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Fedez sceglie Vannacci: “Comunicativamente, dieci spanne sopra la Schlein”

Lusingato dalle parole di Fedez, l’ex generale Vannacci risponde alle parole dette dal rapper durante la trasmissione radiofonica La Zanzara.

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    Durante un’intervista al programma La Zanzara, Fedez ha spiazzato tutti con un’uscita inaspettata, lodando apertamente Roberto Vannacci, europarlamentare indipendente della Lega e autore del controverso libro Il mondo al contrario. Alla domanda su chi preferisse tra Vannacci ed Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, il rapper ha risposto senza esitazione. “Tra Schlein e Vannacci? Vannacci. Comunicativamente è dieci spanne sopra, se la mangia. La Schlein non attecchisce, chi la voterebbe?”Un giudizio tagliente che ha fatto il giro dei social, accendendo il dibattito su una curiosa convergenza tra due mondi apparentemente opposti. Fedez, noto per le sue battaglie progressiste e il sostegno a figure come Alessandro Zan, ha sorpreso pubblico e conduttori con la sua franchezza: “Che ca**o me ne frega delle tifoserie, giudico il comunicatore”, ha aggiunto.

    La risposta di Vannacci: “Il mondo è proprio al contrario!”

    Dalle aule del Parlamento Europeo a Strasburgo, Roberto Vannacci ha accolto con entusiasmo le parole di Fedez. Intervistato dall’agenzia Adnkronos, il generale ha commentato con ironia: “Ha visto? Avevo ragione io, il mondo è proprio al contrario.” Il riferimento è un chiaro richiamo al titolo del suo libro e al curioso ribaltamento di prospettive: un rapper progressista che elogia un europarlamentare di destra per le sue capacità comunicative. Lusingato dall’inatteso plauso, Vannacci ha proseguito: “Sono grato per le sue parole, è bello vedere che, almeno su alcuni aspetti, si riesce a riconoscere il valore al di là delle posizioni ideologiche.”

    Lo strano incrocio tra mondi

    Le parole di Fedez arrivano nel pieno della promozione del suo nuovo progetto, Pulp Podcast, un format che mette a confronto personalità diametralmente opposte. Lo stesso Vannacci sarà presto ospite del programma, dove affronterà un suo oppositore in un dibattito serrato.
    Mentre Giuseppe Cruciani, conduttore de La Zanzara, ha stuzzicato Fedez ricordando il suo passato a sostegno di diritti civili e tematiche LGBT, il rapper ha glissato: “La Schlein non funziona, non è una questione di ideali ma di capacità di arrivare alla gente.”
    Il curioso elogio ha scatenato reazioni contrastanti. Alcuni lo interpretano come una svolta pragmatica di Fedez, altri come una provocazione. Vannacci, invece, si gode il momento, confermando che il titolo del suo libro continua a trovare riscontri nella realtà: “Il mondo è proprio al contrario,” ribadisce con un sorriso.

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      Personaggi

      Elodie e la ballerina Franceska, voci sempre più insistenti: avvistamenti notturni tra Milano e Napoli e un rapporto che fa parlare

      Secondo quanto si legge sui social, Elodie e la sua ballerina Franceska si frequenterebbero da mesi. Dopo una notte al “Botox” di Milano, le due sarebbero state viste anche al “Venus” di Napoli, tra balli e affettuosità.

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        Il gossip corre veloce quando a parlare sono le notti, i club e gli sguardi che non passano inosservati. E negli ultimi giorni, su Instagram, si rincorrono le voci su un presunto rapporto speciale tra Elodie e la sua ballerina Franceska. Nulla di ufficiale, nessuna conferma diretta, ma una serie di avvistamenti che stanno alimentando il chiacchiericcio.

        Secondo quanto riportato da più utenti, le due si frequenterebbero ormai da mesi con una certa regolarità. Un legame che, fino a poco tempo fa, sarebbe rimasto sullo sfondo, confuso tra prove, spettacoli e tournée. Ora, però, a far parlare sono soprattutto le serate fuori dal palco.

