Musica
Non si può suonare in una band per sempre, è roba da adolescenti. Parola di Sting!
Il cantautore inglese, ex leader del trio stellare dei Police, ha recentemente dichiarato: “Per quanto io ami gli Stones e gli AC/DC, è difficile vederli crescere musicalmente”. E detto da uno che di musica se ne intende parecchio, la frase fa quantomeno riflettere. Durante la sua carriera, Gordon Matthew Thomas Sumner (questo il suo vero nome) è sempre stato interessato a far progredire la sua musica. Dai suoi primi passi nei Police alla sua esperienza solista, il bassista ha sempre cercato di portare la musica popolare oltre le tradizionali progressioni di accordi, lavorando con musicisti jazz e classici per elevarla ulteriormente.
Verso direzioni ostinatamente differenti
Guarda caso, uno dei principali motivi dello scioglimento dei Police è stata la costante tensione creativa che aleggiava nel gruppo. Anche se Sting rappresentava la star del trio grazie alle sue eccezionali doti compositive, il suo bisogno di portare la musica in direzioni differenti è costato molto agli altri due componenti della band. Portando addirittura il batterista Stewart Copeland a minacciare fisicamente il cantante, quando si pree la briga di dargli indicazioni su come dovesse suonare la batteria.
Stones e AC/DC, band mai cresciute
Dopo aver raggiunto il massimo successo con i Police (praticamente planetario…), Sting ha cominciato a fare musica per sé stesso, infischiandosene delle classifiche e spingendosi a creare capolavori che fossero, più che potenziali hit, dei veri e propri esperimenti. Dichiarando di aver visto però molti dei suoi contemporanei rincorrere la fama. Un esempio su tutti i Rolling Stones… che, a ben vedere, non si sarebbero mai spinti oltre i propri limiti. Secondo Sting anche gli AC/DC hanno deciso la vita comoda, come dichiarato di recente: “Chi è che a 70 anni vuole rimanere in un gruppo come se fosse un adolescente? Non ti permette di evolvere. Devi obbedire alle regole e alle dinamiche della band. Per quanto io ami gli Stones e gli AC/DC, è difficile vederli crescere musicalmente. Per me la band è stata un mezzo per le canzoni e non il contrario”.
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Musica
Achille Lauro fa sfilare la fidanzata di Sinner e poi chiama Laura Pausini: a San Siro succede di tutto
Il concerto di San Siro consacra definitivamente Achille Lauro. Dalla presentazione della linea Erotica alla presenza di Laila Hasanovic, fino al duetto con Laura Pausini e al ricordo delle vittime di Crans-Montana.
San Siro si è trasformato in un gigantesco teatro a cielo aperto per la tappa milanese di Comuni Immortali, il tour con cui Achille Lauro sembra aver definitivamente conquistato una nuova dimensione artistica. Non soltanto musica, ma anche moda, spettacolo e momenti carichi di emozione davanti a uno stadio gremito.
La serata ha regalato più di una sorpresa e ha confermato la capacità del cantante romano di costruire show che vanno ben oltre la semplice esibizione dal vivo.
La sfilata di Erotica e la presenza di Laila Hasanovic
Uno dei momenti più curiosi del concerto è stato quello dedicato a Erotica, la prima linea di moda interamente femminile disegnata da Achille Lauro. Il progetto è stato presentato direttamente sul palco attraverso una sfilata che ha catturato l’attenzione del pubblico.
Tra le modelle è comparsa anche Laila Hasanovic, nota alle cronache rosa come compagna del numero uno del tennis mondiale Jannik Sinner. La sua presenza non è sfuggita ai fan e ai curiosi, che hanno immediatamente iniziato a condividere immagini e video sui social.
L’incontro tra musica e moda ha rappresentato uno dei momenti più originali della serata, confermando quanto Achille Lauro ami contaminare linguaggi e mondi diversi.
