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Sport

Valentino Rossi papà bis: ha messo il turbo!

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    9 titoli mondiali, 199 podi, 89 vittorie, 54 pole. Uno dei migliori piloti della storia del motociclismo. Infatti per molti è considerato il migliore in assoluto. Abituato a vincere, anche se in certi casi è difficile mantenere il proverbiale controllo. Infatti è grande la festa in casa del “Dottore”: Valentino Rossi e la compagna Francesca Sofia Novello hanno annunciato la seconda gravidanza. La coppia, che ha già una figlia di 2 anni, Giulietta, ora si prepara ad accogliere un altro baby Rossi in… scuderia! Si può dire che, d’ora in poi, il numero 2 (come gli anni della sua prima figlia e come il numero prossimo della progenie) si affiancheà al 46, già a lui molto caro.

    In significato di un numero

    Valentino, effettivamente, viene sempre associato col il numero 46. Scelto in onore a suo padre, Graziano Rossi, che fu pilota professionista. Il padre di Rossi vinse la sua prima gara in 250cc nell’anno 1979, anno in cui nacque Valentino e aveva il numero 46 sulla sua carena. Quindi, Valentino scelse lo stesso numero quando debuttò nel Mondiale di MotoGP.

    La piccola Giulietta nel ruolo di infermiera

    Un annuncio a sorpresa per tutti, pubblicato su Instagram, dove oggi tutti i famosi scrivono la loro vita pubblica attraverso post e scatti fotografici. Rossi appare nei panni del “Dottore”, celebre soprannome anche in pista quando sfrecciava durante il MotoGp, con il camice e lo stetoscopio prestato alla figlia Giulietta che sente il battito nella pancia della mamma. Sofia Novello mostra il suo pancione al massimo della felicitè. E poi, come se non bastasse, la rivelazione del sesso: «La Franci è incinta, aspettiamo un’altra bambina», scrive il campione di motociclismo, felice e innamorato più che mai della sua famiglia.

    Sarà femmina

    Dottor Valentino e la sua piccola assistente Giulietta, non hanno dubbi: «È sicuramente una femmina Dottore!», Un modo divertente per la coppia che così ha annunciato l’attesa della loro seconda figlia. Stando alle poche informazioni condivise e dal sesso della futura bimba, la modella dovrebbe essere al quarto mese di gravidanza.

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      Tennis

      Camila Giorgi annuncia il ritorno: “Nel 2027 torno in campo”, tra gravidanza e nostalgia del tennis

      Dopo mesi di silenzio, l’ex numero 26 del mondo rompe gli indugi e svela i suoi piani: maternità, allenamenti con il marito e un ritorno che accende subito le aspettative.

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        Camila Giorgi torna a far parlare di sé e lo fa con una frase che pesa più di qualsiasi conferenza stampa: “Nel 2027 tornerò in campo”. Una dichiarazione secca, affidata a una semplice story su Instagram, ma sufficiente a riaccendere l’attenzione dei tifosi e a rimettere il suo nome al centro del circuito. Perché quando una come lei parla di ritorno, non è mai una suggestione qualsiasi.

        Il ritorno annunciato tra maternità e allenamenti

        La tempistica, però, racconta molto di più di una semplice decisione sportiva. Camila Giorgi è in attesa di un bambino, un maschietto che nascerà a settembre, e la sua vita è oggi completamente proiettata verso una nuova dimensione personale. Accanto a lei c’è Andreas, l’ex tennista e coach argentino Andrea Pasutti, con cui continua comunque a mantenere un legame quotidiano con la racchetta.

        Già nelle scorse settimane, a Verissimo, aveva lasciato aperta una porta: “Per un ritorno in campo dico mai dire mai. Il tennis mi manca”. Parole che oggi trovano una forma più concreta, quasi una promessa. Non un rientro immediato, ma un orizzonte chiaro, fissato nel 2027, quando la sua nuova vita avrà trovato un equilibrio.

        Una carriera fatta di talento e picchi sorprendenti

        Il possibile ritorno di Camila Giorgi riporta inevitabilmente alla memoria una carriera costruita su talento puro e risultati di alto livello. Ex numero 26 del mondo, l’azzurra ha conquistato quattro titoli, ma soprattutto ha lasciato il segno con imprese che ancora oggi vengono ricordate per intensità e qualità.

        Il trionfo più importante resta quello al WTA 1000 di Montreal nel 2021, dove ha infilato una serie di vittorie contro avversarie di primissimo piano, fino a battere in finale Karolina Pliskova. Un torneo che ha rappresentato il punto più alto della sua parabola, ma non l’unico momento significativo.

        I successi e il futuro tutto da riscrivere

        Nel suo palmarès figurano anche i titoli di ’s-Hertogenbosch nel 2015, Linz nel 2018 e Merida nel 2023, oltre a diverse finali raggiunte tra il 2014 e il 2019. Un percorso discontinuo, spesso imprevedibile, ma sempre capace di regalare picchi di gioco spettacolari.

        Ora, però, la partita è tutta nuova. Il ritorno annunciato non sarà soltanto sportivo, ma anche umano. Tornare dopo una pausa così lunga, con una maternità nel mezzo, significa rimettersi in gioco da capo, con equilibri diversi e motivazioni nuove.

        Eppure, a giudicare dalle sue parole, il legame con il tennis non si è mai spezzato davvero. È rimasto lì, sotto traccia, pronto a riemergere nel momento giusto. Il 2027, a questo punto, non è solo una data: è una promessa che ha già cominciato a far sognare.

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          Sport

          Valentino Rossi e quel faccia a faccia con Berlusconi a San Siro: il retroscena sul tunnel che spunta solo adesso

          Il campione di Tavullia riporta alla luce un episodio curioso e molto umano vissuto insieme a Uccio prima di entrare in tribuna a San Siro. Un saluto rapido, una stretta di mano e una frase rimasta impressa: così Valentino Rossi ha descritto il suo faccia a faccia con Silvio Berlusconi.

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            Valentino Rossi tira fuori dal cassetto un ricordo che mescola calcio, celebrità e quella spontaneità da retroscena vero che funziona sempre. Il campione di Tavullia ha raccontato un episodio rimasto finora ai margini del personaggio pubblico: un faccia a faccia con Silvio Berlusconi nel tunnel di San Siro, poco prima di assistere a un derby. Una scena rapida, quasi da cinema, ma proprio per questo capace di restare impressa.

            Il racconto di Valentino Rossi su Berlusconi

            A rendere tutto più vivido sono i dettagli. Valentino Rossi ha spiegato che si trovava insieme a Uccio nel tunnel dello stadio, diretto verso la tribuna per vedere la partita. Attorno c’era gente, movimento, il solito caos delle grandi occasioni. Lui, come ha ammesso con grande naturalezza, stava provando a “sgattaiolare” via per arrivare senza troppi intoppi al suo posto. Poi, però, alle sue spalle è arrivata una voce inconfondibile.

            A chiamarlo, per nome, era proprio Silvio Berlusconi. “Vale”, poi ancora “Vale”, quindi “Valentino”. Un richiamo che in un primo momento rischiava quasi di perdersi nel rumore e nella confusione del tunnel di San Siro. A quel punto è stato Uccio a fargli capire subito chi ci fosse dietro quella voce: “Guarda che è Silvio”.

            La stretta di mano nel tunnel di San Siro

            È lì che il siparietto prende forma. Valentino Rossi si ferma, si volta e incontra Berlusconi. Nessuna scena solenne, nessun incontro costruito. Solo una stretta di mano e una frase diretta, di quelle che restano. L’ex presidente del Consiglio gli avrebbe detto che era un grande orgoglio italiano. Un complimento semplice ma pesante, soprattutto pronunciato da una figura che per anni ha dominato politica, televisione e calcio.

