Beauty
Hair Spa: i templi del benessere che conquistano con trattamenti multisensoriali per la cura dei capelli
Grazie a diagnosi personalizzate, massaggi rilassanti e prodotti naturali, le Hair Spa si stanno affermando come l’ultima tendenza beauty. Scopri come funzionano e perché sono così amate, specialmente sui social come TikTok.
Le Hair Spa sono diventate la nuova ossessione di TikTok nel mondo beauty. Offrendo un’esperienza multisensoriale e olistica, queste strutture vanno oltre il classico salone di bellezza, puntando su trattamenti che uniscono estetica e benessere. Ecco cosa le rende speciali e perché stanno conquistando sempre più persone.
Cosa si fa in una Hair Spa?
Una Hair Spa non si limita alla cura estetica dei capelli; coinvolge tutti i sensi attraverso trattamenti innovativi e naturali. A differenza di un normale parrucchiere, queste spa offrono una diagnosi personalizzata della chioma e del cuoio capelluto grazie all’uso di tecnologie avanzate come il capilloscopio. Si prosegue poi con un “rituel” di bellezza in una suite privata dove si utilizzano oli essenziali e profumi rilassanti, il tutto accompagnato da sottofondi musicali studiati per favorire il relax.
L’esperienza in una Hair Spa: relax totale per corpo e mente
Ogni trattamento, della durata media di due ore, include massaggi manuali alla testa, docce sensoriali per la chioma e l’uso di teli caldi e vapori aromatici che aiutano a rilassare non solo il cuoio capelluto, ma anche il corpo e la mente. L’obiettivo è ottenere capelli lucenti e sani, ma anche una pelle distesa e rilassata, grazie all’approccio olistico che lega bellezza e benessere.
Perché le Hair Spa stanno spopolando su TikTok?
La tendenza ha preso piede soprattutto sui social, dove gli utenti condividono le loro esperienze nelle Hair Spa. I video mostrano massaggi rilassanti, prodotti innovativi, e trattamenti scoperti durante viaggi in Oriente. L’aspetto unico di queste spa è la possibilità di personalizzare ogni dettaglio: dalla doccia sensoriale alla copertura degli occhi per un maggior relax. La viralità sui social ha fatto sì che sempre più beauty addicted si avvicinassero a questi “templi” del benessere.
Con il crescente interesse per il benessere a 360 gradi e la cura del corpo e della mente, le Hair Spa si sono affermate come una delle esperienze più richieste e desiderate del momento, destinate a diventare un must nel settore beauty.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Beauty
Allergia ai cosmetici? Come scegliere il make up giusto senza rischi
Dai cosmetici anallergici al detergente struccante più adatto: ecco come orientarsi tra etichette, ingredienti e buone pratiche per un make up davvero sicuro.
Il trucco dovrebbe valorizzare il viso, non irritarlo. Eppure, sempre più persone sperimentano reazioni cutanee dopo l’uso di cosmetici: arrossamenti, pizzicori, gonfiore alle palpebre o desquamazione. In molti casi si tratta di dermatiti da contatto, una risposta infiammatoria della pelle a sostanze contenute nei prodotti di make up o nella skincare quotidiana. Riconoscere i segnali e imparare a scegliere i cosmetici giusti è il primo passo per proteggere la salute della pelle.
Allergia o irritazione? Le differenze da conoscere
Non tutte le reazioni sono vere allergie. L’irritazione è una risposta immediata e localizzata, spesso legata a formule troppo aggressive o a un uso eccessivo del prodotto. L’allergia, invece, coinvolge il sistema immunitario e può manifestarsi anche dopo utilizzi ripetuti nel tempo. Profumi, conservanti, coloranti e nichel sono tra i principali responsabili delle reazioni allergiche ai cosmetici.
In caso di sintomi persistenti, è sempre consigliabile consultare un dermatologo, che può indicare test specifici per individuare la sostanza scatenante.
Cosa significa davvero “cosmetico anallergico”
La dicitura “anallergico” non garantisce l’assenza totale di rischio, ma indica che il prodotto è formulato per ridurre al minimo la possibilità di reazioni, escludendo gli allergeni più comuni. Spesso questi cosmetici sono senza profumo, senza alcool e con un numero limitato di ingredienti. Un ulteriore elemento di sicurezza è la dicitura “dermatologicamente testato”, soprattutto se specifica test su pelli sensibili.
