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Cronaca

Campi Flegrei, come comportarsi col super vulcano

Il piano di emergenza per il bradisismo ai Campi Flegrei è ben strutturato e prevede misure dettagliate per proteggere la popolazione. È fondamentale seguire le informazioni ufficiali e rimanere aggiornati sulla situazione attraverso fonti affidabili come l’INGV.

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    La popolazione ne è consapevole da sempre, un piano di evacuazione per allontanarsi in tempi brevissimi dalla zona dei Campi Flegrei (significa lunghe stasi) è praticamente impossibile. Sulla carta esiste. Ma nel corso dei decenni nella zona l’abuso edilizio ha trasformato l’urbanistica e il territorio in tutta la sua complessità. Per cui l’accumularsi di nuove costruzioni, nuovi accessi su nuove strade è diventato anche un grave ostacolo nel caso sia necessaria una improvvisa necessità di abbandonare l’area da parte di tutta la popolazione che ci abita.

    Hai voglia a dire niente panico

    Da decine e decine di anni il rischio il bradisismo ai Campi Flegrei richiederebbe un piano di emergenza ben strutturato. Con il Decreto Legge 140 del 2023, il Governo Meloni ha approvato un piano “speditivo” per gestire tali emergenze, ma senza che lo stessa potesse tenere conto della trasformazione urbanistica abusiva. Il piano comunque è suddiviso in tre scenari di rischio basati sui danni potenziali causati da terremoti e sciami sismici.

    Quali sono gli scenari possibili

    Scenario 1 e 2 prevedono danni minori o moderati, che non richiedono una evacuazione immediata. Scenario 3, prevede danni significativi che richiedono l’evacuazione immediata della popolazione. Attualmente, lo sciame sismico iniziato il 20 maggio 2024 non è stato classificato ufficialmente, ma ufficiosamente rientra tra lo scenario 1 e 2. Alcuni edifici a Pozzuoli sono stati dichiarati inagibili e gli sfollati sono stati temporaneamente ospitati al Palatrincone. A questo proposto la Regione Campania sta lavorando per sistemare gli sfollati in hotel convenzionati, grazie a un accordo con Federalberghi Campania.

    Una attività sismica che viene da lontano

    La grande caldera flegrea, un unicum in Europa, si estende a ovest di Napoli tra la collina di Posillipo, Bagnoli e i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e Giugliano. L’area vulcanica comprende diversi crateri – i più famosi sono quelli della Solfatara e il lago d’Averno, Che secondo Dante e Virgilio in pratica sarebbe la porta verso gli Inferi. E’ proprio questa zone al centro delle cronache negli ultimi mesi e delle ultime settimane per il sollevamento del terreno causato da variazioni di pressione sotterranea legate ad attività magmatico-idrotermale. Ma in realtà la preoccupazione, mai sopita, è ritornata dal mese di giugno del 2022. Da allora si è registrato un aumento crescente della sismicità (oltre 500 le scosse negli ultimi due mesi), compresa quella più intensa nella notte del 27 settembre (magnitudo 4.2), la più forte degli ultimi 39 anni.

    Ma cosa succede se bisogna scappare tutti subito?

    Nella necessità di abbandonare al più presto il territorio l’evacuazione viene attivata appena si verificano alcuni determinati fenomeni. Quando si propone un aumento significativo del sollevamento del suolo. Quando la sismicità aumenta in frequenza ed energia. Se si verificano danni strutturali ingenti da compromettere la sicurezza degli edifici. L’evacuazione per ora non prevede il trasferimento in altre regioni, ma l’accoglienza su base regionale. La Regione Campania, infatti, ha predisposto strutture come palestre e palazzetti dello sport, oltre a hotel convenzionati, per ospitare gli sfollati.

