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Moda e modi

Belén Rodriguez svela il suo esercizio preferito per gli addominali: il mountain climber per un core d’acciaio

Belén Rodriguez ha condiviso su Instagram uno dei suoi segreti per mantenersi in forma. Si tratta del mountain climber, esercizio a corpo libero che allena addominali, spalle, braccia e gambe, ideale da inserire nella propria routine di allenamento.

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    Chi segue Belén Rodriguez sui social sa che la forma fisica non è solo una questione di genetica. La showgirl ha mostrato uno degli esercizi che non mancano mai nei suoi allenamenti: il mountain climber, un movimento semplice ma estremamente efficace per rafforzare il core e tonificare tutto il corpo.

    Il mountain climber è l’alleato degli addominali

    Il mountain climber è un esercizio a corpo libero che coinvolge principalmente addominali, obliqui e muscoli lombari, ma attiva anche spalle, braccia, glutei e quadricipiti. Proprio per questo viene spesso inserito nei circuiti di allenamento funzionale e ad alta intensità.

    Il vantaggio? Non servono attrezzi e può essere eseguito comodamente anche a casa.

    Come si esegue correttamente

    Si parte dalla posizione di plank, con le mani appoggiate sotto le spalle e il corpo perfettamente allineato. Da qui si portano alternativamente le ginocchia verso il petto con un movimento rapido ma controllato, mantenendo gli addominali sempre contratti.

    Per evitare errori è importante non sollevare troppo il bacino, non incurvare la schiena e distribuire il peso su tutto il corpo, senza sovraccaricare le spalle. L’intensità può essere aumentata o diminuita in base al proprio livello di allenamento.

    Naturalmente, come ricorda la stessa Belén, un addome tonico è il risultato dell’allenamento abbinato a un’alimentazione equilibrata.

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      Moda e modi

      Addio tintarella, Hollywood riscopre la pelle chiara: da Anne Hathaway a Nicole Kidman, il fascino delle star che dicono no al sole

      Anne Hathaway, Emma Stone e Nicole Kidman sono tra i volti simbolo di un’estetica che non considera più indispensabile la pelle dorata. Dietro il fenomeno no-tan non c’è soltanto una questione di look: pesano la maggiore attenzione ai raggi UV e il desiderio di preservare la pelle dall’invecchiamento precoce.

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      Addio tintarella, Hollywood riscopre la pelle chiara

        Per decenni è sembrata quasi una regola non scritta: con l’arrivo della bella stagione bisognava abbronzarsi. La pelle dorata raccontava vacanze, benessere, tempo libero e diventava essa stessa un accessorio da esibire. Ora quel modello non appare più così indiscutibile e, soprattutto tra le celebrità, la carnagione naturale è tornata protagonista.

        Anne Hathaway, Emma Stone e Nicole Kidman sono alcuni degli esempi più evidenti. Attrici che non cercano di nascondere la pelle chiarissima e che, tra red carpet, servizi fotografici e apparizioni pubbliche, l’hanno trasformata in una caratteristica distintiva della propria immagine.

        Il fenomeno viene spesso definito no-tan, ma dietro un’etichetta apparentemente modaiola si nasconde un cambiamento più interessante: non considerare più l’abbronzatura una condizione necessaria per apparire belle.

        Da Anne Hathaway a Emma Stone, il pallore torna glamour

        Il principio è semplice: anziché modificare il colore naturale della pelle attraverso lunghe esposizioni al sole, si valorizza la propria carnagione.

        Anne Hathaway ne è diventata uno dei volti più riconoscibili, così come Emma Stone e Nicole Kidman. Tre donne molto diverse che condividono una caratteristica: non hanno bisogno della tintarella per apparire luminose sul red carpet.

        La pelle chiara, quindi, non viene più considerata qualcosa da correggere all’arrivo dell’estate. Diventa parte del look, da valorizzare attraverso trucco, abiti e contrasti cromatici.

        E la vecchia domanda «Ma non prendi mai il sole?» potrebbe cominciare ad apparire decisamente fuori moda.

        Quando essere pallidi significava appartenere all’élite

        A rendere curioso il fenomeno è anche il suo ribaltamento storico. Per secoli, soprattutto nelle società europee, la carnagione chiara rappresentò uno status symbol perché segnalava che una persona non era costretta a lavorare all’aperto.

        La pelle abbronzata veniva associata ai lavori agricoli e manuali, mentre nobili e appartenenti alle classi più agiate cercavano di proteggersi dal sole. Soltanto molto più tardi il significato sociale dell’abbronzatura si sarebbe capovolto, fino a diventare sinonimo di vacanze, sport, viaggi e disponibilità di tempo libero.

        Ora il pendolo sembra muoversi nuovamente nella direzione opposta, anche se per ragioni completamente differenti.

        Il no-tan non è soltanto una moda

        Dietro il ritorno della pelle naturale c’è infatti una maggiore consapevolezza degli effetti dell’esposizione ai raggi ultravioletti. Il sole non rappresenta un nemico da evitare completamente, ma esporsi senza un’adeguata protezione può favorire il fotoinvecchiamento e aumentare il rischio di danni cutanei.

        Da qui nasce una filosofia molto diversa dalla vecchia corsa alla tintarella: protezione solare, idratazione e attenzione alla pelle prendono il posto delle ore trascorse deliberatamente sotto il sole per ottenere rapidamente un colore più intenso.

        La novità estetica consiste proprio nel non considerare più il pallore un problema da risolvere.

        La nuova bellezza? Non dover cambiare colore

        Anche l’industria cosmetica ha contribuito a modificare l’approccio. Prodotti illuminanti, creme idratanti e make-up permettono di valorizzare qualsiasi carnagione senza necessariamente inseguire l’effetto abbronzato.

        Il no-tan diventa così meno una moda da seguire che la libertà di sottrarsi a un vecchio obbligo estetico. Chi ama abbronzarsi continuerà a farlo adottando le necessarie precauzioni, mentre chi ha una carnagione chiarissima non deve più necessariamente trascorrere settimane tentando di trasformarla.

        Anne Hathaway, Emma Stone e Nicole Kidman lo dimostrano da tempo: la pelle di porcellana può essere sensuale, elegante e fotogenica quanto quella abbronzata.

        E forse il vero cambiamento è proprio questo. Non esiste una carnagione da conquistare a ogni costo: quella più bella può essere semplicemente la propria.

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          Moda

          Cotone, lino o canapa? I tessuti migliori da indossare in estate per restare freschi anche nelle giornate più calde

          Quando le temperature salgono, il guardaroba fa la differenza. Fibre naturali come cotone, lino e canapa favoriscono la traspirazione e aiutano il corpo a disperdere il calore meglio di molti tessuti sintetici.

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            Con il caldo non basta scegliere abiti leggeri: anche il tessuto gioca un ruolo fondamentale. Le fibre naturali permettono infatti una migliore circolazione dell’aria, assorbono l’umidità e aiutano il corpo a disperdere il calore. Al contrario, molti materiali sintetici tendono a trattenere il sudore, aumentando la sensazione di afa e il rischio di irritazioni cutanee.

            Per affrontare l’estate con maggiore comfort, vale la pena conoscere le caratteristiche dei tre materiali che dominano il guardaroba della bella stagione.

            Il lino, il re delle giornate torride

            Da sempre considerato il tessuto estivo per eccellenza, il lino si distingue per la sua straordinaria capacità di lasciar passare l’aria. Le fibre sono leggere, resistenti e assorbono rapidamente l’umidità, favorendone l’evaporazione.

            Il suo unico “difetto” è quello di stropicciarsi facilmente, ma è proprio questa caratteristica ad averne fatto negli anni un tratto distintivo di eleganza informale.

            Camicie, pantaloni ampi, abiti e completi in lino rappresentano una delle scelte migliori quando il termometro supera i 30 gradi.

