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Speciale Milano Fashion Week

Meloni fa la “sposa” alla Fashion Week: giro dei tavoli a Palazzo Reale per salutare uno per uno tutti i potenti della moda

Al tavolo con Meloni, Sala, Capasa, l’ambasciatore Usa Tilman Fertitta, Anna Wintour e i vertici di Kering, LVMH, Dolce&Gabbana, Moncler, Prada e Zegna. Poi la premier si alza e parte per il giro dei saluti: una scena insolita per un capo di governo, che un cerimoniale più rigido avrebbe probabilmente evitato.

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Meloni Fashion Week

    Giorgia Meloni alla Fashion Week come una sposa al ricevimento di nozze, impegnata nel tradizionale giro dei tav oli per salutare gli invitati. L’immagine più curiosa della cena di gala della Milano Fashion Week a Palazzo Reale non arriva dalle passerelle e neppure dallo smoking nero firmato Ermanno Scervino scelto dalla presidente del Consiglio, ma dal lungo pellegrinaggio della premier tra gli ospiti della serata.

    Meloni, infatti, non si è limitata a sedersi al tavolo. Ha voluto incontrare e salutare personalmente i rappresentanti del sistema moda presenti alla cena. Una scelta che Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della Moda italiana, ha apprezzato pubblicamente, sottolineando proprio il gesto della premier di andare a salutare gli imprenditori e di fermarsi ad ascoltarli.

    Il risultato, osservando la scena da fuori, aveva però qualcosa di singolare. In occasioni di questo livello è normalmente il cerimoniale a organizzare incontri, presentazioni e disposizione degli ospiti attorno alle autorità. Alla cena della Fashion Week di Palazzo Reale, invece, Meloni si è mossa tra i tavoli per stringere mani e scambiare qualche parola, regalando inevitabilmente l’impressione della padrona di casa che passa a controllare che tutti gli invitati si stiano divertendo.

    Al tavolo di Meloni c’era mezzo impero della moda

    Del resto, la lista degli ospiti rende perfettamente l’idea del peso della serata. Accanto alla premier sedevano il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e Carlo Capasa. Con loro c’erano l’ambasciatore statunitense in Italia Tilman Fertitta, Luca de Meo, amministratore delegato di Kering, Alfonso Dolce, ad di Dolce&Gabbana, Frédéric Arnault di LVMH, Diego Della Valle, Renzo Rosso, Remo Ruffini, Anna Wintour, Andrea Guerra, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli.

    Una concentrazione impressionante di potere economico, industriale e mediatico, riunita nel cortile di Palazzo Reale per il gala organizzato dal Comune di Milano e dalla Camera nazionale della Moda in occasione della mostra Dalí e la Moda. Erano dieci anni che un presidente del Consiglio non partecipava alla settimana della moda milanese: l’ultimo era stato Matteo Renzi nel 2016.

    Sala ha accolto con entusiasmo la presenza della premier: «Meloni ha sempre dimostrato interesse per la moda ed è un onore averla qui alla Fashion Week», ha detto aprendo la cena. Anche Capasa ha insistito sul valore istituzionale della partecipazione della presidente del Consiglio, ricordando il peso economico della filiera e la necessità, in una fase difficile per il settore, di sentire vicine le istituzioni.

    Meloni alla Fashion Week: «Sono qui per dire che il governo c’è»

    La stessa Meloni ha spiegato di aver voluto partecipare alla Fashion Week proprio per dare un segnale al comparto. La premier ha parlato di un momento «non facilissimo» e della necessità di manifestare una vicinanza anche fisica, oltre agli interventi economici, ricordando i 100 milioni destinati a incentivare gli investimenti. Il messaggio politico della serata era quindi chiaro: il governo considera la moda un settore strategico dell’economia e del Made in Italy.

    Anche l’abbigliamento scelto dalla premier rispettava perfettamente il contesto: smoking nero Ermanno Scervino e camicia bianca, un omaggio alla moda italiana senza trasformare la presenza istituzionale in una gara con le star della serata.

    A tavola, invece, il Made in Italy è arrivato direttamente nei piatti. Il menu firmato Da Vittorio prevedeva terrina di melanzane con caprino e salsa al basilico, i celebri paccheri alla Vittorio e cannoncini preparati per il dessert.

    Quel curioso giro dei tavoli della presidente del Consiglio

    Resta però l’immagine politicamente meno importante e visivamente più divertente della serata: la presidente del Consiglio che lascia il proprio posto e comincia il giro degli ospiti. Capasa lo ha interpretato come una dimostrazione concreta dell’interesse di Meloni verso gli imprenditori del settore, spiegando che la premier ha trovato il tempo di ascoltare tutti.

