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Bellezza

Kajal per il contorno occhi perfetto, seduzione in bianco e nero

Il kajal, conosciuto anche come kohl, ha una storia millenaria che risale a diverse antiche civiltà, in particolare quelle dell’India, del Medio Oriente e dell’Egitto. Questo cosmetico tradizionale è stato utilizzato non solo per scopi estetici, ma anche per le sue proprietà medicinali e spirituali.

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    Il kajal, con le sue profonde radici nella storia e nella cultura, è molto più di un semplice cosmetico. Questo affascinante prodotto, utilizzato da millenni, è stato parte integrante delle tradizioni di bellezza in molte culture, dall’antico Egitto all’India. Disponibile nei classici colori nero e bianco, ha la straordinaria capacità di trasformare lo sguardo.  

    Kajal bianco

    Mentre il kajal nero conferisce profondità e mistero, il kajal bianco illumina e apre lo sguardo, creando un contrasto affascinante.

    Kajal nero

    Egitto Antico
    In Egitto, il kohl era usato sia da uomini sia da donne per decorare gli occhi. Gli egizi credevano che il kohl avesse proprietà protettive contro le infezioni oculari e il malocchio. Celebri sono le immagini di Cleopatra e altri faraoni con gli occhi contornati di nero.

    In India, il kajal veniva preparato tradizionalmente bruciando una miscela di oli e burro chiarificato (ghee), raccogliendo la fuliggine risultante, e mescolandola con altri ingredienti naturali per creare una pasta nera. Oltre alla bellezza, si credeva che il kajal proteggesse gli occhi dai raggi solari intensi e dalle infezioni.

    In Medio Oriente, nelle culture arabe, il kohl era usato sia per la bellezza sia per la protezione degli occhi.

    Significato del nome
    Il termine “kajal” deriva dal sanscrito “kajjala,” che significa fuliggine o nero. Questo nome riflette il metodo tradizionale di preparazione del prodotto, che coinvolge la raccolta di fuliggine. Il nome “kohl” invece, utilizzato principalmente nelle culture arabe, ha radici etimologiche simili e si riferisce allo stesso tipo di cosmetico.
    Il nome “kajal” è strettamente legato alla sua preparazione e al suo colore. La parola sanscrita “kajjala” ha influenzato l’adozione del termine nelle lingue moderne dell’India e in altre regioni vicine. Il nome riflette il processo tradizionale di creazione del cosmetico e l’aspetto del prodotto finito, che è tipicamente nero e lucido.

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      Bellezza

      Caschetto Giapponese, il taglio minimal che sta conquistando la Primavera 2026: preciso, lucido e super chic

      Direttamente dalle passerelle Primavera/Estate 2026 arriva il Japanese Bob, il caschetto geometrico e ultra ordinato che promette di diventare il taglio simbolo della bella stagione. Perfetto sui capelli lisci, valorizza lineamenti e collo con un’eleganza essenziale.

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        Minimalista, lucidissimo e apparentemente semplicissimo. Eppure il nuovo taglio capelli che sta dominando la Primavera/Estate 2026 è tutto tranne che banale. Si chiama Japanese Bob, oppure più semplicemente Caschetto Giapponese, ed è il look che sta facendo impazzire passerelle, hairstylist e social.

        L’ispirazione arriva chiaramente dall’estetica orientale: linee pulite, precisione quasi geometrica e nessun eccesso. Dimenticate il bob spettinato, vaporoso o volutamente messy che ha dominato negli ultimi anni. Qui la parola chiave è controllo.

        Il Japanese Bob sfiora appena il mento, ha rigorosamente la riga centrale e presenta punte dritte leggermente rivolte verso l’interno. Il risultato finale deve apparire lucido, setoso e quasi architettonico, come se ogni ciocca fosse stata posizionata con il righello.

        Perché il caschetto giapponese piace così tanto

        Il successo del Japanese Bob nasce proprio dalla sua eleganza essenziale. In un momento in cui moda e beauty stanno tornando verso silhouette più pulite e raffinate, questo caschetto sembra incarnare perfettamente il nuovo gusto contemporaneo.

        A differenza del classico bob francese, più morbido e voluminoso, il caschetto giapponese punta tutto sulla precisione. Non deve esserci movimento casuale, né volume eccessivo. Ogni dettaglio contribuisce a creare un effetto sofisticato ma estremamente moderno.

        Il taglio si presta particolarmente bene ai visi ovali e a chi desidera valorizzare la geometria del volto, magari bilanciando una fronte ampia o mettendo in evidenza zigomi e mascella. Anche il collo diventa protagonista, perché resta completamente scoperto, contribuendo a dare al look un’eleganza molto femminile.

        Più complicato, invece, l’effetto sui visi già molto rotondi, che potrebbero essere ulteriormente ammorbiditi dalla piega interna del caschetto.

        Il taglio perfetto per capelli lisci e lucidissimi

        Il Japanese Bob dà il meglio di sé sui capelli lisci. L’effetto finale deve essere impeccabile, senza crespo, senza sbavature e soprattutto senza doppie punte visibili. Proprio per questo richiede una manutenzione piuttosto costante.

        Piastra, spray disciplinanti e prodotti lucidanti diventano quasi indispensabili per mantenere quella silhouette netta e compatta che rende il taglio così riconoscibile. Chi ha capelli mossi o ricci può comunque reinterpretarlo in chiave più personale, magari aggiungendo volume o texture, ma l’anima originale del Japanese Bob resta rigorosamente sleek.

