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Benessere

DOC: Quando le ossessioni diventano un incubo senza fine!

È una malattia seria. Riconoscere i primi segni e sintomi del Disturbo Ossessivo-Compulsivo è fondamentale per intervenire subito e migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto. Se sospetti di avere sintomi del DOC, consulta subito uno specialista.

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    Cos’è e come si manifesta
    Si chiama DOC in termini medici, il Disturbo Ossessivo-Compulsivo. È una condizione psichiatrica caratterizzata dalla presenza di ossessioni e compulsioni che possono interferire significativamente con la vita quotidiana di chi ne soffre.
    Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e indesiderati, mentre le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali che una persona si sente obbligata a compiere per ridurre l’ansia provocata dalle ossessioni.

    Primi segni e sintomi
    Ossessioni. I sintomi iniziali spesso si manifestano con ossessioni che possono includere paure eccessive di contaminazione, preoccupazioni per l’ordine e la simmetria, pensieri aggressivi o intrusivi riguardo a danni che potrebbero essere inflitti a sé stessi o agli altri. Questi pensieri sono persistenti e causano notevole disagio.

    Compulsioni. Per cercare di gestire l’ansia causata dalle ossessioni, una persona con DOC può sviluppare comportamenti compulsivi come lavarsi le mani ripetutamente, controllare continuamente che porte e finestre siano chiuse, contare oggetti o ripetere parole specifiche. Questi rituali sono spesso eseguiti secondo regole precise e rigide.

    Interferenza nella Vita Quotidiana. Un segnale precoce di DOC è l’incapacità di svolgere normalmente le attività quotidiane a causa del tempo e dello sforzo dedicati alle compulsioni. Ciò può portare a difficoltà significative sul lavoro, a scuola e nelle relazioni interpersonali.

    Diagnosi e trattamento. La diagnosi di DOC viene solitamente effettuata da un professionista della salute mentale attraverso una valutazione clinica che include l’osservazione dei sintomi e il loro impatto sulla vita del paziente. I trattamenti efficaci includono la terapia cognitivo-comportamentale e farmaci come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina.

    Ecco alcuni esempi comuni di come si presenta questo disturbo.

    Bisogno di simmetria e ordine. Preoccupazione estrema per l’ordine, la simmetria o la disposizione esatta degli oggetti. Necessità di allineare perfettamente oggetti o di disporli in un ordine specifico.

    Compulsioni Comuni: Lavaggio e Pulizia. Lavarsi le mani ripetutamente e per periodi prolungati, spesso fino a irritare la pelle.Pulire e disinfettare oggetti o superfici in modo eccessivo. Controllo Ripetitivo: Controllare ripetutamente che porte, finestre, elettrodomestici siano chiusi o spenti. Verificare molte volte di aver completato correttamente compiti quotidiani. Rituali Mentali: Ripetere mentalmente parole, frasi o preghiere per ridurre l’ansia provocata dalle ossessioni.  Contare o eseguire calcoli mentali in modo compulsivo.

    Rituali di Ordinamento e Simmetria: Organizzare oggetti in modo preciso e simmetrico, spendendo molto tempo a farlo. Riordinare continuamente oggetti fino a quando non sembrano “giusti”.

    Rassicurazioni Ripetitive: Chiedere continuamente conferme agli altri per ridurre l’ansia legata ai dubbi e alle preoccupazioni ossessive. Ripetere le proprie azioni fino a sentirsi sicuri che siano state eseguite correttamente.

    Questi esempi illustrano come il DOC possa manifestarsi in modi vari e debilitanti, interferendo significativamente con la vita quotidiana delle persone. Se riconosci uno o più di questi comportamenti in te stesso o in qualcuno che conosci, è importante cercare aiuto da un professionista della salute mentale per una valutazione e un trattamento appropriati.

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      Benessere

      La “regola dei 6 secondi”: perché un bacio dura solo un attimo (ma è importante)

      Scopri il fascino della “regola”: un bacio che dura poco, ma che può segnare un momento indimenticabile di connessione emotiva.

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        La “regola dei sei secondi” è una teoria popolare che circola soprattutto tra i romantici, secondo cui un bacio dovrebbe durare almeno sei secondi per essere considerato davvero significativo. Ma qual è il significato di questa regola? Si tratta di una semplice questione di durata o c’è qualcosa di più profondo dietro?

        Il significato
        I sei secondi potrebbero sembrare pochi, ma in realtà, sono abbastanza per creare una connessione emotiva intensa con un’altra persona. Diverse ricerche psicologiche suggeriscono che il bacio non è solo un gesto romantico, ma anche una forma di comunicazione non verbale che coinvolge il corpo e la mente. Durante un bacio, infatti, si attivano numerosi processi fisici ed emotivi: il battito cardiaco aumenta, i livelli di ossitocina (l’ormone dell’amore) salgono e il cervello rilascia endorfine, che ci fanno sentire più felici e più vicini al nostro partner.

        Un bacio di sei secondi è un momento di connessione
        Anche se la durata di un bacio non è una regola fissa o scientifica, i sei secondi simbolici rappresentano un lasso di tempo che permette di sentirsi veramente in sintonia con l’altra persona. Non si tratta solo di scambiarsi delle labbra, ma di immergersi in un momento di complicità che va al di là delle parole. Studi suggeriscono che il bacio, nella sua forma più autentica, può influenzare la percezione reciproca e stabilire una connessione che va oltre il fisico.
        Molti hanno fatto propria questa “regola dei sei secondi” per sottolineare l’importanza di dedicare un tempo sufficiente a un bacio. Dal cinema alla musica, spesso vengono rappresentati baci iconici che durano giusto quel lasso di tempo.

