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Sport

Per uno sponsor, la Ferrari cambia la sua iconica livrea rossa

Questo fine settimana si tiene a Miami il sesto Gran Premio di Formula 1 della stagione. La Ferrari, in una mossa insolita, presenterà dettagli azzurri sulla sua iconica livrea rossa, mentre i piloti Charles Leclerc e Carlos Sainz indosseranno tute e caschi completamente azzurri.

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    Il prossimo weekend, l’attenzione del mondo motoristico si concentrerà su Miami, dove si svolgerà il sesto Gran Premio di Formula 1 della stagione. Quest’anno, la Ferrari porterà una novità sul circuito: la sua tradizionale livrea rossa sarà arricchita da dettagli in colore azzurro. Non solo le auto, ma anche i piloti Charles Leclerc e Carlos Sainz indosseranno tute e caschi completamente azzurri.

    Questa deviazione dall’abituale schema cromatico è stata motivata dal nuovo accordo economico stipulato tra la scuderia e Hewlett-Packard (HP), che si è assicurata il ruolo di title sponsor della Ferrari. Il caratteristico colore azzurro dell’azienda tecnologica sarà quindi protagonista sulla livrea della celebre casa automobilistica.

    Inizialmente, c’era stata speculazione riguardo alla possibilità che le auto fossero prevalentemente azzurre, ma alla fine la decisione è stata diversa: la Ferrari presenterà principalmente dettagli azzurri sulla sua classica livrea rossa. I colori scelti sono due tonalità di azzurro legate alla storia e alla tradizione del marchio: Azzurro La Plata e Azzurro Dino.

    Questo cambio di look ha generato aspettative tra gli appassionati, soprattutto dopo il lancio delle nuove tute dei piloti. Tuttavia, la Ferrari ha optato per una soluzione intermedia, mantenendo la predominanza del rosso ma inserendo alcuni dettagli azzurri. Questa scelta ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni fan delusi per l’attesa creata.

    L’autorevole sito specializzato The Race ha criticato questa decisione, definendola “frustrante” perché la Ferrari ha mancato l’opportunità di fare qualcosa di veramente distintivo. Nonostante la nuova livrea, le auto che correranno a Miami saranno principalmente rosse, con solo alcuni dettagli azzurri, perdendo così l’opportunità di creare un’impressione duratura e memorabile.

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      Sport

      Benedetta Pilato: “Accusa di furto a Singapore, ma la verità è un’altra”

      Dopo essere stata fermata all’aeroporto di Singapore con l’accusa di furto, la campionessa azzurra chiarisce: “Ho collaborato, non c’è stata alcuna implicazione, da tutto questo traggo insegnamenti”

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      Benedetta Pilato

        Benedetta Pilato rompe il silenzio sulla vicenda che l’ha coinvolta, insieme alla compagna di nazionale Chiara Tarantino, durante il rientro dall’Asia, nei giorni che seguivano i Mondiali di nuoto. A colpire il mondo dello sport è stata la notizia della loro accusa, poi rivelatasi infondata, di furto in aeroporto a Singapore. Pilato ha condiviso un post chiarificatore sul suo profilo Instagram, affidando a parole chiare e sincere la sua versione dei fatti.

        Secondo quanto ricostruito, in transito all’aeroporto di Singapore mentre tornava da un soggiorno post-Mondiali con alcuni compagni, sarebbe scattata l’accusa di furto. Le telecamere, infatti, avrebbero ripreso Chiara Tarantino mentre inseriva alcuni oggetti nello zaino di Pilato. Le atlete sono state fermate, trattenute, private dei passaporti e interrogate. La situazione è degenerata in un fermo prolungato, risolto solo grazie all’intervento dell’ambasciata italiana (Farnesina), che ha permesso alle nuotatrici di rientrare in tempi rapidi. 

        Nel suo post, Benedetta Pilato racconta la forte connotazione emotiva dell’accaduto: “Avrei dovuto vivere giorni di relax e riposo, invece mi sono trovata lontano da casa, attraversando momenti difficili che mi hanno profondamente segnata umanamente.” Tuttavia, sottolinea la sua massima collaborazione con le autorità locali e la trasparenza con l’ambasciata italiana. “La vicenda si è chiusa nel giro di poche ore, senza strascichi”, chiosa l’azzurra.

        L’incidente si chiude con un incoraggiante messaggio di resilienza: Pilato recupera serenità e determinazione, aprendo una nuova fase della sua carriera. Esprime gratitudine verso chi l’ha sostenuta con discrezione e senza giudizi. Dalla sua esperienza emergono valori universali: la prudenza, la responsabilità individuale e l’importanza delle persone di cui ci circondiamo. 

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          Calcio

          Camilla Mancini debutta a Forum accanto a Barbara Palombelli: la figlia dell’ex ct Roberto sarà la nuova assistente

          Camilla entra nel cast di Forum come assistente, ruolo tradizionale del programma. Palombelli: «La sua storia verrà raccontata in una clip di presentazione». L’ex ct Mancini, incontrando la giornalista allo stadio, ha commentato: «Mia figlia è una ragazza tosta».

