Cronaca
Una folla immensa per l’ultimo abbraccio a Papa Francesco: “Ha camminato fino alla fine accanto agli ultimi”
Piazza San Pietro, via della Conciliazione e tutta l’area intorno a Castel Sant’Angelo gremite di fedeli. Nell’omelia, il cardinale Giovanni Battista Re ricorda l’amore di Francesco per i poveri, i migranti, i fragili: “Ha seguito il suo Signore fino all’ultimo giorno”. E ora, commuovendo la folla: “Caro Papa Francesco, ora prega per noi”.
Un popolo immenso, commosso, raccolto. Quando la bara di Papa Francesco è stata portata sul sagrato della Basilica di San Pietro, coperta solo da un semplice Vangelo aperto, oltre 200.000 persone si erano già riversate a Roma, riempiendo non solo Piazza San Pietro e via della Conciliazione, ma anche piazza Pia, Castel Sant’Angelo e ogni spazio disponibile. Un fiume di fedeli, giunti da ogni parte del mondo, per dire addio al “Papa degli ultimi”, al “Papa della pace”, come in tanti hanno ripetuto viaggiando anche per giorni pur di essere presenti.
Una partecipazione impressionante, come ha confermato la sala stampa vaticana, testimoniata dai maxischermi allestiti lungo la via della Conciliazione, a piazza Pia e nei pressi di Castel Sant’Angelo, che trasmettevano le immagini delle esequie mentre delegazioni di autorità civili e religiose seguivano la celebrazione sul sagrato.
A presiedere la messa esequiale è stato il cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, 91 anni, sacerdote da 68, cardinale da 24, una vita spesa al servizio della Chiesa. Con lui circa cinquemila tra cardinali, vescovi e sacerdoti. In prima fila, accanto alla bara, i più stretti collaboratori di Francesco: il segretario don Juan Cruz Villalón, l’infermiere Massimiliano Strappetti, gli assistenti di camera. Sono stati loro, in un gesto intimo e toccante, a baciare la bara prima dell’inizio della cerimonia.
L’omelia di Re ha tracciato un ritratto limpido e commosso di Francesco. «In questa maestosa piazza, nella quale Papa Francesco tante volte ha celebrato l’Eucaristia, siamo raccolti in preghiera attorno alle sue spoglie mortali, col cuore triste ma sorretti dalla fede», ha detto il cardinale. «La sua esistenza non termina nella tomba, ma nella casa del Padre, in una felicità senza tramonto».
Re ha ricordato l’ultima immagine di Francesco: quella della Domenica di Pasqua, quando nonostante la sofferenza e la fragilità, volle ancora benedire il popolo dal balcone della Basilica e scendere, a sorpresa, in papamobile per salutare i fedeli. «Nonostante la sua finale fragilità e sofferenza – ha sottolineato – Francesco ha scelto di percorrere la via della donazione fino all’ultimo giorno.»
Nel cuore dell’omelia, l’identità profonda di Francesco: l’amore per i poveri, i migranti, gli scartati. «Innumerevoli sono stati i suoi gesti e le sue esortazioni in favore dei rifugiati e dei profughi», ha detto Re. Il ricordo del primo viaggio a Lampedusa – isola simbolo del dramma delle migrazioni – ha strappato un lungo applauso dalla piazza. Così come il richiamo agli altri gesti forti: il viaggio a Lesbo con il Patriarca ecumenico, la messa celebrata sul confine tra Messico e Stati Uniti. E la sua esortazione più potente: «Costruire ponti, non muri».
«Il servizio della fede è sempre stato per Francesco inscindibile dal servizio all’uomo», ha aggiunto Re, ripercorrendo i tratti di un pontificato che ha fatto della misericordia, della semplicità, dell’incontro gli assi portanti.
L’omaggio si è chiuso con un saluto carico di emozione, che ha commosso la piazza: «Caro Papa Francesco, ora chiediamo a te di pregare per noi, di benedire la Chiesa, Roma, il mondo intero, come domenica scorsa hai fatto dal balcone in un ultimo abbraccio al popolo di Dio e all’umanità».
