Connect with us

Televisione

Ranucci, la Rai e l’uscita di scena perfetta per chi lo vorrebbe silenzioso: tra pensione, ferie accumulate e contratti “da artista” per pochi eletti

Tra denunce, pressioni politiche e la partita delle nomine, il futuro di Report si intreccia con regole interne e scelte dei vertici. Sullo sfondo, il precedente dei “contratti da artista” che consentono di restare in video oltre i limiti ordinari e con compensi fuori tetto.

Avatar photo

Pubblicato

il

    In Rai c’è un tema che diventa improvvisamente centrale solo in certi casi: la pensione. Finché tutto scorre tranquillo, l’età anagrafica è un dettaglio. Quando invece il giornalista di turno conduce un programma d’inchiesta che punge, disturba e crea attriti, allora il calendario diventa materia di discussione. Sigfrido Ranucci, 64 anni, volto di Report, rientra in questa categoria: quella dei professionisti che, per mestiere, mettono sotto la lente il potere e finiscono inevitabilmente nel mirino di qualcuno.

    Secondo i parametri indicati per i dipendenti Rai, l’età pensionabile è fissata a 67 anni e 1 mese. Questo significa che, sulla carta, Ranucci ha ancora diversi mesi di attività davanti. Tempo sufficiente per nuove stagioni di Report e nuove inchieste. Ma la carta, in azienda, è solo una parte della storia: il resto lo fanno le scelte dei vertici e il contesto.

    Ferie non godute e uscita anticipata
    Uno degli elementi più citati riguarda il monte ferie accumulato e non utilizzato. Quando i giorni arretrati diventano molti, possono trasformarsi in una leva gestionale. Non è un mistero che, in qualunque grande azienda, ferie e permessi possano incidere sulle tempistiche di uscita. Nel caso di un volto televisivo così esposto, la questione assume anche un valore simbolico. L’ipotesi che circola è quella di una possibile uscita nella primavera del 2027, un momento che coinciderebbe con una fase politicamente delicata per il Paese. Sarebbe una coincidenza solo temporale, ma in televisione le coincidenze raramente sono neutre.

    Permanenza in Rai oltre l’età ordinaria
    Esiste poi il tema delle proroghe. In Rai, come noto, la possibilità di lavorare fino a 70 anni può essere concessa a discrezione dei vertici. Non è automatica, non è un diritto acquisito, ma una scelta. Negli anni diversi volti storici hanno beneficiato di questa flessibilità. È qui che emerge il vero punto: la permanenza non dipende solo dall’età o dall’esperienza, ma anche dall’equilibrio tra linea editoriale, clima interno e rapporti di fiducia.

    Contratti esterni e formula “da artista”
    C’è infine il capitolo dei contratti esterni, spesso definiti “da artista”. Questa formula consente di proseguire la collaborazione con la Rai anche dopo la fine del rapporto da dipendente e permette di superare il tetto salariale previsto per gli interni. I casi di Bruno Vespa e Monica Maggioni vengono spesso citati come esempi di questo doppio binario: uscita dal ruolo tradizionale e rientro come figure esterne, con accordi pluriennali e compensi differenti. Sono scelte legittime sul piano contrattuale, ma che inevitabilmente alimentano il dibattito sul diverso trattamento tra professionisti.

    Ed è proprio qui che il discorso torna a Ranucci. Se e quando arriverà il momento della pensione, la vera domanda sarà quale strada verrà percorsa: uscita definitiva o trasformazione del rapporto di lavoro? La Rai ha dimostrato di saper usare più registri quando vuole trattenere un volto ritenuto strategico. Resta da capire se la stessa disponibilità varrà per chi guida un programma che, per natura, crea più attriti che consenso. In fondo, la partita non riguarda solo una carriera individuale, ma il ruolo dell’inchiesta nel servizio pubblico.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Televisione

      Valerio Scanu contro Maria De Filippi: la promessa mancata, la diffida e la rottura che ha cambiato tutto

      Valerio Scanu racconta la fine del rapporto con Maria De Filippi: una promessa legata all’Isola dei Famosi, l’ospitata saltata e la diffida che ha segnato il punto di non ritorno.

