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Carlo Conti mette il punto su Sanremo 2026: «È il mio ultimo anno» e chiama Laura Pausini e Marco Mengoni
A meno di un mese da Sanremo 2026, Carlo Conti annuncia che questo sarà il suo ultimo Festival da direttore artistico e presentatore. Intanto conferma l’impianto tecnico e i tempi di chiusura e, accanto a lui, per tutte le serate, ci sarà Laura Pausini: scelta che arriva mentre la cantante è nel mirino per le polemiche sulla cover di Due vite.
Carlo Conti stavolta non fa melina e non lascia spiragli da interpretare. Al podcast Pezzi dentro la musica mette una firma grossa sul futuro del Festival: «Questo è il mio ultimo anno al festival come direttore artistico e presentatore, non penso nemmeno all’opportunità, che qualcuno ha immaginato, di ricoprire lo stesso ruolo nel ’27 e padrino di un eventuale presentatore-presentatrice. Reputo assolutamente remota la possibilità che io possa esserci nel 2027». Parole nette, quasi un cartello: qui finisce un capitolo, il resto lo scriveranno altri.
Non è solo una dichiarazione di intenti: è un modo di togliere ossigeno a mesi di chiacchiere, di “bis” e di ipotesi. Conti si sfila dal gioco del toto-continuità e, così facendo, apre per davvero lo spazio ai nomi che già circolano come possibili eredi o figure di transizione. Ma prima di pensare al dopo, c’è un Sanremo alle porte e il direttore artistico entra nel merito di ciò che vedremo sul palco.
La scenografia e l’ombra dell’Ai
Sul fronte scenografico Conti non alimenta l’idea di un Festival trasformato in una demo tecnologica, ma ammette un’ispirazione che strizza l’occhio al presente: «La scenografia – dice – potrebbe avere a che fare con l’Ai ma nemmeno così tanto. I Led wall la faranno da padrone rispetto agli effetti e alle immagini che proietteremo per creare la scenografia con tutti i paletti che un teatro così piccolo obbliga a considerare». Tradotto: impatto visivo sì, ma dentro i confini fisici dell’Ariston, che resta un luogo pieno di fascino e di limiti.
Trenta canzoni e la promessa dei tempi “umani”
Il punto vero, però, è la maratona. Conti ricorda che i brani in gara saranno tanti, trenta, e che questo porterà inevitabilmente a “sforare” rispetto all’anno scorso. Eppure prova a rassicurare chi teme le notti infinite: «C’è un blocco pubblicitario dopo l’una di notte e non possiamo non rispettare senza contare che debbo dare la linea al DopoFestival di Nicola Savino a un orario degno. Vedrete che manterremo tempi “umani” anche quest’anno». L’obiettivo, racconta, è una chiusura media attorno all’una e un quarto nelle quattro serate che precedono la finale: un compromesso che sa di realismo, più che di eroismo.
Laura Pausini al fianco di Conti per cinque sere
E poi c’è la scelta destinata a far parlare: Laura Pausini sarà la co-conduttrice al fianco di Conti per tutte e cinque le serate. Una presenza fissa, non una staffetta. Decisione che arriva in un momento in cui la cantante è già al centro di un caso social per la cover e il video di Due vite di Marco Mengoni, con reazioni che hanno diviso pubblico e commentatori. Il risultato è quello che Sanremo conosce bene: l’annuncio di un volto forte diventa immediatamente un referendum.
Pausini, però, si presenta con un curriculum da televisione internazionale e con una frase che è anche una risposta alle perplessità: «Ho condotto l’Eurovision Song Contest, svariati talent show musicali in America Latina, due show di successo su Rai 1 con al mia amica/sorella Paola Cortellesi – dice Laura – e quest’anno sono onorata di affiancare Carlo a Sanremo facendo quello che so e ho imparato a fare in anni di televisione con tutto il rispetto possibile per il pubblico in primis, per gli artisti e per la mia carriera». È una dichiarazione di metodo: rispetto, misura, mestiere. Il punto, semmai, è capire quale registro sceglierà sul palco dell’Ariston: la Laura istintiva, popolare, “di pancia”, o una conduzione più istituzionale, calibrata sul ruolo e sul meccanismo millimetrico del Festival.
A Sanremo 2026 manca poco, ma la partita è già iniziata: Conti chiude la porta sul 2027 e intanto costruisce un’edizione che promette ritmo controllato, scenografia luminosa e una co-conduzione che, volente o nolente, farà discutere.
