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Gossip

Furibonda lite tra Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti

La situazione tra Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti, complicata dalla presenza di figli e nuovi partner, continua a evolversi, mostrando le difficoltà delle separazioni pubbliche

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    Visti i protagonisti coinvolti ai commensali presenti in sala sembrava proprio che stessero girando la scena di un film. E invece era il culmine di una terribile lite che ha visto come protagonista una delle ex coppie d’oro del cinema italiano, il regista Paolo Virzì (60 anni) e l’attrice Micaela Ramazzotti (45), separati di fatto e alle prese con le pratiche del divorzio.

    All’inizio i commensali non ci volevano credere

    L’incidente tra Paolo Virzì e Micaela Ramazzotti, avvenuto in un ristorante di Roma, ha attirato molta attenzione, evidenziando le tensioni tra i due ex coniugi. La lite, scoppiata in piazza Albania all’Aventino, ha visto volare piatti, posate e sedie, con urla e accuse che hanno portato all’intervento delle forze dell’ordine e di un’ambulanza.

    Una lite furibonda

    La lite è iniziata intorno alle 22 circa con offese e insulti, per poi degenerare in maniera rapida in uno scontro fisico. Molto realista tanto che gli altri commensali del ristorante hanno dovuto allontanarsi per evitare di essere colpiti dagli oggetti lanciati tra cui piatti, bicchieri e forchette.
    A un certo punto qualcuno ha chiamato un’ambulanza ma non per soccorrere uno dei due contendenti, bensì una ragazza che per eccesso di tensione e paura per quello che le stava accadendo intorno si è sentita male. E dopo l’ambulanza sono arrivati anche i Carabinieri chiamati dai gestori del locale che sono riusciti a calmare gli animi.

    Inarrestabili a causa del nuovo compagno della Ramazzotti?

    I titolari del locale che hanno cercato di placare gli animi, hanno raccontato che i due sembravano inarrestabili, e allora alla fine qualcuno ha allertato i carabinieri. Sono arrivati sul posto i militari dell’Aventino. Un epilogo davvero inaspettato, per la coppia che dopo una rottura nel 2018 era lentamente tornata insieme. La storia d’amore, cominciata nel 2008 sul set di un film, “Tutta la vita davanti“, è proseguita per 16 anni. La sua fine a inizio dello scorso anno, con le prime voci di crisi. Col tempo, a chiudere il capitolo, sono arrivate le prime foto della Ramazzotti col nuovo compagno il personal trainer Claudio Pallitto, fisico palestrato e molto attivo sui social. Ma questa è l’ora delicata della separazione che si sa è un moltiplicatore delle tensioni per ogni coppia.

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      Gossip

      Cerno, festa milanese per i 51 anni tra party-giani, assenze politiche e la scena rubata da Barbara D’Urso

      Alla festa per i 51 anni di Tommaso Cerno spunta solo Licia Ronzulli dal fronte politico, mentre il parterre si popola di figure note del sottobosco mediatico. A catalizzare l’attenzione è Barbara D’Urso, in Dolce & Gabbana, con una promessa che sa di teaser mediatico.

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        Gran raduno mondano ieri sera alla casa milanese di Tommaso Cerno, che ha celebrato il suo 51esimo compleanno circondato da un parterre più mediatico che politico. Tra i presenti, l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace e l’ex “papessa” Francesca Immacolata Chaouqui, mentre dal fronte della politica si è vista solo Licia Ronzulli, a conferma di un clima più da salotto televisivo che da retropalco parlamentare.

        A rubare la scena, però, ci ha pensato Barbara D’Urso, stretta in un abitino firmato Dolce & Gabbana, capace di catalizzare l’attenzione dei presenti come ai tempi d’oro del prime time. La conduttrice, tra una battuta e l’altra, avrebbe deliziato gli ospiti annunciando che, dopo Fabrizio Corona, anche lei sarebbe pronta a “tirare fuori qualche vecchia magagna”. Una frase che, detta in quel contesto, suona come una promessa di nuovi capitoli nella lunga saga del racconto mediatico a colpi di rivelazioni, allusioni e vendette post-televisive.

