul futuro del programma: «Ad oggi siamo a questo punto e non ho altre informazioni da darvi». Nessuna data, nessun progetto, nessuna promessa di ritorno. Solo una formula capace di lasciare aperta formalmente una porta che, nei fatti, sembra già chiusa.
La situazione ricorda quanto avvenuto l’anno precedente, quando Striscia era sparita dalla programmazione autunnale per poi tornare a gennaio con una versione speciale in prima serata. Quella celebrazione dei 38 anni aveva schierato orchestra, ospiti, veline, effetti speciali e gli storici conduttori Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Una festa in grande stile che, vista oggi, somiglia sempre più a un congedo mascherato da compleanno.
Antonio Ricci e il rischio di un addio senza funerale
Striscia la Notizia ha costruito una parte importante della storia della televisione commerciale italiana. Dal 1988 ha trasformato fuori onda, gaffe, inchieste, tapiri e servizi di denuncia in un linguaggio riconoscibile, capace di entrare nell’immaginario collettivo. Il programma ha creato personaggi, lanciato conduttori, messo in difficoltà politici e celebrità e accumulato un archivio che racconta quasi quarant’anni di costume nazionale.
Negli ultimi anni, però, quella memoria ha finito spesso per occupare più spazio del presente. Il ricorso ai filmati storici, alle compilation e ai grandi ritorni ha mostrato la forza straordinaria dell’archivio, ma anche la fatica di una formula costretta a inseguire una televisione e un pubblico profondamente cambiati. Il passaggio dalla storica fascia quotidiana alla prima serata non ha sciolto i dubbi e non ha costruito una prospettiva stabile.
Ora il controllo diretto dei social da parte di Mediaset aggiunge un altro tassello a un quadro già quasi completo. La squadra di Ricci si ferma, gli account tacciono e Canale 5 guarda avanti. Manca soltanto il comunicato ufficiale, ma dopo 38 anni il tg satirico più irriverente della televisione italiana rischia di uscire di scena nel modo meno rumoroso possibile: senza un ultimo tapiro, senza un vero saluto e con il Gabibbo lasciato solo dietro il bancone.
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