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Garlasco, nel telefono di Andrea Sempio un video sotto la gonna di una donna: gli investigatori esaminano anche gli appunti sui sogni violenti
Dalle analisi dei dispositivi sequestrati emergerebbero un filmato realizzato di nascosto e il pagamento di 100 euro per tre foto intime. Nelle agende Moleskine, racconti di sogni con stupri e omicidi.
Un video girato di nascosto sotto la gonna di una donna, cento euro pagati a un’amica per ottenere tre fotografie intime e una serie di appunti su sogni popolati da stupri, accoltellamenti e omicidi. Sono alcuni degli elementi che gli investigatori hanno individuato, secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, analizzando i dispositivi elettronici e le agende sequestrati ad Andrea Sempio, il 38enne indagato dalla Procura di Pavia per l’omicidio della giovane, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
Il materiale comprende smartphone, pendrive e quaderni personali, tra cui alcune agende Moleskine risalenti agli anni tra il 2019 e il 2021. Gli accertamenti hanno portato alla luce contenuti che gli investigatori hanno ritenuto meritevoli di attenzione, anche se il loro eventuale collegamento con l’omicidio di Chiara Poggi resta da dimostrare.
Il video girato sotto la gonna di una donna nel negozio di telefonia
Uno degli elementi più delicati riguarda un filmato che Sempio avrebbe realizzato di nascosto sotto la gonna di una donna, all’interno del negozio di telefonia nel quale lavorava. Secondo le informazioni emerse dalle analisi dei dispositivi sequestrati, gli investigatori avrebbero individuato il video tra i contenuti conservati nei telefoni del 38enne. Si tratterebbe dunque di una ripresa intima effettuata senza che la donna ne fosse consapevole.
Il ritrovamento introduce un ulteriore elemento nell’esame del materiale digitale di Sempio, anche se le informazioni disponibili non chiariscono quando risalga il filmato, quale sia la sua durata e se gli investigatori abbiano identificato la persona ripresa. Il video, per quanto descritto, non costituisce di per sé una prova di coinvolgimento nell’omicidio di Chiara Poggi, ma rappresenta uno dei contenuti che gli inquirenti hanno preso in considerazione durante gli accertamenti.
Cento euro a un’amica per ottenere tre fotografie intime
Dall’analisi dei telefoni emergerebbe anche un altro episodio: Sempio avrebbe pagato cento euro a un’amica in cambio di tre fotografie intime. La circostanza compare tra gli elementi raccolti dagli investigatori durante l’esame dei dispositivi elettronici. Non risultano, nelle informazioni disponibili, ulteriori dettagli sull’identità della donna, sul periodo dello scambio o sulle modalità attraverso le quali sarebbe avvenuto il pagamento. Il contenuto assume rilievo nel quadro degli approfondimenti sulla vita privata dell’indagato, ma resta distinto dall’accertamento delle responsabilità per il delitto di Garlasco. Gli investigatori hanno inoltre esaminato alcuni scritti personali che contengono riferimenti ricorrenti alla violenza, alle aggressioni sessuali e alla morte.
Le agende Moleskine e i sogni di stupri e accoltellamenti
Il materiale più inquietante, per il contenuto delle descrizioni, emerge dalle agende Moleskine del periodo 2019-2021. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno riportato negli atti dell’inchiesta alcuni passaggi nei quali Sempio avrebbe annotato sogni notturni caratterizzati da episodi di estrema violenza. In uno dei resoconti, i militari scrivono: «Sogna che accoltella delle persone». Un appunto datato 18 ottobre 2020 descrive un’altra scena: «Sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia».
Il 3 gennaio, secondo il riepilogo degli investigatori, Sempio torna a descrivere un sogno nel quale accoltella qualcuno. In un’annotazione del 6 giugno compare invece il riferimento a una violenza sessuale: «Sogna che stupra» una ragazza identificata attraverso un nome di battesimo. Si tratta di contenuti che i carabinieri hanno ricavato dagli scritti dell’indagato e che descrivono, secondo gli stessi appunti, esperienze oniriche. Il racconto di un sogno violento non dimostra che chi lo ha scritto abbia commesso nella realtà gli atti descritti, né consente, da solo, di ricostruirne la personalità o attribuirgli responsabilità penali. Resta il fatto che gli investigatori hanno acquisito questi testi e li hanno inseriti nel materiale esaminato nell’ambito della nuova inchiesta.
