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Sport

Che ci “azzeccano” Mike Tyson e Umbertone Smaila? Ve lo spieghiamo noi…

In questi giorni c’è clamore mediatico nei confronti di Mike Tyson. L’ex campione americano dei pesi massimi ritornerà sul ring quasi venti anni dopo il ritiro ufficiale, per l’incontro di boxe contro lo youtuber Jake Paul. Su ‘Iron Mike’ – questo il suo soprannome – circolano tanti aneddoti curiosi e divertenti.

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    A 58 anni suonati Tyson incrocerà i guantoni con Jake Paul, sul ring allestito presso lo stadio di Arlington, Texas. Un evento, manco a dirlo, attesissimo negli Stati Uniti, in programma nella notte tra venerdì e sabato. A volte ritornano, verrebbe da dire… e quasi sempre non è una buona notizia. Da Borg a Jordan, da Mark Spitz a Lance Armstrong: la storia dei “rientri delle grandi stelle” non è costellata di successi, anzi. Per chi non li aspettava e invece se li ritrova davanti, anche solo in tv. E soprattutto per loro stessi, per quello che rischiano di peggiorare con apparizioni che fanno molto rumore ma non aggiungono nulla di più.

    Alla fine quello che conta è il business

    Il ritorno al combattimento di Mike Tyson è fissato per venerdì 15, sul ring appositamente apparecchiato allo stadio AT&T di Arlington, Texas, la casa dei Dallas Cowboys di football americano. Una grande operazione di marketing nella quale qualcuno si spartirà un giro d’affari stimato in 300 milioni di dollari, 80mila biglietti venduti in un baleno e la grande platea televisiva che Netflix conta di raccogliere trasmettendo la diretta dell’incontro e successivamente producendo un docufilm. Tutto studiato fin nei minimi dettagli, con Tyson – o il malinconico fantasma del pugile che fu – pagato 20 milioni di dollari. All’altro angolo c’è un “pugile per caso”: Jake Paul, 27 anni, celebre youtuber americano con 50 milioni di follower, grandi muscoli e una lunga barba rossa.

    Un ritorno per certi versi disperato

    Tyson non ha più l’età e, a ben guardare, manco un passato da difendere: torna dopo la follia dell’incontro contro Holyfield del 28 giugno 1997, quando morsicò il lobo dell’orecchio al suo avversario masticandolo e sputandolo. Poi la droga, le denunce per violenza, il carcere e l’oblio. Ritorna per disperazione più che per soddisfazione, in un’esistenza costellata anche da aneddoti curiosi.

    Il ricordo di Smaila è ricordo piuttosto… olfattivo

    Fra i tanti c’è l’incontro – non sportivo – avuto dal pugile con il nostro Umberto Smaila in un locale della Versilia tanti anni fa. Il musicista e comico lo aveva raccontato in una recente intervista: “Non era male come cantante. Credo però avesse mangiato spaghetti alle vongole con mezzo chilo d’aglio quella sera. Una roba da svenire. Quando gli feci cantare My way sono rimasto vivo per miracolo. Il suo staff mi aveva proibito di avvicinarmi; io me ne fregai e gli volli dedicare un classico della canzone americana”. Smaila aveva concluso così l’aneddoto su Iron Mike: “Era la canzone perfetta per lui, per uno che nella vita ha sempre fatto a modo suo. Sotto quella spinta emotiva si mise a cantare. Alito a parte, fu molto divertente. Un ragazzo molto gentile”.

    Dove e quando vedere l’incontro

    Nel corso della carriera, la figura di Tyson è stata legata anche litigi con personaggi come Michael Jordan e Donald Trump. Se, consci di tutto questo, non volete comunque perdervi l’incontro, sappiate che il match tra lui e Jake Paul andrà in scena al termine di una lunga kermesse pugilistica: l’inizio della sfida dell’ex campione del mondo è prevista per le ore 6.30 (ora italiana). Trasmesso unicamente sulla piattaforma Netflix, riservato ai soli abbonati.

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      Calcio

      Urbano Cairo detta la linea sull’Italia: dall’intervista alla Gazzetta dello Sport alla frecciata su Mancini e Conte

      Nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Urbano Cairo interviene sul rilancio dell’Italia, elogia la scelta di Gennaro Gattuso e punge Giovanni Malagò ricordando come la Serie A avesse indicato Antonio Conte. Le sue frequenti uscite pubbliche alimentano interrogativi sulle strategie future, ma al momento non esistono elementi che consentano di attribuirgli obiettivi diversi dalla volontà di partecipare al dibattito

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        Dopo il lungo faccia a faccia pubblicato dal Corriere della Sera, Urbano Cairo concede un’altra intervista, questa volta alla Gazzetta dello Sport. Cambia il giornale, cambia il tema, ma il protagonista resta lo stesso. Stavolta il presidente del Torino affronta il delicato momento della Nazionale italiana e lancia un messaggio chiaro: bisogna ripartire subito.

        Nel colloquio, Cairo promuove la scelta di Gennaro Gattuso come commissario tecnico e invita tutto il sistema calcio a sostenerlo senza esitazioni. Ma è soprattutto un passaggio a far discutere: quello dedicato alla precedente ricerca del Ct, nel quale il numero uno granata ricorda che la Serie A aveva espresso una preferenza diversa rispetto a quella poi maturata ai vertici federali.

        La stoccata su Mancini e Conte

        Il riferimento è alla successione sulla panchina azzurra. Cairo osserva che Antonio Conte rappresentava il nome indicato dai club di Serie A, mentre Roberto Mancini sarebbe stata una scelta sostenuta da Giovanni Malagò.

        Una frase che molti hanno interpretato come una frecciata all’ex presidente del CONI, riaprendo indirettamente il dibattito sulle decisioni che hanno segnato gli ultimi anni della Nazionale. È una valutazione politica del calcio italiano più che una critica tecnica, ma basta per riportare al centro una vicenda che continua a dividere dirigenti e tifosi.

        Un presidente sempre più presente nel dibattito pubblico

        Negli ultimi giorni Cairo è apparso con particolare frequenza sui mezzi di informazione del gruppo RCS, del quale è editore attraverso Cairo Communication.

        Prima la lunga intervista al Corriere della Sera, poi quella alla Gazzetta dello Sport: una presenza ravvicinata che non è passata inosservata e che ha inevitabilmente alimentato commenti e interpretazioni.

        C’è chi legge questa intensa attività mediatica come il semplice riflesso del doppio ruolo di editore e presidente di una società di Serie A, e chi invece vi intravede la volontà di rafforzare il proprio peso nel dibattito sul futuro del calcio italiano.

        Cosa c’è dietro le tante interviste?

        È la domanda che molti osservatori si pongono: perché proprio ora questa sequenza di uscite pubbliche?

        Al momento, però, non esistono elementi concreti che consentano di collegare queste interviste a progetti specifici o a future candidature in ambito sportivo o istituzionale. Qualsiasi ricostruzione che attribuisca a Cairo obiettivi diversi dalla partecipazione al confronto pubblico resterebbe una semplice ipotesi.

        Una cosa, invece, appare evidente. Urbano Cairo continua a utilizzare il proprio ruolo di editore e dirigente sportivo per intervenire su alcuni dei temi più delicati del calcio italiano, dalla governance federale al futuro della Nazionale. E quando parla, le sue parole difficilmente passano inosservate.

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          Sport

          Come allenarsi con il caldo estremo senza rischiare lo shock termico

          Sotto sforzo e con temperature elevate, il corpo umano attiva un massiccio afflusso di sangue verso la pelle per disperdere il calore tramite il sudore, riducendo l’ossigenazione muscolare e raddoppiando l’impegno cardiaco. Per evitare colpi di calore, disidratazione e cali pressori, medici e preparatori atletici impongono nuove regole: non basta bere più acqua, serve cambiare l’orologio biologico del movimento e ascoltare i segnali d’allarme dell’organismo.

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          Come allenarsi con il caldo estremo senza rischiare lo shock termico

            La biologia del movimento sotto il sole: cosa succede al corpo

            Allenarsi quando l’aria scotta non è solo una questione di forza di volontà, ma di termoregolazione. Per mantenere la temperatura interna stabile intorno ai 37°C, il cuore deve compiere un lavoro straordinario: la frequenza cardiaca aumenta mediamente di 10 battiti al minuto in più rispetto a una sessione invernale a parità di sforzo.

            Questo significa che se corriamo o solleviamo pesi nell’ora sbagliata, il nostro motore biologico va rapidamente in overheating (surriscaldamento). Il sudore, evaporando, raffredda la cute, ma se il tasso di umidità è troppo alto, questo meccanismo si inceppa. Il risultato? Il calore si accumula, la pressione arteriosa crolla e le prestazioni calano drasticamente.

            Le regole d’oro degli esperti per un workout sicuro

            Per continuare a muoversi in sicurezza, la medicina dello sport suggerisce di modificare radicalmente l’approccio all’allenamento attraverso quattro pilastri pratici:

            1. La crono-programmazione: la finestra salvavita

            Le fasce orarie centrali (dalle 11:00 alle 18:00) vanno rigorosamente bandite. I momenti ideali sono l’alba (tra le 6:00 e le 8:30), quando l’asfalto ha ceduto il calore notturno e l’aria è più respirabile, o la tarda serata dopo il tramonto. Se l’unica opzione è la pausa pranzo, l’unica scelta sicura è un ambiente climatizzato artificialmente, impostato a non più di 5°C in meno rispetto alla temperatura esterna per evitare shock termici.

