Cronaca
I cinque minuti che fanno un Papa: perché le congregazioni pre-Conclave decidono tutto
Durante le congregazioni generali, i cardinali si parlano, si studiano, si confrontano. Ed è lì, tra un’intervento e un silenzio carico di sguardi, che inizia davvero l’elezione. È accaduto con Francesco. Potrebbe accadere di nuovo. Ma quest’anno c’è anche un nodo spinoso da sciogliere: la partecipazione del cardinale Angelo Becciu.
Un foglietto, cinque minuti e una visione. Era il 9 marzo 2013, tre giorni prima che le porte della Cappella Sistina si chiudessero sul Conclave. Si alzò Jorge Mario Bergoglio, cardinale di Buenos Aires, e lesse un breve discorso. Parlò di una Chiesa chiamata a uscire da sé, a raggiungere le “periferie esistenziali”. Disse che forse Gesù bussa da dentro, e non da fuori, perché è la Chiesa a doverlo lasciar uscire. Quel momento cambiò tutto. Un vescovo cubano, Jaime Ortega, chiese il testo. Lo fece leggere. Molti lo ricopiarono. In quelle righe c’era già un Papa. Il resto è storia.
È per questo che le congregazioni generali, i giorni che precedono il Conclave, sono così decisive. Non sono semplici briefing organizzativi. Sono il cuore pulsante della transizione, il luogo dove si costruisce il consenso, si affinano le alleanze, si disegnano i profili. E, spesso, si abbattono quelli sbagliati.
Durante la Sede Vacante, l’assemblea dei cardinali ha un compito chiave: guidare la Chiesa nel vuoto di potere, e preparare l’elezione del nuovo Pontefice. All’inizio si discute di logistica, esequie, orari, sistemazioni. Ma poi, quando la salma è composta, si comincia a parlare sul serio. Gli elettori si confrontano, si studiano, si cercano. E soprattutto, si ascoltano.
Alle congregazioni generali partecipano tutti i cardinali, elettori e ultraottantenni, anche se questi ultimi possono astenersi. Le riunioni devono tenersi quotidianamente, anche nei giorni dei funerali. Ogni porporato giura sul Vangelo di mantenere il segreto su tutto ciò che verrà detto. E poi si comincia. Un intervento a testa. Cinque minuti. Il tempo di lasciare un segno. O di perdersi nel coro.
L’ultima volta, Bergoglio conquistò tutti così. Oggi potrebbe accadere lo stesso. Chi saprà pronunciare il discorso che non si dimentica? Chi parlerà il linguaggio del futuro? E chi invece scivolerà in un’anonima formalità?
Ma il Conclave del 2025 – o comunque quello imminente – ha anche un’altra incognita. Si chiama Angelo Becciu. Il cardinale coinvolto nel processo vaticano sullo scandalo finanziario di Londra. La Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, che regola il periodo della Sede Vacante, prevede che spetti all’assemblea dei cardinali decidere – a voto segreto – se un porporato possa partecipare o meno al Conclave.
E quindi, anche il destino di Becciu si gioca tra i banchi dell’Aula del Sinodo. In quei giorni sospesi, dove ogni parola pesa, ogni sguardo vale più di una mozione, e ogni silenzio è un’indicazione. Il voto, in questo caso, non è a voce. Ma segreto. Come tutto ciò che accade nelle congregazioni generali.
Per il resto, sarà questa stessa assemblea a decidere la data di apertura del Conclave, il giorno in cui i cardinali elettori – e solo loro – entreranno nella Sistina per chiudersi dentro fino alla fumata bianca. Secondo la legge canonica, il Conclave deve iniziare non prima di 15 giorni dalla morte del Papa, ma può essere anticipato se tutti i cardinali sono già a Roma. E deve comunque iniziare entro 20 giorni.
C’è anche una congregazione “parallela”, quella particolare: formata dal Camerlengo e da tre cardinali sorteggiati ogni tre giorni, si occupa delle questioni minori. Ma tutto il resto, il cuore delle decisioni, si muove lì, in assemblea. Niente pause, niente vacanze: nemmeno le esequie del Pontefice sospendono le riunioni.
In gioco c’è il governo della Chiesa universale. Non una scelta qualunque, ma l’elezione di un uomo a cui viene affidata “potestà suprema, piena, immediata e universale” (can. 331). Un potere che nessun altro sulla terra detiene.
Ma prima del potere, c’è la parola. Quella che conquista, come fece Bergoglio. O quella che condanna, come accadde ad altri, che aprirono bocca per dire troppo o troppo poco.
Ecco perché le congregazioni contano. Perché il prossimo Papa, spesso, non viene scelto nella Sistina. Ma qui. Seduto, in piedi, in ascolto. Con un foglietto tra le mani.
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Politica
Giorgia Meloni, vacanze blindate in Puglia: Ferragosto in barca e rifugio top secret tra gli ulivi, ecco chi è con lei
Giorgia Meloni sceglie ancora la Puglia per la seconda parte delle vacanze: gita in barca a Polignano a Mare e poi tutti al riparo da fotografi e curiosi in una località segreta tra gli ulivi. Con la premier anche Lollobrigida e Gemmato con la famiglia.
Prima la Sardegna, adesso la Puglia, ma con un cambio radicale di strategia: se alla Maddalena Giorgia Meloni non è riuscita a sfuggire completamente a fotografi e curiosi, nella Valle d’Itria la parola d’ordine sembra essere una sola: invisibilità. O quasi. Perché della seconda parte delle vacanze della presidente del Consiglio qualche dettaglio è comunque filtrato, compresa la compagnia scelta per trascorrere Ferragosto.
Secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera, Meloni ha raggiunto la Puglia alla vigilia del 15 agosto insieme alla figlia Ginevra, 9 anni. Intorno a loro si è riunita una cerchia decisamente familiare: la sorella Arianna Meloni, l’ex marito di quest’ultima e ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, oltre al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, arrivato con la propria famiglia.
Una piccola compagnia che mescola famiglia, amicizie e politica, anche se l’agenda ufficiale, almeno per qualche giorno, può restare chiusa in valigia.
Giorgia Meloni, Ferragosto in barca a Polignano a Mare
Per la giornata di Ferragosto il programma ha previsto soprattutto mare. Gemmato, coordinatore pugliese di Fratelli d’Italia e perfetto padrone di casa, avrebbe organizzato una gita in barca nelle acque di Polignano a Mare.
Niente vertici, riunioni o tavoli ministeriali: almeno per qualche ora la premier ha potuto sostituire Palazzo Chigi con il blu dell’Adriatico. Dopo l’escursione, però, il gruppo ha lasciato la costa per rientrare nell’entroterra e soprattutto lontano dagli obiettivi.
Ed è qui che le vacanze pugliesi diventano quasi un piccolo giallo estivo. Perché tutti sanno più o meno dove si trova Giorgia Meloni, ma nessuno conosce ufficialmente l’indirizzo.
Il rifugio top secret tra gli ulivi della Valle d’Itria
La zona scelta sarebbe quella della Valle d’Itria, nella fascia compresa tra le province di Brindisi e Taranto. Il luogo preciso del soggiorno resta invece segreto, con una protezione della privacy decisamente più rigida rispetto alla parentesi sarda.
Gli indizi portano inevitabilmente verso Ceglie Messapica, località che Meloni conosce bene e che aveva già scelto per le vacanze nel 2024. All’epoca la premier soggiornò alla Masseria Beneficio, struttura immersa nel verde con piscina, idromassaggio e un trullo padronale separato dal corpo principale.
Che abbia deciso di tornare proprio lì? Al momento nessuno lo conferma. E trasformare un precedente in una certezza sarebbe decisamente troppo, anche per il gossip più impaziente.
Con Meloni anche Arianna, Lollobrigida e Gemmato
Più chiara appare invece la composizione del gruppo. Accanto alla premier e a Ginevra c’è Arianna Meloni, ormai presenza abituale nei momenti familiari della sorella. C’è poi Francesco Lollobrigida: il matrimonio con Arianna è finito, ma i rapporti familiari evidentemente consentono ancora vacanze condivise.
Completa la compagnia Marcello Gemmato con la famiglia, presenza tutt’altro che sorprendente considerando il suo legame con il territorio pugliese.
Insomma, niente fuga solitaria e nemmeno vacanza mondana. Giorgia Meloni ha scelto pochi affetti, amici fidati, mare e ulivi. Soprattutto ha scelto un posto dove provare a scomparire per qualche giorno.
L’impresa più difficile, per una presidente del Consiglio, non sembra trovare una masseria con piscina in Puglia. È riuscire a non far sapere a nessuno quale sia.
Italia
“La fame non va in vacanza”: il dramma delle 4.500 persone in fila ogni giorno a Milano per un piatto caldo anche nel mese di agosto
L’afflusso davanti alla storica onlus milanese rimane altissimo anche a metà agosto. Tra extracomunitari e anziani che non riescono a coprire le spese con la pensione, l’assenza di servizi estivi e l’aumento dei prezzi mettono a dura prova centinaia di famiglie in difficoltà
Mentre la città si svuota per le ferie estive e le attività commerciali sospendono i servizi ordinari, la morsa della povertà non concede alcuna tregua. Anche durante il mese di agosto non si ferma la fila davanti alle sedi dell’associazione Pane Quotidiano a Milano, dove ogni giorno tra le 4.000 e le 4.500 persone in condizione di grave fragilità economica si rivolgono alla onlus per ricevere una razione di cibo e un sostegno concreto.
La composizione della coda e il dramma delle pensioni basse
A scattare la fotografia di un’emergenza sociale permanente è il presidente dell’associazione, Luigi Rossi, che sintetizza la situazione senza mezzi termini: «La coda c’è sempre perché la fame non va in vacanza». L’affluenza quotidiana si mantiene costante tutto l’anno, dimostrando come la necessità di soddisfare i bisogni primari non subisca variazioni stagionali.
I dati raccolti dalla struttura offrono una panoramica chiara sulle componenti di questo disagio diffuso. Il 65-70% degli ospiti che si mettono in fila fin dalle prime ore del mattino è composto da cittadini extracomunitari. Il restante 30% è rappresentato invece da cittadini italiani, costituiti in gran parte da pensionati che «non arrivano alla fine del mese con la loro pensione», stretti tra spese mediche, bollette e costi alimentari.
L’impatto del costo della vita nella metropoli milanese
I numeri registrati in viale Toscana e viale Monza riflettono direttamente le criticità economiche che investono la città. Per Rossi il costo della vita resta infatti «un tema centrale» nella valutazione dell’impoverimento di ampie fasce di popolazione.
La crescita dei prezzi di beni e servizi mette in sofferenza non soltanto chi vive in stato di marginalità estrema, ma erode anche le risorse del ceto medio-basso. A Milano, considerata «capitale europea a tutti gli effetti», il potere d’acquisto si erode sempre di più e «le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese», spingendo una platea sempre più vasta a chiedere aiuto alle reti di solidarietà cittadine per garantirsi un pasto.
Il ruolo della rete solidale durante la pausa estiva
Nel periodo estivo la chiusura di molte mense rionali e la riduzione delle attività di assistenza territoriale rendono l’operatività di Pane Quotidiano un presidio indispensabile. L’organizzazione garantisce la distribuzione gratuita di alimenti senza richiedere documenti o requisiti formali, offrendo un punto di riferimento fondamentale per quanti rischiano di rimanere invisibili e privi di sostentamento durante le settimane di agosto.
Italia
Il meteo cambia e spazza via il caldo opprimente: piogge, forti temporali e crollo termico in arrivo da oggi
Dopo settimane di grande caldo, le previsioni confermano una svolta a livello emisferico. L’arrivo di due perturbazioni porterà temporali di forte intensità partire dal Nord e un netto calo delle temperature capace di ridimensionare la morsa dell’afa su tutta l’Italia
Dopo settimane di caldo e afa, il quadro meteorologico sull’Italia si appresta a cambiare. Già da oggi sono previsti i primi temporali, destinati a spezzare la stabilità atmosferica e a ridurre le temperature calde registrate nell’ultimo periodo.
A renderlo noto è iLMeteo.it con il meteorologo Mattia Gussoni, che conferma: «La giornata di domenica segnerà una prima svolta a livello emisferico con l’arrivo dei temporali su Alpi, Prealpi e vicine pianure del Nord». I rovesci si estenderanno nelle ore pomeridiane anche ai rilievi del Centro-Sud. Sul resto del Paese invece ci saranno maggiori schiarite con temperature sopra le medie climatiche di riferimento.
Perturbazioni in arrivo e l’andamento della settimana
La tendenza per la settimana prevede il passaggio di due distinte perturbazioni. La prima, da domani lunedì 17 agosto, interesserà direttamente il Nord Italia. Si attendono temporali anche di forte intensità, in particolare su aree come la Liguria di Levante, le zone alpine e prealpine e le vicine aree pianeggianti di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Entro la serata le precipitazioni raggiungeranno anche parte del Centro-Sud. Successivamente, nelle giornate di martedì e mercoledì tornerà il sole, accompagnato da un calo generale delle temperature che si assesteranno su valori in linea con le medie stagionali del periodo.
La nuova svolta di giovedì con crollo termico e piogge diffuse
La tregua garantita dal bel tempo di metà settimana sarà comunque destinata a durare poco. Nella seconda parte della settimana si attende infatti il peggioramento più deciso e diffuso.
A partire da giovedì 20 agosto, si prevedono nuovi forti temporali diffusi soprattutto al Centro-Nord e, soprattutto, un calo delle temperature «capace di spazzare via definitivamente il caldo opprimente». Il transito della seconda perturbazione segnerà così l’interruzione della morsa dell’afa su gran parte del territorio nazionale.
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