Un 2024 all’insegna della grande musica: ascolta le nostre scelte
Un sintetico riassunto sonoro di quello che ci è piaciuto nel 2024 in materia musicale, con l’augurio che il nuovo anno ci regali indimenticabili emozioni a 7 note. A partire – anche se non sarà facile – dal prossimo Festival di Sanremo…
Tempo di bilanci… anche per il mondo delle 7 note. Eccovi tutto il meglio del 2024 appena trascorso, riassunto nella nostra playlist ch etrovate a fine articolo. Un best of che vuole ripercorrere l’anno che ci siamo lasciati alle spalle, celebrano le migliori uscite di album, i concerti più riusciti e impattanti dal punto di vista emozionale e le tendenze più discusse.
Miglior Album: Lives Outgrown di Beth Gibbons
Il 2024 verrà ricordato per il ritorno di mostri sacri quali The Cure, Nick Cave and the Bad Seeds e Kim Gordon. Fra i molti, ne spicca uno che, più di tutti, è riuscito a regalarci un vero e proprio gioiello di umanità: Beth Gibbons con il suo ultimo lavoro Lives Outgrown. Un album che dimostra lo stato di grazia dell’ex frontwoman dei Portishead: a quasi 60 anni continua a mettersi in gioco attraverso un’opera sottile e stratificata, registrata nel corso di un decennio. Sono 10 brani dal forte impatto emotivo, che restituiscono un ritratto genuino e commovente di un’artista che (fra sonorità folk, archi, e percussioni) guarda alla propria vita accettandone sia rimpianti e delusioni, sia l’inesorabilità dello scorrere del tempo.
Miglior evento musicale: il nuovo album dei Cure
La band inglese guidata dall’iconico Robert Smith esce con un nuovo album dopo sedici anni di silenzio discografico, anche se nel frattempo ha suonato e fatto concerti in tutto il mondo. Si tratta di un evento, considerando i tempi attuali che impongono produzioni usa e getta, pensate per il consumo istantaneo. Un evento doppiamente tale… vista la qualità del lavoro: una piccola meraviglia che rinverdisce le atmosfere dark ad alto potenziale di struggimento dei Cure, in totale coerenza con tutta la loro storia musicale.
Miglior mostra a tema musicale: Luca Carboni a Bologna
Non è la solita mostra di un musicista prestato in maniera dilettantistica all’arte… ma la storia di 40 anni di successi di uno dei cantautori bolognesi più amati, a cui la città ha deciso di dedicare un progetto che invita per la primissima volta il pubblico a scoprire il suo secondo lato artistico: la pittura. La mostra si intitola Rio Ari O ed è in cartellone fino al 9 febbraio al Museo Internazionale e Biblioteca Della Musica di Bologna. Riassume quattro decenni di attività di Luca Carboni, celebrandone tanto i successi musicali, quanto l’apprezzata sinergia tra musica e arte visiva.
Miglior live italiano – I CCCP al Flowers Festival di Collegno (TO)
Senza nulla togliere ai sette concerti di fila dell’intramontabile Vasco Rossi a San Siro, secondo noi è quello dei CCCP-Fedeli alla linea il ive act più bello del 2024. Uno show che ha visto il tanto atteso, e allo stesso tempo, inaspettato ritorno della band nella formazione originale sui palchi italiani, ad oltre 30 anni dal loro scioglimento. Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici e Danilo Fatur si sono comportati in modo naturale e affiatato sul palco, come se tutto questo tempo non fosse mai trascorso. E visto che invece è successo… possiamo dire che non è trascorso invano!
Migliore copertina – Alaska Baby di Cesare Cremonini
La copertina del nuovo album di Cesare Cremonini, Alaska Baby, è da premiare per la chiara ispirazione artistica legata alla storia della sua creazione, intendendo rappresentare la rinascita del cantante raccontata nel disco, attraverso l’intreccio tra viaggio fisico e interiore. Su uno sfondo bianco e minimale come la neve dell’Alaska, due sfere colorate si uniscono a formare un simbolo ispirato alla Tomba Brion dell’architetto e designer Carlo Scarpa: la visualizzazione dell’incontro e dell’unione dei due opposti in un’unica anima. Le sfere si fondono e i loro colori richiamano quelli delle aurore boreali. Tutto estremamente suggestivo e degno di menzione speciale.
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Con la musica viaggi ovunque, visitando città del mondo… rimanendo in poltrona!
