Connect with us

Beauty

Schiarire i capelli: cosa puoi fare a casa e quando serve il parrucchiere

Conoscere i metodi casalinghi realmente efficaci e capire quando affidarsi a un professionista è fondamentale per evitare danni, macchie di colore o rotture. Una guida pratica basata su fatti, chimica e buon senso.

Avatar photo

Pubblicato

il

Schiarire i capelli: cosa puoi fare a casa e quando serve il parrucchiere

    Schiarire i capelli è uno dei gesti più diffusi nei periodi in cui si ha voglia di cambiamento. Ma tra tutorial online, ricette improvvisate e prodotti da supermercato, non sempre è semplice capire cosa sia davvero sicuro e cosa rischi di danneggiare la chioma. La verità è che non tutte le schiariture sono uguali: alcune possono essere eseguite tranquillamente a casa, altre richiedono necessariamente la mano esperta di un parrucchiere qualificato.

    Metodi fai-da-te: cosa funziona davvero

    Camomilla e infusi schiarenti

    La camomilla è uno dei rimedi più conosciuti e, secondo diversi studi cosmetici, può dare un leggero effetto schiarente nel tempo, soprattutto su capelli già chiari. Non modifica la struttura del fusto, quindi non rovina i capelli, ma i risultati sono graduali e molto delicati.

    Maschere con miele

    Il miele contiene tracce di perossido di idrogeno naturale. Applicarlo a lungo (almeno due ore) con balsamo o acqua può rendere i capelli un po’ più luminosi. Non aspettarti un vero “biondo”, ma un effetto riflessante e idratante, sicuro per la fibra capillare.

    Spray schiarenti con perossido

    In commercio esistono prodotti a base di basse concentrazioni di acqua ossigenata. Funzionano, ma vanno usati con prudenza, perché con applicazioni ripetute possono seccare i capelli o creare zone più chiare e altre più scure. Sono adatti solo a chi ha una base chiara o castano medio.

    Sì alla tonalizzazione, no alla decolorazione

    Le tinte tono su tono non schiariscono, ma possono dare riflessi caldi (dorati o ramati) che creano l’illusione di una schiaritura. Sono sicure da fare a casa e non danneggiano il capello se usate correttamente.

    Metodi da evitare

    Molti “rimedi virali” non hanno alcun fondamento chimico e possono danneggiare i capelli o peggiorarne l’aspetto.

    Limone puro: acidifica e può rendere il capello fragile, soprattutto se poi viene esposto al sole.
    Bicarbonato, dentifricio, aceto: irritano la cute e non schiariscono realmente.
    Decoloranti professionali: vanno maneggiati solo da chi conosce i tempi di posa, le ossidazioni e la struttura della fibra. Farli a casa può provocare bruciature e rottura dei capelli.

    Quando la schiaritura va fatta dal parrucchiere

    Esistono situazioni in cui rivolgersi a un professionista non è solo consigliato, ma indispensabile.

    Quando vuoi cambiare colore di più di due toni

    Per passare da castano scuro a biondo, o creare colpi di luce intensi, serve un controllo preciso del processo di ossidazione. Il parrucchiere valuta porosità, elasticità e tempi di posa per evitare danni.

    Se hai capelli tinti o precedentemente trattati

    I capelli colorati reagiscono in modo imprevedibile ai prodotti schiarenti. Il rischio è ottenere sfumature arancioni, verdi o macchie. Il professionista conosce le tecniche di neutralizzazione.

    In presenza di cute sensibile o capelli fragili

    Chi soffre di dermatiti, cuoio capelluto irritabile o capelli molto fini dovrebbe evitare trattamenti aggressivi fai-da-te. Un esperto sa quali prodotti usare e come ridurre i rischi.

    Se desideri tecniche moderne (balayage, babylights, airtouch)

    Queste tecniche richiedono manualità, precisione e un occhio artistico. A casa è praticamente impossibile replicare l’effetto naturale e sfumato tipico dei saloni professionali.

    Consigli per proteggere i capelli dopo la schiaritura

    Per mantenere il risultato e preservare la salute dei capelli:

    • usa shampoo delicati e specifici per capelli trattati;
    • applica una maschera idratante 1–2 volte a settimana;
    • limita l’uso di piastre e phon troppo caldi;
    • proteggi i capelli dal sole con prodotti contenenti filtri UV;
    • se appaiono riflessi gialli, utilizza un tonalizzante viola (solo su biondi).

