Connect with us

Sport

Francesca, prima medaglia d’oro olimpica per l’Italia, porta un cognome leggendario: è nipote della mitica Gina Lollobrigida

Dalla pista di cemento delle Tre Fontane al trionfo olimpico “in casa”, Francesca Lollobrigida scrive la sua storia sportiva. E chiarisce il legame con Gina Lollobrigida, detta “la Lollo”: “All’inizio era pesante portare questo cognome”.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Il primo oro olimpico dei Giochi Invernali di Milano-Cortina ha un nome che, in Italia, non passa inosservato: Francesca Lollobrigida. Un oro che pesa doppio, perché accanto all’impresa sportiva riporta alla ribalta anche un cognome che appartiene all’immaginario collettivo italiano.

    Francesca è infatti parente, per discendenza paterna, di Gina Lollobrigida, la grande attrice del cinema italiano soprannominata da sempre “la Lollo”. Un soprannome affettuoso e iconico, legato esclusivamente a Gina, che per decenni ha rappresentato bellezza, celebrità e divismo internazionale. Ed è proprio questo legame simbolico, più ancora che genealogico, ad aver accompagnato Francesca sin dagli inizi della sua carriera sportiva.

    Nel 2022 lo aveva spiegato senza ambiguità: «All’inizio era pesante portare questo cognome. Quando ero alle prime armi, molti erano più incuriositi dalla mia parentela con Gina che dalle mie prospettive in pista. Più famosa di lei? Non mi permetterei mai». Una frase che dice tutto: rispetto, distanza e la volontà di costruire un’identità autonoma, lontana dai riflettori del cinema.

    La sua storia, del resto, non ha nulla di patinato. Nata a Frascati quasi per caso e cresciuta a Roma, Francesca viene introdotta al pattinaggio dal padre Maurizio, plurititolato campione e recordman mondiale sui pattini a rotelle. È lui a trasmetterle una passione che diventa disciplina feroce, fatta di chilometri, sacrifici e viaggi infiniti.

    «Papà mi aspettava all’uscita del liceo Aristofane al Tufello, mi caricava in macchina e partivamo per Baselga di Piné, l’unico posto in Italia dove allenarsi sul ghiaccio. Sette ore di viaggio che sono diventate un’abitudine. Per inseguire il mio sogno olimpico ha letteralmente distrutto quattro automobili», ha raccontato ripercorrendo quegli anni.

    Arrivano i primi successi, l’esordio olimpico a Sochi, poi la delusione di Pyeongchang: settimo posto nella mass start, lacrime e la tentazione di smettere. Da lì nasce però la svolta. A Pechino conquista due medaglie che definisce “diverse ma entrambe fondamentali”: l’argento nei 3000 metri, simbolo di una crescita tecnica tardiva ma straordinaria, e il bronzo nella mass start, la sua gara, quella della strategia e del corpo a corpo. La rivincita.

    Oggi, a Milano-Cortina, quella traiettoria si completa. L’oro arriva nel giorno del suo compleanno, a 35 anni, davanti al pubblico di casa. Roma resta il suo centro emotivo: la pista di cemento delle Tre Fontane, le strade dell’Eur percorse in allenamento con il padre a farle da apripista, i clacson e perfino una multa per eccesso di velocità. Tutto torna, tutto si chiude.

    E così il cognome Lollobrigida, per una volta, smette di essere un paragone ingombrante con “la Lollo” del cinema e diventa quello che Francesca ha sempre voluto: una firma sportiva, incisa sul ghiaccio, con un oro olimpico che non ha bisogno di soprannomi.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Calcio

      Alisha Lehmann sbotta contro gli hater: “Non faccio TikTok, voglio solo essere la migliore” e lascia Como

      Alisha Lehmann si racconta alla BBC Sport e risponde alle accuse: tra social e calcio, chiarisce la sua scelta di lasciare Como e rilanciarsi in Inghilterra

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Alisha Lehmann non ci sta più a farsi raccontare dagli altri. E lo dice senza filtri, mettendo fine a quell’immagine patinata che spesso le viene cucita addosso. In un’intervista a BBC Sport, la calciatrice del Como Women ha deciso di rispondere agli hater e di chiarire una volta per tutte cosa c’è dietro le sue scelte.

        “Non vivo per i social”

        “La gente non vede il lavoro che faccio. Non torno a casa a fare TikTok”. Parole nette, che smontano uno dei cliché più diffusi sul suo conto. Per molti è prima un volto social e poi una calciatrice, ma lei ribalta la prospettiva: il campo viene prima di tutto. Gli allenamenti, i sacrifici, la disciplina. Tutto ciò che non finisce nei video da pochi secondi.

        La scelta di lasciare Como

        Poi arriva la parte più diretta, quella che riguarda il suo futuro. “Dopo un mese mi sono resa conto che non mi piaceva restare a Como e volevo tornare in Inghilterra”. Nessun giro di parole, nessuna diplomazia. Una decisione maturata in fretta, ma evidentemente lucida. Perché dietro c’è anche una questione di ambiente, di stimoli, di sensazioni personali.

        “L’Inghilterra è casa mia”

        “Adoro stare qui, il calcio è migliore e l’Inghilterra mi sembra casa”. È qui che il discorso si chiude, con una dichiarazione che pesa più di qualsiasi polemica. Non è solo una scelta tecnica, è una questione di appartenenza. E soprattutto di ambizione: “Voglio diventare la miglior giocatrice possibile”.

