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Televisione

Sanremo 2026, manuale d’istruzioni per il pubblico: Carlo Conti richiama Tiziano Ferro, chiama Irina Shayk e rispolvera Ramazzotti

È ufficiale: Tiziano Ferro sarà superospite della prima serata di Sanremo 2026. Il resto del cast, tra conferme e indiscrezioni, sembra costruito come una macchina del comfort: nomi riconoscibili, facce da prime time, poche incognite. Con Conti e Pausini al centro, la sensazione è quella di un Festival che non cerca lo scarto, ma la certezza.

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    Sanremo 2026 prende forma e la sensazione, più che quella di un annuncio, è quella di una cartolina già ricevuta. Non perché manchi il prestigio, anzi: perché qui il prestigio viene usato come coperta. Ti ci infili sotto e dormi tranquillo. Carlo Conti lo sa, lo ha sempre saputo: il Festival è una gigantesca operazione di psicologia collettiva. E quando il Paese è stanco, confuso, nervoso, tu non gli dai l’ignoto. Gli dai il noto. Gli dai il “come una volta”. Gli dai il “tranquilli, lo facciamo noi”.

    È in questa logica che va letto l’annuncio ufficiale: Tiziano Ferro superospite della prima serata, martedì 24 febbraio. Conti lo comunica in un reel, “urbi et social”, con il tono di chi non sta lanciando una sorpresa ma sbloccando una funzione già prevista nel sistema operativo di Sanremo. «Sono molto contento che Tiziano abbia accettato il mio invito», dice. E infatti non è la frase di un direttore artistico che ha convinto qualcuno, è la frase di uno che ha girato una chiave nella serratura giusta: clic. Porta aperta. Emozioni in ingresso.

    Perché Ferro, a Sanremo, è ormai un concetto più che un ospite. È un pezzo di arredamento nobile, una poltrona bella comoda che sta bene in qualsiasi scenografia. Ha l’aura giusta, la voce giusta, la fama giusta, e soprattutto una cosa che al Festival piace più dei colpi di scena: l’affidabilità. Non crea caos, non divide, non sfugge. Porta musica, porta “momento”, porta lacrimuccia controllata e applauso automatico. È un superospite che ti fa sentire in buone mani. È come aprire l’armadio e trovare la giacca che ti sta bene: non sorprende, ma salva.

    Il fatto che nel 2020 fosse stato ospite tutte e cinque le serate rende il ritorno ancora più “familiare”. Qui non si tratta di un rientro in grande stile: si tratta di una presenza che ciclicamente si ripresenta, come una stagione. Il Festival, ogni tanto, ha bisogno di Ferro come il Festival, ogni tanto, ha bisogno dei fiori. Serve a ricordare che Sanremo è Sanremo. Che c’è un rito. Che esiste una comfort zone. E che noi, in quella comfort zone, ci mettiamo pure volentieri: brontolando, sì, ma restando davanti alla tv.

    Attorno a questo perno, Conti costruisce un cast che sembra progettato per non far inciampare nessuno. Con lui ci sarà Laura Pausini, altra garanzia: internazionale quanto basta da far sembrare il tutto più grande, popolare quanto serve da non farlo diventare distante. Pausini è la carta “mondo”, ma senza l’ansia da mondo. È la star che piace alle nonne e alle nipoti, alle radio e alle mamme, a chi dice “non guardo Sanremo” e poi lo commenta comunque.

    Poi ci sono i co-conduttori: la componente “varietà” che Sanremo usa come spezia, dosata con cura maniacale. Can Yaman nella prima serata è la scelta che non sbaglia mai: porta fan, porta social, porta il rumore giusto senza rompere nulla. È l’ospite che fa gridare e postare, ma resta dentro un recinto perfetto: si fa vedere, si fa fotografare, dice due frasi, sorride, fine.

    Achille Lauro nella seconda serata è la quota “imprevedibilità”, ma attenzione: imprevedibilità addomesticata. Lauro oggi è perfetto per Sanremo perché può essere estremo senza essere pericoloso. Può sembrare che stia per succedere qualcosa, ma poi non succede niente che faccia saltare il tavolo. È l’illusione del rischio, che in tv è la cosa più vendibile di tutte: sembra audacia, resta controllo.

    Lillo Petrolo è la risata in confezione famiglia. È l’amico che entra in casa e non ti sporca il tappeto. È l’umorismo che non chiede permesso e però non ti fa nemmeno alzare le sopracciglia. Gianluca Gazzoli, nella stessa scia, è il volto contemporaneo “per bene”, quello che porta la cultura pop senza trasformarla in caos: un ponte tra televisione e social, ma con i modi della tv.