    Schiarire i capelli in casa è possibile, purché si punti su metodi sicuri e si accettino risultati soft e graduali. Ma quando si desidera un vero cambio di look, o quando i capelli hanno già subito altri trattamenti, la professionalità del parrucchiere resta l’unica garanzia per ottenere un risultato uniforme, luminoso e privo di danni.

    In fondo, la bellezza dei capelli passa sempre dal rispetto della loro salute — sia davanti allo specchio di casa, sia sotto le mani esperte di un buon colorista.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Benessere

      Attacco d’ansia e sensazione di paralisi: le tecniche di grounding e respirazione per sbloccare la mente in pochi minuti

      La risposta di congelamento di fronte all’ansia acuta è un meccanismo difensivo del sistema nervoso. Gli esperti di psicologia cognitiva indicano come disinnescare la paralisi emotiva attraverso il radicamento corporeo, la respirazione diaframmatica e la gradualità delle azioni

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

      Attacco d'ansia e sensazione di paralisi: le tecniche di grounding e respirazione per sbloccare la mente in pochi minuti

        Rimanere bloccati senza riuscire a prendere una decisione, parlare o compiere la più semplice delle azioni quotidiane è l’effetto della paralisi da ansia. Conosciuta in ambito clinico come risposta di congelamento (freeze), questa reazione fisiologica scatta quando il cervello percepisce un sovraccarico di stress o una minaccia eccessiva, disattivando temporaneamente la capacità di reazione. Comprendere i meccanismi biologici che innescano questo blocco consente di applicare strategie mirate per riprendere il controllo di mente e corpo.

        La fisiologia del congelamento emotivo e i segnali del corpo

        A livello neurobiologico, la paralisi rappresenta una delle opzioni gestite dal sistema nervoso autonomo accanto alla fuga e all’attacco. Quando la sensazione di minaccia supera la soglia di tolleranza, la corteccia prefrontale riduce la propria attività, lasciando il campo all’amigdala. Questo genera una reazione a catena: tensione muscolare diffusa, sensazione di vuoto mentale, battito cardiaco accelerato e respiro superficiale. Riconoscere che la paralisi non è una debolezza caratteriale, ma una risposta fisiologica automatica, costituisce il primo passo per non cedere alla frustrazione.

        Le tecniche di grounding per riattivare la percezione sensoriale

        Per rompere lo stato di congelamento, le linee guida della psicologia cognitivo-comportamentale suggeriscono di spostare l’attenzione dai pensieri spaventosi alle sensazioni fisiche del presente. La tecnica di radicamento sensoriale (o grounding) più utilizzata dagli specialisti è la regola del “5-4-3-2-1”: identificare nell’ambiente circostante cinque oggetti da guardare, quattro elementi da toccare, tre suoni da ascoltare, due odori da percepire e un sapore da gustare. Questo esercizio forza il cervello a rielaborare le informazioni ambientali reali, interrompendo il circuito chiuso dell’ansia.

        Respirazione diaframmatica e la regola dei micro-passi

        Un altro strumento fondamentale per inviare al cervello un segnale di sicurezza riguarda il controllo del respiro. Gli esperti raccomandano la respirazione diaframmatica o la tecnica “a scatola” (box breathing), che prevede di inspirare per quattro secondi, trattenere l’aria per quattro secondi, espirare per quattro secondi e fare una pausa di pari durata. Parallelamente, per superare l’immobilità operativa, gli psicoterapeuti consigliano la strategia dei micro-passi: suddividere qualsiasi compito o decisione in azioni infinitamente piccole e semplici, focalizzandosi esclusivamente sul primo singolo movimento da compiere.

          Continua a leggere

          Beauty

          Il profumo autunnale non si sceglie a caso: la scienza spiega come la temperatura e il pH della pelle trasformano le essenze

          Con il calo delle temperature e l’arrivo dei primi freddi, anche l’epidermide cambia il suo modo di reagire alle essenze. Comprendere la struttura delle piramidi olfattive e la chimica personale rappresenta il segreto per trovare una fragranza autunnale equilibrata e duratura

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

          Il profumo autunnale non si sceglie a caso: la scienza spiega come la temperatura e il pH della pelle trasformano le essenze

            Il cambio di stagione non influenza soltanto il nostro guardaroba, ma modifica in modo profondo il rapporto con il mondo delle fragranze. Quando le temperature estive lasciano il posto ai primi freddi autunnali, la risposta della nostra pelle e la percezione delle molecole odorose cambiano radicalmente. Scegliere la composizione ideale per l’autunno diventa così una vera e propria questione chimica, dove la scienza olfattiva incontra la sensibilità e lo stile personale di ciascuno.

