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Televisione

Il ritorno della famiglia Cesaroni

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    All’inizio si pensava fossero solo voci. Effettivamente un reboot della fortunata serie “I Cesaroni” avrebbe potuto funzionare… ma non c’era nulla di ufficiale. Solo supposizioni. Ora è arrivata la conferma: “A novembre saremo sul set per girare la settima stagione”, ha annunciato un raggiante Claudio Amendola, sul palco del Bct, il festival del cinema e della televisione di Benevento.

    Un ritorno dopo 10 anni

    A dieci anni dall’ultima stagione, si riprenderà dunque il filo della serie che ha cambiato il genere family nella fiction italiana. I nuovi episodi dovrebbero andare in onda entro il 2025, come ha spiegato sempre l’attore.

    La sceneggiatura sta per essere ultimata

    Amendola non è certo uno che ama stare con le mani in mano: “In questi giorni stiamo completando la scrittura della sceneggiatura. Poi mi dedicherò al montaggio della fiction Il Patriarca 2 che ho da poco finito di girare. Dopodiché il primo set su cui tornerò a lavorare sarà quello dei Cesaroni”. Si tratta di un ritorno molto atteso dai fan. che suscita nell’attore romano un “grande senso di responsabilità”, per prepararsi al meglio ad un appuntamento così particolare.

    Guardandosi indietro

    Una serie articolata In sei stagioni e 146 episodi, trasmessi sempre su Canale 5 dal 2006 al 2014. Protagonisti Claudio Amendola nei panni di Giulio Cesaroni, vedovo, impegnato a crescere tre figli e a gestire con i due fratelli una bottiglieria nella Garbatella, a Roma; Elena Sofia Ricci nel ruolo di Lucia Liguori, milanese borghese e divorziata che cerca di ricostruirsi una vita con le due figlie. Giulio e Lucia si ritrovano sotto lo stesso tetto, dando modo allo spettatore di assistere ad una vastità di sentimenti, facendo percepire la famiglia Cesaroni come una moderna metafora della normalità che tutti viviamo, fatta di gioie e dolori.

    Un cast molto valido di contorno, al quale tutti si sono affezionati

    Nella tradizionale bottiglieria della Garbatella agiva la restante parte del nutrito cast: Max Tortora, Antonello Fassari e Maurizio Mattioli. Negli anni la serie è diventata un cult, anche grazie alla storia d’amore parallela dei due figli più grandi della coppia, interpretati da Alessandra Mastronardi e Matteo Branciamore. Ora i fan si interrogano su “come” e “se” il cast originario verrà ricostruito, del tutto o – più presumibilmente – in parte.

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      Televisione

      Ballando con le Stelle, Milly Carlucci cala il colpo a sorpresa: Federica Sciarelli ballerina per una notte. «Sarà scatenata, è una donna rock»

      L’ex volto storico di Chi l’ha visto? inaugurerà la nuova edizione dello show sabato 3 ottobre e per una sera cambierà completamente registro. Milly Carlucci la corteggiava da anni e adesso annuncia: «Apriremo con Sciarelli». Novità anche dopo il forfait di Paolo Belli: in Sala delle Stelle arriva Simone Di Pasquale.

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        Dagli scomparsi, dalle inchieste e dagli appelli di Chi l’ha visto? alla pista di Ballando con le Stelle. Se Milly Carlucci cercava un nome capace di sorprendere davvero il pubblico per inaugurare la nuova edizione del suo programma, probabilmente non poteva trovarne uno migliore: Federica Sciarelli sarà la prima ballerina per una notte e sabato 3 ottobre si presenterà su Rai 1 in una veste completamente diversa da quella alla quale milioni di telespettatori si sono abituati negli anni.

        L’annuncio è arrivato direttamente da Milly Carlucci, ospite di Francesca Fialdini a Da noi… a ruota libera, e la padrona di casa di Ballando sembra già divertirsi all’idea di mostrare al pubblico una Sciarelli decisamente inedita. «Apriremo con Sciarelli. Sarà scatenata con noi, è una donna rock. Non vedo l’ora di vederla in azione», ha raccontato, anticipando così uno dei colpi preparati per la prima puntata.