    Nulla di istituzionalmente scandaloso, naturalmente. Semmai una curiosità di cerimoniale. Perché quando alla stessa cena siedono la presidente del Consiglio, il sindaco della seconda città italiana, un ambasciatore statunitense e alcuni tra gli uomini e le donne più potenti della moda mondiale, forse sarebbe spettato all’organizzazione portare gli ospiti dalla premier, e non alla premier andare a cercarli tavolo per tavolo.

    Così, tra un saluto a un imprenditore e una stretta di mano a uno stilista, per qualche minuto Palazzo Reale ha assunto l’aria di un gigantesco ricevimento di nozze. Mancavano soltanto le bomboniere.

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      Milano Fashion Week, tra regine e sorprese: Bianca Balti incanta, Chanel Totti stupisce e Gaia accende i riflettori

      Bianca Balti torna imperiale da Fendi, Chanel Totti debutta in versione “signorina elegante”, Gaia fa impazzire i flash e Chiara Ferragni – ancora una volta – non molla il trono social. Sullo sfondo, la solita giungla di look, lustrini e rivalità tra influencer.

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        La settimana della moda milanese si è chiusa nel modo più prevedibile: con un trionfo di vanità, flash e qualche caduta di stile. Ma, si sa, Milano resta il palcoscenico dove il lusso incontra la leggenda.

        Da Fendi, Bianca Balti ha oscurato tutti: abito minimal, fascino massimo e un Olly impeccabile al fianco. Tra sguardi complici e un’eleganza da diva d’altri tempi, la modella ha ricordato a tutti come si fa a essere iconiche senza bisogno di gridarlo.

        Nel front row si è vista anche Chiara Ferragni, ancora una volta impegnata a difendere il trono di regina social. Sorrideva poco, ma i fotografi l’hanno amata lo stesso: a Milano, anche una smorfia vale un like.

        Da Jil Sander, debutto per Simone Bellotti e parata di ospiti: Ghali, Miriam Leone, Claire Foy. Da Knwls, invece, la sorpresa: Lourdes Leon, figlia di Madonna, quasi irriconoscibile nel suo look estremo, tanto da passare inosservata.

        E poi il nome che nessuno si aspettava: Chanel Totti. In prima fila da Iceberg, con abito nero, borsetta turchese e chignon perfetto, ha stupito tutti. Elegante, sobria, adulta. “Attimi a Milano”, ha scritto su Instagram, portando a casa un’ondata di applausi virtuali.

        Da Luisa Beccaria è sbocciato il romanticismo: Costanza Caracciolo e Alice Sabatini vestite come bambole retrò, mentre Elisabetta Gregoraci, da Miss Bikini, ha portato il mare nel cuore di Milano.

        E mentre Olivia Palermo fluttuava come un fiore da Alberta Ferretti, la vera regina della settimana è stata Gaia. Tra corsetti fetish e sguardi magnetici, ha conquistato pubblico e obiettivi. Sexy, ironica, irresistibile.

        Parallelamente, alla Galleria Deloitte, la mostra Italia di Moda firmata Andrea Varani ha dato alla settimana un tocco d’arte: 46 scatti con Ludmilla Voronkina Bozzetti avvolta nei capolavori di Armani, Dolce & Gabbana, Etro.

        Tra passerelle, party blindati e ingressi contesi, la Milano Fashion Week 2025 si conferma più viva che mai. Bianca Balti resta la dea, Chanel Totti la sorpresa, Gaia l’imprevisto che brucia gli schemi. E Chiara Ferragni, come sempre, il centro della scena — anche quando sembra volerla lasciare.

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          Via Montenapoleone è la via dello shopping più cara al mondo: superata la 5th Avenue di New York

          Secondo il report Main Streets Across the World, i canoni di locazione di via Montenapoleone raggiungono 20.000 euro al mq all’anno, scalzando la Upper 5th Avenue. Via Condotti, che ospita anche gli studi di La Capitale, conquista il terzo posto in Europa.

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            Per la prima volta nella storia, una strada europea conquista il primato globale nel mondo del lusso. Via Montenapoleone, cuore pulsante dello shopping di alta gamma a Milano, è ufficialmente la via commerciale più costosa al mondo. Con canoni di locazione che raggiungono i 20.000 euro al mq all’anno, ha superato la Upper 5th Avenue di New York (19.537 euro/mq).

            Questo storico risultato emerge dal report Main Streets Across the World di Cushman & Wakefield, giunto alla sua 34esima edizione. Negli ultimi 12 mesi, i canoni di via Montenapoleone sono aumentati dell’11%, trainati dalla forte domanda di retailer e dalla scarsità di offerta, oltre che dall’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro.

            Roma tra le eccellenze europee

            Anche la Capitale si distingue nella classifica europea. Via Condotti e Piazza di Spagna si piazzano rispettivamente al terzo e al decimo posto, confermando l’importanza dell’Italia nel panorama del retail di lusso. Via Condotti non è solo un simbolo del lusso romano, ma ospita anche gli studi televisivi de La Capitale, parte del network LaC, che include la newsroom milanese LaCity e il magazine online LaCityMag.it.

