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Gossip

Come in Vacanze romane… Chiara Ferragni e Tronchetti Provera: due cuori e un cinquantino

Chiara Ferragni e Giovanni Tronchetti Provera zittiscono il gossip sfrecciando per Milano su un motorino da adolescenti. Abbracci, sorrisi e un pizzico di ribellione alle regole familiari: tra i due sembra scattata la scintilla. Una storia che assomiglia sempre più a un fotoromanzo contemporaneo.

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    Altro che rottura! Chiara Ferragni e Giovanni Tronchetti Provera sono stati avvistati a Milano mentre, in perfetto stile “teen love story”, sfrecciavano su un cinquantino per le vie della città. Nessuna macchina blindata, nessuna scorta: solo due caschi, un motorino e una scia di sorrisi. Il romanticismo non ha cilindrata, pare. E mentre i social e i magazine scommettevano su una loro separazione, loro rispondevano con gesti semplici ma eloquenti: una corsa tra la casa di lei e quella di lui, con un abbraccio stretto che ha fatto sciogliere anche i più cinici.

    Lui ricco, lei chiacchierata: mamma non approva?

    La narrazione perfetta di un fotoromanzo: lei, Chiara, imprenditrice digitale di fama mondiale, attualmente al centro di mille polemiche e tagli aziendali; lui, Giovanni, rampollo della dinastia Pirelli, educato, riservato e… sotto l’occhio attento della mamma, Cecilia Pirelli, che – dicono i beninformati – non vedrebbe di buon occhio questa love story. Insomma, sembra di assistere a un episodio di Beautiful in salsa milanese. Solo che invece delle ville di Los Angeles abbiamo i Navigli, e invece delle limousine c’è… un cinquantino.

    Abbracci, sguardi complici e niente freni (al cuore)

    Testimoni raccontano che, all’inizio, i due fossero un po’ guardinghi. Ma basta poco per ritrovare quella complicità che solo le coppie affiatate hanno: nel giro di pochi chilometri, tra marciapiedi e semafori, i freni inibitori sono caduti e lei si è stretta a lui con un abbraccio che sa tanto di “qui, adesso, insieme”. Per molti è solo una strategia per distogliere l’attenzione dai problemi aziendali di Ferragni, ma i sorrisi spontanei e gli sguardi complici raccontano tutta un’altra verità.

    Fine del capitolo o nuovo inizio?

    C’è chi parla di crisi, chi giura che sia solo una fiamma passeggera, ma una cosa è certa: la coppia Ferragni–Tronchetti continua a far parlare di sé. Se sia amore vero o solo una parentesi lo dirà il tempo, ma intanto ci godiamo questa storia tra romanticismo retrò e glamour digitale. Nel dubbio, meglio tenere d’occhio i prossimi tragitti in scooter… chissà che non arrivi anche il bacio al semaforo.

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      Gossip

      Aurora Ramazzotti scherza sullo psicologo, Michelle Hunziker ci resta male: siparietto social tra ironia e recita

      Aurora Ramazzotti pubblica un siparietto ironico sul rapporto con la madre e la terapia, Michelle Hunziker reagisce con una battuta piccata. Il confine tra confidenza autentica e contenuto costruito torna a farsi sottile.

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        Un breve video su Instagram, una frase apparentemente innocua, una reazione immediata: il risultato è il solito mini-caso social. Aurora Ramazzotti racconta davanti alla telecamera: «Allora mia madre mi sta accompagnando dallo psicologo, la parte più importante della mia settimana. Grazie mamma, ci vado anche per colpa tua».

        La risposta di Michelle Hunziker arriva a caldo e senza filtri: «Ma come? Sei una pirla! Perché mi dici queste cose che poi non dormo la notte?». Un botta e risposta che, in pochi secondi, trasforma una dinamica privata in intrattenimento pubblico.

        Tra confidenza e spettacolo
        Il siparietto gioca su un terreno ambiguo: la terapia come elemento di racconto personale, il rapporto madre-figlia come materiale narrativo, l’autoironia come scudo. È il linguaggio dei social, dove il privato diventa contenuto e il contenuto deve, per forza, funzionare.

        La reazione della madre
        La Hunziker appare genuinamente colpita dalla battuta, almeno nel tono del video. La frase «poi non dormo la notte» suggerisce una sensibilità reale, ma è impossibile stabilire dove finisca la spontaneità e dove inizi la consapevolezza di essere davanti a una telecamera.

