Personaggi
Raz Degan, digiuni e reset dell’anima: «Dopo dieci giorni senza cibo ho capito che persino una mela può cambiare la vita»
Dopo i digiuni da record, Degan organizza maratone collettive online seguite da migliaia di persone. Vita barefoot in Valle d’Itria, niente tv, l’amore con Cindy Stuart e i ricordi di set con Hopkins, Lange, Stone e Olmi.
«Questa sera io non ho fame». Sono passati quasi trent’anni da quello spot che lo rese un volto familiare. Raz Degan, oggi 55enne, continua a non avere fame, ma stavolta per scelta. Intervistato da Elvira Serra per il Corriere della Sera, l’ex modello e attore racconta la sua vita da “santone rock”, divisa tra digiuni estremi, meditazione e la quiete di un trullo pugliese.
La sua esperienza più radicale risale al 2016, al termine delle riprese di The Last Shaman, documentario prodotto da Leonardo DiCaprio: diciotto giorni di digiuno totale. «Era il mio modo per purificarmi dopo cinque anni di lavoro totalizzante» spiega. Da allora Degan ha trasformato la pratica personale in un esperimento collettivo. Lo scorso agosto ha lanciato su Instagram “48 ore di digiuno con Raz”: si sono iscritti in tremila, oltre duecento hanno partecipato agli incontri live quotidiani.




C’era chi temeva sbandamenti o rischi, ma Degan precisa che non era un’avventura improvvisata: «Avevamo un team di specialisti – medici, psicologi, cardiologi – pronti a seguire tutti i partecipanti. Le 48 ore erano precedute da un giorno di preparazione e seguite dal rientro consapevole. Non era una gara di resistenza, ma un’esperienza di crescita».
Lui, che da fuori potrebbe sembrare un invasato, rivendica la filosofia che lo ispira: «Il digiuno consapevole è come riavviare il sistema operativo. In un mondo bombardato da immagini e distrazioni, togliere il superfluo permette di ritrovare respiro e lucidità. Così persino una mela, mangiata senza distrazioni, diventa un’esperienza di presenza e libertà».
Dietro la seriosità, c’è anche l’ironia. Dopo un digiuno di dieci giorni aveva postato un video parlando con la voce di Dan Peterson. Il giorno dopo lo hanno invitato in tv per confrontarsi con quattro medici scettici. «All’estero il digiuno è sempre più sostenuto e ci sono studi che ne dimostrano i benefici» ribatte.
Non solo astinenze. Degan rivendica la sua scelta di vivere da antidivo. Dal 2001 ha un trullo in Valle d’Itria: «Qui mi sento libero, cammino scalzo, non ho nemmeno la tv. È il mio modo per restare con i piedi per terra». Accanto a lui la compagna Cindy Stuart, con cui condivide viaggi e passioni: sul matrimonio taglia corto, «sono solo fatti nostri».
E c’è la carriera da attore, con ricordi che ancora lo emozionano: «Anthony Hopkins e Jessica Lange in Titus erano straordinari. Lui scherzava fino a un attimo prima, poi si trasformava. Lei, tutta Metodo Stanislavskij, viveva davvero il dolore della scena. Due opposti, ma entrambi giganteschi». Anche tra i registi cita gli estremi: «Oliver Stone, un generale che costruiva le scene con disciplina militare. Ermanno Olmi, invece, rubava immagini creando magia».
La vita di oggi, fatta di silenzi, digiuni e natura, sembra distante anni luce dai riflettori che lo hanno reso un sex symbol. Eppure Degan resta fedele a sé stesso: un uomo che, tra spiritualità e provocazione, trasforma persino il gesto più semplice – addentare una mela – in un manifesto di libertà.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Personaggi
Papà Richard si commuove per il suo “ragazzino” e lancia lo scoop: «Homer è un fenomeno, ora posso anche andare in pensione»
Il divo di Pretty Woman incorona il figlio ventiseienne (nato dall’amore con Carey Lowell) dopo le scene bollenti in Euphoria e i nuovi progetti con i re del cinema. Intanto lui si prepara a tornare in tv: «Siamo tutti spie, portiamo maschere ogni giorno».
Richard Gere, lo storico “ufficiale gentiluomo” che ha fatto sospirare intere generazioni, ha letteralmente perso la testa per suo figlio Homer. A 76 anni suonati, il divo ha deciso di sbottonarsi con la stampa americana per urlare al mondo quanto sia fiero del suo primogenito ventiseienne. Non si tratta solo di affetto filiale: Gere senior giura che il ragazzo ha un talento “soprannaturale” per la recitazione. Nessuna spinta da parte del celebre genitore, insomma, ma solo un DNA decisamente fortunato che sta già dando i suoi frutti nel dorato (e spietato) mondo del cinema.
