Moda e modi
Quando la primavera ti illude e poi piove: il meteo dell’anima
Si chiama malumore meteorologico e no, non è una scusa. Dopo mesi di grigio, speravi nella svolta, nel sole tiepido e nei maglioni dimenticati nell’armadio. E invece: pioggia, vento, umidità e una voglia crescente di urlare al cielo “Ma che ti ho fatto?”.
C’è un tipo di delusione che non trovi nei libri di psicologia spicciola. Non ha a che fare con relazioni tossiche, né con il fallimento professionale. È più sottile, ma non meno fastidiosa: si chiama “malumore da primavera mancata”, ed è quella sensazione di stanchezza, irritazione e senso di tradimento che provi quando aprile ti aveva promesso il sole… e invece ti svegli con un cielo color cartoncino bagnato.
È la delusione di chi aveva già preparato le sneakers bianche, aveva scelto il trench “quello giusto” e aveva persino osato una ceretta di troppo. Perché sì, la primavera è anche una questione di pelle nuda e di aria che profuma di gelsomino. Ma basta una perturbazione, un fronte atlantico che decide di fare una sosta imprevista, e tutto crolla: torna la coperta sul divano, l’umore sotto le scarpe e il cappotto che pensavi di aver detto addio fino a novembre.
Non è solo il meteo: è il senso di ingiustizia cosmica che ti prende mentre guardi le previsioni e vedi pioggia per giorni, dopo che hai resistito a sei mesi di buio e freddo con la sola speranza che, prima o poi, sarebbe arrivato quel momento in cui ti svegli e dici: “Ecco, è primavera”. E invece no.
E allora ti incupisci. Non hai voglia di uscire, né di sorridere. Ti prende un’irritazione passiva-aggressiva verso chiunque ti dica “ma serve per la natura”. Lo sai che serve. Ma adesso serviva anche un po’ di luce, un maglione in meno, un pomeriggio a camminare senza ombrello, un cielo da fissare e sentirsi migliori.
In fondo, il meteo è lo specchio dell’umore collettivo. E se ci metti anche le allergie, le mezze stagioni che non esistono e le giornate che sembrano schizofreniche – 8 gradi al mattino, 22 a pranzo, e vento a tradimento al tramonto – capisci perché la gente si sveglia arrabbiata con la vita.
La primavera, quando si fa attendere troppo o si presenta con il muso lungo, è come quella persona che ami da sempre e che finalmente arriva al vostro appuntamento… ma dimentica di dirti che in realtà oggi non può restare.
E allora ci resti male, eccome. Anche se lo sapevi. Anche se in fondo, ogni anno, è sempre la stessa storia.
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Moda e modi
Il fascino rude del “Fisherman aesthetic”: perché lo stile da pescatore è il trend più chic dell’estate 2026
C’è una nuova ondata estetica che sta travolgendo i guardaroba della stagione. Si chiama “Fisherman aesthetic” ed è il trend che rielabora in chiave sartoriale l’immaginario dei pescatori d’altri tempi. Addio minimalismo asettico: l’estate 2026 celebra il ritorno delle texture materiche, delle tonalità marine e di accessori che sembrano emersi direttamente dai flutti.
Dall’Atlantico alla passerella: l’evoluzione del guardaroba da banchina
La moda ha sempre amato rubare le divise da lavoro per trasformarle in icone di stile, ma quest’anno l’ispirazione si spinge verso i porti del Nord Europa e i villaggi di pescatori della Normandia. Il Fisherman Aesthetic non è una semplice declinazione dello stile marinaro classico — dimenticate le righe bianche e rosse alla parigina o i bottoni dorati da skipper — ma un omaggio più grezzo, autentico e affascinante alla vita di mare.
I direttori creativi delle grandi maison hanno isolato gli elementi chiave dell’abbigliamento da pesca, privandoli della rigidità tecnica e riproponendoli in tessuti nobili. Il risultato è un perfetto equilibrio tra utilitarismo e sensualità, dove i dettagli “rugged” (ruvidi) si fondono con texture impalpabili studiate per l’afa estiva.
I tre pilastri del trend: materiali, modelli e accessori
Per cavalcare l’onda di questa estetica senza sembrare pronti per una battuta di pesca d’altura, la moda suggerisce di puntare su tre elementi chiave:
1. Il ritorno del macramè e degli abiti “a rete”
Il pezzo forte della stagione è l’abito o il top che mima la struttura delle reti da pesca. Realizzati in cotone grezzo, lino o corda intrecciata, questi capi giocano sulle trasparenze e sul layering (la stratificazione). Si indossano sopra costumi interi minimalisti in spiaggia o sopra canotte a coste in città, regalando un movimento tridimensionale a ogni passo.
2. I “Fisherman Sandals” e i cappelli da peschereccio
Sul fronte degli accessori, il podio spetta ai sandali a gabbia (i classici fisherman sandals). Originariamente pensati in gomma o cuoio rigido per proteggere i piedi sugli scogli, per l’estate 2026 si rifanno il look in morbida pelle nappa o nabuk, diventando la calzatura flat più sofisticata da abbinare a pantaloni a palazzo. Non manca poi il bucket hat (il cappello alla pescatora), rivisitato in tessuti tecnici idrorepellenti ma traspiranti o in rafia intrecciata.