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          Diete detox post-vacanze: come disintossicare corpo e mente senza esagerare

          Dopo i bagordi estivi, è il momento perfetto per uno “reset” salutare: strategia alimentare, idratazione e movimento aiutano a ritrovare energia e benessere senza stress.

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          Detox

            Terminati i pranzi in veranda e gli aperitivi al tramonto, molti di noi avvertono i segni di qualche eccesso estivo: gonfiore, stanchezza, leggera letargia. In questa fase post-vacanze non serve una dieta drammatica: basta un approccio gentile e consapevole per riattivare il fisico e ritrovare vitalità.

            Idratazione come prima mossa
            Bere tra 1,5 e 2 litri di acqua ogni giorno è fondamentale per alleggerire il corpo e favorire la digestione. Da integrare, magari al mattino, con un bicchiere di acqua tiepida e limone o tisane come finocchio, tarassaco o tè verde, perfetti per supportare il fegato e contrastare la ritenzione idrica.

            Alimenti detox, sì — ma senza privazioni
            Frutta e verdura di stagione, ricche di fibre e acqua come mele, fragole, cetrioli, carciofi e broccoli, aiutano il drenaggio e la disintossicazione naturale. Legumi, cereali integrali (avena, farro, quinoa) e proteine magre (pesce, pollo, tofu) garantiscono nutrienti senza appesantire. È bene ridurre zuccheri raffinati e alimenti processati. Preferendo alternative più genuine come miele o zucchero di canna grezzo, e per un tocco speziato anche la cannella, utile per abbassare l’indice glicemico.

            No ai digiuni e alle diete drastiche
            Le diete ipocaloriche, oltre a essere controproducenti per il metabolismo, favoriscono l’effetto “yo-yo”. L’approccio migliore è quello di un regime bilanciato, che comprenda carboidrati, proteine e grassi sani, con un buon apporto di verdure per mantenerci sazi e nutriti.

            Riprendi a muoverti—ma gradualmente
            Non serve subito una maratona: bastano 10-20 minuti al giorno di camminata, pilates, yoga o ginnastica dolce per favorire il flusso linfatico, stimolare il metabolismo e ridurre l’infiammazione post-vacanze.

            Checklist pratica per una settimana detox post-vacanze:

            • Inizia la giornata con acqua tiepida e limone
            • Consumare frutta e verdura fresche a ogni pasto
            • Preferisci cereali integrali, legumi e proteine sane
            • Riduci zuccheri raffinati e snack confezionati
            • Bevi regolarmente, anche tisane drenanti
            • Metti il body in movimento ogni giorno, senza strafare
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              Stimolare la linfa: come riattivare il sistema linfatico e sentirsi più leggeri

              Massaggi dolci, esercizi mirati, alimentazione sana e abitudini pratiche: ecco come aiutare il sistema linfatico a smaltire liquidi, tossine e gonfiori, mantenendo in salute il corpo e la pelle.

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              Linfa

                Il sistema linfatico non ha una pompa centrale come il cuore: la linfa scorre grazie a piccoli muscoli, movimenti respiratori e compressione dei tessuti. Quando rallenta, può generare gonfiori, stanchezza e senso di pesantezza. Ma la buona notizia è che migliorarne la circolazione è più semplice di quanto si pensi.

                Movimento e attività fisica quotidiana
                Ogni muscolo in movimento è una pompa linfatica naturale. Camminare 30 minuti al giorno, praticare yoga, nuoto o danza, stimola il flusso linfatico e sostiene il sistema immunitario. Anche pochi esercizi specifici, come cat-cow o shoulder rolls, favoriscono il drenaggio nei linfatici centrali. Movimenti ripetitivi e intenzionali, utili anche in caso di lunghe giornate sedentarie, migliorano il drenaggio dei fluidi.

                Massaggio linfodrenante e tecniche fai da te
                Il linfodrenaggio manuale (DLM) è un massaggio delicato che aiuta i liquidi in eccesso a raggiungere i linfonodi per essere eliminati. In alternativa si può ricorrere all’automassaggio: movimenti circolari verso il centro del corpo, man mano che si “spinge” la linfa verso i vasi principali. Anche spazzolare la pelle a secco (dry brushing) con movimenti leggeri e ritmici, favorisce la circolazione, riduce la cellulite e rimuove le scorie.

                Respirazione profonda
                Fai espandere la pancia e poi espira lentamente: il diaframma favorisce il passaggio di linfa attraverso i condotti toracici, migliorandone il drenaggio.

                Pressoterapia e balneoterapia
                La pressoterapia utilizza una leggera compressione graduata per spingere i liquidi in eccesso verso il cuore, riducendo edemi e stimolando la circolazione. Anche le terapie termali, come bagni idromassaggianti o docce alternate caldo-freddo, favoriscono il rilassamento vascolare e linfatico.

                Idratazione e alimentazione funzionale
                Per sostentare la linfa è fondamentale bere almeno 1,5–2 litri d’acqua al giorno: l’idratazione aiuta il flusso fluido e costante del sistema. Anche l’uso moderato di integratori naturali come rusco o vitamina D può supportare il drenaggio linfatico, purché sotto consiglio di un medico.

                Stile di vita e abitudini sane
                Evita abiti troppo stretti, solleva le gambe quando riposi, alterna posture e muoviti ogni tanto. Tutto questo facilita il transito dei fluidi.


                In sintesi, stimolare la linfa significa attivare una sinergia tra corpo, mente e ambiente. Camminare, respirare, massaggiare, restare idratati, fare attenzione all’abbigliamento sono passi semplici che, nel tempo, aiutano a ridurre gonfiori, combattere la stanchezza, proteggere la pelle e rinforzare il sistema immunitario. Dedicare qualche minuto al benessere linfatico può trasformare la routine in un gesto di cura personale.

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