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Valerio Scanu rompe il silenzio e lo fa senza mezzi termini. In una recente intervista, il cantante ripercorre con precisione il rapporto con Maria De Filippi, partendo da un legame solido costruito ai tempi di Amici fino ad arrivare a una rottura netta, segnata da incomprensioni, promesse mancate e uno scontro che ha lasciato il segno.

        Non un’esplosione improvvisa, ma un rapporto che si è logorato lentamente, fino a diventare irrecuperabile.

        Dall’affetto di Amici alla distanza

        All’inizio, racconta Scanu, il rapporto era tutt’altro che conflittuale. «C’era un bellissimo rapporto durante la trasmissione», spiega, ricordando gli anni di Amici come un periodo di sintonia e fiducia reciproca.

        Anche dopo la fine del programma i contatti non si erano interrotti, tra telefonate e incontri. Poi qualcosa cambia. «È andato a scemare. Non c’è stato più un supporto artistico». Nessuna lite pubblica, nessuno scontro diretto: solo un progressivo allontanamento.

        Un rapporto che si spegne lentamente

        Una dinamica silenziosa, ma decisiva, che prepara il terreno alla rottura definitiva.

        La promessa sull’Isola dei Famosi

        Il punto di svolta arriva con la proposta di partecipare all’Isola dei Famosi. Scanu ammette di non essere convinto: «Non volevo fare reality». Eppure decide di accettare, spinto – secondo il suo racconto – da una promessa precisa.

        «Ma dai fallo che poi ti aiuto io, vieni ospite al serale, presenti il nuovo singolo». Parole che lo convincono a firmare. «Lì mi sono sentito in una botte di ferro», racconta.

        L’ospitata mai arrivata

        Il problema arriva dopo. Quando prova a concretizzare quella promessa, la risposta è spiazzante: «Purtroppo Stefano ha già chiuso il cast». Una giustificazione che il cantante non accetta.

        Lo scontro, la diffida e il punto di non ritorno

        La delusione si trasforma in scontro. Scanu decide di cambiare rotta e accetta l’invito di Milly Carlucci, scegliendo di andare su Rai1 in diretta contro Amici. Una scelta che segna un passaggio simbolico e concreto.

        Poi arriva il comunicato stampa. «Mal consigliato», lo definisce oggi, perché accanto ai ringraziamenti inserisce una frase destinata a pesare: quella sul potere di De Filippi, capace – secondo lui – di lasciare qualcuno “col culo per terra” con uno schiocco di dita.

        La risposta è immediata: una diffida formale. Ma Scanu non arretra. «Possono procedere con la querela», dice, sostenendo di avere elementi per difendersi. «E così ho fatto».

        Una chiusura che non lascia spazio a interpretazioni: il rapporto, un tempo solido, è definitivamente archiviato.

          Continua a leggere

          Televisione

          Alessia Marcuzzi torna nel castello: The Traitors Italia riparte e alza la posta tra misteri, tradimenti e nuovi vip

          Il reality di Prime Video si prepara a una nuova stagione: Alessia Marcuzzi di nuovo nel castello in Trentino Alto Adige, con un nuovo gruppo di vip pronti a smascherare i traditori.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            Il castello riapre le porte e con lui torna uno dei format più sorprendenti dell’ultimo anno televisivo. The Traitors Italia si prepara alla seconda stagione e al timone ci sarà ancora Alessia Marcuzzi, protagonista assoluta di un successo che pochi, all’inizio, avevano previsto con questa forza.

            Dopo aver conquistato il pubblico di Prime Video con un mix riuscito di tensione, strategia e dinamiche psicologiche, il reality è pronto a rilanciarsi con nuove puntate e nuovi protagonisti. E soprattutto con un’atmosfera ancora più carica di sospetto, alleanze fragili e colpi di scena.

            Il ritorno nel castello
            Le riprese partiranno a giugno e la location resterà la stessa che ha contribuito a rendere iconico il programma: il castello immerso nel cuore del Trentino Alto Adige. Un luogo che non è solo sfondo, ma parte integrante del racconto, capace di amplificare il senso di isolamento e diffidenza tra i concorrenti.

