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Calcio

Ziliani accusa nuovamente la Juventus: nuove irregolarità nelle operazioni di mercato

Il giornalista Paolo Ziliani, attraverso il suo profilo ufficiale di X, ha messo in evidenza il nuovo procedimento della Consob nei confronti della Juventus. Tutto da provare. Accusa pro domo sua?

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    Il giornalista Paolo Ziliani ha lanciato un nuovo attacco alla Juventus. Sostiene che la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) abbia aperto un nuovo procedimento contro il club bianconero. Secondo Ziliani, la Consob avrebbe riscontrato numerose irregolarità nelle operazioni di mercato della Juventus. Accusa il club di aver gonfiato artificialmente il valore delle proprie azioni. In particolare, sarebbero state contestate ben 16 operazioni illecite, tra cui alcune manovre di “recompra” di azioni.

    Le accuse di Ziliani alla Juventus su X

    Ziliani ha reso noto che la Consob ha notificato alla Juventus un nuovo procedimento risalente al 25 agosto, il secondo atto formale dell’organo di controllo nei confronti della società, già colpita da una prima delibera nel 2023. Quella decisione, basata sull’irregolarità dei bilanci sotto il nuovo management guidato da Gianluca Ferrero e Maurizio Scanavino, era stata poi impugnata dalla Juventus al TAR. La difesa del club, che accusa la Consob di aver sbagliato, potrebbe però risultare infruttuosa, con potenziali ripercussioni sia penali che sportive.

    Ziliani news gratuite e a pagamento

    Sul suo sito, sviluppato in due versioni di cui una a pagamento, il giornalista scrive che “La Consob accusa la Juventus di aver manipolato le proprie operazioni di mercato per gonfiare il valore delle azioni, e non solo. Sono state identificate 16 operazioni di mercato illecite, tra cui diverse ‘recompra’, sulle quali l’organo di controllo fornirà le conclusioni definitive a marzo.” Il giornalista aggiunge che anche un dirigente della Juventus sarebbe sotto indagine, sebbene la sua identità non sia stata rivelata. Per approfondire, Ziliani ha invitato gli utenti a seguire il suo canale Substack, Palla Avvelenata, piattaforma dove dichiara di trattare notizie spesso ignorate dai media tradizionali. “Racconto fatti e scandali che i media di Palazzo ignorano o distorcono, e centinaia di abbonati mi seguono proprio per questo.”

    La Juventus di Ferrero e Scanavino: un déjà-vu di irregolarità?

    Secondo Ziliani, le accuse di Consob contro la nuova gestione Juventus ricalcano quelle che nel 2022 provocarono un vero terremoto nel club. All’epoca, la dichiarazione di bilanci “non conformi” portò alle dimissioni in blocco del CdA e a sanzioni pesanti in ambito calcistico. Se il TAR non accogliesse il ricorso della Juventus, le conseguenze rischiano di essere serie e di riaccendere polemiche analoghe a quelle affrontate durante la gestione Agnelli.

    Chi è Paolo Ziliani

    Paolo Ziliani è una figura di spicco nel giornalismo sportivo italiano. Dopo quasi trent’anni a Mediaset, ha curato programmi come Calciomania, Controcampo e Guida al campionato. Autore di libri sportivi e collaboratore de Il Fatto Quotidiano, Ziliani è attivo su Substack e X, dove espone senza riserve le sue opinioni sugli scandali del calcio italiano, ponendosi spesso in aperto contrasto con la stampa tradizionale.

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      Calcio

      Corona contro Spalletti: “È un uomo che fa schifo”. Al Peppy Night l’attacco sull’inchiesta scommesse e l’elogio di Conte

      Dal palco del Peppy Night Corona definisce Spalletti “uno sciacallo”, lo accusa di ipocrisia sulla gestione dei giocatori coinvolti nelle scommesse e lo liquida con una battuta sugli spot pubblicitari. Intanto emergono ambiguità sulla partnership con Betsson citata nei video di “Falsissimo”.

