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Gossip

Jennifer Lopez non restituisce l’anello di fidanzamento da 5 milioni di dollari a Ben Affleck: «È stato un regalo»

Un diamante verde rarissimo, simbolo di un amore finito, ma che resterà per sempre al dito di JLo.
Dopo la rottura con Affleck, la cantante non ha dubbi: l’anello è suo e non tornerà al mittente.

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    “Un diamante è per sempre”, recita il famoso slogan, e Jennifer Lopez sembra averlo preso alla lettera. Nonostante il recente divorzio da Ben Affleck dopo appena due anni di matrimonio, la cantante e attrice non intende restituire il prezioso anello di fidanzamento che l’attore le aveva donato nel 2022.

    Il gioiello, un raro diamante verde naturale da 8,5 carati, incastonato tra due diamanti bianchi trapezoidali, vale oltre 5 milioni di dollari – ma alcune stime parlano addirittura di 10 milioni. Scelto nel colore preferito di JLo, il diamante è stato accompagnato da una dedica incisa da Ben: “not.going.anywhere” (“non vado da nessuna parte”), un omaggio alla frase con cui firmava le email durante il loro riavvicinamento.

    Un diamante che ha fatto la storia

    Quando Ben Affleck regalò l’anello, il CEO di The Diamond Pro, Mike Fried, lo definì “incredibilmente raro”, aggiungendo che avrebbe fatto impallidire il valore del primo anello di fidanzamento che l’attore aveva donato a Jennifer nel 2002: un diamante rosa Harry Winston da 6,10 carati. Quell’amore finì nel 2004, poco prima delle nozze, e ora, a distanza di vent’anni, la storia sembra ripetersi, ma con un finale diverso per il gioiello.

    «È stato un regalo, non lo restituirò»

    Secondo una fonte vicina a Jennifer Lopez, la cantante non ha alcuna intenzione di restituire il gioiello a Ben Affleck:

    «È stato un regalo. Solo perché la relazione non ha funzionato, non significa che debba restituirlo. Jennifer non si sente per niente in colpa a tenerlo, e chiaramente a Ben non importa: l’ha già fatto due volte! Non è che non sapesse in cosa si stava cacciando.»

    Il commento dell’insider, riportato da Ok Magazine, sottolinea la sicurezza con cui JLo ha deciso di tenere per sé il simbolo di un amore che, seppur finito, è stato importante.

    JLo e il suo amore per i diamanti

    Come cantava Marilyn Monroe, «i diamanti sono i migliori amici di una ragazza», e Jennifer Lopez lo sa bene. Il prezioso anello verde, con la sua unicità e il valore inestimabile, rappresenta un pezzo della storia personale e professionale della star. Non è solo un simbolo di lusso, ma anche un ricordo di un capitolo della sua vita.

    Mentre Ben Affleck sembra aver accettato con filosofia la decisione di JLo, il gioiello continua a brillare, ricordando che, anche quando un amore finisce, alcuni regali restano… per sempre.

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      Gossip

      Cerno, festa milanese per i 51 anni tra party-giani, assenze politiche e la scena rubata da Barbara D’Urso

      Alla festa per i 51 anni di Tommaso Cerno spunta solo Licia Ronzulli dal fronte politico, mentre il parterre si popola di figure note del sottobosco mediatico. A catalizzare l’attenzione è Barbara D’Urso, in Dolce & Gabbana, con una promessa che sa di teaser mediatico.

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        Gran raduno mondano ieri sera alla casa milanese di Tommaso Cerno, che ha celebrato il suo 51esimo compleanno circondato da un parterre più mediatico che politico. Tra i presenti, l’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace e l’ex “papessa” Francesca Immacolata Chaouqui, mentre dal fronte della politica si è vista solo Licia Ronzulli, a conferma di un clima più da salotto televisivo che da retropalco parlamentare.

        A rubare la scena, però, ci ha pensato Barbara D’Urso, stretta in un abitino firmato Dolce & Gabbana, capace di catalizzare l’attenzione dei presenti come ai tempi d’oro del prime time. La conduttrice, tra una battuta e l’altra, avrebbe deliziato gli ospiti annunciando che, dopo Fabrizio Corona, anche lei sarebbe pronta a “tirare fuori qualche vecchia magagna”. Una frase che, detta in quel contesto, suona come una promessa di nuovi capitoli nella lunga saga del racconto mediatico a colpi di rivelazioni, allusioni e vendette post-televisive.