    Molti dormono in auto parcheggiata sotto casa non fidandosi delle tende

    La nuova zona rossa bradisismica interessa una popolazione di circa 500 mila abitanti suddivisi tra il comune di Bacoli, i quartieri napoletani di Bagnoli, Soccavo, Agnano, Pianura, Fuorigrotta e Posillipo e il comune di Pozzuoli. Il patrimonio edilizio da controllare è di oltre 15 mila edifici (2.604 a Bacoli, 3.332 a Napoli, 9.580 a Pozzuoli). Una immediata evacuazione di massa sarebbe davvero improbabile. Da Monte di Procida a Baia, da Pozzuoli a Bacoli e Quarto, e residenti della zona del versante napoletano che va da Agnano a Posillipo, da Mergellina ai Camaldoli, dovrebbero tutti insieme e in tempi brevissimi abbandonare casa e confluire nelle aree prestabilite per essere sfollati. Il Piano nazionale di Protezione civile prevede che quest’esodo senza precedenti si dovrebbe realizzare in 72 ore ma allo stato delle cose è impensabile perché numerose “vie di fuga” individuate dal 1984 al 2022 sono rimaste infrastrutture incompiute.

    Che procedura seguire per allontanarsi dai Campi Flegrei

    Il Consiglio dei Ministri deve dichiarare lo stato di emergenza nazionale su proposta del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e su richiesta del Presidente della Regione.
    Il Sindaco adotta l’ordinanza di sgombero degli insediamenti abitativi interessati.
    Viene attivata la DiComaC (Direzione di Comando e Controllo) a Caserta.
    La DiComaC coordina le attività di allontanamento e trasferimento della popolazione.

    Tutti in allarme permanente

    Il terremoto di magnitudo 4.4 del 20 maggio 2024 è il più forte mai registrato nell’area in epoca strumentale. Tuttavia, questa magnitudo non indica necessariamente un’eruzione imminente. Il bradisismo, causato da fenomeni vulcanici, può portare a terremoti significativi senza sfociare in eruzioni. L’ultima eruzione ai Campi Flegrei risale al 1538, e per ora non ci sono indicazioni scientifiche che suggeriscono un’eruzione imminente.

    Il costante monitoraggio dell’INGV

    Il territorio è monitorato dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che fornisce informazioni aggiornate e precise. È essenziale seguire le indicazioni ufficiali per evitare allarmismi inutili e garantire la sicurezza della popolazione.

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      Cronaca

      Susan Sarandon arrestata a New York: il sit-in contro Netanyahu davanti al palazzo delle Nazioni Unite

      L’arrivo del premier israeliano alla 81ª Assemblea Generale dell’ONU ha scatenato la reazione dei movimenti pacifisti. L’artista, da tempo in prima fila per i diritti umani, è stata condotta via in manette dalla polizia.

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      Susan Sarandon arrestata a New York: il sit-in contro Netanyahu davanti al palazzo delle Nazioni Unite

        A pochi passi dalle vetrate del palazzo di vetro delle Nazioni Unite, la tensione è salita rapidamente mentre il corteo tentava di bloccare il traffico tra East 39th Street e First Avenue. La presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a New York ha richiamato centinaia di attivisti, decisi a far sentire la propria voce contro il prosieguo delle operazioni militari e per chiedere l’immediata sospensione dell’invio di armi dagli Stati Uniti. Tra le fila dei manifestanti spiccava il volto celebre dell’attrice premio Oscar Susan Sarandon, che insieme a colleghi del mondo dello spettacolo ed esponenti politici locali ha dato vita a un sit-in pacifico ma non autorizzato a ridosso del perimetro di sicurezza.

        Le manette al sit-in di Jewish Voice for Peace

        L’iniziativa, promossa dall’organizzazione Jewish Voice for Peace, ha visto l’adesione di oltre cento persone che hanno occupato la sede stradale esibendo striscioni e scandendo cori diretti al palazzo dell’ONU. Quando le forze dell’ordine sono intervenute per sgomberare l’incrocio e ripristinare la viabilità, diversi manifestanti si sono rifiutati di alzarsi dall’asfalto. Gli agenti del dipartimento di polizia di New York hanno quindi iniziato ad ammanettare i presenti, compresa l’ottantenne star del cinema, condotta verso i mezzi della polizia senza che opponesse resistenza. Insieme a lei sono finite in custodia altre personalità dello spettacolo e della politica cittadina, tra cui le attrici Cynthia Nixon e Hannah Einbinder.