Dalle scene bollenti ai registi da Oscar
Ma chi è Homer Gere? Il ragazzo, nato dal matrimonio di Richard con l’attrice Carey Lowell, non è affatto un timido debuttante. I più attenti lo hanno già notato nel cast della serie scandalo Euphoria, dove ha fatto girare la testa a tutti interpretando Dylan Reid in una scena decisamente “hot” al fianco della splendida Sydney Sweeney. Da quel momento, la sua carriera è decollata: ha appena finito di girare un film segretissimo con il mostro sacro Oliver Stone e si prepara a recitare accanto a Kaia Gerber (figlia di Cindy Crawford, un altro incrocio di geni stellari!) nella nuova serie di Ryan Murphy, The Shards. Un curriculum da capogiro che ha fatto ironizzare Richard: «Ha già fatto tutto questo? Allora posso ritirarmi e andare a fare il pensionato!».
Libertà zen e il ritorno del Gigolo
Nonostante il successo travolgente del ragazzo, Richard Gere mantiene la sua celebre calma filosofica. Da buon buddhista, l’attore ha confessato che non costringerà mai il figlio a fare l’attore a vita: «Se domani volesse mollare Hollywood per fare lo scalatore in montagna, per me sarebbe perfetto». Nel frattempo, però, anche il papà ha i suoi impegni: il 21 giugno tornerà sul piccolo schermo nella seconda stagione della serie spy The Agency (su Paramount+) insieme al sex-symbol Michael Fassbender. Interpretando un capo della CIA, il divo ha colto l’occasione per fare una riflessione molto profonda sulla vita: «Recitare è come vivere. Tutti noi indossiamo una maschera diversa a seconda di chi abbiamo davanti, l’importante è non perdere la propria anima».
Personaggi
Valeria Marini choc sul matrimonio con Giovanni Cottone: “Mi ha truffata e derubata”, il racconto che riapre una ferita mai chiusa
La showgirl ripercorre a La Volta Buona il fallimento delle nozze con Giovanni Cottone, le battaglie legali e il sostegno della famiglia. Poi le parole piene d’affetto per Vittorio Cecchi Gori.
A distanza di anni, il dolore è ancora tutto lì. Non nascosto, non cancellato dal tempo e nemmeno attenuato dai tanti successi professionali. Ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, Valeria Marini è tornata a parlare del matrimonio con Giovanni Cottone, una vicenda che continua a rappresentare uno dei capitoli più amari della sua vita privata. La showgirl ha scelto parole fortissime per descrivere quell’esperienza, raccontando una storia che, ancora oggi, la fa soffrire.
«È stata una delle esperienze più brutte della mia vita», ha dichiarato senza esitazioni. Poi ha aggiunto: «Sono stata truffata, derubata dei miei soldi. Ho perso quattro anni della mia vita per risolvere tutte le cattiverie che mi erano state fatte». Un racconto che ha riportato al centro una vicenda che per lungo tempo ha occupato le cronache rosa e giudiziarie.
Valeria Marini e il matrimonio che la madre voleva fermare
A rendere ancora più sorprendente la storia è il fatto che, secondo quanto raccontato in trasmissione, i dubbi fossero emersi già prima delle nozze. La madre di Valeria Marini, Gianna Orrù, aveva infatti tentato di convincere la figlia a fermarsi prima di pronunciare il fatidico sì.
«La sera prima del matrimonio le ho detto chiaramente: “Sei ancora in tempo per dire di no”», ha ricordato la donna. Un avvertimento che col senno di poi appare quasi profetico. Valeria, però, decise di andare avanti. «Io avevo capito che qualcosa non andava, ma non potevo far saltare tutto all’ultimo momento», ha spiegato.
Le nozze furono celebrate in grande stile davanti a oltre mille invitati e con un’enorme attenzione mediatica. Un evento che sembrava destinato a segnare l’inizio di una favola e che invece si trasformò rapidamente in un incubo.
Le accuse a Giovanni Cottone e l’annullamento delle nozze
La relazione ebbe una durata brevissima. «È durato formalmente un anno, ma l’ho fatto annullare dalla Sacra Rota dopo appena quattro mesi», ha raccontato la showgirl. Dietro quella separazione lampo ci sarebbero stati problemi molto più profondi di una semplice incompatibilità caratteriale.
Valeria Marini ha ribadito accuse già formulate in passato, raccontando di aver dovuto affrontare una lunga battaglia per cercare di rimettere insieme i pezzi della propria vita. «Mi ha derubata e truffata. E lui, alla fine, è stato anche arrestato», ha dichiarato durante l’intervista.
Parole che fotografano tutta la sofferenza vissuta in quel periodo e che spiegano perché la vicenda continui a rappresentare una ferita ancora aperta. In quei momenti difficili, ha sottolineato la showgirl, il sostegno più importante è arrivato dalla sua famiglia, rimasta sempre al suo fianco.
Il legame speciale con Vittorio Cecchi Gori
Nel corso della puntata c’è stato spazio anche per ricordi più sereni. Tra le relazioni più importanti della sua vita, Valeria Marini ha citato quella con Vittorio Cecchi Gori, durata sei anni e ancora oggi caratterizzata da un rapporto di grande affetto e stima reciproca.