        La serata, più che una festa privata, ha assunto i contorni di un micro-evento mondano: un incrocio tra giornalismo, televisione e quel sottobosco di relazioni, rivalità e retroscena che da sempre alimenta la narrazione pubblica. E in un contesto così, bastano poche parole per accendere nuove attese, sospetti e, inevitabilmente, future polemiche.

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          Gossip

          Aurora Ramazzotti scherza sullo psicologo, Michelle Hunziker ci resta male: siparietto social tra ironia e recita

          Aurora Ramazzotti pubblica un siparietto ironico sul rapporto con la madre e la terapia, Michelle Hunziker reagisce con una battuta piccata. Il confine tra confidenza autentica e contenuto costruito torna a farsi sottile.

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            Un breve video su Instagram, una frase apparentemente innocua, una reazione immediata: il risultato è il solito mini-caso social. Aurora Ramazzotti racconta davanti alla telecamera: «Allora mia madre mi sta accompagnando dallo psicologo, la parte più importante della mia settimana. Grazie mamma, ci vado anche per colpa tua».

            La risposta di Michelle Hunziker arriva a caldo e senza filtri: «Ma come? Sei una pirla! Perché mi dici queste cose che poi non dormo la notte?». Un botta e risposta che, in pochi secondi, trasforma una dinamica privata in intrattenimento pubblico.

            Tra confidenza e spettacolo
            Il siparietto gioca su un terreno ambiguo: la terapia come elemento di racconto personale, il rapporto madre-figlia come materiale narrativo, l’autoironia come scudo. È il linguaggio dei social, dove il privato diventa contenuto e il contenuto deve, per forza, funzionare.

            La reazione della madre
            La Hunziker appare genuinamente colpita dalla battuta, almeno nel tono del video. La frase «poi non dormo la notte» suggerisce una sensibilità reale, ma è impossibile stabilire dove finisca la spontaneità e dove inizi la consapevolezza di essere davanti a una telecamera.

            Recita per i webeti?
            Il dubbio resta: scena autentica o micro-sketch costruito per strappare commenti e engagement? Nel teatro dei social, la linea tra realtà e performance è sempre più sottile. E anche la psicoterapia, da esperienza personale, diventa materia narrativa, battuta, meme. Forse è solo intrattenimento. Forse no.

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              Personaggi

              «Gerry non ci ha mai provato con me né con le altre»: l’ex letterina Cristina Cellai smentisce Corona e parla di “bugie senza prove”

              L’ex protagonista di Passaparola smonta le accuse rilanciate da Fabrizio Corona su Gerry Scotti e punta il dito contro un racconto riesumato a distanza di vent’anni.

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                «Posso dire che Gerry non solo non ci ha mai provato con me, ma neanche con le altre mie colleghe». Cristina Cellai, ex letterina di Passaparola per una sola stagione, interviene senza giri di parole per smentire il racconto rilanciato da Fabrizio Corona, secondo cui Gerry Scotti avrebbe avuto relazioni con “oltre 30 letterine”.

                La smentita netta
                Una versione che Cellai definisce apertamente falsa. «Ho scritto a Corona… ma non mi ha risposto. Da lui tutte bugie», racconta, sottolineando come quelle affermazioni non trovino riscontri né testimonianze dirette. «Non capisco poi il senso di tirare fuori questa roba dopo 20 anni, se uno non ha le prove».

                Il sospetto di un secondo fine
                Nel suo intervento, l’ex letterina va oltre la smentita personale e prova a leggere il contesto mediatico. «Credo che punti a colpire altre persone. Penso a Silvia Toffanin, che sta con Pier Silvio Berlusconi, o Ilary Blasi. Penso abbia un secondo fine». Un sospetto che sposta l’attenzione dal passato televisivo alle dinamiche attuali del racconto pubblico, fatto di nomi pesanti e inevitabili riverberi.

                La posizione di Scotti
                Sulla vicenda è intervenuto anche lo stesso Scotti, che ha respinto ogni accusa parlando di «menzogne dette per ragioni di lucro». Una definizione che fotografa il clima in cui certe storie vengono riesumate, amplificate e rilanciate, spesso senza elementi nuovi a sostenerle.

                Il quadro che emerge è quello di un racconto costruito a distanza di decenni, privo di prove documentali e smentito da chi quel programma lo ha vissuto dall’interno. Un cortocircuito mediatico che mostra, ancora una volta, quanto il confine tra rivelazione e insinuazione diventi fragile quando il passato viene usato come arma nel presente.

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