        Il prezzo dell’impegno politico e il dissenso a Hollywood

        Per la protagonista di capolavori della storia del cinema come Dead Man Walking e Thelma & Louise, la militanza politica sul fronte mediorientale non rappresenta una novità, sebbene negli ultimi mesi gli sia costata l’allontanamento da parte della sua storica agenzia di rappresentanza e varie difficoltà lavorative nell’ambiente hollywoodiano. Sarandon ha espresso più volte la determinazione nel proseguire la propria battaglia pubblica: «Ho trovato la mia famiglia, ho trovato la mia gente e sto bene», ha dichiarato di recente commentando le pressioni subite dall’industria del cinema nei confronti degli artisti apertamente critici verso la linea del governo israeliano.

        Il clima dentro e fuori la sede delle Nazioni Unite

        L’arresto dei manifestanti all’esterno ha fatto da specchio a un clima estremamente teso anche all’interno dell’aula dell’Assemblea Generale. Durante l’intervento del premier israeliano, diverse delegazioni diplomatiche hanno lasciato la sala in segno di protesta prima dell’inizio del discorso. Fuori dai cancelli, la polizia newyorkese ha identificato e rilasciato nelle ore successive gran parte dei fermati con citazioni dirette per blocco del traffico ed adunate sediziose. L’episodio conferma la crescente spaccatura sociale e culturale che attraversa gli Stati Uniti in merito alla gestione delle alleanze internazionali e del conflitto in Medio Oriente.

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          Cronaca

          Me Contro Te, guai dopo le nozze-show: accuse su vendite ai bambini e privacy dei minori. Il sito sparisce e l’Antitrust ha già un dossier

          Il 9 giugno sarebbe arrivato un corposo fascicolo all’Antitrust, il 14 settembre è stato depositato un ricorso e il 22 il sito ufficiale è finito offline. Coincidenza? Intanto una notifica è arrivata anche alla Procura di Trapani. Tutte accuse ancora da verificare.

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            Prima il matrimonio trasformato in uno spettacolo davanti a seimila persone paganti, poi il viaggio di nozze in Africa tra leoni e giraffe, infine la doccia fredda: mentre Sofia Scalia e Luigi Calagna, per milioni di bambini semplicemente Sofì e Luì dei Me Contro Te, festeggiano il matrimonio, in Italia si sta aprendo una partita assai meno colorata dei loro video.

            Al centro ci sono proprio il pubblico che li ha resi ricchi e famosi e il gigantesco sistema commerciale costruito intorno al marchio Me Contro Te: bambini e famiglie.

            Consumerismo No Profit, associazione guidata da Luigi Gabriele, contesta presunte «pratiche commerciali aggressive e ingannevoli» e possibili violazioni della privacy dei minori legate al sito e all’app della coppia. Le accuse dovranno naturalmente trovare conferma nelle sedi competenti e, al momento, non equivalgono ad alcun accertamento di responsabilità. Ma la quantità di materiale raccolto e soprattutto la sequenza temporale degli ultimi mesi rendono la vicenda tutt’altro che marginale.

            Anche perché nel frattempo è successa una cosa curiosa: il sito dei Me Contro Te è andato offline.

            Nozze il 5 settembre, ricorso il 14 e sito offline il 22

            È la cronologia a rendere la storia particolarmente interessante. Il 5 settembre i Me Contro Te celebrano il loro matrimonio-show all’Unipol Dome di Milano, trasformando le nozze in un evento aperto al pubblico con circa seimila spettatori paganti. Una scelta perfettamente coerente con un marchio che negli anni ha trasformato Luì e Sofì in un’impresa capace di spaziare dai video ai film, dagli spettacoli dal vivo ai giocattoli e al merchandising.

            Poi cominciano ad arrivare le grane.

            Il 14 settembre viene depositato il ricorso, il 19 settembre emerge pubblicamente la vicenda e il 22 settembre il sito mecontrote.it va offline mostrando l’indicazione «In manutenzione».

            Che le due cose siano collegate non risulta dimostrato. E sarebbe scorretto sostenerlo come un fatto. Ma la successione delle date basta a sollevare una domanda: perché mettere in manutenzione proprio adesso una delle vetrine commerciali più importanti del marchio, immediatamente dopo l’enorme esposizione garantita dal matrimonio?

            Il sito, del resto, rappresenta uno degli snodi del business che ruota intorno alla coppia. E i numeri della società raccontano molto meglio di qualsiasi slogan quanto ormai Luì e Sofì siano lontani dall’essere semplicemente «due ragazzi che fanno video per bambini».

            Dietro Luì e Sofì c’è una società da 29 milioni di patrimonio

            La Me Contro Te srl, partecipata al 50% da Sofia Scalia e al 50% da Luigi Calagna e con sede a Marsala, avrebbe chiuso il 2025 con 29 milioni di euro di patrimonio, circa 4 milioni di ricavi e 1,7 milioni di utile.

            Numeri impressionanti per un fenomeno nato sul web e cresciuto costruendo un rapporto strettissimo con il pubblico più giovane. Su Instagram i Me Contro Te contano circa 1,6 milioni di follower, su TikTok 3,5 milioni e su YouTube addirittura 7,3 milioni.

            Proprio la particolare composizione del loro pubblico rende però estremamente delicato il terreno sul quale si muovono le contestazioni dei consumatori. Quando il destinatario di contenuti, comunicazione e prodotti è un bambino, le regole sulla pubblicità, sulla sollecitazione all’acquisto e sulla raccolta dei dati assumono infatti un’importanza ancora maggiore.

            Secondo Consumerismo, sul sito sarebbero comparsi comportamenti meritevoli di verifica proprio sotto questi aspetti. L’associazione avrebbe raccolto numerosi screenshot delle pagine contestate, costruendo un dossier poi trasmesso alle autorità competenti.

            Il dossier arrivato all’Antitrust già a giugno

            La vicenda, in realtà, non nasce dopo il matrimonio. Il materiale raccolto dai consumatori sarebbe arrivato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato già il 9 giugno, dunque quasi tre mesi prima delle nozze.

            Nel fascicolo sarebbero finite le presunte pratiche commerciali scorrette presenti nell’ecosistema digitale dei Me Contro Te, comprese quelle che, secondo l’associazione, potrebbero configurare inviti diretti all’acquisto rivolti ai bambini, forme di pubblicità non adeguatamente riconoscibili e problematiche relative ai dati personali dei minori.

            Sono contestazioni, non fatti accertati. Al momento non risulta una decisione dell’Antitrust che stabilisca che i Me Contro Te abbiano effettivamente violato quelle norme. L’Autorità potrebbe trovarsi ancora nella fase preliminare di valutazione del materiale ricevuto.

            Ma il fascicolo esiste e, soprattutto, contiene materiale che permetterebbe di ricostruire l’aspetto delle pagine prima che il sito venisse messo offline.

            Anche la Procura di Trapani riceve una segnalazione

            La partita non si fermerebbe all’Antitrust e al procedimento civile. Alla Procura della Repubblica di Trapani sarebbe arrivata una notifica relativa a presunte violazioni della normativa sulla privacy, mentre un’altra parte della vicenda coinvolge il Tribunale civile di Palermo.

            Questo non significa che esistano già procedimenti penali a carico dei due influencer per le condotte contestate né, tantomeno, che le accuse abbiano trovato conferma. Saranno eventualmente le autorità interessate a stabilire se esistano gli elementi necessari per procedere.

            Ed è una distinzione fondamentale, perché dietro l’immagine sorridente di Luì e Sofì si sta giocando una questione molto più grande dei due influencer siciliani: quanto può spingersi lontano il marketing quando il consumatore al quale parla è un bambino?

            Dal matrimonio con seimila paganti alla battaglia sulle vendite ai bambini

            Il contrasto è inevitabile. Soltanto poche settimane fa i Me Contro Te avevano portato persino il proprio matrimonio dentro la macchina dello spettacolo: 5 settembre, Unipol Dome, Milano, seimila persone, con il pubblico chiamato ad assistere a uno dei momenti tradizionalmente più privati nella vita di una coppia.

            Una scelta perfettamente legittima, ma anche la rappresentazione plastica di quanto il confine tra vita privata, contenuto e business sia ormai sottile nell’universo Me Contro Te.

            Luì e Sofì hanno costruito negli anni qualcosa di molto più grande di una coppia di influencer: un marchio multimilionario alimentato da cinema, spettacoli, social, prodotti e merchandising, con una capacità straordinaria di trasformare il rapporto affettivo dei bambini con i loro personaggi in un sistema commerciale.

            Ed è esattamente quel confine che adesso Consumerismo chiede alle autorità di esaminare.