Le città, a prescindere dalle loro dimensioni, possiedono tutte una loro complessità intrinseca. Che passano attraverso stratificazioni culturali, stili ed eventi storici che ne hanno plasmato nel tempo la struttura fisica e la composizione sociale. Svariati testi di urbanistica, sociologia urbana o geografia possono spiegare bene queste dinamiche, incluse le trasformazioni attualmente in divenire nei contesti urbani e i problemi che li affliggono, spesso di vecchia origine.
Scritti che però molto difficilmente sono in grado di raccontare i dettagli, i piccoli frammenti di vita e le atmosfere che contribuiscono a rendere unico il loro mosaico urbano. Cinema, letteratura e musica – oggetto di questa playlist – hanno invece saputo cogliere al meglio queste sfaccettature, spesso attraverso storie considerate “minori” che le animano.
Eccovi quindi un itinerario, volutamente disordinato (che potrete mettere in ordine in una sorta di viaggio ideale) ed accompagnato da una colonna sonora ad hoc. Un viaggio attraverso paesaggi sonori e urbani che raccontano bellezze, storie, tic e storture del pianeta che abitiamo.
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E fattela una risata! – Canzoni top per i momenti down
Ridere fa bene alla salute, e non è solo un modo di dire! La scienza ha dimostrato che una bella risata abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, rafforza il sistema immunitario e migliora la circolazione. Ridere stimola la produzione di endorfine, i neurotrasmettitori del benessere, alleviando dolore e tensioni.
Toccasana umorale ed anche fisico
Anche la musica ha un potere terapeutico: ascoltare una canzone allegra può migliorare l’umore, risvegliare bei ricordi e persino ridurre l’ansia. Unire le due cose può risultare un vero toccasana: cantare a squarciagola un brano che mette allegria può trasformare una giornata grigia. In fondo, ridere è una terapia naturale, gratuita e senza effetti collaterali!
Una playlist molto variegata
Noi siamo andati a cercare una serie di canzoni – molto diverse fra loro – che possono fare proprio a questo caso. Elio e Le Storie Tese, Skiantos, Squallor… ma anche Roberto Benigni, Paolo Rossi, Bruno Lauzi e Checco Zalone: c’è davvero di tutto e di più in questa nostra nuova compilation!
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Il pop made in Svezia che ha fatto storia
Il 6 aprile del 1974 gli ABBA vinsero al The Dome di Brighton l’Eurovision Song Contest con la canzone “Waterloo”. Inaugurando un successo mondiale che ammonta ad oltre 15 milioni di copie vendute. A 50 anni da quel trionfo, il quartetto svedese ha pubblicato un messaggio sui suoi canali social per ricordare quel giorno indimenticabile.
Il testo del loro messaggio ai fan
“È un poco impressionante e rende profondamente più umile pensare che i milioni di voi che ci hanno visto per la prima volta alla finale dell’Eurovision del 1974 abbiano trasmesso la nostra musica non solo a una generazione, ma a quelle successive. Ne abbiamo la prova ogni volta che uno di noi visita l’ABBA Voyage a Londra ed è per questo che possiamo celebrare il cinquantesimo anniversario di quell’evento con la consapevolezza che le nostre canzoni risuonano ancora in tutto il mondo. È difficile comprendere che sono passati 50 anni da quando noi quattro aspettavamo dietro le quinte i verdetti di tutte le giurie d’Europa al Dome di Brighton. Allora quali erano i nostri sogni in quei momenti di suspense o nel caos successivo alla vittoria che ci eravamo assicurati con il margine più piccolo nella storia dell’Eurovision? Quattro sogni diversi, senza dubbio, ma qualunque fossero, per quanto grandiosi, la realtà li ha superati, questo è certo.”
Una carriera leggendaria
Agnetha, Björn, Benny, Anni-Frid proseguono: “Molti di voi ci sono fin dall’inizio e ci seguono da oltre mezzo secolo! La musica che scopri e impari ad amare quando cresci o anche più avanti nella vita è un modo per restare insieme per sempre. Condividiamo questa esperienza con voi e sapere che la nostra musica è diventata una costante nelle vostre vite è una cosa meravigliosa. Negli anni siamo stati benedetti dal vostro amore, i nostri fan. Lo sentiamo e vogliamo sappiate che non passa giorno in cui non ce lo ricordiamo. Dire grazie per quello che ci date senza sembrare banali non è facile e questo non è il momento per le banalità. È un momento felice e allo stesso tempo solenne, possiamo solo sperare che voi capiate quanto siamo profondamente grati per una carriera lunga e di successo e per la vostra costante lealtà e supporto nel corso degli anni. Grazie!”.
Spazio alla musica
Ripercorriamo la leggenda ABBA attraverso la nostra playlist, fra successi milionari e qualche sorpresa… buon ascolto.
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