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Gossip

Carlo vs Bob: Tra rosso e mistero

Due opere discusse: il ritratto ufficiale di Re Carlo e il ritrovamento del dipinto-ritratto “perduto” di Bob Dylan ora all’asta per 100mila $: una tela rivela un ritratto nitido, mentre l’altra nasconde un viso avvolto nei colori accesi del dipinto.

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    Realizzato, e barattato, il quadro di Dylan…
    Dylan, noto soprattutto come leggendario musicista e cantautore, sorprende il mondo della pittura con il suo stile unico e innovativo che ha suscitato l’interesse di critici e collezionisti, dimostrando che la creatività di Bob non conosce confini.

    Il quadro in questione, l’Untitled painting, così denominato, è un’opera di composizione astratta, molto colorata, con la figura di un toro, molti simboli, e una sagoma stilizzata di un uomo di colore rosso che potrebbe rappresentare un autoritratto dell’artista.

    Il quadro era stato donato dallo stesso Bob Dylan a Sandy LePanto, una “mistica” in cambio di una lettura dell’oroscopo a Woodstock. Stimato 100mila dollari, il quadro è messo in vendita dalla casa d’aste statunitense RR Auction.

    …e quell’insolito ritratto di Re Carlo, insoddisfatto, firmato da Jonathan Yeo
    Il ritratto tanto atteso di re Carlo III, svelato a Buckingham Palace mostrato ai fotografi e alle telecamere. Il sorriso del re sembrava un po’ forzato, non proprio soddisfatto! Carlo dipinto immerso in un mare di fuoco come un vero guerriero! L’artista britannico Jonathan Yeo ha optato per l’uniforme rossa delle Guardie Gallesi, un tocco di classe, ma il dettaglio più strano è la farfalla monaca che si è posata sulla sua spalla. Che messaggio nascosto dovrebbe celare?

    Due quadri intriganti ed enigmatici
    Il primo, un ritratto ufficiale di Re Carlo I d’Inghilterra, svela con chiarezza i tratti regali del monarca, mentre il secondo, un dipinto “senza titolo” di Bob Dylan, nasconde i volti dei soggetti nell’oscurità della tela. Ma entrambe le opere condividono una vivida tonalità di colore rosso, ardente, che sembra avvolgere i dipinti, conferendo loro un’aura di enigmatico fascino che incuriosisce e affascina.

    Così, mentre ammiriamo il ritratto di Re Carlo I d’Inghilterra e ci lasciamo affascinare dal dipinto di Bob Dylan, ricordiamo che entrambi ci invitano a viaggiare attraverso il tempo e lo spazio, alla ricerca di significato e bellezza in un mondo in continua evoluzione.

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      Reali

      I piccoli Windsor crescono: George, Charlotte e Louis muovono i primi passi nel volontariato

      Dalle visite a enti benefici alle donazioni silenziose, i giovani principi imparano presto cosa significa il servizio pubblico nella monarchia moderna.

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      piccoli Windsor

        Non compaiono nei comunicati ufficiali e raramente finiscono al centro dell’attenzione mediatica, ma i figli del principe William e di Kate Middleton hanno già iniziato, con naturalezza, a muovere i primi passi nel mondo dell’impegno sociale. George, Charlotte e Louis stanno crescendo all’interno di una famiglia che ha fatto della solidarietà e del volontariato uno dei pilastri della propria vita pubblica, e le occasioni per imparare non sono mancate.

        Uno degli episodi più significativi risale al 2023, quando i tre bambini hanno visitato The Baby Bank, un’organizzazione benefica locale che sostiene famiglie in difficoltà fornendo beni essenziali per l’infanzia. Un luogo ben conosciuto anche dai principi di Galles, che da tempo supportano l’ente. In quell’occasione, i piccoli royal non si sono limitati a osservare: hanno partecipato attivamente alla preparazione e al confezionamento dei beni destinati alle donazioni, vivendo in prima persona il valore concreto dell’aiuto agli altri.

