Gossip
Dalle première ai saldi, i vip dal lavoro “normale”!
Il mondo dello spettacolo è pieno di sorprese, e non solo sul piccolo schermo! Diversi volti noti, dopo aver conquistato il successo in tv, hanno deciso di abbandonare i riflettori per dedicarsi alla loro vere passioni.

La ribalta del successo e il perché i vip scelgono la vita da “normali”?
Sotto i riflettori, circondati da applausi e ammiratori, conducono vite da sogno. Eppure, per alcune star del cinema e della musica, la fama e il successo non sono abbastanza. Stanchi della pressione mediatica, desiderosi di una vita più autentica e riservata, decidono di abbandonare la ribalta per dedicarsi a lavori comuni.
Dai riflettori alla busta paga!
Le motivazioni dietro a queste scelte coraggiose sono diverse e complesse. Alcune star cercano una vita più semplice e tranquilla, lontana dai paparazzi e dai gossip. Altri desiderano maggiore libertà creativa e la possibilità di esprimersi al di fuori dei confini imposti dall’industria dello spettacolo. Altri ancora, semplicemente, non si sentono più realizzati nel loro ruolo di celebrità e cercano nuove sfide e soddisfazioni.
La storia è piena di esempi di celebrità che hanno abbandonato la fama per seguire i loro sogni. Non solo i vip di casa nostra ma anche tra le più noti attori dello star system hollywoodiano come Gene Hackman, che dopo una brillante carriera da attore è diventato un giardiniere, Matthew Fox, ex star di Lost, che ora lavora come carpentiere, e Jada Pinkett Smith, che ha lasciato Hollywood per dedicarsi al design di arredamenti.
Ecco alcuni esempi di vip nostrani che si sono “riciclati”
Antonino Spinalbese, ex gieffino e compagno di Belén Rodriguez, ha intrapreso la carriera di hairstylist. Nicola Pisu, altro ex gieffino, dopo un periodo difficile ha trovato la sua strada come operaio.
Loredana Lecciso, mamma di Jasmine Carrisi, si dedica a tempo pieno al ruolo di mamma.
Le Donatella, Giulia e Silvia Provvedi, famose cantanti, sono diventate influencer di successo.
Valerio Scanu, vincitore di Sanremo, ha deciso di dedicarsi alla sua passione per l’hairstyling, diventando un hair stylist. Cristina Plevani, ex gieffina, ha appeso al chiodo il farfallino e ora è una istruttrice di nuoto FIN.
Raffaello Tonon, volto noto di diverse trasmissioni tv, ha trovato la sua nuova strada come ristoratore.
Walter Nudo, ex modello e personaggio tv, ha aperto un ristorante di sushi.
Insomma, c’è chi ha trovato la sua vocazione ai fornelli, chi ha deciso di condividere la sua passione per il cibo sui social, e chi ha trovato un nuovo modo per restare in contatto con il pubblico.
Indipendentemente dal percorso scelto, una cosa è certa: questi vip hanno dimostrato di non essere solo volti noti, ma anche persone con talenti e passioni diverse che meritano di essere valorizzate.
Questi sono solo alcuni esempi di come il mondo dello spettacolo e quello della cucina possano intersecarsi in modo sorprendente. La passione per il cibo e il desiderio di mettersi alla prova in nuovi ambiti spingono sempre più vip a reinventarsi, dimostrando grande tenacia e talento.
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Personaggi
Alessandro Borghese: “Ho un figlio di 19 anni che non conosco.”
Lo chef e volto televisivo si confida sul legame con il figlio avuto da giovane, riconosciuto ma mai incontrato. “Sono un padre responsabile, lo sostengo e lo accompagno nel suo percorso, anche se da lontano”.
Prima di diventare uno degli chef più amati della televisione italiana, Alessandro Borghese ha vissuto una vita da giramondo. Figlio dell’attrice Barbara Bouchet e dell’imprenditore Luigi Borghese, ha trascorso parte della sua giovinezza viaggiando tra Stati Uniti, Inghilterra e paesi del Sud-Est asiatico, lavorando come cuoco su navi da crociera e in ristoranti di lusso. Un periodo di formazione intensa, professionale e umana, che ha segnato la sua visione della cucina come incontro tra culture e sapori.
In quegli anni, lontano dai riflettori, Borghese ha vissuto anche un’esperienza personale complessa: la nascita di un figlio, oggi diciannovenne, di cui venne a conoscenza solo dopo il parto. “Fu un errore di gioventù – ha raccontato nel podcast Belli Dentro Belli Fuori di Gianluca Gazzoli –. L’ho scoperto un po’ dopo, e non è facile riuscire a conciliare tutto”.
Lo chef ha riconosciuto il ragazzo e contribuisce alla sua crescita, ma i due non si sono ancora incontrati di persona. “Sono un super papà responsabile – ha detto –. Lo seguo a distanza e lo sostengo economicamente, insieme a mia moglie Wilma. Non mi nascondo: nella mia famiglia non è un argomento tabù”.
Borghese ha poi spiegato che il giovane vive all’estero e che, per ora, non è stato possibile creare un rapporto diretto. “Non ci siamo ancora visti, ma nella vita non si può mai sapere”, ha aggiunto con tono riflessivo, lasciando aperta la possibilità di un incontro futuro.
Oggi il celebre chef vive a Milano con la moglie Wilma Oliviero, sposata nel 2009, e le loro due figlie. Arizona, nata nel 2012, e Alexandra, nata nel 2016. In più di un’intervista Borghese ha confessato di essere un padre molto affettuoso, ma anche protettivo. “Sono gelosissimo delle mie figlie – aveva detto a Il Giorno – ma mi sforzo di non limitarle. Mi do i pizzicotti per stare zitto e lasciarle fare.”
