Cronaca
Il linguaggio del corpo di Trump: un leader in soggezione di fronte a Musk e Putin
Secondo l’ex agente di polizia ed esperto di linguaggio del corpo Darren Stanton, Trump vicino a Musk e Putin rivela disagio e imbarazzo.
Il corpo ha un suo linguaggio che spesso dice più delle parole. Per questo ogni nostro movimento con le mani, con le spalle, con il tronco o la testa raccontano cosa stiamo provando in quel determinato momento, le nostre ansie, gioie, paure ed emozioni. E questo succede a tutti. Soprattutto ai potenti del mondo che sono spesso radiografati nei loro gesti e movimenti per carpire informazioni sul loro umore ma anche sull’uso del loro potere personale. Uno dei personaggi più analizzati è Donald Trump noto per i suoi gesti dominanti che riflettono la sua immagine di potere e autorità. Tra i suoi movimenti tipici tutti possiamo ricordare le sue mani “a fisarmonica”, un gesto che simboleggia il controllo. Oppure le mani “a campanile” con le punte delle dita unite, che comunicano superiorità e sicurezza. Con i suoi interlocutori Trump usa strette di mano energiche celebri per essere così forti da mettere a disagio chi gli sta di fronte. Questi segnali sono una parte essenziale della sua presenza pubblica, utile a consolidare la sua figura di leader autoritario.
Nell’incontro con Elon Musk un presidente insicuro e impacciato
Durante l’osservazione del razzo Starship in Texas, infatti, Trump è apparso visibilmente insicuro e in soggezione rispetto a Elon Musk. Secondo l’esperto Darren Stanton in quell’occasione il presidente degli Stati Uniti non sapeva dove mettere le mani. Giocava con le tasche, le abbottonava e controllava senza inserirle, segnali di auto-rassicurazione tipici di chi è nervoso. In più è rimasto arretrato e rigido, lasciando Musk al centro della scena.
Il suo annuire era meccanico, senza l’entusiasmo o l’energia che di solito lo caratterizzano.
Secondo Stanton, ex agente di polizia ed esperto della materia, questa incertezza indica che Trump si sentiva intimidito da Musk, una sensazione rara per lui. Musk, forte del supporto finanziario dato alla campagna di Trump e della sua fama visionaria, sembra avere assunto un ruolo dominante nella dinamica.
Il linguaggio di Trumo paragonato con quello di Putin
L’unico altro leader con cui Trump ha mostrato un simile atteggiamento di sottomissione è stato Vladimir Putin. Con il presidente russo, Trump ha spesso evitato i suoi gesti di forza abituali, lasciando trasparire un rispetto quasi reverenziale. Questa postura indica una sorta di soggezione verso figure che Trump percepisce come pari o superiori nel loro campo.
Chi è il vero “alfa”?
La definizione di “maschio alfa” cambia in base al contesto. Trump rappresenta un’alfa tradizionale, basato su gesti di potere e forza. Musk, invece, incarna l’alfa moderno. Ovvero la sua autorità deriva dal genio imprenditoriale e dalla capacità di innovare. Putin si affida alla sua immagine di leader freddo e strategico. E Giorgia Meloni?
Giorgia Meloni unisce fermezza e umanità
Il presidente del Consiglio italiano, utilizza un linguaggio del corpo che miscela autorità e connessione emotiva. Usa le mani per enfatizzare le sue parole, spesso in modo ampio e ritmico, mostrando passione e controllo. Alterna sguardi fermi e sorrisi strategici per trasmettere forza o empatia a seconda del contesto in cui si trova. Ha una postura eretta che comunica sicurezza e determinazione, soprattutto durante discorsi pubblici.
Sa bilanciare bene la fermezza con l’autenticità. Non esibisce gesti dominanti “tradizionali” come quelli di Trump. Ma piuttosto punta su un linguaggio diretto e coinvolgente che la rende accessibile al suo pubblico. La sua comunicazione è strategica: mentre Trump impone, Meloni cerca di coinvolgere e motivare.
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Politica
Francesco Gaiardelli, il celebre Medioman del Grande Fratello, si candida a sindaco
Nel piccolo Comune commissariato di Macugnaga spunta una sfida tutta interna al mondo leghista: da una parte Candiani, dall’altra l’ex gieffino diventato mito televisivo.