La showgirl ha ricordato di aver conosciuto il produttore cinematografico in un momento particolarmente difficile della sua esistenza. «Io l’ho incontrato in un momento per lui molto complesso», ha spiegato. Un rapporto che, nonostante la fine della storia d’amore, non si è mai davvero spezzato.
«È rimasto un bellissimo legame, lo sento ancora molto spesso e c’è un profondo sentimento tra di noi. Io per lui ci sono e ci sarò sempre», ha raccontato con emozione.
Parole che mostrano il volto più autentico di Valeria Marini: una donna che non dimentica il dolore subito, ma che continua a custodire con affetto le persone che hanno lasciato un segno importante nella sua vita.
Personaggi
“Che maleducata!” Kim Kardashian ignora l’icona della F1 Martin Brundle prima della corsa a Monte Carlo
Accompagnata dalla sorella Khloé, la fondatrice di Skims tira dritto davanti ai microfoni di Sky tra spintoni della sicurezza e polemiche social. Ma il web si spacca: «Maleducata e senza classe» o «Difendeva solo la sua privacy da fidanzata»?
Il weekend più glamour del motorsport ha regalato il suo primo, attesissimo scandalo da red carpet, e c’era da aspettarselo che di mezzo ci fosse la dinastia più chiacchierata della TV. In occasione del blindatissimo Gran Premio di Monaco 2026, il circuito cittadino di Monte Carlo si è trasformato nel teatro di un imbarazzante scontro culturale tra la nobiltà delle corse e l’alta società di Hollywood. Protagonista assoluta? Una glaciale Kim Kardashian.
Domenica, a pochi minuti dal semaforo verde, il leggendario inviato di Sky Sports Martin Brundle — una vera e propria istituzione nel paddock, celebre per le sue incursioni senza filtri sulla griglia di partenza — ha intercettato la quarantacinquenne Kim e la sorella minore Khloé (41 anni) nel bel mezzo del loro sfarzoso entourage. Ma quella che doveva essere una simpatica clip a favore di telecamera è diventata in pochi secondi un momento ad altissimo tasso di disagio.
Il “gran rifiuto” in diretta TV
Avvicinatosi con il microfono spianato, Brundle ha rivolto alla regina di Skims un classico e cordiale: «Come va oggi?». La reazione di Kim? Un totale e imperturbabile muro di gomma. La star dei reality ha girato lo sguardo dall’altra parte, ignorando completamente il giornalista, mentre un uomo della sicurezza (presumibilmente dello staff della Formula 1) si frapponeva tempestivamente per fare da scudo.
Brundle, che nel corso degli anni ha intervistato Re, attori da Oscar e campioni del mondo, ha tentato un ultimo affondo:
«Di solito le persone fanno due chiacchiere veloci con noi. Vi sta piacendo la F1?».
Per tutta risposta, la splendida Kim si è limitata a un distaccato saluto con la mano, continuando a camminare e lasciando l’inviato a bocca asciutta. «E va bene, oggi non si parla», ha commentato un ironico e deluso Brundle rivolgendosi direttamente ai suoi telespettatori.

Il web si ribella: «Totale mancanza di classe»
Inutile dire che l’episodio ha scatenato una vera e propria tempesta di commenti su X (l’ex Twitter), dove gli appassionati puristi della Formula 1 non hanno perdonato l’atteggiamento della Kardashian. L’accusa principale è stata quella di una clamorosa “mancanza di classe”. «È famosa per il nulla assoluto e si permette di snobbare Martin Brundle, che viene abbracciato da piloti veri e star internazionali», ha tuonato un utente inferocito. Un altro ha rincarato la dose: «Certe celeb dovrebbero darsi una regolata. Se non vuoi parlare, in griglia non ci sali proprio!».
Lo scudo dei fan: «Trattatela come una vera WAG!»
Non tutti, però, hanno puntato il dito contro la regina dei social. Moltissimi fan sono infatti scesi in campo per difendere la privacy di Kim, tirando in ballo i gossip degli ultimi mesi che la vedono legatissima al fuoriclasse della Mercedes, Lewis Hamilton.
Secondo i sostenitori della coppia, Kim a Monaco andrebbe considerata a tutti gli effetti una “WAG” (moglie o fidanzata di un pilota): «Nessuno si aspetta che le fidanzate rilascino interviste forzate in griglia di partenza. Lasciatela in pace», ha scritto un supporter. Altri hanno persino accusato il giornalista di aver teso un tranello mediatico per creare drama attorno alla figura della Kardashian. Che abbia visto il microfono o che fosse semplicemente distratta, una cosa è certa: a Monte Carlo, la pole position del gossip l’ha vinta ancora una volta lei, aggiungendo un nuovo episodio al già ricco repertorio delle sue gaffe.
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