Tra i presenti anche volti familiari al Pontefice, come suor Ana Rosa Sivori, la cugina salesiana di Papa Francesco, giunta dalla Thailandia. Un legame di sangue e di fede, come quello che oggi ha unito Roma al mondo intero per un addio che ha il sapore di un testamento.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Cronaca
Valentina Vignali condannata per le accuse all’ex Stefano Laudoni al Grande Fratello: dovrà pagare 60mila euro e pubblicare la sentenza su Instagram
Le dichiarazioni della cestista durante il reality sono state giudicate diffamatorie e lesive della reputazione dell’ex fidanzato. Il tribunale dispone un risarcimento di 50mila euro, oltre alle spese processuali, e impone la pubblicazione della decisione sui social.
Le accuse lanciate in diretta televisiva contro l’ex fidanzato Stefano Laudoni costeranno care a Valentina Vignali. Dopo sette anni di battaglia giudiziaria, il Tribunale di Tivoli ha condannato la cestista e influencer a risarcire l’ex compagno con 50mila euro per diffamazione. A questi si aggiungono poco più di 7mila euro di spese processuali, per un esborso complessivo che si avvicina ai 60mila euro. Ma la sentenza contiene anche un’altra disposizione: Vignali dovrà pubblicare il provvedimento sul proprio profilo Instagram e mantenerlo visibile per almeno 30 giorni.
Le accuse di droga al Grande Fratello e la denuncia di Laudoni
Tutto nasce nel 2019, quando Valentina Vignali partecipa al Grande Fratello e, davanti alle telecamere accese 24 ore su 24, parla della sua relazione con Stefano Laudoni. Durante la permanenza nella Casa, la cestista accusa l’ex fidanzato, anche lui giocatore di basket, di fare uso di sostanze stupefacenti durante l’attività agonistica.
Dichiarazioni pesantissime per uno sportivo professionista, che Laudoni decide di portare davanti alla magistratura. Già nel 2019 il cestista annuncia di aver denunciato l’ex compagna, contestando le affermazioni pronunciate davanti a milioni di telespettatori.
Secondo il giudice, quelle frasi hanno oltrepassato i limiti del diritto di critica. Il tribunale le ha ritenute prive di interesse pubblico e lesive dell’immagine di Laudoni, anche per le possibili ripercussioni sulla sua vita privata e sulla carriera sportiva.
La sentenza dovrà comparire su Instagram per 30 giorni
Oltre al risarcimento economico, il Tribunale di Tivoli ha imposto a Vignali la pubblicazione della sentenza sul suo account Instagram, dove dovrà rimanere visibile per almeno un mese. Una disposizione che coinvolge direttamente il profilo social attraverso il quale l’influencer comunica con il proprio pubblico.
La decisione chiude, secondo quanto riportato, un procedimento cominciato sette anni fa, quando le dichiarazioni della cestista nella Casa del Grande Fratello provocarono la reazione giudiziaria di Laudoni. Per Vignali il conto è salato: 50mila euro di risarcimento, oltre 7mila euro di spese legali e l’obbligo di rendere pubblica la condanna sul proprio profilo Instagram.
Cronaca
Chi è Youssef Siher, il ricercatore e attivista fermato a Milano come presunto ideatore del Movimento 17 Ottobre
Youssef Siher, trentenne italiano di seconda generazione, ricercatore di geopolitica, attivista e giornalista freelance, è stato fermato dalla Polizia di Stato nella tarda serata del 24 ottobre 2026 a Milano.
Il nome di Youssef Siher è emerso con forza al centro delle cronache giudiziarie e investigative in seguito alle violente sommosse che hanno paralizzato diverse città italiane. Trentenne italiano di seconda generazione, con un percorso accademico come ricercatore di geopolitica e collaborazioni nel campo del giornalismo freelance e dell’attivismo, l’uomo è stato bloccato dagli agenti della Polizia di Stato nella tarda serata del 24 ottobre 2026. Per gli inquirenti della Procura di Milano, sarebbe lui il regista occulto e l’ideatore del cosiddetto Movimento 17 Ottobre, la piattaforma digitale attraverso cui sarebbero state pianificate le devastazioni e i saccheggi urbani.
Il blitz che ha portato al suo fermo rappresenta una svolta cruciale nell’ambito delle inchieste sulle tensioni che hanno messo a ferro e fuoco il paese.