3. Giacche cerate in versione “light”
La classica cerata gialla da tempesta si evolve: i pesanti materiali plastici lasciano il posto a nylon giapponesi ultra-sottili, lino spalmato o cotone cerato traspirante. I colori dominanti abbandonano i neon per abbracciare la tavolozza della costa: verde oliva, beige sabbia, blu abisso e l’immancabile color corda.
Come indossarlo nel 2026 senza scivolare nel costume
La regola d’oro per interpretare il Fisherman Aesthetic con eleganza è il dosaggio. Gli stylist consigliano di scegliere un solo pezzo forte per outfit. Un pantalone cargo multitasche in lino leggerissimo si sposa alla perfezione con una camicia di seta fluida; viceversa, una borsa a secchiello in corda e rete diventa l’accento perfetto per un tubino nero minimalista. È la vittoria di una femminilità (e mascolinità) pragmatica, che non teme il vento e che trova la sua massima espressione nella bellezza delle cose vissute.
In primo piano
Vanessa Incontrada cambia look e sorprende tutti: addio capelli lunghi, il nuovo taglio è un tuffo negli anni Ottanta
A pochi mesi dai 47 anni, Vanessa Incontrada ha deciso di voltare pagina anche davanti allo specchio. Nuovo taglio, frangia a tendina e riflessi dorati per un look che richiama il fascino degli anni Ottanta.
Altro che fontana della giovinezza. A volte basta una buona sforbiciata per cambiare volto e umore. Vanessa Incontrada lo sa bene e, alla soglia dei 47 anni, ha deciso di regalarsi un restyling che non è passato inosservato.
L’attrice e conduttrice, impegnata sul set e costretta a rinunciare a qualche giornata di mare e relax, ha scelto di rinnovare la propria immagine affidandosi alle mani del suo parrucchiere di fiducia. E il risultato finale ha subito conquistato i social.
Il mistero svelato dopo il video dal parrucchiere
Nei giorni scorsi Vanessa Incontrada aveva alimentato la curiosità dei follower mostrando alcune immagini direttamente dal salone. Nel video si vedeva la conduttrice tra il lavaggio e le forbici, ma senza mai svelare il risultato finale.
Una scelta che aveva acceso la curiosità dei fan, lasciati con il fiato sospeso davanti a un restyling annunciato ma ancora misterioso.
Adesso, però, il segreto è stato finalmente svelato.
Addio ai capelli lunghi, arriva il bob con frangia
La rivoluzione parte proprio dai capelli. Vanessa Incontrada ha infatti detto addio alle lunghezze tradizionali scegliendo un bob scalato che arriva appena sopra le spalle.
Nessuna linea rigida o geometrica, ma un taglio morbido e leggermente spettinato, studiato per alleggerire il volume e regalare movimento alla chioma.
Il dettaglio più evidente è la frangia a tendina, lasciata aperta sulla fronte con un effetto naturale e sbarazzino che rompe la monotonia e dona un’aria più fresca e contemporanea.
Riflessi dorati e volumi da anni Ottanta
La trasformazione non si ferma al taglio. Per accompagnare i nuovi impegni professionali, l’ex volto di Zelig ha deciso di ravvivare anche il colore dei capelli.
La tradizionale base castana è stata illuminata da riflessi dorati che esaltano i lineamenti e valorizzano la naturale luminosità del viso.
A completare il restyling ci pensa una piega particolarmente vaporosa, con volumi importanti che richiamano senza troppi giri di parole il fascino degli anni Ottanta e l’atmosfera dei vecchi fotoromanzi.
Un cambiamento deciso, ma senza stravolgere la sua immagine. Perché Vanessa Incontrada continua a puntare su quello che da sempre è il suo punto di forza: una bellezza autentica, lontana dagli eccessi e capace di rinnovarsi con semplicità.
Moda e modi
Sole e rughe: la skincare d’estate che ti salva la faccia (letteralmente)
Proteggere la pelle dal sole non è solo una questione estetica. È il miglior investimento contro le rughe, le macchie e l’invecchiamento precoce. Ecco cosa non può mancare nella routine estiva.
L’estate è il momento in cui la pelle sembra più bella: colorita, compatta, luminosa. Ma è anche il periodo in cui rischia di invecchiare più velocemente. Il sole è il primo responsabile delle rughe precoci, delle macchie e del cedimento dei tessuti. Ma basta una buona skincare (e costanza) per invertire la rotta.
La parola d’ordine è protezione. E no, la crema solare non basta solo in spiaggia: il viso va protetto ogni giorno, anche in città. Meglio un SPF 50, leggero e adatto alla pelle del viso, con filtri UVA e UVB.
Seconda regola: detersione delicata, ma profonda. Dopo una giornata di caldo e sudore, la pelle ha bisogno di respirare. Sì al doppio cleansing (olio + gel schiumogeno), no ai prodotti troppo aggressivi.
Terzo step: idratazione smart. Gel a base d’acido ialuronico, sieri alla niacinamide e creme leggere fanno miracoli. Evita le texture grasse, che ostruiscono i pori, e preferisci formule “water-based”.
Infine, un tocco in più: antiossidanti. La vitamina C, usata al mattino, neutralizza i radicali liberi prodotti dall’esposizione solare. Di sera, un leggero peeling enzimatico o un siero al retinolo (se ben tollerato) aiuta a mantenere la pelle giovane e uniforme.
Bastano pochi gesti ogni giorno per evitare di ritrovarsi a settembre con dieci anni in più sul viso.
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