Sport
Per uno sponsor, la Ferrari cambia la sua iconica livrea rossa
Questo fine settimana si tiene a Miami il sesto Gran Premio di Formula 1 della stagione. La Ferrari, in una mossa insolita, presenterà dettagli azzurri sulla sua iconica livrea rossa, mentre i piloti Charles Leclerc e Carlos Sainz indosseranno tute e caschi completamente azzurri.

Il prossimo weekend, l’attenzione del mondo motoristico si concentrerà su Miami, dove si svolgerà il sesto Gran Premio di Formula 1 della stagione. Quest’anno, la Ferrari porterà una novità sul circuito: la sua tradizionale livrea rossa sarà arricchita da dettagli in colore azzurro. Non solo le auto, ma anche i piloti Charles Leclerc e Carlos Sainz indosseranno tute e caschi completamente azzurri.
Questa deviazione dall’abituale schema cromatico è stata motivata dal nuovo accordo economico stipulato tra la scuderia e Hewlett-Packard (HP), che si è assicurata il ruolo di title sponsor della Ferrari. Il caratteristico colore azzurro dell’azienda tecnologica sarà quindi protagonista sulla livrea della celebre casa automobilistica.

Inizialmente, c’era stata speculazione riguardo alla possibilità che le auto fossero prevalentemente azzurre, ma alla fine la decisione è stata diversa: la Ferrari presenterà principalmente dettagli azzurri sulla sua classica livrea rossa. I colori scelti sono due tonalità di azzurro legate alla storia e alla tradizione del marchio: Azzurro La Plata e Azzurro Dino.

Questo cambio di look ha generato aspettative tra gli appassionati, soprattutto dopo il lancio delle nuove tute dei piloti. Tuttavia, la Ferrari ha optato per una soluzione intermedia, mantenendo la predominanza del rosso ma inserendo alcuni dettagli azzurri. Questa scelta ha suscitato reazioni contrastanti, con alcuni fan delusi per l’attesa creata.
L’autorevole sito specializzato The Race ha criticato questa decisione, definendola “frustrante” perché la Ferrari ha mancato l’opportunità di fare qualcosa di veramente distintivo. Nonostante la nuova livrea, le auto che correranno a Miami saranno principalmente rosse, con solo alcuni dettagli azzurri, perdendo così l’opportunità di creare un’impressione duratura e memorabile.

