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Televisione

Sanremo 2025: il vecchio che avanza

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    Per ora di sicuro ci sono le date della messa in onda su Rai1: da martedì 4 febbraio a sabato 8 febbraio 2025. Riviera24.it, sito della cittadina ligure sede della manifestazione, anticipa le date che però devono ancora essere ufficializzate dall’organizzazione. Sarebbe stato il proprietario del teatro Ariston, Walter Vacchino, a spoilerarle, durante l’annuncio della stagione 2024-2025 della struttura. Scivolone involontario oppure dichiarazione concordata?

    Una parziale novità nelle scenografie

    Sarebbe conclusa la storica collaborazione dello scenografo Gaetano Castelli e della figlia Maria Chiara con il festival. A disegnare la scenografia della prossima edizione sarà Riccardo Bocchini, storico collaboratore di Carlo Conti, che aveva curato già le ultime edizioni del festival condotte dal presentatore toscano.

    Le novità ad oggi

    A quanto ci è dato sapere per ora, la news più concreta del prossimo Festival di Sanremo, sarà il ritorno della divisione tra Big e Nuove Proposte. Non sarà prevista nessuna eliminazione e, come accadeva un tempo, il vincitore delle Nuove Proposte sarà proclamato nella serata delle cover. Torna il DopoFestival, grazie anche alla durata delle puntate più breve rispetto a quella del Festival targato Amadeus. Dove dovrebbe “atterrare” Alessandro Cattelan, dopo che su di lui si erano fatte ipotesi per la conduzione primaria.

    Piacerà ancora al popolo del web?

    Il timore è che quest’aria di restaurazione del passato porti ad un programma old style, vanificando il lavoro di svecchiamento sviluppato da Amadeus nelle ultime edizioni. Uno sforzo che, a parte la qualità delle canzoni sulla quale si può discutere… aveva attribuito alla gara una nuova veste social, molto apprezzata dai più giovani. Che, fino a quel momento, si erano tenuti debitamente alla larga dal programma. Resta comunque la grande attesa per l’evento, per la sua composizione e per quelli che accompagneranno lo storico conduttore Rai in questa nuova avventura.

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      Televisione

      SuperKaraoke con Michelle Hunziker: star sul palco ma dov’è il karaoke? Il dubbio che smonta il format

      Due serate evento su Canale 5 con un cast pieno di big della musica. Ma l’idea originale del karaoke sembra trasformarsi in uno spettacolo costruito: pubblico protagonista o semplice cornice?

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        l karaoke, per definizione, è la celebrazione dell’imperfezione. Gente comune, microfono tremante e canzoni urlate più che cantate. E invece SuperKaraoke, pronto a tornare in prima serata su Canale 5 con Michelle Hunziker, sembra prendere un’altra strada. Sul palco di Piazza Trento e Trieste, a Ferrara, sfilano nomi che con il karaoke c’entrano poco o nulla: Noemi, Albano, Raf, Spagna, Anna Tatangelo, Francesco Renga, Sal Da Vinci e Serena Brancale. Tutti professionisti. Tutti abituati a dominare il palco. E allora la domanda viene da sola.

        Il karaoke senza gente comune
        Se a cantare sono artisti navigati, il karaoke perde la sua essenza. Il fascino stava proprio nell’imprevisto, nella voce stonata che diventava spettacolo, nella spontaneità. Qui invece il rischio è quello di assistere a un concerto travestito. Più patinato, più controllato, sicuramente più televisivo. Ma anche meno autentico.

        Un cast stellare per fare spettacolo
        La scelta dei nomi non è casuale. Sono volti popolari, riconoscibili, capaci di attirare pubblico e garantire performance solide. In un’epoca in cui la tv generalista lotta per trattenere gli spettatori, la tentazione di puntare su un cast forte è comprensibile. Il problema è che così il format cambia pelle. E forse anche identità.

        Il vero protagonista dov’è finito?
        Il karaoke nasceva per ribaltare le gerarchie: non più artisti e pubblico, ma persone comuni al centro della scena. In questa versione, invece, il pubblico rischia di tornare spettatore passivo. E allora resta il dubbio: SuperKaraoke è davvero un ritorno alle origini o una nuova operazione televisiva che usa un nome storico per raccontare altro?

        Le risposte arriveranno in prima serata. Ma la sensazione, già prima della messa in onda, è che il karaoke stavolta abbia cambiato voce.

