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Le canzoni che Vasco Rossi ha scritto per altri: la playlist segreta che forse non conosci

Scopri la playlist esclusiva di LaCity Mag con le canzoni scritte da Vasco Rossi per altri artisti. Dai successi dimenticati alle collaborazioni inaspettate, un viaggio nel lato più generoso e nascosto del Blasco. Un modo per festeggiare la partenza del nuovo tour, che toccherà alcuni stadi da nord a sud.

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    Vasco è molto più di un’icona del rock italiano. La sua voce, il suo stile e i suoi testi hanno segnato intere generazioni. Ma non tutti sanno che, tra un album e l’altro, Vasco ha scritto anche per altri artisti, lasciando la sua impronta su brani che oggi sono piccole gemme da riscoprire. Alcuni di questi pezzi sono stati in seguito “ripresi” dallo stesso Blasco, segno che anche lui si è reso conto di quanto fossero forti. Un viaggio tra titoli dimenticati, grandi successi e aneddoti incredibili. Noi di LaCity Mag abbiamo raccolto alcune di queste canzoni in una playlist unica, ascoltabile in questa sezione Audio.

    Parte il tour 2025

    Un’occasione anche per festeggiare la fine di una lunga attesa per i suoi fan. Ieri sera presso lo stadio di Bibione si è svolta la “data zero” di uno show che animerà lo stadio Olimpico di Torino, l’Arena Visarno di Firenze, lo stadio Dall’Ara di Bologna, il Diego Armando Maradona di Napoli, il San Filippo di Messina e l’Olimpico di Roma.

    Neve nera: il primo passo della Steve Rogers Band

    Nel 1981, Vasco scrive per la Steve Rogers Band – formazione composta dai suoi storici musicisti Solieri e Riva – i testi di Neve nera e Prendi e scappa. Due brani duri, con echi punk e messaggi nascosti tra ecologia, dipendenze e microcriminalità. Un primo vagito di una band che presto tornerà sotto l’ala del Blasco.

    Sarà migliore per Fiordaliso

    Scritto inizialmente per Valentino, Sarà migliore diventa nel 1985 uno dei brani più amati di Fiordaliso. La sua interpretazione intensa e graffiante dà nuova vita a una ballata struggente, tra le più belle love songs scritte da Vasco Rossi.

    Più in alto che c’è?!: il Blasco spirituale per Dodi Battaglia

    Un brano “angelico”, come lo definisce lo stesso Vasco. Scritto per Dodi Battaglia dei Pooh, Più in alto che c’è?! è un inno all’amore come unica risposta esistenziale. Vasco ne realizza una sua versione nel 2016, confermandone la potenza lirica e melodica.

    Pippo: Zucchero e Vasco tra scherzi e hit

    Nato per gioco, Pippo è il frutto di una notte di bagordi tra Vasco e Zucchero. Una canzone diretta, divertente, con un retrogusto amaro. Vasco rinuncia alla paternità, ma l’episodio resta una prova di quanto la sua penna sappia creare hit anche per gioco.

    Tentazioni: gli Sharks e l’occasione sprecata

    Con Tentazioni, Vasco scrive un brano per gli Sharks, band hair metal prodotta da Enrico Ruggeri. Il testo, denso e potente, non trova però una degna interpretazione. Un’occasione mancata che dimostra come, per rendere giustizia a Vasco, serva anche l’intenzione giusta.

    Mr. DJ: gli inizi elettronici del Blasco

    Mr. DJ è unsingolo del 1977 firmato sotto pseudonimo per Mandrillo. Un esperimento proto-techno-pop dove Vasco compare nascosto dietro una voce distorta. Lontano dal rock, vicino all’avanguardia. Un Vasco che sorprende, per l’ennesima volta.

    Ascolta la playlist completa

    Tutti questi brani – e altri ancora – sono ascoltabili nella playlist esclusiva curata da LaCity Mag. Un’occasione imperdibile per scoprire (o riscoprire) un Vasco Rossi meno conosciuto, ma non meno autentico. L’autore che ha saputo mettere il suo talento al servizio degli altri, con una generosità rara nell’ambito della musica italiana.

