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Benessere

Il sonno è l’elisir di giovinezza gratuito che forse non sapevi di avere già a disposizione

Il sonno è un processo biologico essenziale per il corpo e la mente, tanto quanto lo sono la respirazione e l’alimentazione. Non si tratta semplicemente di un periodo di riposo passivo, ma di un complesso stato attivo in cui il cervello e il corpo si rigenerano e si preparano per affrontare la giornata successiva.

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    Il sonno è uno stato di riposo fisiologico caratterizzato da una ridotta attività cerebrale e corporea. È un processo fondamentale per la salute e il benessere generale, ed è essenziale per la sopravvivenza.

    Ma perché dobbiamo dormire?

    Le ragioni per cui dormiamo non sono ancora completamente comprese, ma la ricerca ha individuato diverse funzioni importanti:

    Riposo e rigenerazione: Durante il sonno, il corpo ha l’opportunità di riparare i tessuti danneggiati, far crescere nuovi muscoli e ossa, e ripristinare i livelli di energia.
    Consolidamento della memoria: Il sonno aiuta a consolidare la memoria, trasferendo le informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.
    Funzione cognitiva: Il sonno è importante per la funzione cognitiva, inclusa l’apprendimento, la memoria, la concentrazione, il tempo di reazione e il problem solving.
    Regolazione emotiva: Il sonno aiuta a regolare le emozioni e a ridurre lo stress.
    Sistema immunitario: Il sonno è importante per il funzionamento del sistema immunitario e per la difesa dalle infezioni.
    Crescita: Il sonno è particolarmente importante per la crescita e lo sviluppo nei bambini e negli adolescenti.

    Il sonno è un processo ciclico che si divide in diverse fasi NREM
    La fase più leggera del sonno, caratterizzata da un rallentamento del battito cardiaco e della respirazione.
    Una fase di sonno più profonda, caratterizzata da ulteriori rallentamenti delle funzioni corporee e da onde cerebrali più lente.
    La fase più profonda del sonno, chiamata anche sonno a onde lente, caratterizzata da onde cerebrali molto lente e da un rilassamento muscolare profondo.
    SONNO REM: La fase del sonno in cui si verifica la maggior parte dei sogni, caratterizzata da un’attività cerebrale simile a quella da svegli, da movimenti oculari rapidi e da paralisi muscolare.

    La maggior parte delle persone attraversa cicli di sonno di circa 90 minuti, che includono tutte le fasi del sonno. Il numero di cicli di sonno che una persona sperimenta durante la notte varia a seconda dell’età e di altri fattori.

    Quanto sonno è necessario?
    La quantità di sonno necessaria varia da persona a persona, ma in generale gli adulti dovrebbero dormire dalle 7 alle 8 ore a notte. I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di ancora più sonno, mentre gli anziani potrebbero aver bisogno di meno.

    Cosa succede se non dormiamo abbastanza?
    La mancanza di sonno può avere una serie di effetti negativi sulla salute e sul benessere, tra cui: Stanchezza e affaticamento, Difficoltà di concentrazione e memoria, Irritabilità e cambiamenti d’umore, Aumento del rischio di incidenti, Compromissione del sistema immunitario, Aumento del rischio di obesità, diabete e malattie cardiache

    Come migliorare la qualità del sonno
    Ci sono una serie di cose che puoi fare per migliorare la qualità del tuo sonno.
    Stabilisci un programma di sonno regolare e cerca di andare a letto e di svegliarti alla stessa ora ogni giorno, anche nei fine settimana.
    Crea una routine rilassante per l’ora di andare a dormire che ti aiuti a staccare dalla giornata. Questo potrebbe includere fare un bagno caldo, leggere un libro o ascoltare musica rilassante.
    Evita la caffeina e l’alcol prima di coricarti, in quanto possono interferire con il sonno.
    Assicurati che la tua camera da letto sia buia, silenziosa e fresca.
    Fai regolarmente esercizio fisico, ma evita di fare attività fisica troppo vicino all’ora di andare a dormire.
    Evita di usare i dispositivi elettronici a letto, in quanto la luce blu emessa da questi dispositivi può interferire con il sonno.
    Se hai problemi a dormire, consulta il tuo medico, perché il sonno è un processo essenziale per la salute e il benessere generale. Dormire a sufficienza e di qualità è importante per la funzione fisica e cognitiva, la regolazione emotiva e il sistema immunitario. Se hai problemi a dormire, ci sono una serie di cose che puoi fare per migliorare la qualità del tuo sonno.

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      Benessere

      Clima pazzo, corpo stressato: tra giornate estive e grandinate, ecco perché ci sentiamo spossati

      L’alternanza di giornate quasi estive e improvvisi ritorni del freddo, pioggia e grandine inclusi, sta mettendo a dura prova non solo gli armadi ma anche il nostro equilibrio fisico e mentale. E i meteopatici lo sentono più degli altri.