            Rossi ha raccontato tutto con il suo tono asciutto, senza gonfiare il momento oltre misura. Ed è proprio questo a rendere l’episodio ancora più interessante: non c’è celebrazione, non c’è enfasi forzata, ma il gusto di riportare una scena vera, quasi rubata alla memoria.

            Il dettaglio finale che chiude il sipario

            Nel racconto di Valentino Rossi c’è anche la battuta finale, quella che spezza il tono e restituisce tutto il sapore del personaggio. Dopo aver ricordato il saluto e il complimento ricevuto, il Dottore ha infatti precisato con ironia: “Però non siamo andati ad Arcore dopo”. Una chiusura leggera, fulminante, che trasforma il retroscena in una piccola perla di costume.

            Ed è forse questo il punto più forte della storia. Non tanto l’incontro in sé, quanto il modo in cui viene restituito: senza filtri, con ritmo e con quel misto di stupore e sorriso che rende ancora oggi Valentino Rossi uno dei personaggi più amati in assoluto. Anche quando non parla di moto, riesce a catalizzare l’attenzione. E se di mezzo c’è pure Berlusconi, il gossip si accende da solo.

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              Calcio

              Maradona Jr. difende il padre e accusa: “Gli hanno rubato due Mondiali”, parole che riaprono il mito

              Il figlio del “Pibe de Oro” traccia un ritratto intenso e controverso: un uomo che ha vissuto senza limiti ma che, secondo lui, non ha mai fatto del male a nessuno. E poi l’affondo che fa discutere: “Gli hanno rubato due Mondiali”.

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              Diego Maradona Jr.

                Diego Armando Maradona Jr. torna a parlare del padre e lo fa con parole che non cercano compromessi. Il ritratto che emerge è quello di un uomo complesso, contraddittorio, ma anche profondamente autentico. Un racconto che mescola affetto, orgoglio e una lettura personale della storia del calcio.

                “Ha goduto più di tutti”: il racconto del figlio

                Maradona Jr. non usa mezze misure per descrivere la vita del padre. “È stato l’essere umano che ha goduto di più. Nemmeno sommando tutti quelli che siamo qui, arriviamo a quanto ha goduto lui”. Una frase che restituisce l’immagine di un’esistenza vissuta al massimo, senza freni.

                Non è solo celebrazione, ma anche consapevolezza. La vita di Diego Armando Maradona viene definita “piuttosto complessa”, un equilibrio fragile tra genio e eccesso che ha segnato la sua storia dentro e fuori dal campo.

                “Si è sempre assunto le sue responsabilità”

                Nel racconto del figlio emerge anche una difesa netta. Maradona Jr. sottolinea come il padre non abbia mai cercato di sottrarsi alle conseguenze delle proprie azioni. “Si è sempre assunto le sue responsabilità, non ha ferito nessuno. Lo hanno ferito”.

                Parole che ribaltano la narrazione più critica e che puntano a restituire una dimensione più umana del campione argentino, spesso raccontato solo attraverso le sue cadute.

                L’accusa che fa discutere: “Due Mondiali rubati”

                Il passaggio più forte arriva però quando il discorso si sposta sul calcio. Maradona Jr. parla apertamente di due Mondiali “rubati”, un’affermazione destinata a far discutere e a riaccendere vecchie polemiche.

                Non vengono forniti dettagli, ma il senso è chiaro: secondo lui, la storia sportiva del padre sarebbe stata segnata anche da ingiustizie. Un punto di vista che alimenta il mito e allo stesso tempo lo rende ancora più divisivo.

                Tra memoria personale e interpretazione storica, le parole di Maradona Jr. riportano al centro una figura che continua a far parlare, anche a distanza di anni. E dimostrano che, quando si parla di Diego, il racconto non è mai davvero chiuso.

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