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          Televisione

          Max Giusti punge: “Faccio un film e lo lancio da Mara Venier con Mammucari”. Frecciata sul caso Iodice

          Il comico gioca sul caso della battuta di Peppe Iodice e sul ruolo di Teo Mammucari, suggerendo che anche uno scivolone può diventare pubblicità. Tra risate e sottintesi, il sistema tv finisce sotto osservazione

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            Max Giusti entra a gamba tesa, ma lo fa con il sorriso di chi sa perfettamente dove colpire. Ospite a TvTalk, il comico tira fuori una battuta che è molto più di una battuta: “Mi piacerebbe fare un film, poi vado a presentarlo da Mara Venier con Teo Mammucari”. Risata in studio, certo. Ma sotto quella risata c’è una frecciata precisa, indirizzata a un meccanismo televisivo che tutti conoscono e pochi ammettono.

            La battuta che dice più del previsto
            Il riferimento è chiaro. Il caso della battuta di Peppe Iodice, finita al centro delle discussioni, diventa nelle parole di Giusti una sorta di manuale pratico di promozione involontaria. Uno scivolone, una polemica, qualche giorno di rumore mediatico e il gioco è fatto. Il risultato? Visibilità moltiplicata.

            Tra polemica e strategia mediatica
            Quello che Giusti mette sul tavolo, senza dirlo esplicitamente, è un dubbio che aleggia da sempre: quanto di ciò che accade in tv è davvero spontaneo? E quanto invece rientra in una dinamica più ampia, dove anche l’errore diventa uno strumento? La sua frase, apparentemente leggera, suggerisce che la linea tra incidente e strategia sia molto più sottile di quanto si voglia credere.

            Il sistema tv sotto osservazione
            Nel mirino finisce anche il circuito promozionale che ruota attorno ai grandi contenitori televisivi. Programmi come Domenica In restano vetrine potentissime, capaci di trasformare qualsiasi ospitata in un evento. E allora la provocazione di Giusti prende forma: basta una scintilla, giusta o sbagliata, e il racconto si costruisce da solo.

            Alla fine, tra ironia e realtà, resta una sensazione difficile da ignorare. In televisione nulla è mai solo quello che sembra. E a volte, dietro una semplice battuta, si nasconde una verità che fa molto più rumore

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              Televisione

              Mara Venier lascia davvero Domenica In? L’annuncio in diretta con Argentero e il dubbio che agita Rai1

              Durante l’intervista a Luca Argentero, Mara Venier ribadisce l’addio a Domenica In. Tra precedenti annunci mai confermati e ascolti ancora fortissimi, il dubbio resta: è davvero la volta buona o l’ennesimo colpo di scena?

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                Mara Venier torna a parlare e, come spesso accade, lo fa lasciando dietro di sé più domande che certezze. Stavolta il teatro è quello di Domenica In e l’occasione è l’intervista a Luca Argentero. Tra una battuta e l’altra, la conduttrice si lascia sfuggire una frase che pesa: il prossimo autunno non sarà lei a guidare il contenitore di Rai1. Detto così, senza enfasi, quasi con naturalezza. Ma è proprio questa apparente semplicità a far scattare il sospetto.

                L’annuncio che riaccende i dubbi
                Non è la prima volta che Mara Venier parla di addio. Negli ultimi anni, ogni stagione è stata accompagnata da dichiarazioni simili, poi puntualmente smentite dai fatti. Il pubblico lo sa, la Rai lo sa, e probabilmente lo sa anche lei. Eppure stavolta il tono sembra diverso, meno teatrale e più definitivo. O almeno così appare.

                Il precedente degli addii mai consumati
                La storia recente di Domenica In è costellata di “ultime volte” che ultime non erano. Venier ha più volte lasciato intendere di voler rallentare, salvo poi tornare al timone con la stessa energia di sempre. Gli ascolti, d’altronde, continuano a darle ragione. Il programma regge, funziona, e resta uno dei pilastri del pomeriggio festivo di Rai1.

                Rai1 tra strategie e successione
                Se però questa volta fosse diverso, il problema si sposterebbe immediatamente su chi potrebbe raccogliere l’eredità. Domenica In non è solo un programma, è un marchio costruito anche sull’identità della sua conduttrice. Sostituire Venier significherebbe riscrivere un equilibrio delicato. E forse è proprio questo il nodo: la Rai è davvero pronta a farne a meno?

                Nel frattempo, il pubblico resta sospeso tra incredulità e attesa. Perché quando Mara Venier dice addio, da anni, nessuno riesce più a capire se sia davvero un commiato o solo l’inizio dell’ennesimo ritorno.

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