        La serata, più che una festa privata, ha assunto i contorni di un micro-evento mondano: un incrocio tra giornalismo, televisione e quel sottobosco di relazioni, rivalità e retroscena che da sempre alimenta la narrazione pubblica. E in un contesto così, bastano poche parole per accendere nuove attese, sospetti e, inevitabilmente, future polemiche.

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          Gossip

          Aurora Ramazzotti scherza sullo psicologo, Michelle Hunziker ci resta male: siparietto social tra ironia e recita

          Aurora Ramazzotti pubblica un siparietto ironico sul rapporto con la madre e la terapia, Michelle Hunziker reagisce con una battuta piccata. Il confine tra confidenza autentica e contenuto costruito torna a farsi sottile.

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            Un breve video su Instagram, una frase apparentemente innocua, una reazione immediata: il risultato è il solito mini-caso social. Aurora Ramazzotti racconta davanti alla telecamera: «Allora mia madre mi sta accompagnando dallo psicologo, la parte più importante della mia settimana. Grazie mamma, ci vado anche per colpa tua».

            La risposta di Michelle Hunziker arriva a caldo e senza filtri: «Ma come? Sei una pirla! Perché mi dici queste cose che poi non dormo la notte?». Un botta e risposta che, in pochi secondi, trasforma una dinamica privata in intrattenimento pubblico.

            Tra confidenza e spettacolo
            Il siparietto gioca su un terreno ambiguo: la terapia come elemento di racconto personale, il rapporto madre-figlia come materiale narrativo, l’autoironia come scudo. È il linguaggio dei social, dove il privato diventa contenuto e il contenuto deve, per forza, funzionare.

            La reazione della madre
            La Hunziker appare genuinamente colpita dalla battuta, almeno nel tono del video. La frase «poi non dormo la notte» suggerisce una sensibilità reale, ma è impossibile stabilire dove finisca la spontaneità e dove inizi la consapevolezza di essere davanti a una telecamera.

            Recita per i webeti?
            Il dubbio resta: scena autentica o micro-sketch costruito per strappare commenti e engagement? Nel teatro dei social, la linea tra realtà e performance è sempre più sottile. E anche la psicoterapia, da esperienza personale, diventa materia narrativa, battuta, meme. Forse è solo intrattenimento. Forse no.

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              Personaggi

              «Gerry non ci ha mai provato con me né con le altre»: l’ex letterina Cristina Cellai smentisce Corona e parla di “bugie senza prove”

              L’ex protagonista di Passaparola smonta le accuse rilanciate da Fabrizio Corona su Gerry Scotti e punta il dito contro un racconto riesumato a distanza di vent’anni.

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                «Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe». Cristina Cellai, ex letterina di Passaparola per una sola stagione, interviene senza giri di parole per smentire il racconto rilanciato da Fabrizio Corona, secondo cui Gerry Scotti avrebbe avuto relazioni con “oltre 30 letterine”.

                La smentita netta
                Una versione che Cellai definisce apertamente falsa. «Ho scritto a Corona… ma non mi ha risposto. Da lui tutte bugie», racconta, sottolineando come quelle affermazioni non trovino riscontri né testimonianze dirette. «Non capisco poi il senso di tirare fuori questa roba dopo 20 anni, se uno non ha le prove».

                Il sospetto di un secondo fine
                Nel suo intervento, l’ex letterina va oltre la smentita personale e prova a leggere il contesto mediatico. «Credo che punti a colpire altre persone. Penso a Silvia Toffanin, che sta con Pier Silvio Berlusconi, o Ilary Blasi. Penso abbia un secondo fine». Un sospetto che sposta l’attenzione dal passato televisivo alle dinamiche attuali del racconto pubblico, fatto di nomi pesanti e inevitabili riverberi.

                La posizione di Scotti
                Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso Scotti, che ha respinto ogni accusa parlando di «menzogne dette per ragioni di lucro». Una definizione che fotografa il clima in cui certe storie vengono riesumate, amplificate e rilanciate, spesso senza elementi nuovi a sostenerle.

                Il quadro che emerge è quello di un racconto costruito a distanza di decenni, privo di prove documentali e smentito da chi quel programma lo ha vissuto dall’interno. Un cortocircuito mediatico che mostra, ancora una volta, quanto il confine tra rivelazione e insinuazione diventi fragile quando il passato viene usato come arma nel presente.

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