        Chi immagina Federica Sciarelli esclusivamente seduta in uno studio televisivo davanti a fascicoli, fotografie e casi da ricostruire potrebbe però rimanere ancora più sorpreso, perché dietro l’immagine severa e rigorosa della giornalista c’è una donna appassionata di sport che Milly conosce molto bene e che aveva già cercato, con successo, di trascinare lontano dalla sua abituale zona televisiva.

        Federica Sciarelli a Ballando: «È una donna rock»

        Carlucci non ha nascosto l’entusiasmo per il primo grande ospite della stagione. Federica Sciarelli inaugurerà la nuova edizione mettendosi direttamente alla prova sulla pista più famosa della televisione italiana, anche se Milly non ha ancora svelato quale esibizione abbiano preparato per lei e quindi resta aperta la curiosità su quello che vedremo sabato sera.

        Sciarelli, infatti, è molto meno sedentaria di quanto la sua lunga immagine televisiva possa far pensare. Ha praticato atletica, ama lo sport e da anni coltiva una particolare passione per il pattinaggio, tanto che Carlucci era già riuscita a coinvolgerla in un’altra delle sue trasmissioni. Era il 2015 e il programma si chiamava Notti sul ghiaccio: anche allora Milly aveva deciso che Federica dovesse abbandonare per una sera la scrivania e mettersi alla prova davanti al pubblico, escogitando per convincerla un’incursione televisiva decisamente insolita.

        Quella telefonata in diretta a Chi l’ha visto?

        La prima irruzione di Milly Carlucci nel mondo televisivo di Federica Sciarelli avvenne direttamente durante una puntata di Chi l’ha visto?. La giornalista annunciò ai telespettatori l’arrivo di una telefonata insolita: «Abbiamo una telefonata particolare questa sera, che un po’ scioccherà i telespettatori di Chi l’ha visto?». Dall’altra parte non c’era il familiare di una persona scomparsa e nemmeno qualcuno con una segnalazione da fornire alla redazione, ma proprio Milly Carlucci.

        «Buonasera Federica, sono Milly Carlucci», esordì la conduttrice, prima di spiegarle quanto apprezzasse il suo lavoro: «Io sono una fan di Chi l’ha visto? e una tua fan, un’ammiratrice, perché sei una persona di grande professionalità, grande intelligenza. Sei una Wonder Woman, veramente». I complimenti, però, preparavano il terreno per la vera ragione della telefonata, perché Milly conosceva perfettamente la passione sportiva della collega: «So anche che tu sei una grande sportiva, un’appassionata sul serio dello sport, per tutti i suoi valori e per quello che rappresenta. E so che sei una pattinatrice».

        A quel punto arrivò l’invito: «Vorrei invitarti sabato sera a Notti sul ghiaccio perché so che sei la donna giusta». Federica accettò e si presentò davvero sulla pista, dimostrando che dietro il volto serissimo conosciuto dal pubblico di Rai 3 esisteva anche una donna perfettamente disponibile a mettersi in gioco e a divertirsi davanti alle telecamere.

        Undici anni dopo Milly torna alla carica

        Questa volta non è servita una telefonata in diretta. L’invito è arrivato privatamente e Federica Sciarelli ha accettato ancora una volta di giocare con la propria immagine, mostrando un lato di sé che il grande pubblico conosce molto meno. Carlucci promette una «donna rock» e una Federica «scatenata», ma non ha ancora raccontato che cosa vedremo concretamente sulla pista e proprio la passione della giornalista per il pattinaggio lascia spazio alla curiosità su quale esibizione sia stata preparata per lei.

        L’effetto sorpresa, in ogni caso, è riuscito. Per anni Sciarelli ha rappresentato uno dei volti più autorevoli e riconoscibili di Rai 3 e la sua immagine pubblica è rimasta inevitabilmente legata al tono e ai temi di Chi l’ha visto?. Vederla ballare in prima serata su Rai 1 significa quindi scoprire una Federica completamente differente e Milly Carlucci sa perfettamente che proprio questo contrasto rappresenta una delle armi migliori per la partenza della nuova stagione.