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        Fabrizio Corona torna a far rumore. E lo fa dal palco del Peppy Night al Teatro Troisi di Napoli, scegliendo come bersaglio Luciano Spalletti, ex commissario tecnico della Nazionale e oggi allenatore della Juventus. Le parole sono quelle che non lasciano spazio a interpretazioni: “Spalletti è un uomo che fa schifo”. Un’espressione pronunciata parlando delle accuse di calcioscommesse e della gestione del caso da parte del tecnico.

        Corona reagisce così a una frase attribuita a Spalletti, che senza nominarlo avrebbe parlato di “gente che diventa famosa andando a spiare”, definendolo di fatto uno sciacallo. La replica, dal palco napoletano, è frontale e senza filtri: “Si deve vergognare”.

        Le accuse sulla gestione dell’inchiesta scommesse
        Nel suo intervento, Corona entra nel merito del tema che da mesi agita il calcio italiano. “Quando c’è un’inchiesta e ci sono tre giocatori che scommettono, lui dovrebbe dire: ‘Bene, questi tre qua non ci mettono più piede’”, sostiene, accusando Spalletti di non aver avuto la fermezza necessaria. Un giudizio netto, che non concede attenuanti né distinguo e che alimenta lo scontro tra due visioni opposte: quella dell’allenatore istituzionale e quella del personaggio che fa della denuncia spettacolare la propria cifra.

        Totti, lo spot e la stilettata finale
        Nel mirino di Corona finisce anche Francesco Totti, tirato in ballo insieme a Spalletti per uno spot pubblicitario sul whisky: “Spalletti può fare solo lo spot con Totti: due rincoglioniti che fanno quella roba lì del whisky”. Un attacco che sposta il discorso dal piano sportivo a quello dell’immagine pubblica, mescolando calcio, pubblicità e disprezzo personale.

        Il confronto diventa ancora più esplicito quando Corona chiama in causa Antonio Conte, indicandolo come “il più grande allenatore italiano”. Un paragone secco, usato come clava per ridimensionare Spalletti e rafforzare la propria narrazione.

        L’ombra della partnership con Betsson
        A fare da sfondo, però, resta un altro nodo controverso. Corona ha parlato più volte della sua collaborazione “con il trucco” con Betsson, ma nei video di Falsissimo compare il marchio “Betsson Sport”, presentato come sito di infotainment e non come piattaforma di scommesse. Una distinzione che solleva interrogativi, soprattutto nel contesto di un dibattito acceso proprio sul tema delle scommesse e delle responsabilità comunicative.

        Il confine tra informazione, intrattenimento e promozione resta sfumato, e aggiunge un ulteriore livello di ambiguità a un personaggio che da sempre gioca sul limite.

        Lo scontro che alimenta il personaggio
        L’uscita contro Spalletti non è un episodio isolato, ma si inserisce in una strategia comunicativa ormai collaudata: attaccare figure istituzionali, alzare il volume, occupare lo spazio mediatico. Il risultato è prevedibile: indignazione, applausi, rilanci social. E un nuovo capitolo in una guerra verbale che, ancora una volta, trasforma il calcio in terreno di scontro personale e spettacolare.

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          Calcio

          David Beckham torna a Milano e riabbraccia il suo passato rossonero: tra ex compagni, vip e il successo del suo brand

          Beckham ritrova Costacurta e Ambrosini, incontra amici e celebrity internazionali e ribadisce il legame con la città: “Milano è un posto che ho sempre amato”.

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            Milano, per David Beckham, non è mai stata solo una tappa di carriera. È un luogo dell’anima, un passaggio che torna ciclicamente a farsi sentire. L’ex numero 23 rossonero è tornato in città per presentare la sua linea di occhiali, ma il viaggio si è trasformato subito in qualcosa di più: un ritorno carico di memoria, abbracci e celebrazioni.

            Appena arrivato, Beckham ha voluto rivedere alcuni dei suoi ex compagni di squadra del AC Milan, a partire da Billy Costacurta e Massimo Ambrosini. Incontri informali, sorrisi sinceri, fotografie che raccontano un legame rimasto intatto nonostante il tempo e le carriere che hanno preso strade diverse.