Medioman sindaco di Macugnaga? Detta così sembra una battuta da Gialappa’s, e invece è una storia vera, o almeno abbastanza vera da sembrare scritta apposta per far venire il mal di testa ai politologi e un sorriso cattivo agli appassionati di televisione d’antan. A fine maggio si vota nel piccolo Comune ai piedi della parete est del Monte Rosa, 450 abitanti e un panorama che basterebbe da solo a vincere qualsiasi campagna elettorale.
Il paese arriva al voto dopo il commissariamento per una serie di pasticci amministrativi, e il nome dato per favorito sembrava quello di Stefano Candiani, leghista di lungo corso, già senatore e poi deputato. Solo che Candiani è nato a Busto Arsizio, ha fatto il sindaco a Tradate e a Macugnaga ha soprattutto la seconda casa. Dettaglio non proprio secondario, quando si parla di radici, territorio e campanili.
Candiani favorito, ma spunta l’ex Grande Fratello
A rovinare il piano arriva Francesco Gaiardelli. Il nome, da solo, forse non accende campanelli in tutti. Ma basta aggiungere il soprannome e la nebbia si dirada: Medioman. Sì, proprio lui, uno degli inquilini del Grande Fratello del 2001, passato alla piccola storia della televisione italiana per quella tendenza irresistibile a enunciare l’ovvio con aria solenne.
Un talento così riconoscibile da finire nella parodia di Fabio De Luigi per la Gialappa’s, che lo trasformò in un personaggio cult. Ora Gaiardelli torna in scena, ma non in uno studio televisivo: si candida a Macugnaga, contro un altro leghista. E già questo basterebbe per rendere la sfida irresistibile.
Dal reality alla politica, il curriculum è un romanzo pop
Uscito dalla Casa del Grande Fratello come quarto classificato, Gaiardelli ha attraversato diverse vite. Personaggio televisivo, pompiere, dirigente del turismo, uomo di area leghista. Un percorso che sembra un collage, ma in fondo racconta bene l’Italia degli ultimi venticinque anni, dove il confine tra popolarità, territorio e politica è diventato sempre più sottile. Qualcuno gli fa notare anche una certa somiglianza con Matteo Salvini.
Lui non si sottrae: «Me lo dicono spesso». L’abitudine di spiegare l’ovvio, pare, gli è rimasta. Solo che adesso, al posto dei luoghi comuni da salotto televisivo, ci mette pure il latino. Evoluzione naturale del Medioman: dal “piove, governo ladro” al brocardo da campagna elettorale.
Una sfida piccola solo sulla carta
Macugnaga ha 450 abitanti, ma questa elezione rischia di diventare molto più rumorosa dei suoi numeri. Perché dentro c’è tutto: la Lega, il radicamento territoriale, il candidato con la seconda casa, l’ex volto televisivo che torna dal passato, il Grande Fratello che incrocia la politica locale.
Una miscela perfetta per trasformare un voto comunale in un piccolo caso nazionale. E sotto la parete più spettacolare del Monte Rosa, la domanda è già pronta: vincerà il politico di professione o l’uomo che spiegava l’ovvio meglio di chiunque altro?
Italia
Addio ad Alex Zanardi, il campione che ha sfidato il destino: dalla Formula 1 all’oro paralimpico, una vita oltre ogni limite
Si spegne a 59 anni un simbolo di coraggio e rinascita: la sua storia, segnata da incidenti e trionfi, resta una delle più straordinarie dello sport mondiale
L’annuncio che commuove lo sport
È morto Alex Zanardi, figura simbolo dello sport italiano e internazionale. A darne notizia è stata la famiglia, che ha accompagnato il campione negli ultimi anni di una lunga e durissima battaglia iniziata dopo il grave incidente del 2020. Aveva 59 anni. Il mondo dello sport perde non solo un atleta, ma un esempio di resilienza capace di andare oltre ogni limite fisico e umano.
I funerali e l’abbraccio della gente
Le esequie si terranno il 5 maggio 2026 presso la Basilica di Santa Giustina, in Prato della Valle. La moglie Daniela e il figlio Niccolò hanno ringraziato pubblicamente per l’affetto ricevuto, segno tangibile di quanto Zanardi abbia saputo entrare nel cuore delle persone. Non solo per le vittorie, ma per il messaggio di forza e dignità trasmesso negli anni.
Gli inizi: la velocità come destino
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi scopre presto la passione per i motori. Il primo kart arriva a soli 14 anni, dando il via a una carriera costruita con determinazione. Dopo le categorie minori approda in Formula 1 nel 1991 con la Jordan, correndo poi anche per la Lotus. I risultati nel Circus non saranno memorabili, ma rappresentano solo il primo capitolo di una storia destinata a diventare unica.