La latitanza lampo e il blitz della polizia nel quartiere Corvetto
L’operazione scattata nei confronti di Siher è il frutto di un’intensa attività tecnica di localizzazione condotta dagli investigatori. Nelle ore precedenti al fermo, le forze dell’ordine avevano effettuato perquisizioni mirate presso la sua residenza ufficiale a Brescia, senza tuttavia riuscire a rintracciarlo.
Le indagini telematiche e gli accertamenti sui dispositivi hanno permesso di stringere il cerchio attorno al trentenne, localizzandolo infine all’interno di un’abitazione situata nel quartiere Corvetto a Milano, dove si trovava ospite di un’attivista. Gli agenti lo hanno immediatamente condotto in questura, sottoponendolo alle procedure di fermo disposte dall’autorità giudiziaria.
Le pesanti accuse: da istigazione a delinquere a finalità di terrorismo
La posizione giudiziaria di Youssef Siher appare particolarmente complessa. La Procura di Milano gli contesta reati di estrema gravità, tra cui l’istigazione a delinquere e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, aggravate in modo specifico dalla finalità di terrorismo.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il network e i canali di comunicazione gestiti o ispirati dal trentenne avrebbero svolto un ruolo chiave nell’indirizzare la mobilitazione verso forme di aperta guerriglia urbana, superando i confini della protesta pacifica e sfruttando dinamiche eversive per destabilizzare l’ordine pubblico.
Il profilo e gli elementi al vaglio degli inquirenti
Gli investigatori stanno ora analizzando i materiali sequestrati, inclusi computer, smartphone e documenti digitali, per ricostruire la rete di complicità e verificare eventuali collegamenti con gruppi antagonisti o frange radicali.
Il profilo di Siher — caratterizzato da studi approfonditi in ambito internazionale e da un’attenta analisi delle dinamiche di protesta globale — delinea la figura di un agitatori le cui competenze analitiche sarebbero state impiegate, secondo l’accusa, per coordinare l’escalation di violenza urbana registrata nei giorni scorsi.
Politica
Salvini, scatta la vendetta contro chi dà voce ai ribelli della Lega: vietato andare in radio dopo l’intervista al nemico interno Massimiliano Romeo
L’ufficio stampa del Carroccio avrebbe imposto lo stop agli ospiti leghisti di Un giorno da pecora dopo l’intervista al capogruppo dei senatori, esponente dell’ala nordista.
Nella Lega di Matteo Salvini la guerra interna si combatte anche davanti ai microfoni. Secondo un’indiscrezione, l’ufficio stampa del Carroccio avrebbe imposto un vero e proprio veto alla partecipazione degli esponenti del partito a Un giorno da pecora, il programma di Radio1 condotto da Giorgio Lauro e Nancy Brilli. Il motivo sarebbe l’intervista concessa il 29 settembre a Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato e uno dei principali rappresentanti dell’ala nordista, sempre più critica nei confronti della leadership salviniana.
Da quella puntata, secondo la ricostruzione, nessun esponente leghista sarebbe più autorizzato a partecipare alla trasmissione. Una decisione che, se confermata, rappresenterebbe un nuovo capitolo dello scontro tra il segretario e quella parte del Carroccio che rivendica maggiore autonomia politica.
La guerra ai nordisti e il caso Garavaglia
Il presunto boicottaggio radiofonico arriva nel pieno delle tensioni congressuali. Massimo Garavaglia, esponente dell’area critica verso Salvini, sarebbe stato oggetto di pressioni da parte dei fedelissimi del segretario per ostacolare la raccolta delle firme necessarie alla sua candidatura al congresso. Un tentativo che non avrebbe raggiunto l’obiettivo: Garavaglia è riuscito a raccogliere le sottoscrizioni e a presentarsi come sfidante.
Al centro delle tensioni resta anche Romeo, la cui presenza televisiva sarebbe diventata sempre più rara sulle reti Rai e Mediaset, mentre continuerebbe a ricevere inviti da La7 e Sky.
Salvini, il veto della Lega dopo l’intervista a Romeo
Il caso di Un giorno da pecora aggiunge così un nuovo elemento alla battaglia per il controllo della Lega: non soltanto congressi e candidature, ma anche la possibilità per i dissidenti di trovare spazio nei mezzi d’informazione.
-
Gossip3 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Video2 anni faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Grande Fratello2 anni faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Moda e modi1 anno faL’estate senza trucco di Belén Rodriguez
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