        Dopo Paolo Belli cambia anche la Sala delle Stelle

        Quello di Federica Sciarelli non è stato l’unico annuncio importante fatto da Carlucci, che ha spiegato anche come verrà gestita una delle assenze più pesanti della nuova edizione, quella di Paolo Belli. Il musicista non sarà al suo consueto posto davanti alle telecamere e servirà quindi qualcuno capace di presidiare la Sala delle Stelle, raccogliendo impressioni, tensioni e reazioni dei protagonisti durante la diretta.

        La scelta è caduta su Simone Di Pasquale e Milly ha spiegato la decisione con una battuta che descrive piuttosto bene il ruolo che gli verrà affidato: «È un grande impiccione, parla con tutti dietro le quinte, quindi chi meglio di lui». Di Pasquale conosce perfettamente il meccanismo di Ballando, ne ha attraversato molte stagioni e ha una familiarità consolidata con concorrenti, maestri e dinamiche del programma, caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto a muoversi proprio nella zona dove spesso emergono reazioni e tensioni a caldo.

        Fialdini e Ventura a bordo campo, Milly promette scintille

        La nuova edizione cambierà anche in altri punti strategici. Francesca Fialdini e Simona Ventura saranno commentatrici a bordo campo e parteciperanno alla gestione del tesoretto insieme a Rossella Erra, aggiungendo così altre due personalità molto differenti al racconto della gara. Anche in questo caso Carlucci sembra aspettarsi parecchio dal nuovo meccanismo e non lo nasconde: «Due forze della natura, l’una diversa dall’altra. Ne vedremo delle belle».

        Ballando con le Stelle si prepara quindi a ripartire con diverse novità, una Sala delle Stelle affidata a Simone Di Pasquale, Fialdini e Ventura a bordo campo e soprattutto una prima ospite che nessuno avrebbe facilmente associato a una serata trascorsa tra musica, coreografie e voti della giuria. Milly Carlucci, però, conosce Federica Sciarelli da abbastanza tempo da sapere che dietro la giornalista rigorosa esiste anche quella sportiva e spericolata che già nel 2015 accettò di infilare i pattini e scendere sul ghiaccio.

        Sabato 3 ottobre toccherà nuovamente a lei sorprendere il pubblico, questa volta sulla pista di Ballando, e scopriremo finalmente che cosa intendesse davvero Milly quando ha promesso una Sciarelli «scatenata» e l’ha definita «una donna rock».

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          Televisione

          Bruno Barbieri, la confessione che spiazza: «Fino a 40 anni non avevo un soldo. Ho sputato sangue». E ora gli hotel non lo vogliono

          Lo chef racconta la lunga strada prima del successo, la fuga da casa a 17 anni e il lavoro durissimo sulle navi da crociera. Poi rivela il curioso effetto di 4 Hotel: «A volte faccio fatica ad avere una stanza. Quel rompicoglioni di Barbieri può essere un problema».

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            Oggi basta che Bruno Barbieri entri nella hall di un albergo, guardi il letto e pronunci la parola «topper» perché albergatori e telespettatori sappiano già che sta per cominciare l’esame. Prima di diventare uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana, però, lo chef ha trascorso decenni lontano dalle telecamere, lavorando nelle cucine, viaggiando, imbarcandosi sulle navi da crociera e inseguendo una carriera che per molto tempo gli ha dato molta più fatica che denaro.

            A raccontarlo è lui stesso, ripercorrendo una vita decisamente diversa da quella che potrebbe immaginare chi lo conosce soltanto attraverso MasterChef e 4 Hotel. La frase che fotografa meglio quegli anni non lascia molto spazio alle interpretazioni: «Ho penato tanto, ho sputato sangue. Fino ai quarant’anni non avevo un soldo in tasca».

            Un’affermazione sorprendente pensando alla carriera costruita successivamente da Barbieri, diventato chef pluristellato e personaggio televisivo. Il successo, racconta, è arrivato soltanto dopo una gavetta lunghissima, cominciata quando era praticamente un ragazzo e decise che la vita immaginata per lui dal padre non sarebbe mai diventata la sua.