    E mentre scorrono i nomi, il Festival si configura come un grande catalogo di riconoscibilità. Non è un insulto: è un progetto. Conti sta facendo quello che Conti fa. Non sta inventando Sanremo, lo sta amministrando. E amministrare Sanremo significa soprattutto evitare che Sanremo ti esploda in mano.

    Anche la lista degli ospiti già confermati si muove nella stessa direzione. Max Pezzali presente in tutte e cinque le sere dalla Costa Toscana è l’idea perfetta per chi vuole trasformare ogni sera in un karaoke nazionale senza il minimo rischio d’incidente. Pezzali non è solo un artista: è un riflesso condizionato. Parte una strofa e mezza Italia canta anche se stava cucinando. È la nostalgia che non ha bisogno di spiegazioni.

    Nino Frassica entra dopo il passo indietro di Andrea Pucci e anche qui il messaggio è chiarissimo: se serve una mano sicura, prendi una mano sicura. Frassica è un istituto, una garanzia di surreale leggero, un modo di alleggerire senza scomporre. È l’uomo perfetto per infilare una battuta a lato, far ridere e poi sparire prima che qualcuno si chieda “ma dove vuole andare a parare?”.

    Fin qui, le certezze. Poi arrivano i rumors, la parte più sanremese di tutte: quella in cui si annuncia senza annunciare, si ipotizza senza dire, si lascia filtrare senza assumersene la responsabilità. Ed è lì che spunta lei: Irina Shayk. L’ipotesi è che la top model russa co-condurrà la serata del giovedì. Ora, Irina Shayk a Sanremo non è una scelta artistica: è una scelta ottica. È un’inquadratura. È un modo per ricordare al pubblico che esistono persone che non sembrano persone ma copertine. È una presenza che non deve “fare”, deve “essere”. Deve attraversare il palco e cambiare la temperatura della sala. Un po’ come certi profumi: non li vedi, ma ti restano addosso.

    E la cosa curiosa è che questa ipotesi si incastra alla perfezione nel Sanremo di Conti: perché il glamour, in quel contesto, è sempre un glamour “controllato”. Non è la provocazione che spacca il pubblico, è il lusso che lo fa sognare senza metterlo in difficoltà. Irina Shayk è l’ospite che fa dire “wow” anche a chi non saprebbe spiegare perché. E in un Festival che vive di emozioni immediate, il “wow” è valuta pregiata.

    Nella stessa serata, secondo le indiscrezioni, potrebbe esserci anche Eros Ramazzotti come superospite. E qui la macchina del déjà-vu torna a lavorare a pieno regime, ma con l’eleganza di chi sa cosa sta facendo. Ramazzotti è uno dei grandi nomi che Sanremo può usare quando vuole alzare l’asticella della “memoria collettiva”. È l’artista che sembra sempre presente anche quando non c’è, perché basta pronunciare il nome e nella testa della gente parte una melodia. Eros è quella parte di Italia che canta d’amore in auto, che si commuove senza confessarlo, che considera una canzone un oggetto d’arredo emotivo: c’è sempre, anche quando hai cambiato casa.

    Pilar Fogliati, attesa nella seconda serata, è un’altra scelta che parla la lingua del prime time: giovane, riconoscibile, credibile, perfetta per stare in un contesto grande senza farlo diventare pesante. È la presenza che aggiorna il cast senza farlo sembrare “nuovo a tutti i costi”. Anche qui: equilibrio, misura, zero scossoni.

    Sul fronte musica, poi, c’è la tradizione dei duetti, che ormai è diventata un Festival nel Festival. Le indiscrezioni citano una lista che va dalle Las Ketchup a Cristina D’Avena, passando per Giusy Ferreri e Fabrizio Moro. Tradotto: una miscela studiata per far scattare ricordi in serie. Il duetto, oggi, è questo: un pulsante. Lo premi e la gente torna adolescente, torna bambina, torna in discoteca, torna davanti alla tv con i genitori. Sanremo, più che fare spettacolo, fa archeologia emotiva.

    E allora la domanda non è “Sanremo 2026 sorprende?”. La domanda è “Sanremo 2026 vuole sorprendere?”. Perché qui la sensazione è che il Festival abbia scelto un’altra missione: garantire. Garantire ascolti, garantire momenti, garantire un racconto che non devii mai troppo dal binario. Un Festival che non ti prende per mano per portarti altrove, ma per riportarti esattamente dove eri già stato. E se ci pensi, è anche un gesto d’onestà: non ti promette rivoluzioni, ti promette l’evento.