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            Sarà Camilla Mancini, figlia dell’ex commissario tecnico della Nazionale Roberto, ad affiancare Barbara Palombelli a Forum. La giovane scrittrice, 28 anni, entra così nel cast del programma storico di Canale5, nel ruolo tradizionale di assistente che accompagna la conduttrice nelle cause raccontate in studio.

            La scelta non è stata casuale. È stata la stessa Palombelli a raccontarlo: «La storia di Camilla mi ha affascinato, ho letto i suoi libri e mi sono innamorata della sua esperienza. E così l’ho voluta a Forum». A colpirla sono stati i due volumi che la giovane ha già all’attivo, Sei una farfalla e Libera di essere me. Due opere che intrecciano autobiografia e narrativa e che affrontano le difficoltà legate a una paresi facciale presente dalla nascita, che limita la mobilità del lato destro del volto. Nei testi Camilla ha descritto le discriminazioni e il bullismo subito, ma anche la forza ritrovata e la ricerca di un equilibrio interiore.

            «Quest’anno parleremo molto dei temi dell’adolescenza, dello stigma della malattia, del diritto alla salute. Nei suoi libri c’era tutto questo, uno è un romanzo e l’altro è un’autobiografia», ha spiegato la conduttrice, al suo dodicesimo anno consecutivo alla guida del programma. Per l’occasione, la redazione ha preparato una clip di presentazione che racconterà la storia della nuova assistente al pubblico.

            La notizia è stata accompagnata anche da un siparietto allo stadio Olimpico, durante Roma-Bologna. Qui Palombelli e Mancini si sono incontrati sugli spalti. L’ex ct non ha perso l’occasione per commentare l’ingaggio della figlia con una battuta affettuosa: «Mia figlia è una ragazza tosta».

            La nuova stagione di Forum non porterà con sé solo la presenza della giovane Mancini. Tra le novità annunciate ci sarà l’arrivo di Claudio Mattioli, nuovo giudice appena in pensione, e il ritorno di Beatrice Dalia, esperta di mediazione familiare e adolescenza. L’appuntamento con la prima puntata è fissato per l’8 settembre alle 11.00 su Canale5.

            Con l’ingresso di Camilla, Forum aggiunge così una voce fresca e un volto che ha fatto della fragilità un racconto di forza.

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              Calcio

              Michel Platini assolto con Blatter: chi restituirà a “Le Roi” dieci anni di carriera bruciata dallo scandalo Fifa

              L’ex fuoriclasse della Juventus e l’ex presidente Fifa erano stati assolti già nel 2022 e poi nel marzo 2025. Ora il procuratore federale rinuncia al ricorso, sancendo la fine di un incubo decennale. Lo scandalo esploso nel 2015 aveva fermato la corsa di Platini alla presidenza, aprendo la strada a Gianni Infantino.

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                Michel Platini non è più un imputato. Non è più un sospettato, né l’uomo che avrebbe intascato denaro in modo illecito dalle casse della Fifa. È un uomo assolto, definitivamente, insieme a Sepp Blatter. La decisione del “Ministère public de la Confédération” di non presentare ricorso mette la parola fine a un incubo giudiziario lungo dieci anni.

                Il cuore della vicenda era un pagamento di due milioni di franchi svizzeri – circa 1,8 milioni di euro – versato dalla Fifa a Platini per una consulenza svolta tra il 1998 e il 2002, quando il francese era già figura di spicco nel calcio mondiale. Una somma che per i magistrati, nel 2015, appariva sospetta. Proprio quell’anno Platini aveva annunciato la sua candidatura alla presidenza della Fifa, raccogliendo consensi diffusi. Ma lo scoppio dell’inchiesta, subito dopo le dimissioni di Blatter, lo travolse e lo costrinse a ritirarsi, lasciando campo libero all’italo-svizzero Gianni Infantino, all’epoca suo braccio destro in Uefa.

                Platini e Blatter furono assolti in primo grado già nel 2022. Tre anni più tardi, nel marzo 2025, arrivò una nuova conferma. Oggi la rinuncia del pubblico ministero al ricorso chiude definitivamente il fascicolo. Per i due ex dirigenti, significa libertà piena. Per Platini, significa soprattutto la consapevolezza di aver perso la battaglia più importante della sua vita professionale: quella che avrebbe potuto portarlo alla guida della Fifa.

                L’ex numero 10 della Juventus, soprannominato “Le Roi” per il suo stile elegante e per la capacità di dominare il campo, è rimasto imprigionato in un decennio di sospetti e processi. Un decennio che ha oscurato la sua carriera dirigenziale e cancellato l’opportunità di diventare il primo francese a guidare il calcio mondiale.

                Blatter, travolto da scandali paralleli, ha visto crollare l’impero costruito in quasi vent’anni di potere alla Fifa. Per entrambi, l’assoluzione non restituisce il tempo perduto. Ma chi, oggi, potrà risarcire Platini del trono mancato, delle porte chiuse e della reputazione appannata? La sentenza mette fine alle accuse. Non all’amarezza di una vita rovesciata da un’inchiesta che, col senno di poi, non ha retto in tribunale.

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