            2. L’ingegneria dell’idratazione: oltre la semplice acqua

            Aspettare lo stimolo della sete significa essere già disidratati dell’1%. La strategia corretta prevede di bere 500 ml di acqua nelle due ore precedenti lo sforzo, e poi sorseggiare circa 150 ml ogni 15 o 20 minuti di attività. Se l’allenamento supera i 45 minuti, l’acqua da sola non basta più: lo svuotamento gastrico rallenta e si rischia l’iponatriemia. È fondamentale integrare soluzioni isotoniche contenenti sodio, potassio e magnesio per ripristinare gli elettroliti persi con la sudorazione.

            3. Abbigliamento: il paradosso del cotone

            Il cotone è il peggior nemico dello sportivo estivo: assorbe il sudore, diventa pesante, si incolla alla pelle e impedisce la traspirazione. Gli esperti consigliano di utilizzare esclusivamente tessuti tecnici sintetici micro-forati (come il poliestere di ultima generazione o il nylon tecnico) dal fit rilassato e di colori chiari, che riflettono i raggi solari e spingono l’umidità verso l’esterno, favorendo il raffreddamento cutaneo.

            Riconoscere i segnali di stop

            Il vero segreto di un atleta maturo in estate è saper rallentare. Se durante la sessione compaiono mal di testa improvviso, vertigini, nausea, brividi di freddo sulla pelle d’oca o crampi muscolari dolorosi, l’allenamento va interrotto immediatamente. Sono i primi sintomi del colpo di calore o dell’esaurimento da disidratazione. In questi casi, la procedura corretta richiede di spostarsi all’ombra, distendersi sollevando le gambe e sorseggiare acqua fresca (mai ghiacciata) bagnando polsi, collo e tempie per abbassare la temperatura di flussi sanguigni principali.

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              Calcio

              Cristiano Ronaldo in vacanza con la famiglia: Cristiano Jr. è ormai più alto del padre e conquista i social

              Tra una foto che richiama uno scatto iconico di dieci anni fa e immagini di relax in famiglia, Cristiano Ronaldo ha condiviso alcuni momenti delle vacanze estive. A sorprendere i fan è soprattutto Cristiano Jr., che a sedici anni ha ormai superato in altezza il padre.

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                Cristiano Ronaldo si gode le vacanze prima di tornare agli impegni della nuova stagione, ma a conquistare i social questa volta non sono soltanto i suoi muscoli. Il campione portoghese ha pubblicato una serie di fotografie che raccontano i giorni trascorsi con Georgina Rodríguez e i loro figli, alternando momenti di relax a uno scatto destinato a diventare virale.

                Tra le immagini compare infatti una posa da culturista che richiama quasi perfettamente una fotografia pubblicata dallo stesso Ronaldo circa dieci anni fa. Un modo per mostrare come, nonostante il passare del tempo, continui a mantenere una condizione atletica eccezionale grazie ad allenamenti rigorosi e a uno stile di vita molto disciplinato.

                Cristiano Jr. è ormai più alto di Cristiano Ronaldo

                A catturare davvero l’attenzione dei fan, però, è stato Cristiano Jr. Il primogenito del fuoriclasse portoghese, che ha compiuto sedici anni, appare ormai sensibilmente più alto del padre, alto 1 metro e 87 centimetri.

                Nelle fotografie condivise sui social la crescita del ragazzo è evidente e molti utenti hanno sottolineato come Cristiano Jr. stia assumendo sempre più l’aspetto di un giovane atleta. Da tempo segue le orme del padre nel calcio e continua il proprio percorso nelle giovanili, alimentando inevitabilmente il sogno di poter un giorno giocare al suo fianco.

                Una famiglia sempre più numerosa

                Oltre a Cristiano Jr., Ronaldo è padre di altri quattro figli. I gemelli Eva e Mateo, nati nel 2017 tramite maternità surrogata, fanno parte della famiglia insieme ad Alana Martina, nata nello stesso anno dalla relazione con Georgina Rodríguez.

                Nel 2022 è arrivata anche Bella Esmeralda, secondogenita della coppia. La sua nascita è stata accompagnata da un momento molto doloroso per la famiglia: durante il parto morì infatti il fratellino gemello, una perdita della quale Ronaldo e Georgina hanno parlato pubblicamente definendola il momento più difficile della loro vita.

                Tra vacanze e preparazione per una nuova stagione

                Le immagini mostrano una famiglia affiatata, divisa tra mare, sole e momenti di quotidianità lontani dai riflettori del calcio. Ronaldo continua a condividere con i suoi milioni di follower scorci della propria vita privata, mantenendo però sempre al centro il valore della famiglia.

                E se la fotografia da culturista ha strappato sorrisi ricordando quella di dieci anni fa, il vero protagonista della gallery è stato Cristiano Jr. Per molti tifosi il tempo sembra essere volato: il bambino che accompagnava il padre alle premiazioni è ormai un ragazzo che lo guarda… dall’alto.

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