        Naturalmente non esistono regole assolute nell’hairstyling. Ed è proprio qui che entrano in gioco ciuffi, mini frange e dettagli personalizzati, capaci di trasformare completamente il risultato finale e adattare il taglio a ogni volto.

        Una cosa però sembra già certa: il caschetto giapponese è destinato a diventare uno dei look più richiesti nei saloni nei prossimi mesi.

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          Bellezza

          Izabel Goulart irriconoscibile a Cannes: il “nuovo volto” dell’ex angelo di Victoria’s Secret scatena il web

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            Per anni è stata considerata una delle donne più affascinanti e riconoscibili del mondo della moda. Lineamenti scolpiti, sguardo magnetico e quel volto inconfondibile che aveva contribuito a trasformarla in uno degli angeli più celebri di Victoria’s Secret. Eppure oggi, davanti ai flash del Festival di Cannes, in molti hanno faticato persino a riconoscere Izabel Goulart.

            La modella brasiliana è apparsa sul red carpet con un look elegantissimo, ma a monopolizzare immediatamente l’attenzione non è stato l’abito. A far discutere è stato soprattutto il suo volto, apparso molto diverso rispetto al passato e diventato nel giro di poche ore uno degli argomenti più commentati sui social.

            A Cannes tutti si chiedono cosa sia successo al volto di Izabel Goulart

            Foto e video della top model hanno iniziato rapidamente a circolare online, accompagnati da una valanga di commenti. Molti utenti parlano apertamente di un “tagliando” estetico che avrebbe modificato in modo evidente i lineamenti della modella, mentre altri si chiedono se il cambiamento sia dovuto semplicemente a make-up, filler o ritocchi temporanei.

            Quel che è certo è che il volto di Izabel Goulart appare oggi molto diverso rispetto a quello che aveva conquistato passerelle e campagne pubblicitarie internazionali negli anni d’oro di Victoria’s Secret. Zigomi più pronunciati, pelle tiratissima e tratti meno naturali hanno immediatamente acceso il dibattito online.

            E come spesso accade in questi casi, il confine tra curiosità, critica e cattiveria social è diventato sottilissimo.

            L’ex angelo di Victoria’s Secret divide i social

            Sui social il pubblico si è spaccato. Da una parte c’è chi difende Izabel Goulart ricordando quanto il mondo della moda e dello spettacolo imponga standard estetici spesso spietati anche alle donne più belle del pianeta. Dall’altra chi sostiene che la modella abbia perso proprio quella unicità che l’aveva resa iconica.

            Per molti fan, infatti, il fascino di Izabel stava proprio nei suoi lineamenti particolari e immediatamente riconoscibili, lontani dalla perfezione “fotocopiata” che oggi domina parte dello showbusiness internazionale.

            Non manca poi chi fa notare come il Festival di Cannes sia diventato negli ultimi anni una sorta di gigantesca passerella estetica dove ogni volto viene analizzato al millimetro tra zoom, video in alta definizione e confronti impietosi con le immagini del passato.

            Dal mito delle supermodelle ai volti sempre più uguali

            Il caso Izabel Goulart riapre inevitabilmente anche una discussione più ampia sul rapporto tra bellezza, chirurgia estetica e pressione mediatica. Negli anni Novanta e Duemila le supermodelle erano riconoscibili a colpo d’occhio proprio grazie alle loro differenze. Oggi invece il rischio, secondo molti osservatori del fashion system, è quello di assistere a una progressiva omologazione dei volti.

            Izabel Goulart, almeno per ora, non ha commentato le reazioni esplose dopo la sua apparizione a Cannes. Ma il dibattito online continua a crescere e il suo nome è ormai tra i più cercati del Festival. Perché a volte, sul red carpet più fotografato del mondo, basta un dettaglio del volto per oscurare tutto il resto.

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              Che problemi hanno gli uomini con la crema solare?

              Le casisitiche dei dermatologi dicono che gli uomini usano il solare meno spesso e meno volentieri delle donne, ma i danni dei raggi ultravioletti non fanno distinzioni di genere: ecco cosa devono sapere anche i corpi più pelosi prima di dimenticarsi o lamentarsi della crema solare

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                È interessante notare come gli uomini tendano a utilizzare meno frequentemente la crema solare rispetto alle donne. Questo fenomeno è riscontrabile nella quotidianità estiva, e sebbene sia una generalizzazione, sembra avere una base di verità.

                Secondo un’indagine di Aplusa e altri partner La Roche-Posay del 2023, il 61% degli italiani non conosce la differenza tra raggi UVA e UVB e il 74% crede che l’abbronzatura sia segno di pelle sana. Tra gli uomini, la percentuale di coloro che conoscono il significato di SPF è pericolosamente bassa. Tuttavia, il controllo dei nei per la prevenzione dei tumori della pelle è consigliato a tutti, senza distinzioni di genere, e i dermatologi raccomandano universalmente l’uso della crema solare.

                Differenze di genere nella protezione solare

                Passare mezza giornata al sole con un uomo rivela una resistenza maggiore nell’uso della protezione solare. Questo comportamento aumenta il rischio di danni alla pelle, sottolineando la necessità di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione anche tra gli uomini.

                Importanza della prevenzione

                Indipendentemente dal genere, le visite dermatologiche e l’uso della crema solare sono essenziali per la prevenzione dei tumori della pelle. Gli uomini, in particolare, dovrebbero essere educati sui rischi associati all’esposizione al sole e sull’importanza dell’uso regolare della crema solare.

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