Il successo negli Stati Uniti
È oltreoceano che Zanardi trova la sua dimensione sportiva. Nel campionato CART conquista due titoli consecutivi tra il 1997 e il 1998, diventando uno dei piloti più amati negli Stati Uniti. Il suo stile spettacolare e la capacità di rimontare lo rendono un protagonista assoluto. Un successo che lo riporta anche in Formula 1, senza però replicare i risultati americani.
L’incidente che cambia tutto
Il 15 settembre 2001, sul circuito tedesco del Lausitzring, la sua carriera subisce una svolta drammatica. Durante una gara Champ Car, Zanardi perde il controllo della vettura e viene colpito violentemente. L’incidente è devastante: perde entrambe le gambe e rischia la vita. Ma è proprio da quel momento che nasce la sua seconda, incredibile esistenza.
La rinascita nel paraciclismo
Dopo mesi di riabilitazione e numerosi interventi chirurgici, Zanardi non si arrende. Scopre l’handbike e si reinventa atleta. Ai Giochi Paralimpici conquista quattro medaglie d’oro e due d’argento tra Paralimpiadi di Londra 2012 e Paralimpiadi di Rio 2016, oltre a diversi titoli mondiali. Diventa un simbolo globale di determinazione e rinascita.
L’ultimo tragico capitolo
Nel 2020 un nuovo incidente segna profondamente la sua vita: durante una gara benefica in handbike sulle strade senesi, si scontra con un camion. Le conseguenze sono gravissime. Da quel momento inizia una lunga lotta durata anni, affrontata con la stessa forza che aveva sempre caratterizzato la sua esistenza.
Un’eredità che va oltre lo sport
La storia di Zanardi è molto più di una carriera sportiva. È il racconto di un uomo capace di rialzarsi quando tutto sembrava perduto, di trasformare il dolore in energia, la perdita in nuova possibilità. Il suo esempio ha ispirato milioni di persone, dentro e fuori lo sport.
Mondo
Torna di moda il ciuccio… per adulti: boom in Cina tra sonno, stress e polemiche
Sempre più adulti in Cina utilizzano ciucci per rilassarsi o dormire meglio. Il prodotto, virale sui social, fa discutere medici ed esperti.
In Cina, il nuovo oggetto del desiderio per molti adulti non è uno smartphone di ultima generazione né un accessorio tecnologico: si tratta di un ciuccio, ma pensato per i grandi. A sorpresa, questo prodotto sta conquistando sempre più utenti, al punto che alcuni negozi online segnalano vendite superiori alle 2.000 unità mensili.
A renderlo virale è stato un video che ha scatenato un’ondata di commenti: chi li usa sostiene che aiutino a ridurre lo stress, favorire il sonno, combattere l’ansia e persino a smettere di fumare. Il ciuccio per adulti ha una struttura simile a quello per neonati, ma con dimensioni maggiori. Il prezzo varia dai 10 ai 500 yuan (circa 1,40-70 euro), e le varianti cromatiche del supporto soddisfano ogni gusto.
“Mi rilassa dopo una giornata difficile”, racconta un utente in una recensione. Un altro scrive: “Da quando lo uso, ho meno voglia di fumare”.
Tuttavia, la comunità medica lancia l’allarme. Zhang Mo, psicologa a Chengdu, avverte: “L’uso del ciuccio può indicare bisogni emotivi non soddisfatti. Meglio affrontare le difficoltà piuttosto che rifugiarsi in comportamenti regressivi”.
Tang Caomin, dentista della stessa città, evidenzia i possibili danni fisici: “Un uso prolungato può provocare dolori mandibolari, difficoltà nella masticazione e spostamento dei denti. Dopo un anno di utilizzo quotidiano, per più di tre ore al giorno, la dentatura può risultarne compromessa”.
Un ulteriore rischio, secondo il medico, è che alcune componenti possano essere inalate durante il sonno, con conseguenze potenzialmente gravi.
Nonostante i pericoli, l’hashtag associato a questi dispositivi ha superato i 60 milioni di visualizzazioni su alcune piattaforme cinesi, dividendo gli utenti tra sostenitori e scettici. “È una follia collettiva”, scrive un commentatore. “Una tassa sulla stupidità”, ironizza un altro.
Intanto, i ciucci per adulti continuano a vendere. E a quanto pare, succhiare un ciuccio da grandi non è più (solo) un gesto infantile, ma una controversa tendenza da milioni di click.
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