            La chimica della pelle e l’impatto delle temperature

            Con il freddo, la pelle tende a essere meno idratata e la microcircolazione cutanea rallenta, riducendo la temperatura superficiale dell’epidermide. Questo fenomeno fisico altera la velocità con cui le molecole del profumo evaporano. Le note fresche e agrumate, perfette per l’estate, tendono a svanire con estrema rapidità durante i mesi freddi.

            Inoltre, il pH cutaneo e la naturale produzione lipidica della pelle interagiscono direttamente con gli oli essenziali contenuti nel profumo, modificandone la resa finale. È per questo motivo che una medesima fragranza può risultare deliziosamente avvolgente su una persona e del tutto spenta o alterata su un’altra.

            Le famiglie olfattive ideali per i mesi autunnali

            L’autunno richiede essenze dotate di una struttura molecolare più complessa e persistente, in grado di diffondersi gradualmente nonostante le basse temperature. Le famiglie olfattive d’elezione per questo periodo sono tradizionalmente quelle legnose, ambrate e speziate.

            In particolare, le note di fondo come il legno di sandalo, il patchouli, la vaniglia e la fava tonka offrono una base solida che resiste a lungo sulla pelle. A queste si affiancano spesso spezie calde come la cannella, il pepe rosa e il cardamomo, capaci di regalare una sensazione immediata di comfort, rievocando le atmosfere tipiche della stagione.

            La regola d’oro per provare e scegliere la propria essenza

            Per individuare la fragranza autunnale che meglio si adatta alla propria identità, è fondamentale rispettare la struttura della piramide olfattiva durante la fase di prova. Gli esperti raccomandano di non fermarsi mai alla prima impressione fornita dalle note di testa, le più volatili, percepite nei primi minuti dopo l’erogazione.

            Il metodo corretto prevede di spruzzare il profumo direttamente sui punti di pulsazione, come i polsi o la base del collo, e attendere almeno un paio d’ore. Soltanto in questo modo è possibile valutare l’evoluzione delle note di cuore e di fondo a contatto con il calore e l’acidità naturale della propria pelle, garantendo una scelta davvero consapevole e duratura.

              Continua a leggere

              Benessere

              «Perché non gli ho risposto così?»: il fenomeno dell’esprit de l’escalier, la ruminazione mentale e i trucchi per fermare i pensieri fissi

              Uno scambio sgradevole sul treno o un battibecco in ufficio possono perseguitarci per ore o giorni. La psicologia definisce questo loop “ruminazione mentale” e “esprit dell’escalier”. Comprendere come funziona il cervello è il primo passo per uscire dalla trappola

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

              «Perché non gli ho risposto così?»: il fenomeno dell'esprit de l'escalier, la ruminazione mentale e i trucchi per fermare i pensieri fissi

                Succede quasi a chiunque: un battibecco nell’ora di punta sul treno, un diverbio con un collega o uno scambio di battute sgradevole al super-mercato. L’episodio si conclude in pochi minuti, ma la mente continua a lavorarci sopra per ore o interi giorni. Ci si ritrova così a ricostruire la scena, a ripensare a ogni singola parola pronunciata e, soprattutto, a formulare la risposta perfetta che si sarebbe potuta e dovuta dare in quel momento.

                Esprit dell’escalier e ruminazione: le definizioni della psicologia

                Questo fenomeno ha radici profonde ed è descritto dalla psicologia attraverso due concetti fondamentali. Il primo è l’espressione francese esprit de l’escalier (letteralmente “lo spirito della scala”), locuzione coniata dal filosofo Denis Diderot per descrivere quella battuta brillante o quella replica vincente che viene in mente soltanto quando si è ormai lasciata la stanza e si stanno scendendo le scale.

                Quando però il pensiero della discussione diventa persistente e circolare, subentra il meccanismo della ruminazione mentale. A differenza della normale riflessione, che punta a trovare soluzioni a un problema, la ruminazione è un processo passivo e ripetitivo in cui il cervello continua a rielaborare l’evento passato senza alcuna possibilità di modificarlo, generando ansia e frustrazione.