Attenzione però al marketing: leggere l’INCI (l’elenco degli ingredienti) resta fondamentale, soprattutto per chi sa già di essere sensibile a determinate sostanze.
Come scegliere il make up giusto
Per chi soffre di allergie o ha la pelle reattiva, la regola è una sola: meno è meglio. Fondotinta minerali, ciprie compatte a base di ossido di zinco e biossido di titanio, rossetti senza fragranze e conservanti aggressivi sono generalmente più tollerati. Anche per mascara e ombretti, prodotti oftalmologicamente testati riducono il rischio di irritazioni agli occhi.
È buona pratica provare sempre un nuovo cosmetico su una piccola area della pelle, come l’interno del polso o dietro l’orecchio, e attendere 24 ore prima dell’uso sul viso.
Il ruolo fondamentale del levatrucco
La detersione è spesso sottovalutata, ma un struccante sbagliato può causare più problemi del make up stesso. Chi ha la pelle sensibile dovrebbe preferire latti detergenti, oli delicati o acque micellari specifiche per pelli intolleranti, evitando salviettine profumate e prodotti con tensioattivi aggressivi.
Struccarsi con movimenti delicati, senza strofinare, e risciacquare accuratamente aiuta a preservare la barriera cutanea e a prevenire infiammazioni.
Prevenzione e buone abitudini
Oltre alla scelta dei prodotti, anche l’igiene fa la differenza: pennelli e spugnette andrebbero lavati regolarmente per evitare accumuli di batteri e residui irritanti. Inoltre, è importante rispettare le date di scadenza dei cosmetici, perché un prodotto alterato può diventare più aggressivo per la pelle.
In conclusione, il make up può essere sicuro anche per chi soffre di allergie, a patto di informarsi, leggere le etichette e ascoltare i segnali della propria pelle. La bellezza, quando è consapevole, parte sempre dalla salute.
Salute
La pelle del pesce si può mangiare? Quando è sicura e quando è meglio evitarla
La pelle del pesce si può mangiare? Quando è sicura e quando è meglio evitarla
In molte cucine, soprattutto quelle tradizionali o di ispirazione asiatica, la pelle del pesce è considerata una vera prelibatezza. Grigliata, fritta o resa croccante in padella, aggiunge gusto e consistenza ai piatti. Ma è davvero sicura da mangiare sempre? La risposta è: dipende dal tipo di pesce, dalla provenienza e dal metodo di cottura.
I benefici nutrizionali della pelle del pesce
Dal punto di vista nutrizionale, la pelle del pesce non è affatto da demonizzare. Contiene collagene, proteine di buona qualità e una quota significativa di acidi grassi omega-3, soprattutto nei pesci grassi come salmone, sgombro e sardine. Questi grassi “buoni” contribuiscono alla salute cardiovascolare e hanno un effetto antinfiammatorio riconosciuto.
Inoltre, nella pelle sono presenti vitamine liposolubili come la vitamina D e la vitamina E, utili rispettivamente per il sistema immunitario e come antiossidanti.
Quando la pelle del pesce si può mangiare senza problemi
La pelle è generalmente commestibile e sicura se il pesce è:
- fresco o correttamente congelato,
- ben pulito e desquamato,
- proveniente da acque controllate o da allevamenti certificati.
La cottura gioca un ruolo fondamentale: grigliare, cuocere al forno o in padella ad alte temperature riduce la carica batterica e rende la pelle più digeribile. In questi casi, il consumo è considerato sicuro per la maggior parte delle persone sane.
Quando è meglio evitarla
Ci sono però situazioni in cui è prudente non mangiare la pelle del pesce. Alcune specie, soprattutto i pesci di grandi dimensioni (come tonno, pesce spada e squalo), tendono ad accumulare metalli pesanti come mercurio e diossine, che si concentrano anche nella pelle e nel grasso sottocutaneo.
Meglio evitarla anche quando:
- il pesce è di dubbia provenienza,
- viene consumato crudo o poco cotto,
- presenta odore sgradevole o aspetto alterato.