Il ricordo delle vittime della tragedia di Crans-Montana
C’è stato spazio anche per la commozione. Durante il concerto, infatti, l’artista ha voluto dedicare un pensiero alle vittime della tragedia di Crans-Montana, uno dei momenti più toccanti dello spettacolo.
Lo stadio si è raccolto in un lungo applauso, mentre Lauro ha scelto di fermare per qualche istante il ritmo del concerto, regalando al pubblico uno dei passaggi più intensi della serata.
L’arrivo di Laura Pausini manda in delirio San Siro
Il colpo di scena finale è arrivato con l’ingresso di Laura Pausini. I due artisti avevano già condiviso il palco del Festival di Sanremo, ma questa volta hanno deciso di regalare qualcosa di speciale ai fan.
L’apparizione della cantante romagnola ha fatto letteralmente esplodere San Siro. Insieme hanno interpretato la celebre “16 marzo”, uno dei brani più amati del repertorio di Achille Lauro, per poi sorprendere il pubblico con una versione inedita de “La solitudine”.
Un incontro tra due mondi musicali diversi, ma accomunati dalla capacità di emozionare. E a giudicare dalla reazione dello stadio, il pubblico milanese difficilmente dimenticherà una serata che ha avuto il sapore di una consacrazione definitiva per Achille Lauro.
Musica
Elettra Lamborghini irrompe al concerto di Tiziano Ferro e omaggia Raffaella Carrà: canta lui, lei… quasi solo a parole
Il pubblico bolognese non se lo aspettava. Durante il concerto di Tiziano Ferro è comparsa Elettra Lamborghini per un omaggio alla regina della televisione italiana. Un duetto che ha fatto parlare anche per un dettaglio che non è passato inosservato.
Una sorpresa inattesa e decisamente in stile show. Durante la tappa bolognese del tour di Tiziano Ferro, allo stadio Dall’Ara, il pubblico si è ritrovato davanti a un ospite speciale. A un certo punto dello spettacolo, infatti, sul palco è arrivata Elettra Lamborghini, accolta dagli applausi e dall’entusiasmo dei fan.
L’occasione era un omaggio a Raffaella Carrà, una delle artiste più amate della musica e della televisione italiana, alla quale Tiziano Ferro ha voluto dedicare uno dei momenti più emozionanti della serata. Al suo fianco, a sorpresa, la cantante e conduttrice emiliana.
L’ingresso a sorpresa di Elettra Lamborghini
L’apparizione di Elettra Lamborghini ha subito acceso l’entusiasmo dei presenti. La nipote dell’imprenditore Ferruccio Lamborghini, da sempre legata alla sua Bologna, ha raggiunto Tiziano Ferro sul palco per celebrare una delle icone dello spettacolo italiano.
Il momento era stato preparato con grande discrezione e la sua presenza ha rappresentato una delle sorprese più apprezzate della serata. Tra sorrisi, abbracci e battute, i due artisti hanno dato vita a un siparietto affettuoso nel nome di Raffaella Carrà.
Il tributo a Raffaella Carrà conquista il pubblico
Il pubblico del Dall’Ara ha accompagnato con entusiasmo il momento dedicato alla grande showgirl scomparsa nel 2021. Tiziano Ferro ha preso in mano la parte musicale del duetto, mentre Elettra Lamborghini ha partecipato con il suo consueto entusiasmo e con una presenza scenica che non è certo passata inosservata.
Sui social, subito dopo il concerto, hanno iniziato a circolare video e immagini della performance, con molti fan che hanno celebrato l’omaggio alla Carrà e altri che hanno notato come, nella parte cantata, fosse soprattutto Tiziano Ferro a guidare il brano.
I video diventano virali sui social
Come spesso accade, il momento è rapidamente rimbalzato su Instagram, TikTok e Facebook. I filmati pubblicati dai presenti hanno mostrato l’intesa tra i due artisti e la grande partecipazione del pubblico bolognese.