        L’avvistamento milanese al “Botox”
        Il primo episodio che ha acceso i riflettori risale a Milano, al Botox. Qui Elodie e Franceska sarebbero state viste insieme mentre davano spettacolo tra musica alta e balli sfrenati. Un clima di festa, certo, ma anche una complicità che, secondo chi era presente, andava oltre la semplice amicizia.

        Racconti, video sfocati, storie ricondivise: il classico meccanismo social che trasforma una notte in un indizio. Da lì, le voci hanno iniziato a moltiplicarsi.

        Napoli, il bis al “Venus”
        A rafforzare l’ipotesi è arrivato un secondo avvistamento, questa volta a Napoli, alla discoteca Venus. Anche qui Elodie e Franceska sarebbero state viste insieme, con atteggiamenti definiti da più testimoni come “dolci affettuosità”.

        Nessun gesto eclatante, nessuna scena plateale, ma quella familiarità che non è passata inosservata in un locale affollato. E quando gli avvistamenti si ripetono, il gossip trova terreno fertile.

        Tra palco e vita privata
        Il confine tra lavoro e vita privata, soprattutto nel mondo dello spettacolo, è spesso sottile. Elodie è abituata a muoversi sotto i riflettori, così come il suo entourage artistico. Che si tratti di amicizia profonda o di qualcosa di più, al momento resta tutto nel campo delle indiscrezioni.

        Né la cantante né la ballerina hanno commentato le voci. Nessuna smentita, ma neppure conferme. Un silenzio che, come spesso accade, contribuisce ad alimentare ulteriormente la curiosità.

        Il gossip corre, le certezze no
        Per ora, l’unica certezza è il tam tam social: segnalazioni, commenti, storie che si accavallano. Il resto resta sospeso tra suggestione e realtà, come accade spesso quando il racconto nasce nei club e si propaga online.

        Elodie continua la sua strada artistica, Franceska resta al suo fianco sul palco. Tutto il resto, almeno per ora, è affidato alle notti e agli sguardi di chi dice di averle viste insieme.

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          Personaggi

          Raz Degan, digiuni e reset dell’anima: «Dopo dieci giorni senza cibo ho capito che persino una mela può cambiare la vita»

          Dopo i digiuni da record, Degan organizza maratone collettive online seguite da migliaia di persone. Vita barefoot in Valle d’Itria, niente tv, l’amore con Cindy Stuart e i ricordi di set con Hopkins, Lange, Stone e Olmi.

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            «Questa sera io non ho fame». Sono passati quasi trent’anni da quello spot che lo rese un volto familiare. Raz Degan, oggi 55enne, continua a non avere fame, ma stavolta per scelta. Intervistato da Elvira Serra per il Corriere della Sera, l’ex modello e attore racconta la sua vita da “santone rock”, divisa tra digiuni estremi, meditazione e la quiete di un trullo pugliese.

            La sua esperienza più radicale risale al 2016, al termine delle riprese di The Last Shaman, documentario prodotto da Leonardo DiCaprio: diciotto giorni di digiuno totale. «Era il mio modo per purificarmi dopo cinque anni di lavoro totalizzante» spiega. Da allora Degan ha trasformato la pratica personale in un esperimento collettivo. Lo scorso agosto ha lanciato su Instagram “48 ore di digiuno con Raz”: si sono iscritti in tremila, oltre duecento hanno partecipato agli incontri live quotidiani.

            C’era chi temeva sbandamenti o rischi, ma Degan precisa che non era un’avventura improvvisata: «Avevamo un team di specialisti – medici, psicologi, cardiologi – pronti a seguire tutti i partecipanti. Le 48 ore erano precedute da un giorno di preparazione e seguite dal rientro consapevole. Non era una gara di resistenza, ma un’esperienza di crescita».

            Lui, che da fuori potrebbe sembrare un invasato, rivendica la filosofia che lo ispira: «Il digiuno consapevole è come riavviare il sistema operativo. In un mondo bombardato da immagini e distrazioni, togliere il superfluo permette di ritrovare respiro e lucidità. Così persino una mela, mangiata senza distrazioni, diventa un’esperienza di presenza e libertà».

            Dietro la seriosità, c’è anche l’ironia. Dopo un digiuno di dieci giorni aveva postato un video parlando con la voce di Dan Peterson. Il giorno dopo lo hanno invitato in tv per confrontarsi con quattro medici scettici. «All’estero il digiuno è sempre più sostenuto e ci sono studi che ne dimostrano i benefici» ribatte.

