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Calcio

Marco Tardelli a processo: la cisterna trasformata in piscina a Pantelleria

Marco Tardelli avrebbe trasformato una cisterna per l’acqua piovana in una piscina senza scavare terra o roccia. Il processo, avviato dopo un’autodenuncia dello stesso Tardelli, si concentra anche sull’ampliamento non autorizzato del dammuso acquistato sull’isola di Pantelleria.

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    Marco Tardelli, icona del calcio italiano e protagonista della storica vittoria ai Mondiali di Spagna ’82, si trova attualmente coinvolto in un processo per abusivismo edilizio a Marsala. L’accusa riguarda la trasformazione di una vecchia cisterna per la raccolta dell’acqua piovana in una piscina, situata accanto al suo dammuso a Pantelleria.

    Secondo quanto emerso, l’ex calciatore non avrebbe scavato il terreno o la roccia per realizzare la piscina, ma si sarebbe limitato a rimuovere la copertura della cisterna esistente, adeguando poi fondo e pareti per trasformarla in una vasca. Tuttavia, il processo, che si svolge davanti al giudice monocratico Francesco Parrinello, è scaturito da una autodenuncia dello stesso Tardelli, che mirava a regolarizzare la situazione.

    A seguito dell’autodenuncia presentata nel 2022, la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Trapani ha richiesto un sopralluogo da parte dei vigili urbani dell’isola. Durante l’ispezione, è stato rilevato anche un ampliamento del dammuso, non autorizzato. Questo ha portato inevitabilmente alla denuncia dell’ex campione e al trasferimento del fascicolo alla Procura di Marsala, competente per territorio.

    A difendere Marco Tardelli è l’avvocato palermitano Enrico Tignini, che cercherà di dimostrare che l’intervento effettuato dal suo assistito non rappresenta un abuso, ma piuttosto un tentativo di migliorare e valorizzare una struttura esistente senza alterare significativamente l’ambiente circostante.

    Il caso ha suscitato interesse non solo per il nome coinvolto, ma anche per la particolarità della vicenda, che vede un simbolo dello sport italiano alle prese con questioni legali legate alla tutela del patrimonio paesaggistico e culturale.

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      Calcio

      Dal Genoa a Londra, sfida ironica all’Inghilterra: “Bella bandiera, è la nostra?” e il conto di 255 anni diventa virale

      Dalla Lanterna al Big Ben, il Genoa rilancia il legame con l’Inghilterra giocando sulla storia della croce di San Giorgio. Tra affissioni, maglie e slogan pungenti, la campagna diventa un caso mediatico.

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        C’è chi festeggia San Giorgio con una bandiera, e chi invece presenta il conto. Il Genoa Cricket and Football Club ha scelto la seconda strada, portando a Londra una delle campagne più ironiche e pungenti degli ultimi tempi. Il messaggio è chiaro, e neppure troppo sottile: quella croce rossa su fondo bianco, simbolo iconico dell’Inghilterra, ha radici che affondano anche nella storia di Genova. E secondo una narrazione che mescola mito e tradizione, quel vessillo non sarebbe stato proprio “regalato”.

        Una storia che attraversa i secoli

        Il legame tra Genova e l’Inghilterra non nasce oggi. Passa dalla figura di James Richardson Spensley, medico inglese e tra i pionieri del calcio in Italia, ma affonda ancora più indietro, nel Medioevo. È qui che prende forma la leggenda più affascinante: quella secondo cui gli inglesi avrebbero “preso in affitto” la croce di San Giorgio per proteggere le proprie navi, riconoscendo alla Repubblica Marinara un tributo che sarebbe durato fino al 1771. Da allora, silenzio. E un conto che, almeno nella versione genovese, non è mai stato chiuso.

        “Nice flag England, is that ours?”

        Da questa suggestione storica nasce l’operazione firmata insieme a Ceres e We Are Social. Il cuore della campagna è semplice e geniale: trasformare un’antica storia in una provocazione contemporanea. Nella partita contro il Pisa, i giocatori rossoblù sono scesi in campo con la seconda maglia bianca attraversata dalla croce rossa, accompagnata da una scritta destinata a far discutere: “Nice flag England, is that ours?”. Una frase che suona come una battuta, ma che affonda le radici in secoli di storia condivisa.

        Londra diventa una lavagna rossoblù

        Il vero colpo, però, arriva nella capitale britannica. Trafalgar Square, il Palazzo di Westminster, le strade più iconiche: Londra si riempie di affissioni con messaggi ironici e taglienti. “Genoa’s flag rent is 255 years overdue. At least buy us a round.” Il gioco è tutto lì: il “conto” nei pub e quello storico mai saldato. Un’idea che trasforma il marketing in racconto e il racconto in identità. A rendere tutto ancora più vivo, anche i tifosi del Genoa presenti in città, diventati parte attiva della campagna con maglie personalizzate e slogan in movimento.

        Alla fine, più che una provocazione, è un modo per ricordare che il calcio non è solo sport, ma anche storia, simboli e memoria. E ogni tanto, anche un pizzico di ironia non guasta.

