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Quella volta che con Di Caprio in roulotte…

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    Non solo Trump. Nel senso che gli sporcaccioni pullulano anche dalle nostre parti, garantito. Dobbiamo parlare per l’ennesima volta del Bunga Bunga o possiamo saltare? Comunque sia… che gli uomini abbiano un pensiero fisso nel cervello è quello che sostiene l’ex pornodiva Eva Henger. E’ lei a raccontare che, nel 1998, un importante produttore cinematografico, non legato al settore dell’hard, si smutandò di fronte a lei. E, con somma delusione degli appassionati di luci rosse… lei lo mandò a quel paese.

    Un siparietto epocale

    A questo punto parte una scenetta che potrebbe benissimo essere tratta da un cinepanettone della peggior specie: lui che la rincorre – con fatica – a braghe calate. A quel punto Eva gli urla, dal profondo del cuore “Ma che ca**o stai facendo?”. Segue un finalino coi due che si urlano le peggio cose (pare che lui abbia dato pure della pazza!).

    Chiodo fisso di moltissimi uomini

    Dimostrazione pratica, applicabile anche alla vicenda di Trump con la pornostar Stormy Daniels, che il porno può avere effetti nefasti sulle fantasie delle persone, apparentemente insospettabili. E’ quello che peraltro sostiene anche la giornalista Lilli Gruber nel suo ultimo linro Non farti fottere

    Fianco a fianco con Di Caprio… ma non carnalmente

    In pochi sanno che la Henger ha sostenuto una piccola parte in Gangs of New York, al fianco di Leonardo Di Caprio. Scene che, per sua sfortuna, sono state successivamente tagliate in fase di montaggio. Un’esperienza che, comunque sia, lei definisce “meravigliosa”: un mese intero sul set con il bel Leonardo e quel mostro sacro di Martin Scorsese. Lei sostiene che spesso, prima dei ciak, si intratteneva con il divo hollywoodiano nella sua roulotte. Non pensate male… si trattava della roulotte del trucco e parrucco che condividevano ogni mattina!

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      Gossip

      Gigi Hadid parla per la prima volta di Bradley Cooper: “Possiamo essere profondamente onesti”, e spuntano le voci sul matrimonio

      In un’intervista concessa a Vogue France, la celebre modella ha ripercorso la relazione con la star hollywoodiana. Tra momenti di quotidianità casalinga, la gestione dei rispettivi figli e la difesa della privacy, spuntano due anelli sospetti fotografati a Parigi

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      Gigi Hadid parla per la prima volta di Bradley Cooper: "Possiamo essere profondamente onesti", e spuntano le voci sul matrimonio

        Per quasi tre anni hanno protetto la loro relazione dai riflettori della cronaca rosa, concedendosi pochissime apparizioni pubbliche e rari commenti ufficiali. Ora Gigi Hadid, 31 anni, ha deciso di raccontare qualcosa in più sulla sua storia d’amore con l’attore e regista Bradley Cooper, 51 anni, spiegando per quale motivo questo legame sia profondo e distante dalle sue esperienze affettive vissute in passato. In un’intervista rilasciata alla stampa, la supermodella ha descritto una relazione costruita sulla totale sincerità, sul sostegno reciproco e sulla libertà di mostrare la propria natura senza filtri.

        La confessione a Vogue France e la sintonia quotidiana

        Il fulcro del loro equilibrio risiede nella trasparenza del dialogo quotidiano. «Quello che c’è di bello nella mia relazione attuale, e che è così diverso da ciò che ho vissuto prima, è la possibilità di essere profondamente onesti», ha raccontato Hadid a Vogue France. Questa intesa permette a entrambi di esprimere apertamente i propri pensieri e di affrontare i confronti anche nei momenti più complessi.

        Sebbene le rispettive carriere nell’alta moda e nel cinema d’autore siano molto diverse e non rendano sempre facile la comprensione immediata delle difficoltà professionali dell’altro, la modella considera fondamentale avere accanto un partner capace di sostenerla e di aiutarla a mantenere i piedi per terra. La relazione viene vissuta come un percorso di coppia in cui entrambi conservano la propria indipendenza. La complicità passa anche dai gesti semplici: in un contenuto video, la modella ha svelato di cucinare spesso per il suo compagno una pasta con prosciutto, pomodori ed erbe aromatiche, sottolineando che «la adora».

        Un amore nato nel 2023 tra riservatezza e famiglia

        Le prime indiscrezioni sulla liaison risalgono all’autunno del 2023, quando la coppia era stata avvistata insieme per la prima volta. Per lungo tempo entrambi hanno evitato annunci formali o esposizioni sui social media. La svolta pubblica è giunta nel maggio 2025, quando la modella ha condiviso tra gli scatti del suo trentesimo compleanno un’immagine in cui baciava l’attore.