«Ho commesso cose brutte»: gli appunti sulla propria vita
Tra gli scritti personali compare anche un passaggio risalente al periodo tra il 2018 e il 2019, nel quale Sempio riflette sulla propria esperienza di vita. «Ho passato cose che altri non hanno vissuto né mai vivranno», avrebbe annotato. In un altro passaggio descrive sé stesso attraverso una serie di considerazioni personali: «Nato in una famiglia medio-povera. Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore».
L’espressione «commesso cose brutte» è uno dei punti che possono attirare maggiormente l’attenzione, ma gli appunti riportati non specificano a quali episodi Sempio intendesse riferirsi. Non sarebbe quindi corretto interpretare quella frase come un’ammissione relativa all’omicidio di Chiara Poggi. Gli scritti delineano il racconto che l’indagato faceva di sé stesso, delle proprie difficoltà e delle proprie esperienze, ma non permettono di stabilire automaticamente un collegamento con il delitto.
Il rapporto con Marco Poggi e l’inchiesta sull’omicidio di Chiara
Andrea Sempio era amico di Marco Poggi, il fratello minore di Chiara. Questo rapporto costituisce uno degli elementi biografici centrali nella ricostruzione dei suoi legami con la famiglia della vittima. La Procura di Pavia indaga sul suo possibile coinvolgimento nell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi venne uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco.
L’analisi degli strumenti elettronici e degli scritti personali si inserisce nell’attività investigativa finalizzata a raccogliere elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Gli inquirenti devono però distinguere i comportamenti documentati, le dichiarazioni personali e gli eventuali riscontri direttamente collegati al delitto. Il filmato sotto la gonna, le fotografie intime e i racconti dei sogni violenti appartengono a categorie differenti di materiale investigativo. La loro presenza negli atti non significa che abbiano tutti lo stesso valore probatorio.
La scoperta nei dispositivi e le domande ancora aperte
Gli accertamenti sui dispositivi di Andrea Sempio aggiungono nuovi particolari alla conoscenza della sua vita privata e dei contenuti che conservava sui propri strumenti elettronici. Il video realizzato di nascosto, il presunto pagamento per le fotografie intime e le annotazioni sulle fantasie violente rappresentano elementi distinti, che richiedono ciascuno una valutazione specifica.
La questione decisiva, nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, rimane un’altra: stabilire se qualcuno di questi materiali possa fornire riscontri concreti sulla morte di Chiara Poggi oppure se riguardi esclusivamente comportamenti ed esperienze personali dell’indagato, peraltro in larga parte successivi all’omicidio. Le descrizioni contenute nelle agende possono colpire per la loro crudezza, ma l’accertamento di un omicidio richiede prove sui fatti, non interpretazioni psicologiche ricavate da sogni o scritti privati.
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Loris Karius cancella i tatuaggi sul collo con il laser: il marito di Diletta Leotta si pente dei tattoo e segue la nuova tendenza dei vip
Loris Karius ha deciso di eliminare alcuni tatuaggi dal collo, affidandosi a una struttura specializzata di Milano. Il marito di Diletta Leotta si aggiunge alla lista dei personaggi famosi che hanno scelto il laser per cancellare i disegni sulla pelle.
Anche Loris Karius ha deciso di dire addio ad alcuni dei suoi tatuaggi. Il portiere tedesco dello Schalke 04, marito della conduttrice Diletta Leotta, si sarebbe sottoposto nei giorni scorsi a un trattamento laser in una struttura specializzata di Milano per eliminare alcuni disegni presenti sul collo, precisamente nella zona sotto le orecchie. Una scelta che lo inserisce nella lista sempre più lunga di personaggi famosi che, dopo aver decorato il proprio corpo con scritte e immagini, decidono di tornare sui propri passi.
Non è noto perché il calciatore abbia voluto rimuovere proprio quei tatuaggi, né se abbia intenzione di cancellarne altri. La decisione, tuttavia, richiama quella di diversi volti noti dello spettacolo che hanno già affrontato trattamenti simili.
Loris Karius rimuove i tatuaggi dal collo a Milano
Secondo le indiscrezioni, Loris Karius avrebbe scelto una struttura milanese per sottoporsi alla rimozione laser di alcuni tatuaggi situati ai lati del collo, appena sotto le orecchie. Si tratta di una zona particolarmente visibile, soprattutto per un personaggio pubblico abituato a comparire davanti alle telecamere.
Il trattamento laser è uno dei metodi più utilizzati per eliminare i tatuaggi, anche se generalmente richiede diverse sedute e i risultati dipendono da fattori come la profondità dell’inchiostro, i colori utilizzati e le caratteristiche della pelle.