    Carlo Conti, in questo, è un direttore d’orchestra che conosce il suo pubblico meglio di quanto il pubblico conosca se stesso. Sa che Sanremo è una liturgia pop e che la liturgia, per funzionare, deve ripetere. Sa che il “nuovo” va dosato come il sale: un pizzico, mai una manciata. Sa che i superospiti non servono a cambiare il Festival, servono a dire al pubblico: “Siete in un posto sicuro”.

    E quindi eccoci qui, con Tiziano Ferro come primo tassello ufficiale e tutto il resto che si incastra come un puzzle già tagliato. Sanremo 2026 sembra il Festival del ritorno, del ricordo, della faccia familiare. Il Festival che non rischia di sbagliare perché non prova nemmeno a sorprendere. Se poi, tra una serata e l’altra, succederà davvero qualcosa di inatteso, lo scopriremo. Ma per ora il messaggio è chiarissimo: il Festival è pronto. E soprattutto è pronto a essere ancora una volta se stesso.

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      Simone Nolasco, paura per il ballerino di Amici dopo il grave incidente: «La vita mi è passata davanti». Il grazie ai tre poliziotti che lo hanno salvato

      imone Nolasco ha condiviso sui social il racconto del grave incidente stradale che lo ha coinvolto mercoledì 5 agosto. Il ballerino di Amici non rivela la dinamica, ma confessa di aver temuto di morire e ringrazia i tre poliziotti che definisce i suoi «angeli».

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        «Sapete quando si dice “Mi è passata la vita davanti”? Ecco, ieri è esattamente ciò che mi è accaduto». Simone Nolasco affida ai social il racconto del grave incidente stradale che lo ha coinvolto mercoledì 5 agosto. Il ballerino e coreografo di Amici sorride nella fotografia pubblicata su Instagram, ma le parole che accompagnano l’immagine raccontano ore di paura e la sensazione, terribile, di non riuscire più a tornare a casa.

        Il 33enne non ha fornito dettagli sulla dinamica dell’incidente e non ha spiegato quali ferite abbia riportato. Ha però confermato il ricovero in ospedale, dove i medici continuano a prendersi cura di lui. Nel lungo messaggio ha ringraziato la famiglia e soprattutto tre poliziotti: Simone, Ivan e Mirko, gli uomini che definisce «i tre angeli che mi hanno salvato la vita».

        Simone Nolasco ricoverato dopo l’incidente stradale

        Il racconto di Simone Nolasco parte dagli istanti trascorsi all’interno dell’automobile, quando il ballerino ha creduto che la propria vita potesse finire. «Per una manciata di secondi ho creduto di non poter rivedere più la mia famiglia, i miei amici, i colori, il mio cagnolino, il sole. Per una manciata di secondi ho creduto che quelli fossero gli ultimi», ha scritto.

        Pochi secondi, dunque, sufficienti a trasformare un viaggio in un incubo e a fargli perdere ogni certezza. Nolasco non entra nei particolari dell’accaduto, ma descrive con chiarezza il panico che lo ha travolto dentro quella macchina. Un’esperienza che lo ha spinto a condividere anche il lato più fragile e doloroso della vita, lontano dal palcoscenico, dalle coreografie e dalle luci televisive.

        «Sono qui a raccontarvi questa storia non troppo felice, perché la vita è fatta anche di questo: di momenti in cui il panico prende il sopravvento, la paura ti schiaccia e ti può capitare l’impossibile», ha spiegato. Poi ha aggiunto la cosa che, dopo il terrore, conta più di tutte: «Oggi posso aprire gli occhi e guardare il sole».

        Il grazie ai tre poliziotti: «Mi hanno salvato la vita»

        Nel messaggio pubblicato su Instagram, il coreografo rivolge un ringraziamento speciale ai poliziotti intervenuti dopo l’incidente. Li chiama per nome, Simone, Ivan e Mirko, e li definisce senza esitazioni «i tre angeli che mi hanno salvato la vita».

        Nolasco ringrazia anche i medici che continuano ad assisterlo con attenzione durante il ricovero. Il ballerino non chiarisce quanto dovrà rimanere in ospedale né quali cure stia ricevendo, ma il sorriso mostrato nella fotografia ha tranquillizzato almeno in parte i fan, spaventati dalle parole con cui ha descritto l’accaduto.