Tra i fornelli e la vita privata, Borghese appare oggi come un uomo consapevole e pacificato, che non rinnega il passato ma lo considera parte del suo percorso. “Tutti commettiamo errori da giovani – ha concluso –. L’importante è assumersene la responsabilità e imparare da ciò che la vita ti mette davanti. Anche questo, in fondo, è un ingrediente della crescita.”
Gossip
Francesca Pascale shock: «Spiavo il cellulare di Berlusconi, volevo farlo pedinare da un investigatore»
«Quando vedevo la lucina del suo Samsung dai pantaloni capivo già chi era… un inferno», confessa Pascale. E rivela: «Volevo assoldare un investigatore per seguirlo, ma mi risposero che non potevano pedinare il presidente del Consiglio». Poi il ricordo: «Era abilissimo, mi faceva sentire in colpa anche quando non lo ero».
Francesca Pascale torna a parlare di Silvio Berlusconi, e lo fa senza filtri. La ex compagna del Cavaliere ha raccontato alcuni episodi privati della loro lunga relazione, alternando ironia e nostalgia.





«Spiavo il cellulare di Silvio per vedere se qualcuno gli scriveva. Non era ancora l’epoca degli smartphone: aveva un vecchio Samsung, e quando vedevo quella lucina che brillava dai pantaloni… già capivo chi era», ha confessato sorridendo amaramente. «Un inferno, un disastro. La gelosia è una brutta bestia».
Ma non è tutto. Pascale ha rivelato anche un retroscena sorprendente: «Una volta volevo assolutamente assoldare un investigatore… ma la persona da seguire era Silvio Berlusconi. Questo signore mi disse: “Signora, non la posso più aiutare, perché il presidente del Consiglio non si può seguire”».
Un amore intenso e tormentato, quello con l’ex premier, segnato da passioni e da inevitabili scontri. «Era abilissimo – racconta – riusciva a dare la colpa a me, a farmi sentire in colpa anche quando non lo ero. Un grande comunicatore. Poi aveva questa battuta che ripeteva sempre: “Mi raccomando, oltre i mille chilometri non è più tradimento”».
Francesca Pascale parla anche con affetto e dolore della fine della loro storia: «Se potessi cancellare un episodio della mia vita pubblica cancellerei la separazione con Berlusconi. È difficile parlarne al passato. Quindici anni non si cancellano. Lo strappo è stato forte, e sì, l’avrei gestito diversamente».
Niente rancore, però. Solo il rimpianto per un legame che, pur finito, ha lasciato un segno profondo: «Silvio è stato una parte importante della mia vita, e lo resterà sempre».
Tra ricordi, ironia e confessioni da tabloid, Francesca Pascale ha mostrato ancora una volta la sua arma più efficace: la sincerità disarmante.
Reali
Re Carlo ruba la scena ai Sussex, sbarcando su Netflix partecipando ad un documentario
Il debutto di Re Carlo sulla piattaforma streaming segna un nuovo capitolo per la monarchia britannica. E ora, per Harry e Meghan, la concorrenza arriva… direttamente da Buckingham Palace!
Il Regno Unito entra ufficialmente nell’era dello streaming. Re Carlo III ha deciso di partecipare a un documentario Netflix dedicato al King’s Trust, l’organizzazione benefica da lui fondata che sostiene i giovani. Una mossa storica, che segna il primo vero passo del Sovrano britannico nel cuore del media digitale globale. A curare la produzione sarà Eva Omaghomi, stretta collaboratrice del Re, mentre tra i protagonisti spicca il nome dell’attore Idris Elba.
Per un reame più moderno e smart
La scelta non è casuale: con questa operazione, Re Carlo punta a modernizzare l’immagine della monarchia, avvicinandola a un pubblico più giovane e internazionale. Il CEO del King’s Trust, Jonathan Townsend, ha spiegato che il progetto sarà incentrato sull’empowerment giovanile, un tema sempre più centrale nella comunicazione istituzionale del Re.
Harry e Meghan: il monopolio mediatico è finito?
Il debutto di Re Carlo su Netflix non è solo un gesto simbolico. È anche un messaggio diretto a chi, negli ultimi anni, ha cercato di riscrivere la narrazione reale da oltreoceano. Harry e Meghan Markle, ex Duchi di Sussex, avevano fatto proprio della piattaforma streaming il loro canale preferenziale, siglando nel 2020 un contratto da 153 milioni di dollari.
Non più all’apice della cronaca
Tuttavia, tra progetti cancellati e recensioni tiepide, il vento è cambiato. Le critiche della stampa americana li definiscono oggi “i più grandi perdenti di Hollywood”. Il rischio è che ora la loro narrazione venga sovrastata dalla figura istituzionale – e più credibile – di Re Carlo, che ha saputo cogliere il momento giusto per entrare nel gioco.
Marketing, percezione e impatto reale
La presenza del Re su Netflix è anche una brillante mossa di strategia comunicativa. Le piattaforme digitali sono oggi il canale principale per creare engagement, specialmente tra i giovani. Se il documentario riscuoterà successo, potremmo assistere a un aumento diretto nelle donazioni al King’s Trust, migliorando contemporaneamente brand reputation e impatto sociale. Sotto la lente ci sono KPI come CTR, engagement rate e ROAS. Tutti indicatori chiave che potrebbero trasformare questo esperimento in un modello replicabile anche per altri membri della Royal Family. Il trono è più digitale che mai… e Re Carlo lo sa bene.
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