Donne in gravidanza, bambini piccoli e persone con sistema immunitario fragile dovrebbero essere particolarmente caute, limitando il consumo della pelle, soprattutto dei pesci più grandi.
Attenzione a inquinanti e contaminanti
La pelle funge da barriera con l’ambiente esterno e può trattenere residui di inquinanti ambientali. Per questo, le autorità sanitarie raccomandano di variare le specie di pesce consumate e di non eccedere con quelle in cima alla catena alimentare marina.
Anche nei pesci di allevamento, la qualità dipende molto dai controlli effettuati: scegliere prodotti certificati riduce i rischi.
Una scelta consapevole a tavola
Mangiare la pelle del pesce non è né giusto né sbagliato in assoluto. È una scelta che va fatta con consapevolezza, valutando specie, origine e modalità di preparazione. In un’alimentazione equilibrata, può rappresentare una fonte interessante di nutrienti; in altri casi, eliminarla è una precauzione sensata.
Come spesso accade a tavola, la regola migliore resta una sola: informarsi, variare e non esagerare.
Salute
Quando l’Alzheimer entra in famiglia: quali aiuti offre lo Stato e come ottenerli
Dalla diagnosi ai sostegni economici e assistenziali: cosa prevede il sistema italiano per le persone con Alzheimer e per i loro familiari caregiver.
Scoprire che un genitore è affetto da Alzheimer è uno spartiacque emotivo e pratico. Alla preoccupazione per la salute si sommano dubbi concreti: chi può aiutare? Quali tutele sono previste? In Italia l’Alzheimer rientra tra le patologie neurodegenerative che danno accesso a una serie di misure sanitarie, economiche e sociali, pensate sia per la persona malata sia per chi se ne prende cura.
Il primo passo: diagnosi e certificazioni
Per accedere agli aiuti pubblici è fondamentale una diagnosi specialistica. Questa viene rilasciata generalmente da un neurologo o da un centro per i disturbi cognitivi e le demenze (CDCD), presenti sul territorio nazionale. La documentazione clinica è la base per avviare tutte le successive richieste di riconoscimento e sostegno.
Invalidità civile e indennità di accompagnamento
L’Alzheimer, nelle sue forme medio-gravi, consente di richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile. La domanda va presentata all’INPS, dopo certificazione medica introduttiva. In molti casi viene riconosciuta un’invalidità al 100%.
Se la persona non è più autonoma nelle attività quotidiane, è possibile ottenere anche l’indennità di accompagnamento: un contributo economico mensile che non dipende dal reddito e serve a sostenere le spese di assistenza.
Legge 104 e diritti per i familiari
Un altro strumento centrale è la Legge 104/1992, che tutela le persone con disabilità grave. Il riconoscimento consente al malato di accedere a servizi e agevolazioni, ma offre soprattutto diritti importanti ai familiari che lavorano: permessi retribuiti, congedi straordinari e priorità nella scelta della sede lavorativa. Un supporto cruciale per conciliare lavoro e cura.
Assistenza domiciliare e servizi territoriali
Attraverso il Servizio Sanitario Nazionale e i Comuni è possibile attivare l’assistenza domiciliare integrata (ADI), che prevede interventi di infermieri, fisioterapisti e operatori socio-sanitari a casa del paziente. In base alla valutazione dei servizi sociali, possono essere previsti anche centri diurni, supporto psicologico e interventi di sollievo per i caregiver.
Agevolazioni fiscali e tutele economiche
Lo Stato prevede detrazioni fiscali per spese mediche e assistenziali, oltre a IVA agevolata per l’acquisto di ausili. In alcune Regioni esistono bonus o contributi specifici per i caregiver familiari, con criteri e importi che variano a livello locale.
Non solo burocrazia: l’importanza dell’informazione
Affrontare l’Alzheimer significa anche orientarsi tra pratiche e uffici. Rivolgersi ai patronati, alle associazioni dedicate alle demenze e ai servizi sociali del proprio Comune può aiutare a non perdersi e a costruire una rete di supporto.
L’aiuto dello Stato esiste, ma va richiesto e seguito passo dopo passo. Conoscere i propri diritti permette di alleggerire almeno in parte il peso di una malattia che cambia la vita di tutta la famiglia.
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