            Le accuse andranno provate, i Me Contro Te avranno naturalmente la possibilità di replicare e nessuno può anticipare le conclusioni di Antitrust, giudici o procure. Ma una cosa è già evidente: dopo anni trascorsi a trasformare praticamente tutto in uno show, persino il matrimonio, questa volta Luì e Sofì si trovano davanti a uno spettacolo del quale non controllano la sceneggiatura.

            E mentre loro sono in luna di miele, il sito resta offline e sulle scrivanie delle autorità ci sono screenshot, ricorsi e segnalazioni. Per i Me Contro Te, abituati a milioni di bambini che cliccano «play», potrebbe essere cominciata la partita più delicata della loro carriera.

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              Cronaca Nera

              Garlasco, colpo di scena tra Sempio e la sua avvocata: «Siamo stati amanti». Taccia racconta tutto: «L’ho lasciato io. E sui forum l’avrei menato»

              Dalla relazione tenuta lontana dai riflettori al marito per il quale dice di essere ancora innamorata, fino alla scoperta dei migliaia di messaggi di Sempio nei forum di seduzione: «Ero furente, non mi aveva detto niente». Ma sull’ex fidanzato non arretra di un millimetro: «Rimbambito a volte, ma non certo un assassino».

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              Angela Taccia

                Altro che semplice amicizia ventennale. Angela Taccia e Andrea Sempio sono stati fidanzati, e per tre mesi hanno condiviso qualcosa di decisamente più intimo delle serate con gli amici, delle vacanze e di quel rapporto quasi fraterno che negli ultimi anni era diventato parte del racconto pubblico intorno al nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. A raccontarlo adesso è proprio l’avvocata che oggi siede al fianco di Sempio e lo difende insieme al collega Liborio Cataliotti.

                Il particolare cambia completamente sapore a una storia che sembrava ormai conosciuta in ogni dettaglio. Taccia aveva raccontato più volte di conoscere Sempio da una vita, di frequentarlo fin da ragazza, di aver condiviso con lui e Marco Poggi amicizie, feste, vacanze e sabati sera. Quello che finora era rimasto molto più in ombra è che nel 2014 quell’amicizia diventò una relazione sentimentale vera e propria.

                E quando le viene chiesto se tra loro ci fosse stato qualcosa di più di un bacio, Taccia liquida ogni possibile ambiguità con una risposta parecchio efficace: «Io le cose le faccio bene o non le faccio. Siamo stati insieme tre mesi nel 2014».

                «L’ho lasciato io»: Angela Taccia racconta la storia con Sempio

                A chiudere quella relazione sarebbe stata lei. Taccia racconta di aver incontrato quello che sarebbe diventato suo marito e di aver scelto quindi di interrompere la storia con Andrea. Nel ricordarlo oggi parla del coniuge come dell’uomo di cui è ancora innamorata, mentre con Sempio il rapporto ha cambiato pelle, tornando nell’alveo di una profonda amicizia e trasformandosi infine, con la riapertura dell’inchiesta di Garlasco, anche in un rapporto tra avvocata e assistito.

                Ed è proprio qui che la vicenda assume contorni quasi da romanzo popolare: l’ex fidanzata che molti anni dopo si ritrova a difendere l’ex compagno dall’accusa più terribile, quella di aver partecipato all’omicidio di Chiara Poggi. Taccia non nasconde che la sua certezza sull’innocenza di Sempio nasce anche dalla conoscenza personale accumulata nel corso degli anni, compresi quelli in cui tra loro esisteva un rapporto sentimentale.

                La legale sostiene di non riconoscere affatto nell’uomo che ha conosciuto il profilo violento che, a suo giudizio, qualcuno avrebbe cercato di ricavare da intercettazioni e altri elementi emersi dall’indagine. Taccia lo descrive invece come «delicato» e «tenero», ricorda il suo rapporto molto stretto con gli amici e osserva che anche con le donne frequentate dopo di lei avrebbe mantenuto buoni rapporti.

                Poi arriva la definizione che vale da sola mezza intervista: «È un ragazzo perbene, rimbambito a volte, ma non certo un assassino».

                L’ex fidanzata che oggi lo difende: «So che è innocente»

                Naturalmente quella di Taccia rimane la convinzione personale e professionale della sua avvocata: Andrea Sempio è indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, mentre per quel delitto Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva. Ma proprio la natura del vecchio rapporto permette di capire perché la legale utilizzi parole tanto nette quando parla del carattere del suo assistito.

                «Posso dire che Andrea Sempio è sicuramente innocente, ne sono più che certa», sostiene Taccia, spiegando che, senza questa convinzione, avrebbe impostato diversamente la strategia difensiva insieme a Cataliotti. Aggiunge inoltre di non ritenerlo una persona disturbata o violenta e chiama direttamente in causa la loro lunga frequentazione: erano troppo amici, dice, perché lei non si accorgesse di eventuali aspetti di quel genere.

                C’è però qualcosa che persino l’ex fidanzata e amica storica non sapeva affatto di Andrea Sempio. Ed è forse il particolare più curioso di tutta la vicenda.

                I 3.000 messaggi nei forum di seduzione: «Non me l’aveva mai detto»

                Quando è esploso il caso del vecchio profilo attribuito a Sempio su Italian Seduction Club, con oltre tremila interventi pubblicati tra il 2009 e il 2016, Angela Taccia racconta di essere rimasta di sasso. Di quell’attività online non sapeva nulla, nonostante proprio nel mezzo di quel periodo i due fossero stati sentimentalmente legati.

                E la reazione dell’avvocata, almeno a sentirla raccontare oggi, non è stata esattamente quella di una professionista imperturbabile davanti a una novità processuale. «Ero furente: non mi aveva detto niente», racconta, spiegando di aver scoperto la vicenda da altre persone e di essersi trovata impreparata quando la storia è diventata pubblica. Poi aggiunge: «L’avrei menato per due giorni».

                Taccia considera quei vecchi interventi delle sciocchezze che non rappresenterebbero il Sempio conosciuto personalmente. Alcuni contenuti del forum, però, sono finiti inevitabilmente sotto i riflettori anche per il tono e per gli argomenti affrontati: tra quelli riportati pubblicamente c’è una riflessione sullo stupro e ci sono messaggi relativi a una ragazza per la quale Sempio aveva descritto una forte infatuazione. La difesa ha sostenuto che quella ragazza non fosse Chiara Poggi e ha ridimensionato l’idea di una vera «ossessione», parlando piuttosto di una cotta.

                Il paradosso resta irresistibile dal punto di vista del gossip: la donna che per tre mesi era stata la sua fidanzata non conosceva quella parte della sua vita virtuale.

                Da fidanzati ad avvocata e assistito: il rapporto che non si è mai spezzato

                Dopo la fine della relazione, Taccia e Sempio non si sono persi. Il loro legame è sopravvissuto alla parentesi sentimentale e negli anni è tornato a essere un’amicizia molto stretta. Sempio stesso, parlando pubblicamente del rapporto con la legale, lo aveva definito «fraterno» e aveva inserito Taccia tra le persone che gli vogliono bene.

                Oggi, però, quella stessa donna deve difenderlo nel momento più complicato della sua vita. E la rivelazione arriva proprio mentre l’inchiesta attraversa una fase delicatissima. La Procura di Pavia ha affidato allo psichiatra forense Roberto Catanesi una consulenza personologica su Sempio. Il consulente aveva chiesto di incontrare direttamente l’indagato, ma la difesa ha declinato l’invito, sostenendo che un eventuale esame dovesse svolgersi con le garanzie del contraddittorio.

                È dunque un rapporto con parecchie vite quello tra Angela Taccia e Andrea Sempio: amici, fidanzati, ex fidanzati, amici di nuovo e infine avvocata e assistito. Una sequenza che, dentro una vicenda già traboccante di personaggi, retroscena e colpi di scena, aggiunge un particolare che difficilmente passerà inosservato.

                Perché adesso, quando Angela Taccia dice di conoscere Andrea Sempio da vent’anni e di essere convinta che non sia un uomo violento, sappiamo che quella conoscenza non nasce soltanto dalle serate trascorse nella stessa compagnia. Per tre mesi, nel 2014, Andrea Sempio è stato il suo uomo.

                E l’ex fidanzata che oggi lo difende continua a metterci la faccia: «Rimbambito a volte, ma non certo un assassino».

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