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Calcio
La guerra senza fine dei Totti: Ilary Blasi denuncia Francesco per il crollo del controsoffitto della villa all’Eur
Nella villa dell’Eur-Torrino dove vive Ilary Blasi con i figli è crollato un controsoffitto a novembre. La showgirl ha citato in giudizio Francesco Totti, proprietario dell’immobile, chiedendo un intervento urgente. Nessun accordo dopo il sopralluogo con i tecnici. Udienza fissata il 21 marzo.
Tra Ilary Blasi e Francesco Totti la separazione continua a produrre strascichi. Questa volta il terreno di scontro non è sentimentale né mediatico, ma immobiliare. Una lite da manuale tra inquilino e proprietario, con sullo sfondo una villa monumentale all’Eur-Torrino e un controsoffitto crollato.
Secondo quanto ricostruito, nella magione in cui Ilary Blasi vive con i figli – un complesso imponente da 25 vani, quasi mille metri quadrati coperti, con piscine e campi sportivi – a novembre si sarebbe verificato il cedimento di un controsoffitto. L’episodio avrebbe reso inutilizzabili alcuni locali della casa, in particolare l’area dove si trovano la sala cinema e la celebre stanza delle maglie da calcio di Totti.
Il crollo e la richiesta di intervento
Il cedimento sarebbe stato causato da una significativa infiltrazione di umidità. Il distacco dell’intonaco avrebbe portato alla luce estese macchie di muffa e diffuso un odore tale da rendere impraticabili gli ambienti coinvolti. Di fronte alla situazione, Ilary Blasi – che in questo momento risulta essere l’inquilina – avrebbe chiesto al proprietario dell’immobile, Francesco Totti, di farsi carico delle spese di manutenzione straordinaria, come previsto dalla legge per chi detiene la proprietà.
A novembre, i due ex coniugi avrebbero effettuato un sopralluogo con i rispettivi tecnici. Un incontro che, però, non avrebbe portato a un accordo. Da qui la decisione della Blasi di rivolgersi al Tribunale civile.
Il ricorso d’urgenza e l’articolo 700
La showgirl avrebbe attivato un ricorso d’urgenza, il cosiddetto articolo 700 del Codice di procedura civile, chiedendo al giudice un intervento immediato. Si tratta dello strumento previsto quando si teme un pregiudizio imminente e irreparabile durante i tempi della giustizia ordinaria.
In attesa della decisione del Tribunale, la Blasi avrebbe anche avviato, tramite i suoi legali, un accesso agli atti in Comune per verificare la regolarità urbanistica del manufatto. Un passaggio che aggiunge un ulteriore livello tecnico e amministrativo alla vicenda.
Una casa come campo di battaglia legale
La villa, oggi, è diventata il simbolo di un conflitto che non accenna a spegnersi. Nei mesi scorsi, i legali delle due parti – sia civilisti che penalisti – avrebbero tentato di costruire un accordo complessivo, utilizzando proprio l’immobile come elemento di scambio. L’ipotesi prevedeva che Ilary acquistasse a proprie spese un altro appartamento, con la previsione di un risarcimento al momento della vendita della villa, da immettere sul mercato a condizioni concordate.
L’intesa, però, non è stata raggiunta. E così la casa dell’Eur-Torrino resta al centro dell’ennesima querelle giudiziaria tra due ex che, anche dopo la fine del matrimonio, continuano a incrociarsi nelle aule dei tribunali.
Verso l’udienza di marzo
Il prossimo snodo è fissato per il 21 marzo, data dell’udienza sulla separazione Totti-Blasi. Nel frattempo, la vicenda del controsoffitto crollato procede su un binario parallelo, trasformando una questione tecnica di manutenzione in un nuovo capitolo di una guerra che sembra non trovare tregua.
Una separazione che, a distanza di tempo, continua a produrre cause, ricorsi e sopralluoghi. E che, questa volta, passa anche dal soffitto.
Calcio
Da commessa a regina del lusso: Georgina Rodriguez e l’anello da 5 milioni che la incorona “Lady CR7”
Georgina Rodriguez sfoggia l’anello di fidanzamento più discusso dell’anno: un diamante gigantesco, stimato 5 milioni di euro, che suggella la sua incredibile scalata dal banco di un negozio a Madrid alla vita da Lady CR7. Una favola patinata che divide il web tra ammirazione e malizia.
Nella vita, dicono, serve talento, determinazione e un pizzico di fortuna. Ma c’è chi aggiunge: serve anche un gran… colpo di scena. Nel caso di Georgina Rodriguez, 31 anni, il “colpo” è arrivato con un diamante da cinque milioni di euro infilato ieri al dito dall’uomo più seguito del calcio mondiale: Cristiano Ronaldo. Un anello che non è solo un simbolo d’amore, ma il sigillo finale di una scalata che ha dell’incredibile.