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      Il pop made in Svezia che ha fatto storia

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        Il 6 aprile del 1974 gli ABBA vinsero al The Dome di Brighton l’Eurovision Song Contest con la canzone “Waterloo”. Inaugurando un successo mondiale che ammonta ad oltre 15 milioni di copie vendute. A 50 anni da quel trionfo, il quartetto svedese ha pubblicato un messaggio sui suoi canali social per ricordare quel giorno indimenticabile.

        Il testo del loro messaggio ai fan

        “È un poco impressionante e rende profondamente più umile pensare che i milioni di voi che ci hanno visto per la prima volta alla finale dell’Eurovision del 1974 abbiano trasmesso la nostra musica non solo a una generazione, ma a quelle successive. Ne abbiamo la prova ogni volta che uno di noi visita l’ABBA Voyage a Londra ed è per questo che possiamo celebrare il cinquantesimo anniversario di quell’evento con la consapevolezza che le nostre canzoni risuonano ancora in tutto il mondo. È difficile comprendere che sono passati 50 anni da quando noi quattro aspettavamo dietro le quinte i verdetti di tutte le giurie d’Europa al Dome di Brighton. Allora quali erano i nostri sogni in quei momenti di suspense o nel caos successivo alla vittoria che ci eravamo assicurati con il margine più piccolo nella storia dell’Eurovision? Quattro sogni diversi, senza dubbio, ma qualunque fossero, per quanto grandiosi, la realtà li ha superati, questo è certo.”

        Una carriera leggendaria

        Agnetha, Björn, Benny, Anni-Frid proseguono: “Molti di voi ci sono fin dall’inizio e ci seguono da oltre mezzo secolo! La musica che scopri e impari ad amare quando cresci o anche più avanti nella vita è un modo per restare insieme per sempre. Condividiamo questa esperienza con voi e sapere che la nostra musica è diventata una costante nelle vostre vite è una cosa meravigliosa. Negli anni siamo stati benedetti dal vostro amore, i nostri fan. Lo sentiamo e vogliamo sappiate che non passa giorno in cui non ce lo ricordiamo. Dire grazie per quello che ci date senza sembrare banali non è facile e questo non è il momento per le banalità. È un momento felice e allo stesso tempo solenne, possiamo solo sperare che voi capiate quanto siamo profondamente grati per una carriera lunga e di successo e per la vostra costante lealtà e supporto nel corso degli anni. Grazie!”.

        Spazio alla musica


        Ripercorriamo la leggenda ABBA attraverso la nostra playlist, fra successi milionari e qualche sorpresa… buon ascolto.

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          Un caschetto d’oro e una raffica di hit

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            Indimenticabile Raffaella, al secolo Raffaella Maria Roberta Pelloni (Bologna, 18 giugno 1943 – Roma, 5 luglio 2021). Soubrette, cantante, ballerina, attrice, conduttrice televisiva, showgirl, autrice televisiva e conduttrice radiofonica. In un’unico aggettivo… una vera e propria icona pop. Considerata in maniera unanime “la regina della tv italiana”, tra gli anni ’70 ha precorso a suo modo il femminismo, trasformandosi in una paladina della libertà sessuale delle donne sul piccolo schermo e nell’industria musicale. Non a caso è sempre stata amatissima anche dalla comunità LGBT. Riascoltiamola in alcuni dei suoi successi, attraverso questa playlist.

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              Ascolta la colonna sonora perfetta per la tua Pasqua!

              Sebbene il mercato discografico sia ricco di album natalizi, le canzoni dedicate alla Pasqua sono meno numerose. Tuttavia, diversi artisti hanno creato brani che, direttamente o simbolicamente, riflettono i temi della resurrezione, della spiritualità e della rinascita. Questa raccolta esplora dieci canzoni significative che si collegano alla Pasqua attraverso testi profondi e melodie evocative.​

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                Seleziona la playlist, alza il volume e… Buona Pasqua, da parte del compilatore di questa playlist e di tutta la redazione di LaCity Mag!