Tra i commenti più ironici c’è chi ha scherzato sul fatto che Elettra Lamborghini, più che cantare, abbia accompagnato la performance parlando e coinvolgendo i presenti con la sua energia. Ma proprio questa spontaneità ha contribuito a rendere il siparietto uno dei momenti più chiacchierati del concerto di Tiziano Ferro a Bologna.
Musica
Loredana Berté punge De Gregori e si schiera con Vasco: «Sulle guerre non le ho mandate a dire»
Loredana Berté entra nel dibattito sugli artisti e la politica dopo le parole di De Gregori. «Non ho mai nascosto le mie posizioni». Poi parla di Vasco, Sanremo, Elodie, Emma e del rapporto con sé stessa.
Loredana Berté non è mai stata una da mezze tinte, e figuriamoci se poteva cominciare adesso. Tornata volto familiare grazie a “The Voice”, la cantante prepara il galà dell’11 e 12 settembre all’Inalpi Arena di Torino, dove salirà sul palco insieme ad altri grandi nomi, da Patty Pravo a Gaetano Curreri. Ma, tra ricordi, musica e futuro, trova spazio anche la polemica sul ruolo degli artisti davanti ai temi politici e sociali. Il riferimento è alle parole di Francesco De Gregori, contrario agli interventi dal palco sulle guerre in corso. Berté, naturalmente, la vede diversamente.
La risposta a De Gregori
«Penso che De Gregori possa essere libero di esprimere il proprio pensiero solo attraverso le sue canzoni», dice Loredana Berté, mettendo subito le cose in chiaro. Poi spiega la sua posizione: «Tornando a me, essendo una persona istintiva tendo ad espormi se necessario. E quando sento di farlo non ho mai nascosto le mie posizioni, da quando ero una “manifestina militante”. Mi sono sempre piaciuti gli eretici e ho combattuto i pregiudizi anche a costo di essere scomoda».
Insomma, nessun obbligo di trasformare ogni concerto in un comizio, ma nemmeno il divieto di dire ciò che si pensa. Soprattutto se ti chiami Loredana Berté e la comodità, nella vita, l’hai frequentata pochissimo.
«Io e Vasco, due rocker supervissuti»
Sul tema delle guerre, Berté si sente vicina a Vasco Rossi, che nei suoi concerti ha riportato al centro canzoni vecchie e nuove contro i conflitti. «Io non le ho mandate a dire, sono molto in linea con Vasco. Siamo due rocker supervissuti», afferma.
Quest’anno, invece, niente tormentone estivo. La cantante ammette di aver valutato diverse proposte, ma senza trovare quella giusta: «Ci siamo mossi in diverse direzioni, valutato diverse proposte ma purtroppo non è arrivato il pezzo “wow”. Sinceramente un singolo deve essere “wow” per spingermi ad andare in studio. Per buttarmi in un nuovo progetto, debbo esser convinta al 100 per 100».
Sanremo, Elodie, Emma e l’amore per sé stessa
Il Festival resta una porta possibile, ma solo a una condizione: «A Sanremo ho fatto di tutto. Chissà, magari se arriva la canzone giusta: ma dovrebbe proprio essere giusta, giusta, giusta». Berté guarda anche alle nuove artiste e difende chi finisce troppo spesso nel tritacarne social: «A me dispiace moltissimo veder attaccate artiste valide come Elodie o Emma. Per fortuna si sanno difendere molto bene anche da sole».
Quanto alla pace interiore, la risposta è in puro stile Berté: «Proprio pacificata ancora no. Sicuramente ho imparato a volermi più bene, ad accettarmi anche se non sono perfetta perché nessuno lo è e va bene così». Tra i ricordi più belli cita «le quattro standing ovations di Sanremo 2019» e il Premio della Critica Mia Martini ricevuto nel 2024, «il premio della vita». E se qualcuno spera di vederla un giorno sul palco in pantaloni, si metta l’anima in pace. Risposta secca: «Escludo».
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