Calcio
Totti e Noemi a Las Vegas con tutti i figli, poi lei scrive «Manca poco»: l’indizio che fa esplodere il gossip sulle nozze
Francesco Totti festeggerà domani 50 anni e per l’occasione è partito per gli Stati Uniti con Noemi Bocchi e i cinque figli della famiglia allargata. Una frase pubblicata da lei scatena subito le fantasie sulle nozze nella città dei matrimoni lampo, ma un secondo indizio sembra svelare il vero motivo dell’attesa.
Francesco Totti e Noemi Bocchi a Las Vegas, una fotografia insieme e soprattutto due parole capaci di accendere immediatamente il gossip: «Manca poco». Tanto è bastato perché qualcuno cominciasse a immaginare il finale perfetto per una delle storie d’amore più raccontate degli ultimi anni: matrimonio a sorpresa negli Stati Uniti proprio alla vigilia del cinquantesimo compleanno dell’ex Capitano della Roma.
Il contesto, bisogna ammetterlo, si presta magnificamente all’equivoco. Totti compirà 50 anni domani, 27 settembre, e ha deciso di celebrare il traguardo con un viaggio negli Stati Uniti insieme a Noemi e alla loro grande famiglia allargata. Prima Las Vegas, poi Los Angeles, con tanto di giro in elicottero e una raffica di immagini che Bocchi sta condividendo nelle Stories di Instagram.
E proprio tra quelle immagini è comparso il fatidico «Manca poco».
A Las Vegas, con una coppia che da cinque anni vive una relazione ormai consolidata, pensare alle nozze è stato praticamente inevitabile. Poco dopo, però, Noemi ha pubblicato un’altra fotografia accompagnandola con una frase che sembra riportare tutto su un terreno decisamente meno matrimoniale: «Quasi pronti per te».
Quel “te”, salvo sorprese clamorose, dovrebbe essere il cinquantesimo compleanno di Francesco.
Totti e Noemi a Las Vegas con tutti e cinque i figli
La parte forse più significativa del viaggio è la composizione della compagnia. Non si tratta infatti di una fuga romantica organizzata soltanto per Francesco e Noemi, ma di una vera vacanza della famiglia allargata costruita dalla coppia negli ultimi anni.
Con loro sono partiti Sofia e Tommaso, i figli che Noemi Bocchi ha avuto dal precedente matrimonio con l’imprenditore Mario Caucci, e Cristian, Chanel e Isabel, i tre figli di Totti e Ilary Blasi.
Cinque ragazzi, dunque, insieme alla coppia per festeggiare uno dei compleanni più importanti nella vita dell’ex numero 10 della Roma. Il viaggio è cominciato con la tappa a Las Vegas ed è poi proseguito verso Los Angeles, mentre Noemi ha trasformato le proprie Stories in una sorta di diario della trasferta americana.
Tra le esperienze scelte dalla coppia c’è stato anche un volo in elicottero sopra Las Vegas, inevitabilmente documentato sui social. Ma a rubare la scena al panorama della città del Nevada sono state proprio quelle poche parole pubblicate da Noemi.
«Manca poco»: e parte immediatamente il gossip sulle nozze
Perché scrivere «Manca poco» proprio mentre ci si trova a Las Vegas insieme al proprio compagno?
La domanda è praticamente automatica. Las Vegas è nell’immaginario collettivo la capitale mondiale dei matrimoni improvvisi, delle cappelle aperte fino a notte fonda e delle nozze celebrate senza mesi di preparativi. E la possibilità che Totti e Noemi possano decidere prima o poi di sposarsi accompagna la coppia praticamente da quando la loro relazione è diventata pubblica.
Nessuno dei due, però, ha annunciato un matrimonio e dalle immagini pubblicate durante questo viaggio non emerge alcun elemento che permetta di affermare che le nozze siano davvero in programma.
A ridimensionare immediatamente la suggestione ci ha pensato la stessa Noemi con la Story successiva. Questa volta il messaggio è «Quasi pronti per te», una frase che, considerando la data scelta per il viaggio, sembra avere un destinatario molto meno misterioso: il compleanno di Totti.