        Quell’esperienza, a quanto pare, non è rimasta un episodio isolato. A raccontarlo è Lauren Hall, co-amministratrice delegata di The Baby Bank, che in un’intervista a Hello! ha spiegato come il legame con la famiglia reale sia proseguito nel tempo, lontano dai riflettori. «Un membro dello staff reale ci ha contattati chiedendoci una lista di articoli di cui abbiamo bisogno con regolarità, ma anche di oggetti utili durante tutto l’anno», ha spiegato. «In seguito, ci sono stati consegnati prodotti acquistati direttamente dalla famiglia».

        Secondo Hall, l’iniziativa sarebbe nata dopo una visita del principe William a una scuola, durante la quale aveva ricevuto una somma di denaro come gesto simbolico di pay it forward, da destinare a un’azione positiva. «È stato in quel momento che hanno pensato alla nostra associazione», ha aggiunto, sottolineando quanto sia stato significativo per l’ente sentirsi ricordato e sostenuto nel tempo. «Sapere di essere stati la loro prima scelta, tra tante possibili cause, è stato emozionante. Ogni donazione è preziosa e per noi ha rappresentato un aiuto enorme».

        Se Charlotte e Louis stanno imparando gradualmente cosa significhi partecipare alla vita pubblica, per il primogenito George il percorso appare già più strutturato. Durante il periodo natalizio, il giovane principe è stato fotografato insieme al padre in visita a The Passage, centro di accoglienza per persone senza fissa dimora nel cuore di Londra. Un luogo simbolico per la famiglia: fu la principessa Diana a portarvi William quando era bambino, e oggi il principe di Galles ne è patrono ufficiale, mantenendo viva una tradizione di impegno che attraversa le generazioni.

        Questi gesti, apparentemente semplici, raccontano molto del modello educativo scelto da William e Kate. Lontani da un’idea di privilegio fine a se stesso, i principi di Galles sembrano voler trasmettere ai figli il senso della responsabilità e del servizio, valori centrali nella monarchia britannica contemporanea. Senza proclami e senza esposizioni eccessive, George, Charlotte e Louis stanno imparando che il loro ruolo futuro passa anche dall’attenzione verso gli altri, un insegnamento che potrebbe accompagnarli per tutta la vita.

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          Gossip

          Chiara Squaglia saluta Striscia e riparte da un calendario sexy: dopo dieci anni l’ex inviata cambia pelle

          Per la prima volta in un decennio il volto toscano non comparirà tra gli inviati di Striscia la Notizia. Intanto Squaglia si consola con un progetto fotografico audace che sta facendo il pieno di like e commenti, segnando un possibile nuovo inizio professionale

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            Dopo dieci anni di servizi, travestimenti improbabili e inchieste surreali, Chiara Squaglia non sarà tra gli inviati della nuova stagione di Striscia la Notizia, al via in prime time da giovedì 22 gennaio. Una notizia che ha sorpreso gli affezionati del programma di Antonio Ricci, abituati al suo sorriso ironico e al piglio toscano con cui affrontava truffatori e furbetti di turno.

            L’addio, almeno per ora, non ha il sapore della resa. L’ex inviata ha deciso di voltare pagina puntando su un progetto personale decisamente più audace: un calendario sexy che sta promuovendo con insistenza sui suoi profili social, tra scatti patinati e pose ammiccanti.

            Dalla satira alle luci del set
            Per anni Squaglia è stata uno dei volti più riconoscibili del tg satirico. Servizi leggeri ma incisivi, incursioni in mezza Italia, una capacità rara di mescolare ironia e garbo. La mancata conferma per la nuova edizione segna la fine di un capitolo importante della sua carriera televisiva.

            La reazione, però, è stata tutto fuorché malinconica. Le immagini del calendario hanno iniziato a circolare in rete accompagnate da una pioggia di complimenti per le sue “virtù”, come le definiscono con entusiasmo i follower. Un cambio di registro che racconta la voglia di mostrarsi sotto una luce diversa.