        «Non so chi mi abbia protetto ieri in quella macchina, ma sono così grato alla vita per avermi dato l’opportunità di essere ancora qui a raccontarlo», ha scritto. Il pensiero più importante, però, va alla famiglia, arrivata al suo fianco nel momento più difficile: «Il grazie più grande va alla mia famiglia, che è tutta la mia vita».

        La promessa dopo la paura: «Vivrò ogni centesimo di secondo»

        Il grave incidente ha lasciato in Simone Nolasco una consapevolezza nuova. Il ballerino racconta di aver sempre amato la vita, ma ammette che soltanto quando si rischia di perdere tutto si comprende davvero il valore di ciò che spesso si considera scontato.

        «Da oggi voglio vivere ogni centesimo di secondo ricordandomi sempre quanto sono fortunato semplicemente a esserci», ha promesso. Una riflessione nata nel momento in cui ha temuto di non rivedere le persone amate, il suo cane, i colori e il sole.

        Simone Nolasco, nato a Roma nel 1993, ha conquistato il grande pubblico grazie ad Amici di Maria De Filippi, dove negli anni si è fatto apprezzare come ballerino professionista e coreografo. Il suo racconto ha provocato una valanga di messaggi d’affetto da parte di colleghi, amici e spettatori del talent di Canale 5.

        Ora per lui arriva il tempo delle cure e del recupero. La dinamica dell’incidente resta ancora sconosciuta, ma l’esito più importante lo ha comunicato direttamente dal letto d’ospedale: dopo aver creduto che tutto potesse finire, Simone Nolasco può ancora sorridere, guardare il sole e ringraziare chi gli ha permesso di farlo.

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          Sanremo 2027 cancella le Nuove Proposte: un solo giovane entrerà tra i Big, mentre Amici e X Factor diventano la vera anticamera dell’Ariston

          Il nuovo regolamento di Sanremo Giovani porterà un solo artista emergente al Festival di Sanremo 2027, direttamente nella categoria dei Campioni. La scelta restringe l’accesso all’Ariston, ma certifica anche una realtà già evidente: oggi sono Amici e X Factor a costruire pubblico, identità e successo dei cantanti destinati alla gara.

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            Il Festival di Sanremo 2027 saluta le Nuove Proposte. O, almeno, la loro gara separata. Stefano De Martino ha scelto di cambiare il regolamento di Sanremo Giovani: al termine di una lunga selezione resterà un solo vincitore, destinato a entrare direttamente tra i Campioni sul palco dell’Ariston.

            Una rivoluzione soltanto apparente, perché Sanremo ha già sperimentato questa formula. La vera notizia sta altrove: i giovani perdono una categoria riservata, ma il vincitore conquista immediatamente lo stesso palcoscenico dei Big. Meno posti, quindi, ma un posto che pesa molto di più.

            La nuova architettura restringe brutalmente l’imbuto. La Commissione musicale selezionerà 60 artisti per le audizioni dal vivo, dalle quali usciranno 15 concorrenti. A loro si aggiungeranno 15 cantanti scelti attraverso Area Sanremo. I 30 rimasti affronteranno un’ulteriore selezione davanti al direttore artistico, fino ad arrivare ai sei finalisti: tre da Sanremo Giovani e tre da Area Sanremo.

            La Rai proclamerà il vincitore il 18 dicembre, durante la finale in prima serata trasmessa dal Casinò di Sanremo. Soltanto lui entrerà nel cast del Festival 2027, in programma dal 16 al 20 febbraio. Per gli altri cinque, il viaggio verso l’Ariston finirà a pochi metri dal traguardo.

            Sanremo 2027 senza Nuove Proposte: una rivoluzione già vista

            L’ingresso dei giovani direttamente tra i Big non rappresenta una novità assoluta. Claudio Baglioni adottò una formula simile nel 2019, quando Einar e Mahmood vinsero le due serate di Sanremo Giovani e ottennero il pass per il Festival. Mahmood arrivò all’Ariston con Soldi e vinse tutto, trasformando l’esperimento nella favola perfetta.

            Anche Amadeus ha portato più volte i finalisti di Sanremo Giovani nella competizione principale. Nel 2022 entrarono Yuman, Matteo Romano e Tananai; nel 2023 toccò a gIANMARIA, Olly, Shari, Colla Zio, Sethu e Will. L’anno successivo arrivarono Clara, Santi Francesi e Bnkr44.