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        Un giorno stai in maniche corte a goderti il sole come fosse luglio. Quello dopo, ti svegli con il cielo plumbeo, il vento tagliente e l’ombrello in mano, mentre la grandine imbianca marciapiedi e parabrezza. Se ti senti spossato, nervoso, insonne o perennemente raffreddato, sappi che non sei solo. La colpa è del clima impazzito di questa primavera 2025, un’altalena di temperature che confonde il meteo, il guardaroba e soprattutto l’organismo.

        Il corpo non fa in tempo ad adattarsi
        Il nostro corpo è progettato per adattarsi ai cambiamenti stagionali graduali. Primavera ed estate non dovrebbero essere un interruttore on/off. Ma quest’anno, lo sbalzo è continuo: si passa da massime di 28 gradi a piogge torrenziali nel giro di ventiquattr’ore. Il risultato? Il sistema immunitario si affatica, la circolazione si scompensa e il ritmo sonno-veglia salta come una puntina sul vinile.

        Gli esperti parlano di “stress termico”, una condizione in cui il nostro organismo si trova in costante stato di allerta per adattarsi alle escursioni climatiche. Con conseguenze ben visibili: mal di testa, pressione ballerina, irritabilità, affaticamento cronico. Il corpo non sa più se deve raffreddarsi o riscaldarsi. E il cervello, di riflesso, va in tilt.

        Meteopatia: quando il tempo comanda l’umore
        Chi è più sensibile di altri – i cosiddetti meteopatici – in questo periodo vive una piccola odissea. L’umore segue le nuvole, la voglia di fare scompare sotto la pioggia, mentre l’ansia aumenta al primo tuono. L’oscillazione atmosferica colpisce la serotonina e la melatonina, ormoni che regolano il benessere e il sonno. Così ci si ritrova a dormire male e a svegliarsi peggio, con la sensazione di non avere mai energie a sufficienza.

        E non è suggestione: studi scientifici confermano il legame tra le condizioni meteorologiche estreme e i disturbi del tono dell’umore. In particolare, sono le persone ansiose, depresse o soggette a stress a soffrirne di più.

        I rimedi per sopravvivere al meteo altalenante
        Non possiamo controllare il tempo, ma possiamo aiutare il nostro corpo a reagire meglio. Prima regola: idratarsi molto, perché il caldo improvviso disidrata senza accorgersene. Poi, cercare una routine regolare per i pasti e il sonno, anche se fuori cambia tutto. Una passeggiata alla luce naturale – anche tra una pioggia e l’altra – aiuta a ristabilire il ritmo circadiano.

        Anche l’alimentazione gioca un ruolo chiave: privilegiare frutta e verdura di stagione, ricche di vitamine e antiossidanti, può rafforzare il sistema immunitario. Infine, se proprio ci si sente scarichi, meglio non colpevolizzarsi: a volte basta un po’ di dolcezza con se stessi per attraversare indenni anche la primavera più pazza di sempre.

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          Benessere

          Non riesci a dormire? La colpa potrebbe essere dello specchio in camera: l’errore che fanno quasi tutti

          Chi soffre d’insonnia spesso accusa stress o caffè, ma il problema potrebbe nascondersi nella disposizione della camera da letto. Gli esperti spiegano perché lo specchio davanti al letto può tenere il cervello in costante stato di allerta.

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            Chi soffre di insonnia lo sa bene: quando il sonno non arriva, ogni notte può trasformarsi in una battaglia infinita fatta di occhi spalancati, pensieri che corrono e ore che sembrano non passare mai. Spesso si dà la colpa allo stress, all’ansia o all’eccesso di caffeina. Ma secondo alcuni esperti del sonno, il problema potrebbe nascondersi in un dettaglio molto più banale e inaspettato: lo specchio in camera da letto.

            A lanciare l’allarme è Charli Davies, secondo cui uno specchio posizionato nel punto sbagliato della stanza potrebbe interferire seriamente con la qualità del riposo.

            Il motivo è legato soprattutto alla continua stimolazione visiva. Gli specchi riflettono luce, movimenti e cambiamenti dell’ambiente circostante, mantenendo il cervello in uno stato di attenzione anche quando dovrebbe invece rilassarsi completamente.

            Perché lo specchio davanti al letto è un problema

            Molte persone utilizzano gli specchi per rendere la camera più luminosa o visivamente più ampia. Una scelta estetica molto comune che, però, potrebbe avere conseguenze inattese sul sonno.

            Secondo gli esperti, il problema nasce soprattutto quando lo specchio si trova di fronte al letto. Durante la notte può riflettere fari delle auto, lampioni esterni, movimenti improvvisi o persino le prime luci dell’alba. Piccoli stimoli che il cervello continua inconsciamente a registrare anche durante il riposo.