                Easter – Marillion (1989)

                La canzone dei britannici Marillion – nella loro seconda versione con Steve Hogarth alla voce, che ha sostituito il primo cantante della band, Fish – rappreenta un viaggio emotivo attraverso paesaggi sonori che evocano la spiritualità e la rinascita. Con riferimenti alla natura e alla tradizione, il brano è una meditazione sulla Pasqua e sul suo significato profondo.

                Il Testamento di Tito – Fabrizio De André (1970)

                In questo brano, il grande cantautore genovese dà voce a Tito, uno dei ladroni crocifissi accanto a Gesù. Attraverso una narrazione intensa, la canzone esplora temi di giustizia, redenzione e umanità, offrendo una profonda riflessione pasquale.​

                Superstar – Carl Anderson (1971)

                Parte della celeberrima opera rock Jesus Christ Superstar di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, questa canzone offre una prospettiva unica sulla figura di Gesù, vista attraverso gli occhi di Giuda. La performance di Carl Anderson è intensa e carica di emozione, rendendo questo pezzo davvero iconico legato alla Pasqua.​

                Easter – Patti Smith (1978)

                La title track dell’album Easter di Patti Smith è una preghiera laica che mescola elementi spirituali con riflessioni personali. La canzone è un inno alla rinascita e alla speranza, temi centrali della Pasqua.​

                Easter? – Jefferson Airplane (1972)

                Critica pungente alla religione istituzionalizzata, mettendo in discussione le guerre combattute in nome della fede. Il brano invita all’introspezione e alla ricerca di significati più autentici della spiritualità.​

                Scalo a Grado – Franco Battiato (1982)

                Franco Battiato descrive una domenica di Pasqua a Grado, riflettendo sulla ritualità religiosa e sulla ricerca di significato. La canzone è un’osservazione sottile della fede e delle sue manifestazioni nella vita quotidiana.​

                Easter Parade – Bing Crosby (1948)

                Questo classico di Irving Berlin, interpretato da Bing Crosby, celebra la Pasqua attraverso una romantica passeggiata durante la parata pasquale. La canzone è un’ode alla gioia e alla rinascita primaverile.​

                Judas – Lady Gaga (2011)

                Lady Gaga esplora il tema del tradimento e della redenzione, utilizzando la controversa figura di Giuda come metafora per relazioni complesse. La canzone fonde elementi religiosi con la cultura pop, creando un brano provocatorio e riflessivo.​

                East at Easter – Simple Minds (1984)

                Questo brano dei Simple Minds, band guidata da Jim Kerr, è un invito alla pace e alla riflessione durante il periodo pasquale. Con sonorità new wave, la canzone trasmette un messaggio di speranza in un mondo segnato da conflitti.​

                I Am the Resurrection – The Stone Roses (1989)

                Si tratta di un’affermazione potente di rinascita e autoaffermazione, ad opera di una band di riferimento del cosiddetto britpop proveniente da Manchester. Il brano combina testi provocatori con una melodia coinvolgente, rendendolo un inno alla trasformazione personale.​

                Bonus track

                Easter Parade – The Blue Nile (1984)

                Straordinaria e purtroppo poco conosciuta band scozzese, ha inserito questa canzone nel suo album d’esordio A Walk Across The Rooftops. ​Il brano è una meditazione poetica sulla memoria, la solitudine e la bellezza nascosta nella quotidianità. Attraverso immagini evocative come “confetti falling from every window” e “a city perfect in every detail”, la canzone dipinge un paesaggio urbano sospeso tra malinconia e stupore .​ La voce di Paul Buchanan, accompagnata da un piano minimale e arrangiamenti eterei, trasmette un senso di nostalgia e introspezione. Il testo allude a ricordi personali e momenti condivisi, come “birthday cards and silent music”, suggerendo un legame profondo con il passato e le esperienze vissute. Sebbene il titolo richiami una celebrazione, Easter Parade si concentra più sulla riflessione interiore che sulla festività stessa, esplorando il contrasto tra l’isolamento individuale e la vitalità della vita cittadina. Si tratta di un brano che invita l’ascoltatore a trovare significato e bellezza nei dettagli più semplici e spesso trascurati dell’esistenza quotidiana.

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