Il Capitano compie infatti mezzo secolo il 27 settembre e tutto lascia pensare che il grande appuntamento al quale Noemi sta facendo riferimento sia proprio la festa per i suoi 50 anni.
Certo, con Las Vegas sullo sfondo, ai più romantici rimane comunque il diritto di controllare le mani della coppia al ritorno.
Francesco Totti compie 50 anni: il compleanno più importante
Quello di domani non sarà evidentemente un compleanno come gli altri. Francesco Totti arriva alla soglia dei 50 anni dopo avere trascorso gran parte della propria vita sotto gli occhi del pubblico, prima come simbolo assoluto della Roma e della Nazionale, poi come personaggio capace di restare al centro dell’attenzione anche dopo avere lasciato il calcio giocato.
Negli ultimi anni, però, la sua vita privata ha finito spesso per occupare le prime pagine quasi quanto quella sportiva. La separazione da Ilary Blasi, la battaglia giudiziaria, le rispettive nuove relazioni e il lungo racconto pubblico della fine del matrimonio hanno trasformato ogni nuovo passaggio sentimentale in una notizia.
La relazione con Noemi Bocchi appartiene ormai a una fase molto più consolidata della sua vita. I due hanno appena celebrato cinque anni insieme e la vacanza americana con tutti i figli rappresenta probabilmente una delle immagini più chiare della famiglia che sono riusciti a costruire dopo la tempesta seguita alla separazione da Ilary.
Quei cinque anni festeggiati proprio nel giorno delle nozze di Ilary
Anche settembre, del resto, è stato un mese particolarmente carico di ricorrenze e coincidenze per Totti e Noemi. Il 13 settembre la coppia ha festeggiato il quinto anniversario della relazione, una data che ha inevitabilmente alimentato il gossip perché coincide con quella scelta da Ilary Blasi e Bastian Müller per il loro matrimonio.
Una coincidenza destinata a far parlare, considerando la storia che lega tutti i protagonisti, anche se appartiene ormai a equilibri sentimentali completamente differenti. Da una parte Totti e Noemi, dall’altra Ilary e Bastian: le due coppie hanno costruito le rispettive vite mentre la separazione tra l’ex calciatore e la conduttrice ha continuato ad avere strascichi giudiziari e mediatici.
Proprio Totti, nella sua recente autobiografia, è tornato anche sull’inizio della relazione con Noemi, raccontando il loro primo incontro e alcuni momenti delicati vissuti quando il rapporto cominciò a diventare qualcosa di più di una semplice conoscenza.
Tra questi anche la reazione della figlia Chanel, che scoprì la relazione del padre con Noemi quando la separazione da Ilary non era ancora diventata pubblicamente la storia che sarebbe poi esplosa davanti a tutta Italia.
Noemi Bocchi torna dagli Stati Uniti e comincia Ballando con le stelle
La vacanza americana non potrà comunque durare troppo. Se Totti può concedersi qualche giorno in più per celebrare il cinquantesimo, Noemi Bocchi ha un appuntamento televisivo che la aspetta al ritorno in Italia.
Dalla prossima settimana dovrà infatti iniziare le prove per la nuova edizione di Ballando con le stelle, dove sarà tra le concorrenti dello show condotto da Milly Carlucci. Per lei si tratta di un’esposizione televisiva completamente nuova, che inevitabilmente aumenterà ancora di più l’attenzione intorno alla sua figura dopo anni trascorsi sotto i riflettori soprattutto per la relazione con Totti.
Prima, però, c’è una festa da organizzare.
Ed è probabilmente proprio quella festa a nascondersi dietro il misterioso «Manca poco» comparso nelle Stories. Il messaggio successivo, «Quasi pronti per te», sembra infatti indicare che Noemi stia preparando qualcosa per Francesco in vista del suo mezzo secolo.
Matrimonio a Las Vegas? Per ora nessuna fede, ma il dubbio resta
Per trasformare la suggestione in una notizia servirebbe naturalmente qualcosa di molto più concreto di una Story e, al momento, non esiste alcuna conferma di un matrimonio tra Francesco Totti e Noemi Bocchi a Las Vegas. Il viaggio ha una motivazione evidente, il cinquantesimo compleanno dell’ex Capitano, e la presenza di tutti e cinque i figli rende perfettamente comprensibile la scelta di trasformare la ricorrenza in una grande vacanza familiare.
Resta però irresistibile il piccolo cortocircuito provocato da quelle due parole. Noemi pubblica «Manca poco», lo fa mentre si trova a Las Vegas con Totti e per qualche ora lascia ai follower tutto lo spazio necessario per immaginare una cappella, due fedi e magari persino un Elvis chiamato a celebrare le nozze.
Poi arriva «Quasi pronti per te» e il mistero sembra sciogliersi: quel “te” dovrebbe essere Francesco e ciò che manca poco ad arrivare è il suo cinquantesimo compleanno.
Dovrebbe, appunto. Perché conoscendo il livello di attenzione che accompagna ogni movimento della coppia, al ritorno dagli Stati Uniti basterà davvero pochissimo per chiudere definitivamente il caso: uno sguardo alle dita di Francesco e Noemi.
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Calcio
Gattuso e la malattia che combatte da 15 anni: «Prendo cortisone ogni giorno, mi costa. C’è chi resta a letto per mesi»
«Ho smesso di giocare per questo. La malattia l’ho accettata, ci lavoro, ma prendere cortisone tutti i giorni non è facile». E racconta perché ha eliminato completamente l’alcol
Gennaro Gattuso parla senza filtri della malattia autoimmune con cui combatte da anni e racconta per la prima volta fino a che punto abbia condizionato la sua vita. Una battaglia quotidiana che lo accompagna da circa quindici anni e che lo costringe ad assumere cortisone ogni giorno. L’allenatore ha raccontato la sua esperienza durante un intervento al Festival dello Sport di Trento, spiegando anche come abbia imparato a convivere con la miastenia oculare.
«Ho smesso di giocare per la malattia autoimmune che ho preso. Ed è da quindici anni che prendo il cortisone», ha spiegato Gattuso. Una confessione che restituisce una dimensione molto diversa dell’uomo che il pubblico ha conosciuto prima come centrocampista e poi come allenatore, sempre associato all’immagine del combattente capace di non arrendersi davanti a nulla.
«C’è gente che con la mia malattia resta a letto per mesi»
Gattuso non nasconde la serietà della patologia e soprattutto evita di presentare la propria esperienza come qualcosa di eccezionale. Al contrario, ricorda che esistono pazienti costretti ad affrontare conseguenze molto più pesanti.
«In tutti questi anni ho detto che c’è gente che con la mia malattia sta a letto quattro o cinque mesi perché non riesce a muoversi. La malattia l’ho accettata, ci lavoro. Ma mi costa, perché prendere il cortisone tutti i giorni non è facile».
Parole che raccontano una convivenza lunga e complessa con la patologia. Gattuso aveva già parlato pubblicamente dei problemi agli occhi che in alcuni periodi lo avevano costretto anche a comparire in panchina con una benda, ma adesso mette l’accento soprattutto sulla quotidianità della cura.
Quindici anni di cortisone e la rinuncia all’alcol
Nel suo racconto c’è anche un’altra scelta legata alla salute e allo stile di vita. «Sono sei o sette anni che non bevo nessun tipo di alcolico», ha spiegato.
Gattuso affronta la questione con il linguaggio diretto che lo ha sempre caratterizzato, senza nascondere la fatica della terapia ma neppure trasformandola in un motivo per fermarsi. «Si va avanti fino a quando Dio ci dà la forza di continuare», ha concluso.
Una frase che riassume il modo con cui l’ex centrocampista ha deciso di affrontare una condizione cronica: accettarla, curarsi e continuare a lavorare.
Cos’è la miastenia oculare
La miastenia oculare è una forma di miastenia gravis, patologia autoimmune che interferisce con la corretta comunicazione tra nervi e muscoli. Quando la malattia interessa prevalentemente i muscoli oculari può provocare debolezza e affaticamento, con sintomi caratteristici come l’abbassamento di una o entrambe le palpebre e la visione doppia.
La gravità e l’evoluzione possono variare da persona a persona e la gestione della malattia richiede una valutazione specialistica. Nel caso di Gattuso, è stato lui stesso a spiegare di seguire da quindici anni una terapia a base di cortisone.
Dietro l’immagine di Ringhio, insomma, c’è da molto tempo anche una battaglia meno visibile. Gattuso non la nasconde e non cerca scorciatoie nel raccontarla: «La malattia l’ho accettata». Ma subito dopo aggiunge le parole che spiegano meglio di tutte quanto possa pesare: «Mi costa».
Calcio
Totti, la scoperta choc sul figlio Cristian: «Un’occlusione nell’acquedotto di Silvio». Perché ha lasciato il calcio
Tutto scoperto quasi per caso durante una Tac: «C’era un’occlusione, non passava tutto il liquido al cervello». Poi la rabbia per gli attacchi ricevuti da Cristian quando era ancora adolescente
Cristian Totti ha smesso di giocare a calcio. A quasi 21 anni, dopo aver provato a costruirsi una carriera arrivando anche in Serie D con l’Olbia, il primogenito di Francesco Totti ha deciso di fermarsi. Dietro quella scelta, però, c’è una storia molto più complessa del peso di un cognome impossibile da ignorare. A raccontarla è stato proprio l’ex capitano della Roma, che ha rivelato anche un problema di salute scoperto quasi casualmente durante alcuni accertamenti.
«Ha avuto un problema alla testa», ha raccontato Totti. Tutto sarebbe emerso quando Cristian si è sottoposto a una Tac per una questione legata al naso. L’esame ha mostrato qualcosa che nessuno si aspettava: «Hanno trovato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio. Mo’, non è che faccio il medico, te lo dico così come me l’hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello».
Cristian Totti e quei mal di testa fin da bambino
La scoperta avrebbe dato anche una possibile spiegazione a un problema che accompagnava Cristian da molto tempo. Totti ha infatti raccontato che il figlio soffriva di frequenti mal di testa già da bambino, senza che inizialmente la famiglia pensasse a qualcosa di particolare.
«Fin da piccolo aveva frequenti mal di testa», ha ricordato l’ex numero 10 giallorosso. Cristian era però un bambino molto attivo e proprio per questo quei disturbi venivano ricondotti alla stanchezza: «Era sempre in movimento, nessuno si era mai preoccupato. Sarà un po’ stanco, pensavamo».
La scoperta è arrivata soltanto successivamente, attraverso quell’esame effettuato per tutt’altra ragione. Totti non entra nei dettagli clinici e precisa lui stesso di limitarsi a riferire ciò che gli è stato spiegato dai medici, ma il racconto apre per la prima volta uno squarcio su un aspetto molto privato della vita del figlio.
«Voleva fare il tennista e io ero strafelice»
Il calcio, paradossalmente, non era stato neppure il primo sogno sportivo di Cristian. Da ragazzo voleva dedicarsi al tennis e Francesco Totti non aveva nascosto la propria soddisfazione: «Voleva fare il tennista e io ero strafelice».
Poi qualcosa è cambiato. Cristian ha scelto proprio lo sport nel quale suo padre era diventato una leggenda e gli ha comunicato la decisione senza troppi giri di parole: «Pa’, voglio diventare calciatore».
Totti sapeva perfettamente che cosa avrebbe significato per lui entrare in campo portandosi sulle spalle quel cognome, ma non ha provato a fermarlo. Gli ha chiesto soltanto di affrontare il calcio seriamente: «Fa’ lo sport che ti piace, non potevo dirgli altro. L’importante è che lo fai con la testa giusta, con dedizione, con voglia, con rispetto».
Cristian ha così cominciato il proprio percorso, passando anche dalle giovanili della Roma e provando successivamente altre esperienze fino all’Olbia. Inevitabilmente, però, ogni partita e ogni scelta sono state accompagnate dal confronto con il padre.
Totti e la rabbia per le critiche al figlio: «È vergognoso»
Ed è proprio questo uno degli aspetti che Francesco Totti sembra avere sofferto maggiormente. Essere il figlio di uno dei calciatori italiani più famosi di sempre ha trasformato Cristian in un personaggio pubblico quando era ancora giovanissimo. Prestazioni, forma fisica e possibilità di costruirsi una carriera sono finite ripetutamente sotto osservazione.