            Il risultato è una sensazione costante di allerta che rende più difficile addormentarsi o mantenere un sonno profondo e continuo. In pratica, il cervello non riesce mai davvero a “spegnersi”.

            Ed è proprio per questo che la camera da letto dovrebbe diventare una sorta di santuario del relax: ordinata, tranquilla e con meno stimoli possibili.

            Dove mettere lo specchio per dormire meglio

            La buona notizia è che non serve eliminare completamente gli specchi dalla stanza. Basta semplicemente scegliere una posizione più strategica.

            Secondo i consigli degli esperti, lo specchio non dovrebbe mai essere collocato direttamente davanti al letto. Molto meglio sistemarlo lateralmente oppure in diagonale verso un angolo opposto della camera, così da limitare i riflessi diretti di luce e movimento.

            Anche la dimensione conta. Uno specchio a mezzo busto, per esempio, riduce notevolmente l’effetto riflettente rispetto a quelli a tutta parete. Inoltre sarebbe preferibile evitare di posizionarlo davanti a finestre troppo luminose o zone particolarmente trafficate all’esterno.

            L’obiettivo è trasformare lo specchio in un elemento decorativo capace di amplificare la luce naturale senza disturbare il riposo. Perché a volte, dietro una notte insonne, può nascondersi un dettaglio molto più semplice di quanto immaginiamo.

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              Benessere

              Pesce e mercurio: come proteggere la salute senza rinunciare ai benefici

              Ricco di proteine e omega-3, il pesce resta un alimento fondamentale per una dieta equilibrata. Ma la presenza di mercurio in alcune varietà obbliga a fare scelte consapevoli: ecco quali pesci preferire e come ridurre i rischi.

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              pesce

                Il pesce è considerato uno degli alimenti più preziosi per la salute: fonte di proteine di alta qualità, vitamine e soprattutto acidi grassi omega-3, fondamentali per il benessere del cuore e del cervello. Tuttavia, negli ultimi anni si è acceso un campanello d’allarme: la presenza di mercurio in alcune specie ittiche.

                Un recente documento del Consiglio Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA), in linea con gli avvertimenti già lanciati dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), invita i consumatori a un approccio più prudente, soprattutto nel caso di donne in gravidanza, bambini e anziani.

                Il tema non è nuovo: nel 2022 l’Unione Europea ha aggiornato i limiti massimi consentiti di mercurio nel pesce con il Regolamento (UE) 2022/617, segno della crescente attenzione verso i rischi collegati a questo metallo pesante.

                I pesci più a rischio

                La presenza di mercurio non è uguale in tutte le specie. I livelli più alti si registrano nei grandi predatori marini, come pesce spada, tonno (soprattutto pinna gialla e rossa), squalo e marlin. Questi animali si trovano in cima alla catena alimentare e accumulano mercurio nutrendosi di altri pesci più piccoli, in un processo chiamato bioaccumulazione. Inoltre, la loro lunga aspettativa di vita favorisce un accumulo maggiore.

                Diversa la situazione per pesci di piccola e media taglia, come sardine, alici, sgombri, trote, orate e spigole, che tendono a contenere quantità molto più basse di mercurio.

                Le categorie più vulnerabili

                Secondo le autorità sanitarie, le persone più a rischio sono:

                • Donne incinte e in allattamento, perché il mercurio può attraversare la placenta e influenzare lo sviluppo neurologico del feto.
                • Bambini, il cui sistema nervoso è ancora in formazione.
                • Anziani, che possono risentire dell’accumulo a lungo termine di metalli pesanti.

                Per questi gruppi, le raccomandazioni sono più stringenti: meglio ridurre o evitare i pesci ad alto contenuto di mercurio.

                Controlli e casi recenti

                In Italia la sicurezza alimentare è garantita da un sistema di controlli rigorosi, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Tuttavia, episodi di superamento dei limiti non mancano: negli ultimi anni alcuni lotti di pesce spada sono stati ritirati dal mercato per valori oltre la norma.

                Un’indagine condotta da Altroconsumo ha inoltre confermato che specie di grossa taglia vendute sul mercato nazionale possono talvolta presentare concentrazioni superiori ai limiti fissati dalla legge.

                Come consumare pesce in sicurezza

                Nonostante le preoccupazioni, gli esperti sono concordi: il pesce non deve essere eliminato dalla dieta. È sufficiente adottare alcune semplici accortezze:

                • Variare le scelte, privilegiando pesci piccoli e medi.
                • Limitare il consumo dei grandi predatori, evitando di mangiarli con frequenza.
                • Informarsi sulla provenienza e scegliere prodotti da filiere controllate.
                • Considerare l’acquacoltura sostenibile, che può ridurre i rischi di contaminazione.

                In conclusione, il pesce rimane un alleato della salute, ma come spesso accade la chiave è l’equilibrio. Con scelte consapevoli e informate è possibile continuare a godere dei suoi benefici, riducendo al minimo i rischi legati al mercurio.

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