            Cotone e canapa, comfort e sostenibilità

            Il cotone resta uno dei materiali più diffusi grazie alla sua morbidezza e alla capacità di assorbire il sudore. Tuttavia, non tutti i cotoni sono uguali: quelli a trama più leggera e le versioni biologiche risultano generalmente più fresche rispetto ai tessuti molto pesanti o trattati.

            Sempre più spazio sta conquistando anche la canapa, una fibra naturale antichissima che negli ultimi anni è tornata protagonista della moda sostenibile. È resistente, traspirante, asciuga rapidamente e tende a diventare ancora più morbida dopo ogni lavaggio. Inoltre richiede, in fase di coltivazione, un consumo d’acqua inferiore rispetto a molte altre fibre tessili.

            I tessuti da limitare quando fa molto caldo

            Poliestere, acrilico e altri materiali sintetici possono essere pratici perché si stropicciano poco e asciugano velocemente, ma nelle giornate più afose spesso trattengono il calore e ostacolano la naturale evaporazione del sudore.

            Anche il colore ha la sua importanza: le tonalità chiare riflettono una maggiore quantità di luce solare rispetto a quelle scure, contribuendo a mantenere una temperatura più confortevole.

            La combinazione ideale? Abiti dal taglio morbido, colori chiari e fibre naturali. Un’accoppiata semplice che permette di affrontare l’estate con più freschezza, senza rinunciare allo stile.

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              Moda

              Dalida emoziona ancora Parigi: Stéphane Rolland commuove l’Olympia, mentre Duran Lantink conquista con l’eleganza equestre

              Standing ovation e lacrime all’Olympia per il tributo di Stéphane Rolland a Dalida. Nello stesso giorno Duran Lantink presenta una couture dall’anima equestre sotto gli occhi di due icone della cultura francese.

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                Le prime note di Dalida riempiono il silenzio dell’Olympia ancora prima che la prima modella faccia il suo ingresso in passerella. Bastano pochi istanti perché l’atmosfera si trasformi in qualcosa di più di una semplice sfilata: il pubblico applaude, si emoziona e qualcuno non riesce a trattenere le lacrime. Tra gli ospiti c’è anche Amanda Lear, visibilmente coinvolta dall’omaggio dedicato a una delle artiste più amate della chanson.

                È così che Stéphane Rolland sceglie di presentare la sua nuova collezione di Haute Couture, trasformando il tempio della musica parigina in un luogo della memoria e dell’eleganza.

                L’omaggio a Dalida conquista l’Olympia

                La scelta dell’Olympia non è casuale. È proprio su quel palcoscenico che Dalida ha scritto alcune delle pagine più importanti della sua straordinaria carriera, diventando un simbolo della cultura francese. A quasi quarant’anni dalla sua scomparsa, il suo mito continua a vivere e la sua voce riesce ancora a emozionare intere generazioni.

                Rolland costruisce la collezione attorno a questa eredità, preferendo il sentimento allo spettacolo fine a sé stesso. Il risultato è una sfilata intensa, elegante e teatrale, capace di trasformare la moda in racconto.

                Duran Lantink guarda al mondo equestre

                Nella stessa giornata dell’Haute Couture parigina, Duran Lantink ha presentato una collezione ispirata all’universo equestre, rileggendone i codici attraverso una sensibilità contemporanea.

                Ad assistere allo show c’erano due ospiti d’eccezione: Jean Paul Gaultier, suo predecessore alla guida della maison, e **Catherine Deneuve>, presenza immancabile degli appuntamenti più prestigiosi della moda parigina.

                Una giornata tra emozione e grande couture

                Le due sfilate hanno raccontato due modi diversi di interpretare l’alta moda. Da una parte Stéphane Rolland ha scelto il linguaggio della memoria e dell’emozione, affidandosi alla voce immortale di Dalida e all’atmosfera unica dell’Olympia. Dall’altra Duran Lantink ha proposto una couture contemporanea, ispirata all’equitazione e osservata con interesse da alcune delle figure più autorevoli della moda e del cinema francesi.

                Due visioni differenti, accomunate dalla volontà di riportare al centro il racconto e l’identità, dimostrando come la Haute Couture possa ancora sorprendere senza rinunciare alla propria storia.

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