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          Calcio

          Maradona Jr. difende il padre e accusa: “Gli hanno rubato due Mondiali”, parole che riaprono il mito

          Il figlio del “Pibe de Oro” traccia un ritratto intenso e controverso: un uomo che ha vissuto senza limiti ma che, secondo lui, non ha mai fatto del male a nessuno. E poi l’affondo che fa discutere: “Gli hanno rubato due Mondiali”.

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          Diego Maradona Jr.

            Diego Armando Maradona Jr. torna a parlare del padre e lo fa con parole che non cercano compromessi. Il ritratto che emerge è quello di un uomo complesso, contraddittorio, ma anche profondamente autentico. Un racconto che mescola affetto, orgoglio e una lettura personale della storia del calcio.

            “Ha goduto più di tutti”: il racconto del figlio

            Maradona Jr. non usa mezze misure per descrivere la vita del padre. “È stato l’essere umano che ha goduto di più. Nemmeno sommando tutti quelli che siamo qui, arriviamo a quanto ha goduto lui”. Una frase che restituisce l’immagine di un’esistenza vissuta al massimo, senza freni.

            Non è solo celebrazione, ma anche consapevolezza. La vita di Diego Armando Maradona viene definita “piuttosto complessa”, un equilibrio fragile tra genio e eccesso che ha segnato la sua storia dentro e fuori dal campo.

            “Si è sempre assunto le sue responsabilità”

            Nel racconto del figlio emerge anche una difesa netta. Maradona Jr. sottolinea come il padre non abbia mai cercato di sottrarsi alle conseguenze delle proprie azioni. “Si è sempre assunto le sue responsabilità, non ha ferito nessuno. Lo hanno ferito”.

            Parole che ribaltano la narrazione più critica e che puntano a restituire una dimensione più umana del campione argentino, spesso raccontato solo attraverso le sue cadute.

            L’accusa che fa discutere: “Due Mondiali rubati”

            Il passaggio più forte arriva però quando il discorso si sposta sul calcio. Maradona Jr. parla apertamente di due Mondiali “rubati”, un’affermazione destinata a far discutere e a riaccendere vecchie polemiche.

            Non vengono forniti dettagli, ma il senso è chiaro: secondo lui, la storia sportiva del padre sarebbe stata segnata anche da ingiustizie. Un punto di vista che alimenta il mito e allo stesso tempo lo rende ancora più divisivo.

            Tra memoria personale e interpretazione storica, le parole di Maradona Jr. riportano al centro una figura che continua a far parlare, anche a distanza di anni. E dimostrano che, quando si parla di Diego, il racconto non è mai davvero chiuso.

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              Calcio

              China Suarez difende Icardi dopo il gol e manda un messaggio ai critici: “Non provate a zittirlo”

              L’attrice argentina celebra il compagno con entusiasmo e pubblica una frase che divide i fan: tra sostegno incondizionato e frecciate ai critici, riemerge anche il racconto di come è nata la loro storia tra colpi di scena e incontri inattesi.

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                China Suarez torna protagonista del gossip internazionale con una presa di posizione netta al fianco di Mauro Icardi. Dopo un gol del calciatore, l’attrice argentina ha esultato con grande trasporto, accompagnando il momento con un messaggio social destinato a far discutere.

                Il messaggio che accende i social

                “Quelli che cercano di zittirti, non ci provino neanche per scherzo”. Una frase breve, ma sufficiente per scatenare reazioni a catena. Per alcuni è la dimostrazione di un sostegno totale al compagno, per altri un avvertimento diretto a chi lo critica, tra stampa e ambiente calcistico.

                Il risultato è lo stesso: il nome di Icardi torna al centro della conversazione, trascinato anche dalla forza mediatica della sua compagna.

                Il racconto dell’incontro e il “colpo di scena”

                A riaccendere ulteriormente l’attenzione è anche il racconto della stessa China Suarez su come la relazione è ripartita. Durante un’intervista ha descritto una scena quasi cinematografica: lei seduta in discoteca, le spalle alla porta, convinta che lui non potesse essere lì.

                Poi il momento in cui si gira e lo vede entrare. “Avevo dimenticato quanto fosse alto e bello”, racconta, descrivendo quell’istante come rallentato, sospeso. Un incontro inatteso che ha riaperto una storia rimasta in sospeso.

                L’ombra del passato e il presente dichiarato

                Non manca il dettaglio più delicato: poco dopo, nello stesso locale, sarebbe arrivata anche Wanda, creando una tensione silenziosa. I due, però, sarebbero rimasti al loro posto, evitando una situazione che avrebbe potuto degenerare.

                Da lì, secondo il racconto, la relazione è ripartita fino a diventare stabile. Oggi, China Suarez parla di un legame forte, mentre Icardi stesso difende la loro storia con dichiarazioni altrettanto dirette, rivendicando un presente che considera definitivo.

                Tra esultanze, messaggi social e ricordi dal sapore cinematografico, la coppia continua a muoversi tra campo e gossip, con ogni gesto destinato a far discutere.

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