            La storia dimostra che l’etichetta di esordiente può ingannare. Tananai partì dall’ultimo posto per costruire una carriera solidissima; Olly, dopo l’esordio del 2023, vinse il Festival nel 2025 con Balorda nostalgia. Il problema, dunque, non consiste necessariamente nel gareggiare accanto ai Campioni. Consiste nell’arrivare all’Ariston senza un pubblico già pronto ad ascoltare.

            Perché le Nuove Proposte non sfondano più

            Negli ultimi anni la categoria delle Nuove Proposte ha faticato a trasformare una vittoria televisiva in un autentico successo discografico. Ultimo nel 2018 e Mahmood nel 2019 restano i due casi più clamorosi. Dopo di loro, molti vincitori hanno raccolto meno di quanto il trampolino sanremese lasciasse immaginare.

            Brani come Vai bene così di Leo Gassmann, Polvere da sparo di Gaudiano, Mille notti di Yuman e La città che odi di gIANMARIA non hanno prodotto lo stesso impatto commerciale. Clara ha rappresentato un’eccezione con Boulevard, ma era già sostenuta dal successo di Origami all’alba e dalla popolarità ottenuta grazie a Mare fuori. Settembre ha conquistato radio e critica con Vertebre, senza però mantenere a lungo la stessa forza nelle classifiche.

            La settimana sanremese, del resto, concentra quasi tutta l’attenzione sui Big. Ai giovani restano poche esibizioni, orari complicati e uno spazio narrativo ridotto. Vincere la categoria può regalare un trofeo, ma non garantisce che il pubblico ricordi il brano una volta spenti i riflettori.

            Amici e X Factor sono diventati la vera Sanremo Giovani

            Mentre Sanremo riduce lo spazio riservato agli emergenti, i talent occupano il vuoto. Amici segue i cantanti per mesi, ne racconta carattere, fragilità e ambizioni, costruisce una comunità di sostenitori e trasforma le canzoni in prodotti già riconoscibili prima dell’uscita dal programma.

            Da quel percorso sono arrivati Einar, Leo Gassmann, Tancredi, Angelina Mango, Sarah Toscano, Mew, Settembre e Lil Jolie. X Factor ha contribuito a lanciare, tra gli altri, gIANMARIA, gli Omini, i Santi Francesi e Angelica Bove. Artisti che non si presentano alle selezioni sanremesi come perfetti sconosciuti, ma portano con sé pubblico, streaming e una storia televisiva già pronta.

            Nicolò Filippucci, vincitore dell’ultima edizione delle Nuove Proposte, proviene proprio da Amici. Il suo caso fotografa il cortocircuito: Sanremo assegna il titolo, ma il talent ha già costruito il personaggio e la platea.

            La scelta di Stefano De Martino non uccide quindi un vivaio ancora florido. Prende atto della sua progressiva perdita di centralità. Sanremo Giovani continuerà a selezionare, ma non avrà più il compito di allevare e raccontare gli artisti: quel lavoro sembra ormai affidato soprattutto ad Amici e X Factor.

            Per il vincitore, gareggiare tra i Campioni potrà diventare una straordinaria occasione. Per tutti gli altri, però, l’imbuto sarà ancora più stretto. La porta dell’Ariston resta aperta, ma nel 2027 passerà un giovane soltanto. E quasi certamente arriverà davanti a Stefano De Martino dopo essere già passato da un’altra televisione.

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              Ballando con le Stelle 2026, Milly Carlucci annuncia: «Il cast è fatto». Da Aurora Ramazzotti a Noemi Bocchi, tutti i nomi in pista

              Milly Carlucci conferma di aver completato il cast di Ballando con le Stelle 2026, in partenza a fine settembre su Rai 1. Tra i concorrenti spuntano Aurora Ramazzotti, Noemi Bocchi, Alessandro Matri, Alberto Ravagnani e Mario Ermito. Ancora avvolta nel mistero la nuova giuria.

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                Milly Carlucci ha chiuso il cast di Ballando con le Stelle 2026 e presto comincerà a calare le carte. La conduttrice ha annunciato sui social che la produzione sta già girando il promo della nuova edizione, attesa da fine settembre su Rai 1. Un dettaglio che vale più di qualsiasi indiscrezione: i concorrenti hanno firmato, le coppie stanno per prendere forma e il grande valzer degli annunci può cominciare.

                «Se stiamo girando il promo vuol dire che il cast è fatto», ha spiegato Milly, avvolta in un abito blu intenso scelto simbolicamente per dare il calcio d’inizio alla stagione. La padrona di casa ha promesso di rivelare a breve tutti i protagonisti e i maestri, lasciando per ultimo il dossier più delicato: la composizione della giuria.