        Entrambi condividono anche l’esperienza della genitorialità: Gigi Hadid è madre di Khai, di 5 anni, nata dalla relazione con il cantante Zayn Malik, 33 anni, mentre Bradley Cooper è padre di Lea, di 7 anni, avuta con la modella Irina Shayk, 40 anni.

        Gli anelli a Parigi e le indiscrezioni sul matrimonio

        A riaccendere le attenzioni dei media sulla coppia sono state recentemente alcune immagini scattate durante un soggiorno a Parigi. Entrambi sono apparsi in pubblico sfoggiando un anello all’anulare sinistro, dettaglio che ha fatto immediatamente ipotizzare la celebrazione di un matrimonio in gran segreto.

        Al momento, nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni o confermato le voci di nozze imminenti. Nonostante le recenti confidenze condivise con la stampa, la coppia continua a tutelare con determinazione la propria sfera privata.

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          Gossip

          Aurora Ramazzotti lascia casa a Milano per i costi troppo alti: «Le spese condominiali erano diventate insostenibili»

          La casa piaceva alla coppia ed era adatta alla famiglia, ma canone elevato e spese condominiali cresciute in soli due anni hanno convinto Aurora Ramazzotti e Goffredo Cerza a cercare in fretta una nuova sistemazione a Milano.

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            Una casa scelta per costruire la propria vita familiare e abbandonata appena due anni dopo. Aurora Ramazzotti racconta perché lei e Goffredo Cerza, insieme al piccolo Cesare Augusto, hanno deciso di traslocare a Milano. Nessun problema con la zona, gli spazi o l’appartamento: a rendere la situazione sempre più difficile sono stati i costi.

            La famiglia viveva in affitto in un immobile di nuova costruzione, mai abitato prima. Una caratteristica che, al momento della firma del contratto, rendeva difficile prevedere con precisione l’ammontare delle spese accessorie. Il conto reale è arrivato con il passare dei mesi e ha finito per cambiare i programmi della coppia.

            Aurora Ramazzotti: «Le spese sono salite a una cifra non più sostenibile»

            A spiegare cosa sia accaduto è la stessa Aurora: «Eravamo in affitto e stavamo benissimo, ma le spese condominiali e di gestione nel giro di due anni sono salite a una cifra non più sostenibile, a fronte di un canone che era già molto alto».

            Il problema, dunque, non riguardava soltanto l’affitto. Al canone già importante si sono aggiunti costi di gestione cresciuti progressivamente fino a spingere la famiglia a cambiare casa. Una decisione presa nonostante Aurora e Goffredo si trovassero bene nell’appartamento e avessero scelto proprio quella sistemazione pensando alle proprie esigenze e a quelle del figlio.

            Una volta deciso il trasloco, la coppia ha dovuto muoversi rapidamente. Aurora ha raccontato di avere individuato e bloccato la nuova soluzione nell’arco di una sola settimana, proprio per riuscire a stare dietro ai ritmi del mercato immobiliare milanese.

            Il trasloco di Aurora Ramazzotti e Goffredo Cerza

            Il cambio di casa arriva inoltre in un momento particolarmente intenso per Aurora e Goffredo, a poche settimane dalle loro nozze. La coppia deve quindi affrontare contemporaneamente il trasferimento e i preparativi per il matrimonio, dopo avere costruito nella precedente abitazione una parte importante della propria quotidianità con Cesare.

            Il racconto di Aurora fotografa anche uno degli aspetti meno prevedibili nella scelta di una casa in affitto: le spese che si aggiungono al canone. Nel loro caso, proprio l’aumento dei costi condominiali e di gestione ha reso sconveniente restare in un appartamento che, sotto tutti gli altri punti di vista, continuava a soddisfare la famiglia.

            A Milano il costo degli affitti resta del resto uno dei temi più sentiti del mercato immobiliare. Nel caso di Aurora, però, è stato soprattutto l’aumento delle spese accessorie a rompere l’equilibrio economico iniziale e a trasformare una casa nella quale la famiglia «stava benissimo» in una sistemazione che la coppia non considerava più sostenibile.

            La gatta Saba resta nella vecchia casa

            Il trasloco ha portato con sé anche una scelta particolare che riguarda Saba, la gatta di famiglia. Aurora e Goffredo hanno deciso di affidarla ai precedenti vicini, persone con le quali nel frattempo avevano stretto un rapporto di amicizia.