«Crescendo ha conosciuto la cattiveria degli altri», ha spiegato Totti, che non nasconde quanto certi giudizi abbiano fatto male anche a lui. Soprattutto quando il bersaglio era ancora un ragazzino: «Parlar male di un ragazzo di dodici, quindici anni è vergognoso. Mi hanno ferito».
Parole che mostrano un Francesco Totti molto diverso dal campione abituato a convivere per decenni con critiche, pressioni e aspettative. Quando quelle stesse dinamiche hanno coinvolto suo figlio, la corazza evidentemente non è bastata.
Cristian lascia il calcio a nemmeno 21 anni
Oggi Cristian ha deciso di voltare pagina. Il sogno di diventare calciatore professionista si è fermato prima dei 21 anni e il racconto del padre restituisce il peso di un percorso vissuto inevitabilmente sotto una lente d’ingrandimento.
Prima il desiderio di giocare a tennis, poi la decisione di inseguire il calcio, il confronto continuo con Francesco Totti, le critiche ricevute quando era ancora adolescente e, sullo sfondo, quel problema di salute scoperto attraverso una Tac. Ora per Cristian comincia un’altra fase della vita, lontano almeno per il momento da quel campo sul quale qualsiasi cosa avesse fatto avrebbe inevitabilmente portato con sé una domanda: quanto assomiglia a suo padre?
Calcio
Caso Var, cade tutto su Rocchi: dopo Milano anche la Figc archivia l’inchiesta che aveva terremotato il mondo degli arbitri
Prima la magistratura ordinaria, adesso quella sportiva: entrambe le indagini sulle presunte irregolarità nella struttura Var finiscono senza conseguenze per l’ex designatore. La Procura generale dello Sport presso il Coni dà il via libera all’archiviazione federale
Il caso Var che aveva investito Gianluca Rocchi finisce con una doppia archiviazione. Dopo la Procura di Milano, anche la Procura federale della Figc ha chiuso il procedimento sulle presunte irregolarità nei rapporti interni alla sala Var di Lissone, uno dei luoghi più delicati dell’intero sistema arbitrale italiano.
Due indagini differenti, condotte dalla magistratura ordinaria e dalla giustizia sportiva, arrivano dunque allo stesso epilogo: nessuna conseguenza per Rocchi. Anche la Procura generale dello Sport presso il Coni ha dato il proprio via libera alla chiusura del fascicolo federale.
Il caso che aveva acceso i riflettori sulla sala Var
L’inchiesta federale puntava a verificare eventuali violazioni delle norme sportive nella gestione dei rapporti all’interno della struttura di Lissone, dove gli addetti Var seguono le partite e comunicano con gli arbitri impegnati sul terreno di gioco.
Proprio la delicatezza di quel meccanismo aveva trasformato rapidamente gli accertamenti in un caso capace di attirare enorme attenzione sul mondo arbitrale. Dopo l’esame degli elementi raccolti, però, la Procura federale ha deciso di non formulare contestazioni nei confronti dell’ex designatore.
Prima Milano, adesso la Figc: due archiviazioni per Rocchi
Il fronte sportivo non era l’unico. Sugli stessi fatti aveva aperto un fascicolo anche la Procura di Milano, che aveva svolto accertamenti sulle presunte irregolarità e sui rapporti tra le persone impegnate nella struttura Var.
Quel procedimento si era già concluso senza conseguenze giudiziarie per Rocchi. Adesso arriva anche la seconda archiviazione, maturata attraverso un percorso autonomo all’interno della giustizia sportiva.
Cala il sipario sul caso Var
È proprio la doppia decisione a cambiare definitivamente lo scenario. Il caso aveva sollevato interrogativi sul funzionamento della sala Var e sui rapporti all’interno del settore arbitrale, ma i due distinti filoni non hanno prodotto contestazioni nei confronti di Rocchi.
Prima Milano, poi la Figc: entrambi i fascicoli sono arrivati al capolinea. Per l’ex designatore si chiude così una vicenda che aveva scosso il mondo degli arbitri e riportato ancora una volta il funzionamento del Var al centro delle polemiche del calcio italiano.
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