                Nel frattempo, il toto-nomi impazza. Tra figlie d’arte, ex calciatori, personaggi social e presenze capaci di trascinare il gossip dentro la sala da ballo, Milly sembra aver costruito ancora una volta un cast pensato per far discutere prima ancora del primo cha-cha-cha.

                Ballando con le Stelle 2026, Milly Carlucci conferma il cast

                Nel video pubblicato sui canali social del programma, Milly Carlucci non ha lasciato spazio ai dubbi: «Tra poco sveliamo ai nostri appassionati di ballo i nomi di tutti i maestri e di tutti i protagonisti di questa edizione. Poi ci sarà l’annuncio finale della giuria».

                La conduttrice non ha ancora pronunciato alcun nome, ma i primi identikit circolano ormai con grande insistenza. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Chi, quattro aspiranti ballerini sarebbero molto vicini alla pista: Aurora Ramazzotti, Noemi Bocchi, Alessandro Matri e Alberto Ravagnani. Mario Ermito resterebbe invece in corsa per uno degli ultimi posti.

                Per ora, tuttavia, nessuno di loro può considerarsi ufficialmente un concorrente. Milly Carlucci ama trasformare la presentazione del cast in un piccolo spettacolo social, dosando annunci e sorprese. Soltanto i video pubblicati dal programma metteranno fine al mercato estivo dei nomi.

                Aurora Ramazzotti e Noemi Bocchi, il gossip entra in pista

                Aurora Ramazzotti rappresenterebbe uno dei colpi più forti della nuova edizione. La figlia di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti ha mostrato una certa disinvoltura durante il ballo con Goffredo Cerza alle loro nozze e possiede il profilo perfetto per il programma: televisione, ironia, famiglia celebre e una folta comunità social pronta a sostenerla.

                Ancora più sorprendente appare il nome di Noemi Bocchi. La compagna di Francesco Totti ha mantenuto finora un profilo pubblico piuttosto controllato, nonostante l’enorme attenzione mediatica che accompagna la sua relazione con l’ex capitano della Roma. L’ingresso a Ballando con le Stelle segnerebbe il suo vero debutto televisivo e prometterebbe inevitabilmente scintille.

                Sul fronte sportivo circola Alessandro Matri. L’ex attaccante di Juventus, Milan e Lazio conosce già i ritmi della televisione, ma dovrebbe dimostrare di avere piedi altrettanto educati lontano dal pallone. Per Milly sarebbe una scelta classica e affidabile: il calciatore affascinante che lascia gli scarpini nello spogliatoio e si consegna alle palette della giuria.

                Dall’ex prete Alberto Ravagnani al caso Mario Ermito

                Il nome più insolito resta quello di Alberto Ravagnani, classe 1993, molto seguito sui social dopo l’addio al sacerdozio. Il settimanale Chi lo indica a un passo dalla partecipazione. La sua presenza offrirebbe al programma una storia personale forte, destinata a incuriosire il pubblico e ad alimentare il dibattito.

                Mario Ermito, invece, porterebbe con sé un piccolo problema di curriculum. L’attore ha partecipato al Grande Fratello 12 e al Grande Fratello Vip 5, mentre Milly Carlucci ha spesso mostrato una certa diffidenza verso i personaggi provenienti dai reality. La sua eventuale convocazione rappresenterebbe quindi uno strappo alla regola non scritta del programma.

                Il mistero della giuria e l’incognita Paolo Belli

                La vera partita potrebbe giocarsi dietro il bancone dei giudici. Milly Carlucci ha annunciato che comunicherà la giuria soltanto alla fine, alimentando i dubbi sul futuro di Selvaggia Lucarelli. Le voci su una sua uscita circolano con insistenza, ma al momento manca una conferma ufficiale.

                Resta da chiarire anche il ruolo di Paolo Belli, storico compagno televisivo di Milly e concorrente dell’ultima edizione. Le indiscrezioni su una sua possibile assenza non hanno ancora ricevuto una conferma definitiva dalla Rai o dal diretto interessato.

                Il cast, insomma, sarà pure chiuso, ma il sipario resta ben serrato. Milly Carlucci tiene ancora tutti i nomi dentro il cilindro blu. Tra Aurora Ramazzotti, Noemi Bocchi e l’ex prete social, però, la nuova edizione sembra già pronta a ballare soprattutto sulle punte del gossip.

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