                Perché la mente resta incastrata negli eventi negativi

                Dal punto di vista neuroscientifico, questo comportamento è legato al cosiddetto negativity bias (o pregiudizio di negatività), una tendenza ancestrale del cervello umano a dare un peso sproporzionatamente maggiore agli eventi negativi o minacciosi rispetto a quelli positivi.

                Durante uno scontro o una situazione di stress improvviso, l’organismo percepisce una minaccia ed entra in uno stato di attacco o fuga. L’emotività del momento riduce temporaneamente la chiarezza d’analisi, impedendo di trovare la replica immediata. Successivamente, quando l’adrenalina scende, il cervello cerca di “riparare” la percezione di vulnerabilità riavvolgendo il nastro della conversazione per riguadagnare il controllo della situazione.

                Le strategie pratiche per interrompere il circolo vizioso

                Per uscire dalla trappola dei pensieri ricorsivi è necessario applicare alcune tecniche di disinnesco cognitivo. La prima regola consiste nel riconoscere e nominare il processo: prendere atto che si sta ruminando aiuta a distanziarsi emotivamente dall’evento.

                Un secondo strumento efficace è lo “shift di attenzione”. Poiché il cervello fatica a concentrarsi su due attività complesse contemporaneamente, spostare la concentrazione su un’azione manuale, sull’esercizio fisico o su un compito che richiede applicazione interrompe il circuito neurale della ruminazione. Infine, la scrittura espressiva si rivela estremamente utile: mettere nero su bianco l’accaduto e le risposte mai date aiuta la mente ad archiviare l’episodio come concluso.

                  Continua a leggere
                  Advertisement
                  Caso Roggero, il Tribunale di sorveglianza respinge la richiesta: nessuna sospensione della pena per il gioielliere di Grinzane Cavour
                  Cronaca26 minuti ago

                  Caso Roggero, il Tribunale di sorveglianza respinge la richiesta: nessuna sospensione della pena per il gioielliere di Grinzane Cavour

                  Come cambia il gatto quando invecchia: le attenzioni quotidiane, i controlli medici e i trucchi per farlo vivere a lungo felice
                  Animali56 minuti ago

                  Come cambia il gatto quando invecchia: le attenzioni quotidiane, i controlli medici e i trucchi per farlo vivere a lungo felice

                  Enzo Miccio e il calvario dell'amore tossico: «Mi chiudeva fuori di casa a Parigi, ho dovuto trovare il coraggio di dire stop»
                  Personaggi1 ora ago

                  Enzo Miccio e il calvario dell’amore tossico: «Mi chiudeva fuori di casa a Parigi, ho dovuto trovare il coraggio di dire stop»

                  Attacco d'ansia e sensazione di paralisi: le tecniche di grounding e respirazione per sbloccare la mente in pochi minuti
                  Benessere2 ore ago

                  Attacco d’ansia e sensazione di paralisi: le tecniche di grounding e respirazione per sbloccare la mente in pochi minuti

                  Massimo Giletti
                  Televisione2 ore ago

                  Garlasco, spuntano i diari segreti di Andrea Sempio: «Mi racconto cose brutte». Giletti li mostra stasera in TV

                  Politica12 ore ago

                  Fabrizio Corona sfida Giorgia Meloni e scende in politica: «Io sono il nuovo Berlusconi». Nasce “Per la Verità” e punta alle elezioni

                  Fabrizio Corona scende in politica
                  Politica15 ore ago

                  Fabrizio Corona scende in politica: stasera annuncia il suo partito a Falsissimo. E un sondaggio lo dà già all’11%

                  Damiano David Dove Cameron (3)
                  Musica15 ore ago

                  Damiano David e Dove Cameron furiosi prima delle nozze: qualcuno avrebbe spifferato persino la data, ora cambia tutto per il matrimonio

                  Televisione16 ore ago

                  Sanremo 2027, Eleonora Incardona vuole conquistare De Martino: «Sogno l’Ariston da quando ero bambina». E si affida a Facchinetti

                  Iva Zanicchi
                  Musica17 ore ago

                  Iva Zanicchi, la Rai le sbatte la porta in faccia: voleva il posto di Loredana Bertè a The Voice, ma Antonella Clerici avrà Fiorella Mannoia

                  Ultime notizie