Da Stefano De Martino a Ema Stokholma, i vip che cancellano i tatuaggi
Loris Karius non è il primo personaggio famoso a scegliere di eliminare alcuni disegni dalla propria pelle. Prima di lui anche Stefano De Martino ed Ema Stokholma hanno deciso di ricorrere al laser per rimuovere tatuaggi che non desideravano più conservare.
Una scelta che dimostra come un tatuaggio, pur essendo pensato per durare tutta la vita, possa perdere il significato originario con il passare degli anni. Cambiano i gusti, le esperienze personali e il rapporto con la propria immagine, portando anche chi ha fatto dei tattoo una caratteristica del proprio aspetto a ripensarci.
Loris Karius cambia look, ma resta il mistero sui motivi
Per il momento, il marito di Diletta Leotta non ha spiegato pubblicamente le ragioni della decisione. Non è quindi possibile sapere se dietro la rimozione ci sia una semplice preferenza estetica oppure un significato personale legato ai disegni cancellati.
Quel che emerge è la volontà di modificare un dettaglio del proprio aspetto, seguendo una strada già percorsa da altri protagonisti del mondo dello spettacolo. E mentre la passione per i tatuaggi continua a essere molto diffusa, cresce anche l’attenzione verso i trattamenti che permettono di eliminarli.
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Benji e Fede travolti dalle critiche dopo il meet and greet: la mail fittizia per le proteste e le reazioni del web
Il video di Benji e Fede con la fan scatena la bufera sui social: la freddezza al firmacopie e la risposta che fa ancora discutere
A volte bastano pochi secondi per trasformare un momento di festa in un caso mediatico destinato a durare settimane. È quanto accaduto a Benji e Fede lo scorso settembre, quando un breve filmato registrato durante una tappa del loro tour instore è diventato virale sui social, dividendo gli utenti tra sostenitori e critici.
La vicenda risale al 22 settembre, durante i meet and greet dedicati alla reunion del duo e all’uscita dell’album Rewind. Durante l’evento, una giovane fan si è avvicinata per scattare una foto e abbracciare i due cantanti, ma la reazione degli artisti ha scatenato la polemica.
La reazione del pubblico e i commenti della rete
Nel video diffuso su X, i due musicisti sono apparsi distaccati e poco entusiasti, mostrando un’apparente freddezza che molti hanno interpretato come segno di spocchia e scarso rispetto verso il pubblico.
A riprendere le immagini è stata anche la giornalista Grazia Sambruna, che ha criticato duramente il duo: “Ma invece di ringraziare e baciarsi i gomiti d’averci ancora qualcuno che va ai loro firmacopie, concerti, quello che è, dai su cos’è ‘sta spocchia horror? Come si permettono?”. Il commento ha dato voce all’indignazione di migliaia di utenti, mentre altri hanno difeso gli artisti ricordando che anche i cantanti possono vivere momenti di stanchezza.
Il silenzio e la replica sarcastica di Benjamin Mascolo
Dopo settimane di totale silenzio, il 4 ottobre Benjamin Mascolo ha risposto alle polemiche con un post su Instagram a nome del duo. Anziché chiarire la situazione o mostrare empatia, i due hanno scelto la via del sarcasmo: “Appena finito il meet and greet pre-concerto. Speriamo di aver raggiunto il vostro livello di gradimento nella performance degli abbracci. Nel caso ci fossero lamentele o reclami potete contattare il nostro servizio clienti all’indirizzo email bacieabbracci@benjiefede.it”.
La scelta di inserire un’email fittizia per i reclami ha riacceso le critiche, trasformando il tentativo di ironia in un ulteriore motivo di scontro con i fan.
Le ipotesi sulla strategia di comunicazione e i sospetti del web
L’atteggiamento ironico del duo ha dato l’impressione di voler sfruttare la visibilità della polemica, alimentando l’ipotesi che l’intera gestione potesse far parte di una precisa strategia: “Allora sì: questi due han proprio deciso di farsi pubblicità così. Surfano quell’atteggiamento da cafoni con la fan al firmacopie, a questo punto staged per promo. Il che me li rende ancor più fastidiosi e gretti. E mi dice che con la ‘musica’ je stia andando: bene”.
L’intera gestione del caso ha così finito per compromettere l’immagine del duo, oscurando quello che per la giovane fan doveva essere semplicemente un bel ricordo da conservare.
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