        Recita per i webeti?
        Il dubbio resta: scena autentica o micro-sketch costruito per strappare commenti e engagement? Nel teatro dei social, la linea tra realtà e performance è sempre più sottile. E anche la psicoterapia, da esperienza personale, diventa materia narrativa, battuta, meme. Forse è solo intrattenimento. Forse no.

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          Personaggi

          «Gerry non ci ha mai provato con me né con le altre»: l’ex letterina Cristina Cellai smentisce Corona e parla di “bugie senza prove”

          L’ex protagonista di Passaparola smonta le accuse rilanciate da Fabrizio Corona su Gerry Scotti e punta il dito contro un racconto riesumato a distanza di vent’anni.

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            «Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe». Cristina Cellai, ex letterina di Passaparola per una sola stagione, interviene senza giri di parole per smentire il racconto rilanciato da Fabrizio Corona, secondo cui Gerry Scotti avrebbe avuto relazioni con “oltre 30 letterine”.

            La smentita netta
            Una versione che Cellai definisce apertamente falsa. «Ho scritto a Corona… ma non mi ha risposto. Da lui tutte bugie», racconta, sottolineando come quelle affermazioni non trovino riscontri né testimonianze dirette. «Non capisco poi il senso di tirare fuori questa roba dopo 20 anni, se uno non ha le prove».

            Il sospetto di un secondo fine
            Nel suo intervento, l’ex letterina va oltre la smentita personale e prova a leggere il contesto mediatico. «Credo che punti a colpire altre persone. Penso a Silvia Toffanin, che sta con Pier Silvio Berlusconi, o Ilary Blasi. Penso abbia un secondo fine». Un sospetto che sposta l’attenzione dal passato televisivo alle dinamiche attuali del racconto pubblico, fatto di nomi pesanti e inevitabili riverberi.

            La posizione di Scotti
            Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso Scotti, che ha respinto ogni accusa parlando di «menzogne dette per ragioni di lucro». Una definizione che fotografa il clima in cui certe storie vengono riesumate, amplificate e rilanciate, spesso senza elementi nuovi a sostenerle.

            Il quadro che emerge è quello di un racconto costruito a distanza di decenni, privo di prove documentali e smentito da chi quel programma lo ha vissuto dall’interno. Un cortocircuito mediatico che mostra, ancora una volta, quanto il confine tra rivelazione e insinuazione diventi fragile quando il passato viene usato come arma nel presente.

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              Gossip

              Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla: Giulia De Lellis e il “segreto” per restare incinta tra vino rosso e leggerezza

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                Se non ci fosse, la dovremmo inventare. Perché anche quando si parla di un tema delicato come la gravidanza, Giulia De Lellis riesce a trasformarlo nell’ennesimo racconto da condividere, commentare e rimettere in circolo.

                Il racconto social della visita
                L’influencer ha spiegato ai follower il “segreto” per rimanere incinta, riportando le parole del suo ginecologo: «Il mio ginecologo è molto particolare, semplicemente mi ha fatto una visita, mi ha fatto un controllo, si è accertato che tutto fosse ok, non come magari le paranoie che ci stavamo facendo noi…». Un passaggio che sembra voler smontare ansie eccessive e paure preventive.

                Il consiglio che fa discutere
                Poi arriva la chiusura, destinata a fare rumore: «E, dopodiché, mi ha detto di andare a casa, aprire una bella bottiglia di vino rosso e godermi la serata con il mio fidanzato». Una frase che, nel racconto di De Lellis, diventa quasi una formula magica, leggera e disarmante, pronta a essere rilanciata come pillola di saggezza quotidiana.

                Tra leggerezza e semplificazione
                Il punto, come spesso accade, non è tanto il contenuto quanto il contesto. Un consiglio medico raccontato in forma colloquiale diventa immediatamente messaggio pubblico, semplificato, quasi universale. E anche un percorso intimo come quello verso la maternità si trasforma in narrazione social, con il rischio di scivolare dalla condivisione alla banalizzazione.

                L’esternazione quotidiana
                È il meccanismo che accompagna da anni ogni uscita di De Lellis: tutto è racconto, tutto è confessione, tutto è materiale da engagement. Anche il desiderio di un figlio diventa così parte di un diario pubblico continuo, in cui la linea tra esperienza personale e contenuto da consumare resta volutamente sfocata.

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