            Proprio tra quelle mura, un nuovo gruppo di vip sarà chiamato a mettere in gioco intuito, nervi saldi e capacità di leggere gli altri. Il meccanismo resta quello che ha fatto la fortuna del format: individuare i traditori nascosti tra i fedeli, senza farsi ingannare da strategie sempre più sofisticate.

            Alessia Marcuzzi, volto del successo
            Se The Traitors Italia ha funzionato, gran parte del merito è stato attribuito alla conduzione di Alessia Marcuzzi. Il suo stile diretto ma mai invadente, unito a una presenza scenica forte, ha dato identità al programma e ha contribuito a renderlo uno dei titoli più commentati della stagione.

            Il ritorno della conduttrice non è quindi una sorpresa, ma una conferma necessaria. Marcuzzi rappresenta ormai il punto di equilibrio tra gioco e racconto, tra tensione e leggerezza, in un format che vive proprio su questi contrasti.

            Nuovi vip, nuove strategie
            La vera incognita resta il cast. Ancora top secret i nomi dei concorrenti, ma l’attesa è già altissima. Dopo una prima stagione che ha saputo mescolare personalità diverse, il pubblico si aspetta un nuovo gruppo capace di alzare ulteriormente il livello del gioco.

            Perché The Traitors Italia non è solo un reality, ma una partita a scacchi emotiva, dove ogni parola può essere un indizio e ogni silenzio una trappola. E nel castello, tra sospetti e alleanze che cambiano da un momento all’altro, nessuno può dirsi davvero al sicuro.

              Continua a leggere

              Televisione

              Giulia Vecchio travolge il GialappaShow: la sua Ema Stokholma è identica e fa impazzire anche le originali

              Da Ema Stokholma ad Andrea Delogu, tutti pazzi per la parodia di Giulia Vecchio al GialappaShow: una performance talmente riuscita da sembrare più reale dell’originale

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Giulia Vecchio colpisce ancora e questa volta lo fa con un’imitazione che ha già il sapore del cult. Al GialappaShow, l’attrice si presenta nei panni di Ema Stokholma e il risultato è uno di quei momenti televisivi destinati a rimbalzare ovunque. Voce, atteggiamenti, ritmo, perfino quella erre appena accennata: tutto è calibrato con una precisione che lascia poco spazio al dubbio. Non è solo una parodia, è quasi un clone.

                La gag sui Beatles e l’effetto déjà vu
                La scena si costruisce su un dialogo apparentemente innocuo, ma devastante per efficacia comica. “Prima del collegamento Gino ci stava parlando di un gruppo del passato che andrebbe riscoperto, che io non conoscevo… i Beatles!”, dice la Vecchio, affiancata da un impeccabile Gino “Ginuccio” Castaldo. Poi l’affondo: “Si ricorda anche tutti i loro nomi!”. Una battuta semplice, ma resa esplosiva dal modo in cui viene pronunciata, con quel tono sospeso tra ingenuo e sofisticato che è il marchio di fabbrica della vera Stokholma.

                L’applauso delle originali: Stokholma e Delogu conquistate
                Quando anche l’originale applaude, vuol dire che il colpo è andato a segno. Ema Stokholma non solo ha visto l’imitazione, ma l’ha celebrata senza riserve: “La cosa più iconica che abbia mai fatto e non l’ho fatta io”. Una consacrazione vera, a cui si è aggiunta quella di Andrea Delogu, che ha rincarato: “Oh mio Dio, ma non potrei distinguerla dall’originale!”. Due reazioni che trasformano uno sketch televisivo in un piccolo caso virale.

                Non solo Stokholma: il caso Iva Zanicchi (che sembra Dalida)
                E non è finita qui. Perché nella carrellata di imitazioni di Giulia Vecchio spunta anche Iva Zanicchi, ma con un effetto curioso: più che la cantante emiliana, a molti ricorda Dalida. Un corto circuito visivo che aggiunge un ulteriore livello di ironia a una performer che sembra ormai capace di trasformarsi in chiunque, anche quando il risultato prende una direzione tutta sua.

                Tra somiglianza maniacale e libertà comica, Giulia Vecchio si conferma una delle imitatici più sorprendenti del momento. E il GialappaShow, ancora una volta, diventa il terreno perfetto per far esplodere il talento.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie