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Nostradamus dice: Carlo? Deposto e rimpiazzato

Cosa riserverà il destino alla monarchia britannica? Solo il tempo e il destino possono svelare il mistero dietro le parole di Nostradamus. Per ora, rimaniamo in attesa, pronti a scoprire il prossimo capitolo di questa intrigante saga.

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    Cosa riserverà il destino alla monarchia britannica? Solo il tempo e il destino possono svelare il mistero dietro le parole di Nostradamus. Per ora, rimaniamo in attesa, pronti a scoprire il prossimo capitolo di questa intrigante saga.
    Carlo e Nostradamus

    Il mondo è in tumulto e le profezie di Nostradamus aggiungono combustibile al fuoco delle speculazioni. L’interrogativo che s’insinua nell’aria è chi prenderà il posto di Re Carlo sul trono? Le parole del profeta francese del XVI secolo sono come un misterioso vortice che cattura l’attenzione di tutti gli appassionati dell’occulto e del soprannaturale. Cosa ci riservanno i prossimi mesi?

    Nostradamus, con il suo enigmatico testo “Les Propheties” del 1555, ha predetto eventi che hanno segnato la storia, come l’ascesa di Hitler e gli attentati dell’11 settembre. Ma ora i riflettori sono puntati sulla successione al trono reale inglese. C’è agitazione nell’aria mentre il mondo osserva ansioso.

    In una delle quartine viene previsto che il “re delle isole verrà deposto e rimpiazzato da uno senza il segno del re”.  La tesi che più sembra credibile è quella secondo cui questa frase nasconda un riferimento a Re Carlo III d’Inghilterra. Il suo successore “senza segno del re”, senza “titoli nobiliari” dunque, sarebbe suo figlio Harry che prenderebbe il suo posto sconvolgendo in questo modo le sorti della monarchia e del Regno Unito.

    La monarchia britannica è nel caos. Re Carlo III e la principessa Kate Middleton affrontano battaglie contro il cancro, gettando il Regno Unito nello sconforto. La salute della famiglia reale è al centro dell’attenzione, e i sudditi pregano per la loro guarigione. Ma cosa succederebbe se Carlo III decidesse di abdicare o, peggio ancora, se lasciasse il trono per motivi di salute?

    William e Kate sono stati sempre considerati i successori naturali, ma la profezia di Nostradamus getta ombre di dubbio sul loro futuro. In una quartina misteriosa, il profeta parla di un usurpatore che prenderà il trono senza il segno del re. Questo ha portato molti a interrogarsi: potrebbe essere Harry il futuro re?

    Mentre William è l’erede legittimo, la profezia insinua un’enigmatica possibilità che scuote le fondamenta della monarchia. Se Harry dovesse salire al trono, quali sarebbero le conseguenze? La profezia lascia spazio a dubbi e speculazioni, alimentando il fervore dei pettegolezzi e delle congetture.

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      Mondo

      Il piccolo mondo dei complottisti sfida il Vaticano

      A differenza degli scismi che hanno segnato la storia dell’Europa, quello di Viganò sembra più un prodotto del mondo dei complottisti sui social network. Un’analisi di questo possibile “scisma populista del XXI secolo”.

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        Recentemente, l’ex nunzio apostolico Carlo Maria Viganò ha lanciato accuse pesanti contro Papa Francesco, dichiarando che il Pontefice sarebbe in rottura con tutti i papi precedenti. Secondo Viganò, il Vaticano starebbe affrontando uno scisma, una frattura interna alla Chiesa cattolica.

        Un confronto con gli scismi storici

        A differenza degli scismi che hanno segnato la storia dell’Europa – come quello d’Oriente o quello provocato dalla riforma di Lutero – le affermazioni di Viganò sembrano provenire dal piccolo mondo dei complottisti che si annidano sui social network. Mentre gli scismi storici hanno avuto un impatto duraturo e profondo sulla Chiesa e sulla società, quello di Viganò potrebbe essere ricordato più come una curiosità del XXI secolo, piuttosto che un evento di reale importanza storica.

        Il “populismo religioso” di Viganò

        L’accusa di scisma di Viganò ha fatto scalpore, ma è importante sottolineare che potrebbe rappresentare più un caso di “populismo religioso” che una reale minaccia per l’unità della Chiesa. Le sue dichiarazioni sono state ampiamente diffuse e discusse nei circoli dei complottisti, ma non hanno trovato riscontro significativo tra i teologi e gli storici della Chiesa.

        La reazione del Vaticano

        Il Vaticano ha risposto alle accuse di Viganò con fermezza. Papa Francesco ha continuato la sua opera di riforma e di dialogo interreligioso, senza lasciarsi distrarre da queste polemiche. I portavoce del Vaticano hanno ribadito che l’unità della Chiesa è salda e che le accuse di scisma sono infondate.

        Un’accusa esplosiva

        Le accuse di scisma di Carlo Maria Viganò contro Papa Francesco rappresentano un caso interessante di come le dinamiche dei social media e dei complottisti possano influenzare il dibattito pubblico. Tuttavia, a differenza degli scismi storici che hanno profondamente influenzato la Chiesa e l’Europa, quello di Viganò sembra destinato a rimanere un episodio marginale, più rilevante per il suo impatto mediatico che per la sua sostanza teologica.

        In definitiva, questo “scisma populista del XXI secolo” potrebbe non lasciare un’impronta duratura nella storia della Chiesa, ma serve come promemoria del potere dei media e dei social network nel plasmare le narrazioni contemporanee.

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          Mondo

          Annullata la condanna a morte del rapper iraniano Toomaj Salehi: la mobilitazione internazionale ha vinto

          LaCityMag.it si era schierata chiaramente per chiedere la grazia per Toomaj Salehi, il cui caso ha attirato l’attenzione globale. La lotta per i diritti umani in Iran continua.

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            La notizia dell’annullamento della condanna a morte del rapper iraniano Toomaj Salehi è stata accolta con grande sollievo dai suoi sostenitori in tutto il mondo. Toomaj, noto per le sue canzoni contro il regime iraniano, era stato arrestato e condannato a morte, suscitando un’ondata di proteste e appelli per la sua liberazione.

            Toomaj Salehi è diventato un simbolo della lotta per la libertà di espressione in Iran. Le sue canzoni critiche verso il governo lo hanno reso un bersaglio, ma hanno anche attirato l’attenzione internazionale. Organizzazioni per i diritti umani, artisti e attivisti da ogni parte del mondo hanno chiesto con forza la sua liberazione.

            La mobilitazione globale

            La mobilitazione per Toomaj ha visto la partecipazione di numerose piattaforme e testate internazionali. Tra queste, anche LaCityMag.it si è schierata chiaramente per chiedere la grazia per il rapper. La pressione internazionale ha giocato un ruolo cruciale nel portare l’attenzione sul caso e nel sollecitare le autorità iraniane a rivedere la sentenza.

            La situazione in Iran

            Nonostante questa vittoria, gli attivisti avvertono che l’attenzione internazionale non deve calare. La situazione in Iran rimane critica, con numerosi prigionieri politici e attivisti sotto costante minaccia. Il caso di Toomaj Salehi è solo uno dei tanti che richiedono una vigilanza costante e un sostegno globale. Gli arresti di artisti, giornalisti e attivisti sono all’ordine del giorno, e il regime continua a reprimere duramente ogni forma di dissenso.

            La lotta per i diritti umani

            Il caso di Toomaj Salehi ha messo in luce la difficile situazione dei diritti umani in Iran. La libertà di espressione è costantemente minacciata, e coloro che osano criticare il regime rischiano la vita. La comunità internazionale deve continuare a monitorare e a intervenire per proteggere i diritti fondamentali dei cittadini iraniani.

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              Giraffa: una possibile estinzione in sordina

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                Vi ricordate quando eravate piccoli e i vostri genitori vi portavano alla zoo? Alzi la mano chi non è mai rimasto a bocca aperta di fronte alla singolarità della giraffa… con quel collo così lungo che manco Modigliani… Ebbene, nella giornata dedicata alla specie, è giusto ricordare che ne sopravvivono solo 117mila esemplari. E pensare che un secolo fa superavano il milione.

                L’allarme del Wwf

                Ora in natura ne restano solo 117mila esemplari. Si tratta di una lenta estinzione silenziosa quella delle giraffe. Nella giornata dedicata a questo animale, il 21 giugno, il Wwf ha lanciato l’allarme. Nonostante nell’ultimo decennio si stimi un lieve aumento della popolazione, la specie è tuttora in pericolo. In Africa ne esiste sola una ogni quattro elefanti.

                E’ colpa dell’isolamento riproduttivo

                Le stime più recenti della Giraffe Conservation Foundation indicano come le quattro specie di giraffa (settentrionale, reticolata, masai e meridionale) vivano in un “isolamento riproduttivo” che impedisce loro di incrociarsi. Anche l’apparente aumento della popolazione (un 20% in più tra il 2015 e il 2021) deriverebbe dal un miglioramento nelle tecniche usate per il censimento. I rilievi fotografici e l’uso di specifici software, in grado di scansionare e riconoscere gli individui sulla base della trama delle macchie del mantello, ha permesso di individuare anche gli erbivori che risultano nascosti all’occhio umano e agli elicotteri in sorvolo sulle aree strategiche.

                Occhio ai numeri: sono ingannevoli

                Rispetto al 2015, ci sono circa mille giraffe settentrionali in più. Adesso sono oltre 5.900, ma detengono ancora il triste primato della popolazione più ridotta. In quasi 10 anni, le reticolate sono quasi raddoppiate (16 mila in totale), mentre le masai sono aumentate del 44% (la stima si aggira sui 45 mila esemplari). La specie più numerosa è quella della giraffa meridionale, che conta circa 48 mila individui.

                Sono svariate le minacce

                Il futuro delle giraffe è minacciato da diversi rischi, legati soprattutto alle attività umane che causano degrado, frammentazione e perdita del loro habitat, oltre ai cambiamenti climatici. Senza contare il problema della caccia illegale per il mercato della carne di animali selvatici. L’augurio è quello di continuare a rimanere a bocca aperta alla vista della loro imponenza e mangari neanche allo zoo… ma possibilmente nel loro habitat naturale!

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