            Il legame mai spezzato con il Milan
            L’esperienza milanese di Beckham, seppur breve, ha lasciato un segno profondo. Non tanto per i numeri o per le statistiche, quanto per l’identità condivisa: quella di un calcio elegante, internazionale, profondamente legato allo stile della città. Non stupisce quindi che, ogni volta che torna, Beckham cerchi prima di tutto chi ha condiviso con lui quello spogliatoio.

            Costacurta e Ambrosini rappresentano un’epoca, un Milan che Beckham continua a sentire suo. E Milano, in cambio, continua ad accoglierlo come uno di casa.

            Trecento ospiti per celebrare il brand
            Il viaggio è stato anche l’occasione per festeggiare il successo della sua linea di occhiali con un evento esclusivo che ha riunito circa trecento ospiti tra amici e volti noti. Una serata che ha mescolato moda, mondanità e networking internazionale, confermando Beckham come una figura capace di muoversi con naturalezza ben oltre il campo da calcio.

            Tra i presenti spiccavano nomi come Olivia Palermo, Johannes Huebl, Paul Forman, Claudio Santamaria e Giacomo Giorgio. Un parterre eterogeneo, a metà tra star system e amicizie personali, che restituisce la dimensione globale del brand Beckham.

            “Milano è un posto che ho sempre amato”
            A suggellare il ritorno, le parole dello stesso Beckham: “È così bello tornare a Milano, un posto che ho sempre amato”. Una frase semplice, ma che suona come una dichiarazione di fedeltà. Perché se Londra è casa, Los Angeles è business e Miami è progetto sportivo, Milano resta il luogo dove calcio, moda e stile si sono intrecciati in modo naturale.

            Un ritorno che non sa di nostalgia fine a se stessa, ma di continuità. Beckham passa, saluta, abbraccia, festeggia e riparte. Ma ogni volta lascia l’impressione che, da questa città, non se ne sia mai andato davvero.

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              Calcio

              Christian Pulisic sbotta sui social: “Basta storie inventate sulla mia vita privata, certe voci fanno male”

              Dopo giorni di indiscrezioni e supposizioni, Christian Pulisic rompe il silenzio e interviene direttamente dal suo profilo Instagram per frenare il circo mediatico: niente liaison segrete, niente conferme, solo un messaggio chiaro sulla tutela della propria sfera personale. La star del calcio ribadisce che certe storie “possono influire sulla vita delle persone” e invita i media a maggiore prudenza.

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                La voce di una presunta relazione tra Christian Pulisic e l’attrice statunitense Sydney Sweeney è diventata virale, alimentata dai social e da una catena di indiscrezioni sempre più insistenti. A un certo punto però Pulisic ha deciso di dire basta, scegliendo la via più diretta possibile: un post sui social. “Per favore, basta con le storie inventate sulla mia vita privata. È necessario chiedere alle fonti di essere responsabili, potrebbero influire sulla vita delle persone”, ha scritto, mettendo fine alle speculazioni.

                La viralità che supera i fatti

                La vicenda racconta bene la dinamica di molte narrazioni contemporanee: parte una voce, si moltiplicano le interpretazioni, i social amplificano e in pochi giorni il gossip diventa “quasi realtà”, anche senza conferme. Il nome di Pulisic e quello di Sydney Sweeney sono finiti al centro di titoli, ipotesi, commenti e discussioni, con l’immancabile divisione tra chi ci crede e chi invita alla cautela.

                Tra diritto alla privacy e pressione mediatica

                Il richiamo del calciatore alla responsabilità non è solo uno sfogo, ma un messaggio preciso. Dietro i personaggi pubblici ci sono persone con relazioni, affetti, equilibri e fragilità. E quando il gossip supera il limite, il prezzo può diventare alto. Pulisic ha scelto di dirlo chiaramente, rivendicando il diritto a gestire la sua vita privata senza intrusioni e ricordando che, prima di inseguire il sensazionalismo, sarebbe opportuno verificare e riflettere sui possibili effetti delle parole.

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