Georgina non è più la “umile commessa” di un negozio di lusso a Madrid dove, secondo la versione ufficiale, avrebbe conosciuto CR7. Quella è la fiaba che piace raccontare: lei dietro il bancone, lui cliente affascinato, qualche sguardo, un corteggiamento prolungato e, alla fine, il sì. Fine primo atto. I più maliziosi, però, giurano che le cose siano andate diversamente: niente boutique, ma una discoteca, dove lei lavorava come ragazza immagine e lui era ospite speciale. Versioni discordanti che oggi contano poco, perché il lieto fine è già scritto e in formato extra-lusso.
Da allora, dieci anni di relazione, due figli naturali, altri cresciuti come se fossero suoi, e una tragedia personale – la perdita di uno dei gemelli alla nascita – che ha cementato ancora di più il legame con Ronaldo. Nel frattempo, Georgina si è saputa reinventare: influencer da oltre 60 milioni di follower, protagonista di docu-serie Netflix, testimonial di brand internazionali. Un business personale che, a conti fatti, fattura cifre da capogiro, degne di Lady CR7.
E ieri, il coronamento: il post su Instagram, una mano curata in primo piano e al centro l’anello più “terrific” (nel senso inglese del termine) che il web abbia mai visto. Un diamante talmente grande che nelle vetrine delle gioiellerie non lo vedresti mai: troppo rischioso esporre un “padellone” simile.
Il messaggio? “Caro mondo, io sono la favola che ogni tanto si avvera.” Georgina si presenta come la Cenerentola moderna che non solo ha trovato il principe, ma si è costruita un impero. Una vita di jet privati, vacanze a bordo di yacht, ville a perdita d’occhio. E allo stesso tempo, un’altra verità filtrata dai suoi post: “Io vivo in un universo lontano dal vostro. Non ci arriverete mai.”
L’anello, nella sua mole quasi imbarazzante, è il simbolo di questa distanza. Brilla come il sole, acceca attraverso lo schermo di uno smartphone e, dal vivo, immaginiamo, sia capace di ipnotizzare chiunque. Ma, tra gli ammiratori, c’è anche chi ci legge una sottile frecciatina: e se fosse un messaggio neppure troppo velato alla nuova “signora Bezos”? Una sorta di “io ce l’ho più grosso del tuo” – e sì, pare proprio di sì.
Che sia gesto romantico o dimostrazione di status, Georgina ha messo a segno un colpo mediatico magistrale. L’anello da cinque milioni non è solo il coronamento di una storia d’amore, ma un manifesto del potere social e dell’abilità con cui una ex commessa (o ragazza immagine, a seconda della versione) ha saputo trasformarsi in icona globale. La morale, se proprio vogliamo trovarne una? In certi casi, la favola non finisce a mezzanotte. E la carrozza non torna zucca: semmai, diventa un jet privato.
Calcio
Alice Campello vende i vestiti di Morata su Vinted? No: «Era una mia camicia (e il tempismo è stato pessimo)»
Nessuna vendetta post-rottura e nessun guardaroba dell’ex messo in saldo. Alice Campello chiarisce l’equivoco nato online: la camicia venduta su Vinted era sua, anche se da uomo, e l’annuncio è finito sul profilo nel momento peggiore. Colpa di un malinteso (e di una gestione delegata).
Internet ha fiutato lo scandalo, ma questa volta ha preso una cantonata. Dopo la separazione, qualcuno ha notato su Vinted una camicia “da uomo” e ha fatto due più due: Alice Campello stava forse vendendo i vestiti dell’ex? La risposta è arrivata secca e definitiva dalla diretta interessata.
L’equivoco che accende il gossip
La camicia incriminata, pur essendo da uomo, non apparteneva a Álvaro Morata. «Era mia», ha chiarito Alice Campello, spiegando che si trattava semplicemente di un capo che non le andava più. Niente frecciate, niente ritorsioni fashion.
Chi gestisce davvero l’account
A rendere tutto più esplosivo è stato il “pessimo tempismo”. Campello ha raccontato di non gestire direttamente l’account: «Ovviamente non lo gestisco io, do uno scatolone ogni tanto alla mia assistente e l’ha pubblicato con un pessimo tempismo». Traduzione: delega operativa, calendario sfortunato, gossip servito.
Nessuna vendetta, solo decluttering
Il chiarimento mette fine alle interpretazioni più maliziose. Nessuna vendetta post-separazione, solo decluttering d’armadio come fanno in molti. E la lezione è sempre la stessa: sui social basta un’etichetta sbagliata o una foto nel momento sbagliato per accendere un caso che non esiste.
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