        Un messaggio chiaro, che va oltre il gossip e i commenti social. Alisha Lehmann si riprende la scena, ma lo fa a modo suo: parlando di calcio, non di filtri.

          Continua a leggere

          Calcio

          CR7 e Georgina, cena da 18 milioni: tra Bugatti, diamanti e orologi da capogiro il lusso diventa spettacolo

          Tra sospetti, accuse e tensione alle stelle, Dario Cassini parla di pillole sparite e punta il dito contro Antonella Elia. Lei respinge tutto e lo attacca duramente, mentre nella Casa cresce il dubbio su cosa sia davvero successo

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Quando Cristiano Ronaldo e Georgina Rodriguez escono a cena, non è mai una semplice serata. È un evento, una dichiarazione, un’esibizione di potere economico che sfiora il surreale. Stavolta, però, i numeri superano anche gli standard a cui hanno abituato il pubblico: il valore complessivo tra auto, gioielli e accessori sfiora i 18 milioni di euro.

            Una Bugatti che vale una fortuna

            Il pezzo più vistoso? La Bugatti Centodieci, un gioiello su quattro ruote dal valore di oltre 11 milioni e mezzo di euro. Non un’auto, ma un simbolo. Linee aggressive, produzione limitatissima, prezzo da collezionisti. E naturalmente, parcheggiata come se fosse la cosa più normale del mondo.

            Diamanti e orologi da capogiro

            A brillare non è solo l’auto. Georgina sfoggia un anello di fidanzamento da oltre 5 milioni di euro, una cifra che da sola basterebbe a raccontare la portata del lusso. A completare il quadro ci sono gli orologi: un Patek Philippe 5719/10G da circa 640 mila euro e un modello femminile 7118/1450R da quasi 400 mila. Dettagli? No, veri e propri status symbol.

            Il lusso come linguaggio

            In questo mondo, il lusso non è un contorno, è il messaggio. Ogni scelta, ogni accessorio, ogni dettaglio racconta una storia precisa: quella di chi può permettersi tutto e sceglie di mostrarlo senza filtri. CR7 e Georgina non si limitano a vivere nel lusso, lo trasformano in narrazione, in spettacolo continuo.

            E così, anche una cena diventa qualcosa di più. Non solo un momento privato, ma un palcoscenico globale dove il valore non si misura in emozioni, ma in milioni.

              Continua a leggere

              Calcio

              Reginaldo svela tutto su Elisabetta Canalis: “Allora ci penso io”, il retroscena bollente tra calcio, vip e serate milanesi

              Reginaldo rompe il silenzio sulla relazione con Elisabetta Canalis: “Era lei che voleva conoscermi”. Dal ruolo di Bernardo Corradi alla serata decisiva a Milano, emerge un retroscena che riaccende il gossip.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Certe storie sembrano uscite da un copione già scritto, e invece nascono tra spogliatoi, telefonate mai fatte e serate improvvisate. Reginaldo, ex attaccante brasiliano passato per la Serie A, riapre un capitolo che aveva fatto impazzire il gossip: la relazione con Elisabetta Canalis. E lo fa senza filtri, raccontando un retroscena che oggi suona ancora più sorprendente.

                “Era lei che voleva conoscermi”
                Ospite del podcast Pro Football, Reginaldo ribalta la prospettiva di una storia che all’epoca aveva riempito i rotocalchi. “Per tre mesi lei voleva conoscermi, ma io non sapevo nulla”, racconta. Il motivo? Di mezzo c’era Bernardo Corradi, compagno di squadra al Parma e, a quanto pare, intermediario poco collaborativo. “Mi diceva sempre che c’era una sua amica famosissima che voleva conoscermi, ma non mi diceva chi fosse”. Un gioco di attesa che si trascina per settimane, tra curiosità e frustrazione.

                La serata decisiva e quel “ci penso io”
                Il momento chiave arriva il 30 marzo 2008, durante il compleanno di Corradi organizzato in un locale brasiliano a Milano. Reginaldo arriva tardi, dopo un’altra serata, e si trova davanti una scena che cambia tutto: Corradi, Elena Santarelli e, accanto a un posto vuoto, Elisabetta Canalis. “Quando Bernardo mi ha detto ‘è lei’, ho risposto: ‘Allora ci penso io’”. Da lì parte tutto. Una birra, qualche parola, il numero di telefono e un appuntamento già fissato per pochi giorni dopo.

                Sette mesi tra Parma e vita da copertina
                Il resto è una storia che, almeno per un periodo, ha fatto invidiare mezzo Paese. “Siamo stati insieme sette mesi, viveva anche con me a Parma”, racconta Reginaldo. Una relazione intensa, nata velocemente e vissuta sotto i riflettori, tra calcio e spettacolo. Lui giovane promessa del pallone, lei già all’apice della popolarità televisiva. Un incastro perfetto per il gossip, che infatti non si fece attendere.

                Oggi, a distanza di anni, il racconto assume un sapore diverso. Più leggero, più ironico, ma anche più umano. Perché dietro le copertine e i titoli, restano sempre le stesse dinamiche: incontri, coincidenze, qualcuno che fa da tramite e qualcun altro che, a un certo punto, decide di non aspettare più. “Allora ci penso io”. E il resto viene da sé.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie