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Sic transit gloria mundi

La Talpa 2024: un mistero che nessuno vuole risolvere (e nemmeno guardare)

Un cast che non buca lo schermo, prove insipide e un mistero che non intriga nessuno: La Talpa è l’ennesimo esempio di un programma che scava nella memoria per riportare in vita il peggio della tv.

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    C’è qualcosa di poetico nel titolo La Talpa. È come se il programma stesso, a colpi di share in picchiata e di misteri inesistenti, stesse diligentemente scavandosi la propria tomba televisiva. Sarebbe bello sperare che questa volta la scavino davvero profonda, così da evitare resurrezioni imbarazzanti fra vent’anni. E sì, stiamo guardando te, Mediaset, e la tua ossessione per riportare in vita format che, se mai hanno funzionato, era perché non c’era di meglio in tv.

    Il lunedì sera: terra di nessuno

    Ah, il lunedì sera! Quella strana zona grigia del palinsesto, dove gli spettatori vagano senza una direzione, intrappolati tra riflessioni pseudo-filosofiche su Lenuccia (L’Amica Geniale, per chi vive su Marte) e il vuoto cosmico di La Talpa. Gli ascolti de L’Amica Geniale sono in caduta libera? Colpa di Alba Rohrwacher, diranno gli esperti. E se per caso si finisce su La Talpa, be’, è solo per sbaglio o per punizione divina. Una scelta tra il morboso e il masochistico, insomma.

    Nostalgia canaglia (ma anche no)

    Un tempo, La Talpa aveva un suo perché. O forse è solo la nostalgia a farci credere che fosse così. Nel 2024, però, il programma è un contenitore vuoto: una serie di prove insipide e personaggi di cui non ricordi il nome nemmeno il tempo di cambiare canale. Il format, sulla carta, dovrebbe essere intrigante: un gruppo di pseudo-vip (leggasi: chiunque abbia fatto un cameo in una fiction di terza categoria o abbia litigato con la Ventura) deve scoprire chi tra loro è la famigerata Talpa. Peccato che l’unica cosa che questi concorrenti riescono a scoprire è quanto siano inutili i loro profili social nel generare hype.

    La location? Un’esotica provincia di Viterbo. E qui parte la riflessione: è più intrigante cercare la Talpa o chiedersi quale santo abbia mai convinto Mariano Catanzaro a lasciare Instagram per partecipare a questa farsa?

    Sabotaggio: un fallimento su tutta la linea

    Nel 2024, La Talpa non riesce nemmeno a sabotare i suoi concorrenti, figurarsi il pubblico. L’unico vero sabotaggio è quello che il programma infligge a Mediaset, ormai in caduta libera con ascolti da incubo: dal 14% di share della prima puntata al misero 10,57% della terza. E mancano ancora tre episodi! C’è un limite a quanto possiamo tollerare in nome della tv trash, e La Talpa lo ha già abbondantemente superato.

    Il paradosso è servito: un format che dovrebbe essere costruito sul mistero non riesce nemmeno a sollevare un minimo di curiosità. Chi è la Talpa? A questo punto, chi se ne importa. L’unica cosa che ci importa davvero è sapere quanto manchi alla fine.

    E ora?

    Che dire, Mediaset. Ti sei scavata una bella fossa. E noi, spettatori sopravvissuti, non vediamo l’ora di mettere il coperchio. Perché una cosa è certa: il mistero non è chi sia la Talpa, ma perché qualcuno pensi ancora che questo programma valga la pena di essere mandato in onda.

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      Un anno di sfide, lavoro e orgoglio condiviso: grazie ai nostri lettori e a tutta la famiglia LaC per un 2026 pieno di luce, coraggio e nuove storie da raccontare insieme

      Il 2025 è stato un anno di passione, successi editoriali e crescita. Il nostro grazie va ai lettori, alla redazione e alla grande famiglia del gruppo LaC: al direttore del network Franco Laratta, al presidente Domenico Maduli e al direttore editoriale Maria Grazia Falduto. Con orgoglio guardiamo al 2026, pronti a fare ancora di più.

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        Il 2025 è stato un anno intenso, ricco, a tratti complesso, ma soprattutto straordinario. Un anno di lavoro vero, di giornalismo fatto con rispetto, responsabilità e passione. Un anno in cui LaCityMag ha continuato a crescere insieme ai suoi lettori, diventando non solo una testata ma una casa, un luogo di racconto, confronto, idee e comunità. Oggi il nostro primo pensiero è per chi ogni giorno sceglie di leggerci, di fidarsi di noi, di camminare con noi. Senza di voi, nulla avrebbe senso.

        La forza di un gruppo, l’orgoglio di farne parte

        Questo è stato anche l’anno dei grandi successi della famiglia LaC. Il network ha dimostrato, ancora una volta, cosa significa fare informazione con serietà e visione. LaCnews24, LaCapitalenews e tutte le testate del gruppo hanno confermato la loro autorevolezza, la capacità di parlare al Paese, di raccontarlo con un linguaggio vero e mai banale. È un orgoglio appartenere a questa squadra, condividere una missione comune, sentire ogni risultato come una vittoria collettiva.

        Grazie a chi guida, sostiene e crede nel futuro

        In questo messaggio non può mancare il nostro augurio, forte e sincero, a chi rende possibile questo percorso. Al direttore del network Franco Laratta, riferimento costante e guida attenta. Al presidente Domenico Maduli, che continua a credere, investire, immaginare e costruire futuro. Al direttore editoriale Maria Grazia Falduto, che ogni giorno imprime professionalità, sensibilità e visione al lavoro di tutti noi. A loro va non solo il nostro augurio, ma il nostro grazie per la fiducia e la strada condivisa.

        Una redazione che batte come un cuore solo

        Un ringraziamento speciale è per la redazione di LaCityMag e per tutte le persone che lavorano dietro ogni pagina, ogni notizia, ogni approfondimento. Giornalisti, collaboratori, tecnici, grafici, staff: ognuno ha messo passione, competenza e cuore. Siete la spina dorsale di questo giornale, la voce che arriva nelle case dei lettori, lo sguardo che osserva il mondo con attenzione, rispetto e umanità.

        Il nuovo anno che arriva: più storie, più coraggio, più futuro

        Il 2026 è già davanti a noi. Lo guardiamo con desiderio, con forza, con un pizzico di emozione e tanta responsabilità. Speriamo di bissare i successi di quest’anno, di crescere ancora, di raccontare nuove storie, di essere sempre un punto di riferimento per chi crede in un’informazione seria, libera e viva. Continueremo a farlo con lo stesso spirito: testa alta, mani al lavoro, cuore aperto.

        A voi lettori, a chi ci è stato vicino, a chi ci sostiene e a chi ci scoprirà domani, il nostro augurio più sincero è semplice e profondo: che il 2026 sia un anno di luce, di serenità, di sogni possibili e di nuove pagine bellissime da scrivere insieme.

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          Perché Mediaset tace sul caso Signorini? Il silenzio imbarazzante che pesa più delle accuse di Corona

          In altri Paesi, di fronte a presunte molestie, le aziende intervengono subito. Qui no. Nessuna nota ufficiale, nessuna sospensione cautelare, nessun chiarimento. Solo silenzio. Un silenzio che diventa posizione, protezione, scelta. E che apre una domanda: perché?

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            Il punto non è stabilire se Fabrizio Corona dica la verità o no. Quello riguarda le procure, gli avvocati, i tribunali. Il punto è che intorno ad Alfonso Signorini si è sollevata una tempesta mediatica gigantesca, con accuse pubbliche, testimonianze, interrogatori, parole pesantissime. Sui social non si parla d’altro, i giornali ne scrivono ogni giorno, l’immagine di Mediaset è trascinata dentro un vortice potenzialmente devastante. E l’azienda cosa fa? Niente. Non una riga. Non una parola. Non una postura pubblica.

            In qualunque altra azienda del mondo sarebbe impensabile

            Negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia, basta un sospetto del genere e partono immediatamente provvedimenti cautelativi: sospensioni temporanee, comunicati ufficiali, prese di distanza nette, annunci di indagini interne. È una regola non scritta ma rigorosa: prima si tutela il marchio, poi – eventualmente – si difende la persona.
            Qui no. Qui tutto tace. Qui si finge che non stia succedendo nulla. Qui si aspetta. Qui si ignora volutamente un dibattito gigantesco. Qui sembra quasi che si speri che passi la tempesta.

            Forse Signorini non è un semplice volto tv

            E allora sorge spontanea la domanda che tanti stanno facendo: perché questo silenzio?
            Perché di fronte a un caso che esplode a livello nazionale, l’azienda sceglie la linea dell’assenza? Forse perché Alfonso Signorini non è solo un conduttore, ma il custode dei segreti della casa del Biscione da trent’anni? Forse perché se davvero decidesse di “aprire la cassaforte”, rischierebbero in molti e non solo lui?
            È una domanda scomoda, certo. Ma ignorarla è impossibile.

            Il silenzio è già una risposta

            Mediaset può parlare quando vuole. Può chiarire, può prendere posizione, può difendere il suo uomo, può prendere le distanze, può annunciare verifiche. Ma non può più fingere che non stia accadendo niente. Perché quel silenzio è già una dichiarazione.
            E sì, è un silenzio imbarazzante.

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              Buon Natale da LaCity Magazine: il nostro regalo siete voi, tra lifestyle, spettacolo, tendenze e voglia di bellezza

              Moda, cinema, musica, televisione, cucina, beauty, viaggi, gossip, tendenze: LaCity Magazine ha raccontato un anno pieno di novità e passioni. Vi ringraziamo per averci scelto ogni giorno e vi auguriamo un Natale leggero, luminoso e pieno di cose belle. Il 2026 vi sorprenderà: noi saremo qui, pronti a raccontarlo.

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                Cari lettori,
                questo è il momento più semplice e allo stesso tempo più importante dell’anno: dirvi grazie e augurarvi Buon Natale. LaCity Magazine è un daily online che vive di curiosità, energia, creatività e voglia di raccontare ciò che rende la vita più interessante: lo spettacolo che emoziona, il cinema che fa sognare, la musica che accompagna i ricordi, la cucina che unisce, il beauty che fa stare bene, le tendenze che raccontano il cambiamento.

                In dodici mesi abbiamo condiviso notizie, storie, interviste, retroscena, ispirazioni e passioni. Abbiamo seguito i grandi eventi, gli scandali, i successi, le mode e le novità. E soprattutto lo abbiamo fatto insieme a voi, che ogni giorno scegliete di leggere LaCity Magazine per informarvi, divertirvi, distrarvi e trovare quello spazio di leggerezza intelligente che tutti, ogni tanto, meritiamo.

                Il Natale è una pausa luminosa: un momento per rallentare, respirare e trovare un po’ di bellezza nelle cose semplici. Il nostro augurio è che sia un Natale pieno di sorrisi, affetti, emozioni e piccoli piaceri. E che il nuovo anno porti nuove storie, nuovi sogni e nuova voglia di vivere bene.

                Noi continueremo a fare ciò che amiamo: raccontare la vita nelle sue mille sfumature, con il nostro stile e la nostra attenzione. Grazie per esserci, grazie per seguirci, grazie perché, ogni giorno, rendete LaCity Magazine quello che è.

                Dal direttore e da tutta la redazione,
                Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

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