            «Papà mi voleva ingegnere stradale: scappai»

            Barbieri viene da una famiglia modesta e non racconta la propria adolescenza come l’inizio predestinato della carriera di un grande chef. Suo padre aveva per lui progetti completamente differenti: «Papà mi voleva ingegnere stradale: scappai».

            A 17 anni Bruno era già fuori casa. Il rapporto con il padre risentì inevitabilmente di quella scelta e soltanto molto tempo dopo i due riuscirono a chiarirsi. «Mio papà non era contento, ci siamo spiegati tardi ma pazienza», racconta oggi senza trasformare quel passaggio della propria vita in un melodramma.

            La sua scuola diventò invece il lavoro. Prima ancora della cucina professionale ci furono i viaggi, compresa un’avventura in autostop da Panama alle cascate di Iguazú, durante la quale scoprì, racconta, «che nel mondo c’è tanta buona gente che può ospitarti e confortarti». Poi arrivarono le navi da crociera e una disciplina che avrebbe segnato tutto il resto della sua carriera.

            «Ho fatto l’aiuto in cucina sulle navi da crociera e lì ho imparato cosa vuol dire lavorare, essere coordinati e attenti, far parte di una squadra. Mai paura».

            Altro che riflettori, giudizi davanti alle telecamere e ristoranti stellati. La formazione di Barbieri passa attraverso cucine nelle quali migliaia di persone devono mangiare nello stesso momento e dove un errore individuale può mandare in difficoltà un’intera organizzazione.

            Sulle navi la lezione che non ha più dimenticato

            Anni dopo, quando gli venne affidato il compito di progettare il menù per un’importante compagnia di crociere, Barbieri si ritrovò dall’altra parte, ma si accorse immediatamente di quanto l’esperienza giovanile gli fosse rimasta addosso.

            «Una crociera vuol dire dar da mangiare a 3.500 persone in due ore, tre volte al giorno, senza che alla fine manchi nulla e nulla avanzi», spiega. Una macchina gigantesca nella quale persino scegliere un ingrediente apparentemente banale può avere conseguenze enormi: quando pensò alle sogliole, per esempio, si rese conto che per servire quelle quantità ne sarebbero servite tonnellate e che una scelta del genere avrebbe avuto un impatto insostenibile.

            La conclusione alla quale arriva è quasi una sintesi della sua storia: «Non si può essere men che perfetti, e soltanto il lavoro insegna a lavorare».

            Una filosofia che Barbieri sostiene di avere trasferito anche in televisione, prima attraverso MasterChef e successivamente con 4 Hotel, il programma che lo ha trasformato nell’incubo sorridente di albergatori, materassi, bagni, colazioni e soprattutto topper di tutta Italia.

            L’effetto 4 Hotel: «Quel rompicoglioni di Barbieri non lo vuole più nessuno»

            La popolarità ha però prodotto un effetto collaterale piuttosto divertente. Bruno Barbieri trascorre buona parte della propria vita televisiva entrando negli alberghi degli altri, controllando ogni dettaglio e trovando spesso qualcosa che non funziona. Il problema nasce quando vorrebbe semplicemente entrare in un hotel da cliente.

            «Sa che a volte faccio fatica? Quel rompicoglioni di Barbieri può essere un problema, non mi vuole più nessuno», ammette.

            La battuta contiene una situazione abbastanza facile da immaginare. Vedere arrivare alla reception l’uomo che in televisione passa al setaccio camere e servizi, controlla la polvere, studia l’arredamento, prova la colazione e soprattutto solleva lenzuola alla ricerca del famigerato topper può mettere una certa agitazione anche quando non esiste una telecamera nel raggio di chilometri.

            Barbieri, tuttavia, rivendica proprio l’effetto prodotto dal programma sul settore alberghiero italiano: «Ho la presunzione di avere contribuito al miglioramento della qualità del servizio di alberghi e ristoranti, e mi riferisco pure a MasterChef».

            Non si ferma qui. Secondo lo chef, negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza dei clienti e degli stessi operatori, perché andare al ristorante non significa più soltanto «riempirsi la pancia», così come dormire in albergo non equivale semplicemente ad avere «un tetto sopra la testa».

            E quando arriva il momento di stabilire quanto abbia contribuito personalmente a questa trasformazione, Barbieri scherza ma fino a un certo punto: «Modestamente, un poco, pochissimo, c’entra anche Bruno Barbieri».

            «L’hotellerie era rimasta agli anni Settanta»

            Lo chef sostiene che 4 Hotel abbia avuto anche conseguenze concrete per le strutture che vi partecipano. Le puntate continuano a essere trasmesse per anni, regalando visibilità agli alberghi, e Barbieri arriva ad affermare che il programma abbia «creato occupazione», spingendo molti imprenditori ad aggiornarsi.

            Il giudizio sul settore italiano, però, non è tenerissimo: «L’hotellerie era rimasta agli anni Settanta». A frenare chi vuole investire, secondo lui, c’è soprattutto una burocrazia che definisce «un incubo di carta bollata», mentre all’estero avrebbe incontrato sistemi differenti.

            Ricorda, per esempio, l’esperienza di un suo ristorante a Londra, dove impiegò sei mesi soltanto per imparare correttamente le procedure di smaltimento dei rifiuti e dovette assumere due persone. Una rigidità che, nella sua lettura, almeno aveva regole precise e chiaramente applicabili.

            La nuova stagione di 4 Hotel punta intanto proprio sull’Italia meno scontata, con destinazioni lontane dai circuiti turistici più prevedibili: dalla Brescia sotterranea al Monferrato, fino alla Sila d’autunno e ai suoi colori.

            La regola di Barbieri per la spesa: mai al supermercato affamati

            Dopo anni trascorsi a parlare di cucina, Barbieri non condivide neppure l’idea che in televisione ormai si discuta troppo di cibo. Per lui dipende da come lo si fa e, soprattutto, dall’utilità delle informazioni che arrivano al pubblico.

            La sua battaglia personale riguarda anche gli sprechi domestici. «Bisogna spiegare come fare la spesa perché il frigorifero non si trasformi in un cimitero», dice, proponendo alcune regole elementari: mai entrare al supermercato affamati, preparare prima la lista delle cose necessarie, comprare poco e più spesso anziché riempire il carrello di prodotti destinati a finire nella pattumiera e scegliere frutta e verdura seguendo le stagioni.

            Sono consigli apparentemente lontani dall’immagine dello chef stellato, ma perfettamente coerenti con il Barbieri che racconta di avere imparato il mestiere dovendo calcolare pasti per migliaia di persone senza permettersi di rimanere senza cibo e senza produrre montagne di avanzi.

            E poi c’è il mitico topper: «Mi è costato più spedirlo che comprarlo»

            Naturalmente nessuna conversazione con Bruno Barbieri potrebbe finire senza parlare del suo oggetto del desiderio: il topper, diventato grazie a 4 Hotel quasi più famoso di alcuni concorrenti del programma.

            La sua ossessione non nasce affatto davanti alle telecamere. Risale a circa trent’anni fa, durante un soggiorno in Australia a casa di amici. Barbieri dormì nella stanza dei ragazzi e la mattina successiva si svegliò talmente riposato da voler capire che cosa avesse reso quel letto così comodo.

            Gli mostrarono quella strana imbottitura che lui non conosceva ancora. Il responsabile di quella notte perfetta era proprio il topper.

            Barbieri corse a comprarne uno spendendo circa 250 dollari, salvo poi scoprirne altri mille necessari per farlo arrivare in Italia. Una follia economica che evidentemente considera ancora uno dei migliori investimenti della propria vita: «Mi ha cambiato la vita. Quel topper ce l’ho ancora».

            È un dettaglio quasi perfetto per chiudere il cerchio. Prima delle stelle Michelin, della televisione e degli alberghi terrorizzati dal suo arrivo, c’è stato un ragazzo che a 17 anni ha lasciato casa contro il volere del padre, ha lavorato sulle navi e sostiene di essere arrivato a quarant’anni senza «un soldo in tasca». Oggi Bruno Barbieri può permettersi praticamente qualsiasi hotel, con un piccolo inconveniente che probabilmente non aveva previsto: qualche albergatore, vedendolo arrivare, preferirebbe forse che andasse a dormire da un’altra parte.

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              Televisione

              Stefano De Martino, il «divieto» dietro le quinte di Affari Tuoi: «Se vuoi essere il più amato di Rai 1, in televisione te lo togli»

              Il conduttore aveva sfoggiato sui social un grillz, il gioiello per i denti diventato un simbolo della cultura hip hop. Ma secondo un retroscena raccontato da Roberto Alessi, il look non sarebbe piaciuto agli autori del programma: fuori dagli studi può fare ciò che vuole, davanti alle telecamere l’immagine deve restare quella che ha conquistato il pubblico.

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                Stefano De Martino può permettersi quasi tutto, ma a quanto pare c’è un piccolo dettaglio sul quale qualcuno dietro le quinte di Affari Tuoi avrebbe deciso di mettere un freno. Niente rivoluzioni televisive, nessuna lite e nessun caso con la Rai: questa volta il retroscena riguarda qualcosa di molto più piccolo, ma decisamente vistoso. I suoi denti.

                Il conduttore aveva infatti mostrato sui social un grillz, il gioiello rimovibile che si applica sulla dentatura e che negli anni è diventato uno degli accessori più riconoscibili della cultura hip hop. Un vezzo che evidentemente diverte De Martino quando è lontano dagli studi televisivi, ma che non avrebbe suscitato lo stesso entusiasmo tra coloro che lavorano alla sua immagine su Rai 1.

                Secondo il retroscena raccontato da Roberto Alessi, gli autori di Affari Tuoi sarebbero stati molto chiari: «Va bene la moda del grillz, ma se vuoi essere il personaggio più amato di Rai Uno in televisione te lo togli».

                Una frase che racconta parecchio non soltanto sul curioso accessorio scelto da De Martino, ma soprattutto sull’attenzione con cui il suo staff cura l’immagine di uno dei volti di punta della rete ammiraglia.

                Stefano De Martino con il grillz: lo scatto che non sarebbe piaciuto agli autori

                Il particolare era comparso in uno shooting realizzato dal fotografo Raffaele Marone e pubblicato da De Martino sul proprio profilo Instagram. Negli scatti il conduttore sfoggia il grillz e accompagna le immagini con una didascalia altrettanto lontana dall’immagine rassicurante di Affari Tuoi: «As bad as the kids».

                Il grillz è un gioiello che si applica temporaneamente su uno o più denti e che può utilizzare diversi materiali, spesso preziosi. La cultura hip hop americana lo ha reso popolare e, nel corso degli anni, l’accessorio ha superato i confini della musica conquistando anche star dello spettacolo, sportivi e personaggi della moda.

                Su De Martino produce inevitabilmente un effetto particolare proprio perché rompe con l’immagine televisiva alla quale milioni di spettatori si sono abituati: sorriso pulito, abiti eleganti senza eccessi e un look sufficientemente contemporaneo da non apparire ingessato, ma abbastanza classico da funzionare perfettamente nel preserale di Rai 1.

                Ed è proprio questo equilibrio che, secondo il retroscena, gli autori non avrebbero alcuna intenzione di mettere a rischio.

                «In televisione te lo togli»: il presunto stop di Affari Tuoi

                A raccontare ciò che sarebbe accaduto dietro le quinte è Roberto Alessi. Secondo il giornalista, gli autori di Affari Tuoi non avrebbero apprezzato il grillz, giudicandolo poco compatibile con il personaggio televisivo che De Martino ha costruito negli ultimi anni.

                Da qui sarebbe arrivato il consiglio, decisamente esplicito: «Va bene la moda del grillz, ma se vuoi essere il personaggio più amato di Rai Uno in televisione te lo togli».

                Più che un vero e proprio divieto formale della Rai, dunque, il retroscena racconta un’indicazione sul look televisivo. De Martino, peraltro, non ha mai annunciato di voler condurre Affari Tuoi con il gioiello sui denti e sarebbe quindi eccessivo immaginare un braccio di ferro tra il presentatore e l’azienda per decidere che cosa possa o non possa indossare.

                La vicenda resta però interessante perché mostra quanto lo staff osservi e valuti ogni particolare dell’immagine di un conduttore ormai centrale nei palinsesti, persino quando tutto nasce semplicemente da alcune fotografie pubblicate sul suo profilo personale.

                Il nuovo volto di Rai 1 deve restare «semplice, pulito ed elegante»

                Il punto sarebbe proprio questo. De Martino ha costruito una parte importante del proprio successo recente sulla capacità di apparire moderno senza diventare divisivo, elegante senza risultare impostato e soprattutto sufficientemente spontaneo da creare un rapporto immediato con il pubblico.

                L’approdo ad Affari Tuoi ha accelerato enormemente questa trasformazione. L’ex ballerino di Amici, per anni al centro delle cronache rosa anche per la relazione e la tormentata separazione da Belén Rodríguez, occupa ormai un posto di primo piano nei progetti di Rai 1 e chi lavora con lui dedica inevitabilmente molta più attenzione alla sua immagine rispetto al passato.

                In questo contesto un grillz può sembrare un dettaglio insignificante, ma per gli autori di un programma destinato a un pubblico vastissimo rappresenta una deviazione evidente dall’immagine rassicurante che accompagna De Martino ogni sera.

                La presunta indicazione degli autori, dunque, non riguarderebbe ciò che Stefano può indossare nella propria vita privata, negli shooting o sui social, ma esclusivamente ciò che funziona davanti alle telecamere del programma.

                Fuori dagli studi Stefano può cambiare look quanto vuole

                C’è infatti una distinzione fondamentale nel retroscena: nessuno avrebbe chiesto a De Martino di rinunciare al grillz nella vita privata. Il conduttore resta naturalmente libero di sperimentare look differenti, pubblicare fotografie più provocatorie e divertirsi con un’immagine diversa da quella che propone ogni sera al pubblico.

                Il messaggio attribuito agli autori sarebbe molto più pragmatico: quello che funziona su Instagram non necessariamente funziona nel preserale di Rai 1.

                E forse proprio questa è la parte più curiosa della storia. De Martino ha raggiunto un livello di popolarità tale che anche un gioiello applicato sui denti può alimentare una discussione sulla sua immagine televisiva. Chi lavora al programma osserva ogni particolare perché il personaggio che compare davanti alle telecamere non coincide necessariamente con quello che può permettersi di giocare con il proprio look durante uno shooting fotografico.

                Non sappiamo nemmeno se Stefano avesse mai davvero pensato di presentarsi davanti ai pacchisti con il grillz. Il retroscena attribuisce però agli autori una posizione molto chiara: sperimentazioni e provocazioni estetiche possono tranquillamente restare fuori dallo studio, mentre il volto di Affari Tuoi deve continuare a essere quello che il pubblico ha imparato a riconoscere.

                Un piccolo gioiello racconta quanto è cambiato Stefano De Martino

                Qualche anno fa difficilmente un accessorio indossato da De Martino durante uno shooting avrebbe provocato una discussione sull’opportunità del suo look televisivo. Oggi accade perché il peso del personaggio è completamente cambiato.

                Da ballerino diventato famoso attraverso Amici e protagonista per anni delle cronache rosa, De Martino ha conquistato progressivamente uno spazio sempre più importante nella televisione generalista. Con questa crescita professionale è aumentata anche l’attenzione verso tutto ciò che contribuisce alla sua immagine pubblica, dall’abbigliamento al modo di presentarsi fino, evidentemente, ai denti.

                Il grillz resta un accessorio rimovibile mostrato durante uno shooting e non esiste alcun caso ufficiale tra Stefano De Martino e la Rai. Ma il consiglio attribuito agli autori di Affari Tuoi fotografa bene il nuovo status raggiunto dal conduttore: quando diventi uno dei volti più riconoscibili della rete ammiraglia, persino un piccolo gioiello può trasformarsi in una questione di immagine.

                La regola non scritta che emerge dal retroscena appare quindi piuttosto semplice: Stefano può giocare quanto vuole con il proprio look quando si spengono le telecamere, mentre davanti al pubblico di Rai 1 gli autori preferirebbero conservare il De Martino che quel pubblico ha imparato a conoscere e premiare.

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