            Non solo astinenze. Degan rivendica la sua scelta di vivere da antidivo. Dal 2001 ha un trullo in Valle d’Itria: «Qui mi sento libero, cammino scalzo, non ho nemmeno la tv. È il mio modo per restare con i piedi per terra». Accanto a lui la compagna Cindy Stuart, con cui condivide viaggi e passioni: sul matrimonio taglia corto, «sono solo fatti nostri».

            E c’è la carriera da attore, con ricordi che ancora lo emozionano: «Anthony Hopkins e Jessica Lange in Titus erano straordinari. Lui scherzava fino a un attimo prima, poi si trasformava. Lei, tutta Metodo Stanislavskij, viveva davvero il dolore della scena. Due opposti, ma entrambi giganteschi». Anche tra i registi cita gli estremi: «Oliver Stone, un generale che costruiva le scene con disciplina militare. Ermanno Olmi, invece, rubava immagini creando magia».

            La vita di oggi, fatta di silenzi, digiuni e natura, sembra distante anni luce dai riflettori che lo hanno reso un sex symbol. Eppure Degan resta fedele a sé stesso: un uomo che, tra spiritualità e provocazione, trasforma persino il gesto più semplice – addentare una mela – in un manifesto di libertà.

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              Edoardo Costa riappare a Milano dopo il caso della beneficenza “pelosa”: abbracci, memoria e una frase sulla fiducia

              Dopo il caso che lo aveva travolto e una lunga assenza dalla scena pubblica italiana, Edoardo Costa torna a Milano e riabbraccia la sua agente di sempre. Tra passato e ripartenze, affida ai social un messaggio sulla fiducia come chiave per andare avanti.

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                Ve lo ricordate Edoardo Costa? Negli Anni Novanta era uno dei volti più riconoscibili della moda italiana, presenza fissa tra passerelle e campagne pubblicitarie. Poi il caso della beneficenza “pelosa”, l’onda lunga delle polemiche, il silenzio. Per molti era sparito.

                Ora riappare a Milano. E lo fa con un gesto simbolico: riabbraccia la sua storica agente, la professionista che attraverso un’agenzia di modelli ha gestito tutta la sua carriera. Un ritorno che sa di cerchio che si chiude – o forse si riapre.

                Dal clamore al silenzio

                Il nome di Edoardo Costa era finito sotto i riflettori per una vicenda legata a iniziative benefiche che avevano sollevato interrogativi e polemiche. Da lì in poi, una progressiva uscita di scena dal panorama italiano.

                Lontano dalle cronache mondane, lontano dalle passerelle. Anni in cui il suo volto è rimasto confinato nella memoria di chi lo aveva seguito all’apice del successo.

                Il ritorno a Milano e l’abbraccio

                La scelta di tornare proprio a Milano non è casuale. È la città che lo aveva consacrato. Qui ha costruito la sua immagine pubblica, qui ha lavorato con fotografi e stilisti, qui ha intrecciato rapporti professionali duraturi.

                L’incontro con la sua agente storica ha il sapore della fedeltà professionale. Un legame che resiste al tempo e alle tempeste mediatiche. Quasi trent’anni dopo gli esordi, il riabbraccio racconta più di molte dichiarazioni.

                La filosofia della ripartenza

                Costa accompagna il suo ritorno con una frase che suona come un manifesto personale: “Quando tutto sembra essere contro di te, torna ad uno stato di fiducia, ancora e ancora, è la chiave per andare avanti con gratitudine per le cose che stanno prendendo forma e stanno per arrivare nella tua vita”.

                Parole che parlano di resilienza, di attesa, di nuove opportunità. Non c’è una spiegazione dettagliata del passato, né un annuncio preciso sul futuro. C’è piuttosto un invito alla fiducia, ripetuto “ancora e ancora”.

                Il tempo dirà se questo ritorno milanese segnerà anche un ritorno professionale stabile o resterà un passaggio simbolico. Di certo, dopo anni di assenza, Edoardo Costa è tornato a farsi vedere. E a farsi sentire.

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