            Un nuovo inizio social
            Sul web Chiara gioca con l’autoironia, risponde ai messaggi e ringrazia per il sostegno. Il progetto fotografico sembra più di un semplice passatempo: potrebbe rappresentare il trampolino verso nuove collaborazioni, magari lontane dal perimetro della satira televisiva.

            Nel mondo dello spettacolo i percorsi raramente sono lineari. C’è chi lascia un programma e sparisce e chi, come lei, prova a reinventarsi senza paura di osare. Del resto il pubblico ha dimostrato di seguirla anche fuori dallo schermo di Canale 5.

            Cosa succederà ora
            Resta da capire se l’assenza da Striscia sarà definitiva o solo una pausa di riflessione. Intanto il calendario fa parlare, divide e incuriosisce, dimostrando che il personaggio ha ancora una sua forza mediatica.

            Per Squaglia si apre una fase tutta da scrivere, tra fotografia, social e chissà quali nuovi progetti televisivi. Dieci anni in prima linea non si cancellano con un colpo di spugna, ma a volte per ricominciare serve cambiare abito. Anche in senso letterale.

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              Personaggi

              Katia Ricciarelli compie 80 anni e punge tutti: “Offesa per Baudo, Carreras il mio vero amore, con Sordi solo un flirt”

              Tra ricordi d’opera e amori celebri, la cantante rivendica il celebre “Dio vi maledica” alla Scala e confessa: “Oggi sono fidanzata con Ciuffi, il mio cane”

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                Ottant’anni portati come un do di petto: forti, vibranti e senza paura delle stonature altrui. Katia Ricciarelli taglia il traguardo del compleanno e non risparmia nessuno, a cominciare dal capitolo Pippo Baudo, che continua a bruciare come una nota sbagliata.

                La ferita su Pippo che non si chiude

                «Mi sono offesa di non essere stata informata che stava male, anzi che stava morendo», dice la soprano tornando sulla polemica con Dina Minna, storica segretaria del conduttore. Ricciarelli precisa di non aver iniziato lei lo scontro: «Io non sono stata polemica, chi mi ha risposto sì. Ma di quello che mi hanno detto non mi frega niente». Parole nette, che raccontano quanto il legame con Baudo, durato diciotto anni, non sia mai diventato un capitolo archiviato.

                Carreras, il fuoco vero

                Se con Pippo “non ha funzionato”, il cuore della cantante ha avuto un solo padrone: José Carreras. «È stato il mio grande amore, c’era attrazione fisica e passione», confessa senza girarci attorno. Un sentimento nato tra camerini e tournée, quando l’opera era ancora un affare di divi e sudore, non di algoritmi.

                Il flirt con Sordi e l’amore per il personaggio

                Nel carnet sentimentale spunta anche Alberto Sordi: «Ho avuto un flirt con lui, ma ero innamorata del personaggio». Un modo elegante per dire che il mito, a volte, conta più dell’uomo in carne e ossa. Del resto la Ricciarelli ha sempre vissuto tra realtà e palcoscenico, dove i confini si confondono.

                Quel “Dio vi maledica” entrato nella leggenda

                Impossibile non tornare alla famigerata “Luisa Miller” dell’89 alla Scala, quando dal loggione piovvero fischi e lei rispose con un chiarissimo «Dio vi maledica». «Quello è stato bellissimo», rivendica oggi, trasformando l’incidente in medaglia. In un mondo dove tutti chiedono scusa, lei rivendica l’orgoglio dell’artista ferita.

                Oggi l’amore ha quattro zampe

                E la vita privata adesso? «Sono fidanzata, sì: con Ciuffi, il mio cane». Battuta ma non troppo: l’unico amore senza tradimenti e senza loggioni. A ottant’anni Katia Ricciarelli resta fedele a se stessa, alle sue note e alle sue spine, pronta a cantarle ancora a chiunque voglia ascoltare.

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