            Le tendenze globali

            Secondo il report, il 57% delle 138 location monitorate ha registrato un aumento dei canoni di locazione nel 2024, con una crescita media globale del 4,4%. La regione delle Americhe ha guidato il trend con un aumento dell’8,5%, seguita dall’Europa (+3,5%) e dall’Asia-Pacifico (+3,1%).

            New Bond Street a Londra si colloca al terzo posto mondiale (17.210 euro/mq), mentre Avenue des Champs-Élysées a Parigi e il distretto di Ginza a Tokyo chiudono la top 5, rispettivamente con 15.697 e 14.750 euro/mq.

            L’Italia nel lusso mondiale

            Con tre strade nella top 10 europea, l’Italia si conferma protagonista indiscussa del retail di lusso. Via Montenapoleone, via Condotti e Piazza di Spagna rappresentano l’eccellenza italiana, trainata da una continua evoluzione del settore e da una domanda internazionale sempre più forte.

            Un risultato che non solo rafforza il primato italiano, ma rilancia il ruolo di Milano e Roma come capitali globali dello shopping e del lusso.

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              Milano Fashion Week, retroscena e critiche: Karina Cascella smaschera il dietro le quinte

              Dietro lo scintillio della Milano Fashion Week, Karina Cascella solleva dubbi e polemiche. L’ex volto di Uomini e Donne critica la frenesia dell’evento e il fatto che molti partecipanti non vengano pagati. Rivela inoltre che chiunque può ottenere un invito, smentendo l’idea di un’élite esclusiva. Le sue parole dividono il web: c’è chi la accusa di invidia e chi la ringrazia per aver detto la verità.

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                La Milano Fashion Week è sinonimo di lusso, sfilate esclusive e celebrità, ma dietro l’apparenza glamour si nascondono dinamiche meno scintillanti. A sollevare il velo su certi retroscena è stata Karina Cascella, opinionista e volto noto della tv, che sui social ha espresso un giudizio tagliente sull’evento e sulle sue contraddizioni.

                Le critiche di Karina Cascella

                L’ex volto di Uomini e Donne ha puntato il dito contro alcuni aspetti della Fashion Week, in particolare contro chi si lamenta della fatica e della frenesia che caratterizzano le giornate di sfilate e party. «Cosa ci andate a fare, per altro anche gratis?» ha dichiarato, evidenziando come molti partecipanti non ricevano alcun compenso per la loro presenza.

                Il suo sfogo ha immediatamente diviso il web: da un lato chi l’accusa di invidia e di voler criticare un mondo dal quale è esclusa, dall’altro chi la sostiene, apprezzando la sua schiettezza nel descrivere una realtà meno patinata di quanto appaia.

                Inviti per tutti? La rivelazione sull’accesso alle sfilate

                Tra le rivelazioni più sorprendenti, Karina Cascella ha smentito l’idea che la Fashion Week sia riservata solo a un’élite di celebrità e influencer. «Le agenzie si occupano di procurare inviti per chiunque desideri partecipare» ha spiegato, rivelando che, in alcuni casi, chi prende parte alle sfilate deve persino coprire le spese per trucco e parrucco.

                Questa dichiarazione ha fatto emergere un aspetto poco conosciuto: non solo molti ospiti non vengono pagati, ma spesso devono investire di tasca propria per mantenere un’immagine all’altezza dell’evento.

                Outfit da sogno… ma solo in prestito

                Un altro dettaglio che ha fatto discutere riguarda gli abiti indossati durante la Fashion Week. Secondo Cascella, la maggior parte dei look sfoggiati dagli ospiti non sono di proprietà di chi li indossa. «Gli abiti sono forniti, ma devono essere restituiti» ha sottolineato, rivelando come la moda sia spesso un gioco di prestiti e scambi piuttosto che un’espressione personale.

                Questa realtà ha portato molti a riflettere su quanto la moda venga vissuta più come un’occasione di business che come un’autentica espressione di stile.

                Dibattito aperto: verità o provocazione?

                Le parole di Karina Cascella hanno aperto un dibattito acceso. Se da un lato c’è chi la critica per il suo giudizio pungente, dall’altro sono molti quelli che la lodano per aver mostrato una faccia meno nota della Fashion Week.

                Tra aspettative, pressioni e opportunità, la settimana della moda non è solo un palcoscenico per le star, ma un microcosmo di dinamiche spesso celate dietro il glamour delle passerelle. La schiettezza di Cascella invita a riflettere su cosa significhi davvero partecipare a questi eventi e su quanto le percezioni possano essere distorte da una facciata luccicante.

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