            La decisione punta a lasciare Saba in un ambiente che già conosce e nel quale può continuare a vivere con maggiore tranquillità. La gatta era abituata a quel contesto e la coppia ha preferito evitarle un nuovo adattamento alla vivace quotidianità di una famiglia con un bambino piccolo.

            Aurora e Goffredo ripartono così da una nuova casa, mentre Saba rimane legata al luogo che la famiglia ha appena lasciato. Dietro un trasloco che poteva sembrare dettato da nuove esigenze personali c’è quindi una ragione molto concreta: in appena due anni le spese dell’appartamento sono cresciute abbastanza da convincere la coppia che fosse arrivato il momento di cercare un’altra soluzione.

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              Personaggi

              Chiara Ferragni soccorsa con l’ossigeno in Perù: la spiegazione del malore dopo la scalata della Montagna dei Sette Colori

              Durante un’escursione sul celebre Monte Vinicunca a oltre 5.000 metri di altitudine insieme al compagno Josè Hernandez e ad alcuni amici, l’influencer ha accusato i sintomi del “soroche”. L’intervento tempestivo dello staff dell’hotel ha permesso un rapido recupero in 15 minuti

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              Chiara Ferragni soccorsa con l'ossigeno in Perù: la spiegazione del malore dopo la scalata della Montagna dei Sette Colori

                Una foto scattata mentre indossa una mascherina attaccata a una bombola di ossigeno ha catturato l’attenzione dei follower di Chiara Ferragni, mostrando un momento di fragilità vissuto durante una vacanza in Perù. L’influencer si trovava nel Paese sudamericano in compagnia del fidanzato Josè Hernandez e di un gruppo di amici, tra i quali figuravano diversi medici la cui presenza ha contribuito a rassicurarla tempestivamente. A provocare il malessere è stato un episodio legato all’elevata altitudine delle vette andine.

                L’escursione sul Monte Vinicunca e il malessere a scoppio ritardato

                Nei giorni precedenti al malore, l’influencer si era arrampicata sul monte Vinicunca, una vetta situata a oltre 5.000 metri di quota, stupendosi di non aver avvertito alcun disturbo durante la faticosa salita. L’imprevisto si è presentato qualche giorno più tardi mentre mangiava una pizza: l’imprenditrice ha avvertito un forte colpo di calore associato alla sensazione che il proprio corpo non rispondesse adeguatamente ai comandi.

                Una volta rientrata in hotel, ha descritto la sintomatologia al personale, ricevendo la conferma che il malessere era direttamente collegato all’altitudine raggiunta durante l’escursione. Su consiglio degli esperti, si è sottoposta a una terapia a base di ossigeno puro per circa quindici minuti, lasso di tempo sufficiente per permetterle di recuperare le forze e riprendere regolarmente il viaggio senza ulteriori complicazioni.

                Perché visitare la Montagna dei Sette Colori nella stagione secca

                La scelta di visitare il Monte Vinicunca nel periodo compreso tra maggio e settembre risponde a precise ragioni climatiche. Nelle Ande peruviane questi mesi corrispondono alla stagione secca, periodo in cui il meteo garantisce cieli limpidi e assenza di precipitazioni, fattori indispensabili per ammirare le straordinarie sfumature cromatiche nate dai depositi di minerali stratificatisi nel corso di milioni di anni.

                Tuttavia, il panorama mozzafiato richiede un tributo fisico notevole. A quote superiori ai 5.000 metri la concentrazione di ossigeno nell’aria crolla ed è frequente accusare il cosiddetto soroche, il classico mal di montagna. Questo disturbo agisce spesso a scoppio ritardato, presentando il conto quando l’organismo si trova in fase di apparente riposo dopo aver sostenuto un grande sforzo.

                Cos’è il soroche e l’assistenza negli hotel andini

                Il soroche è un fenomeno del tutto naturale che si presenta quando ci si spinge sopra i 2.500 o 3.000 metri di altezza senza concedere al corpo il tempo necessario per acclimatarsi. La rarefazione dell’aria fa sì che ogni singolo respiro introduca una quantità minore di ossigeno nel sangue, provocando sintomi come mal di testa, vertigini, nausea, spossatezza e affanno.

                Nelle strutture ricettive delle zone andine, come la città di Cusco, la gestione del mal di montagna rappresenta una procedura all’ordine del giorno. Gli alberghi dispongono regolarmente di piccole bombole di ossigeno collegate a mascherine monouso. In presenza di ospiti con difficoltà respiratorie o saturazione bassa, la somministrazione di ossigeno per dieci o quindici minuti stabilizza l’organismo, consentendo un immediato e completo recupero fisico.

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