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Gossip

Un dialogo non ancora concluso con il padre chef!

Antonino Cannavacciuolo, un nome che brilla nel firmamento della gastronomia italiana, con 3 stelle Michelin all’attivo e una carriera televisiva di grande successo. Ma dietro i riflettori e il clamore, c’è un uomo che trova la sua vera pace nella cucina, il suo regno creativo. Ma lo chef è sempre alla ricerca dell’approvazione paterna.

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    Come Antonino diventa Cannavacciuolo nel mondo
    Nato a Vico Equense nel 1975, ha coltivato la sua passione per la cucina fin da bambino, tra i profumi e i sapori della tradizione campana. Un amore che lo ha portato a intraprendere un percorso professionale di grande dedizione e sacrificio, lavorando in diverse cucine d’Italia e d’Europa.

    Un rapporto speciale di Antonino con il padre esigente
    «Onestamente: Tonino non l’avrei mai voluto chef. Si fa presto a dire figlio d’arte. Quell’arte la conosco bene, sono nato cuoco, ho insegnato anni all’istituto alberghiero di Vico Equense, l’ho provata sulla mia pelle la vita di chi lavora ai fornelli, di come devi rinunciare a tante cose, alla famiglia prima di tutto, e per lui sognavo qualcosa di più comodo. Un bel lavoro da fare dalle nove alle sei, e poi basta, molli tutto e te ne vai a casa tranquillo con le gambe sotto il tavolo. Dentista lo avrebbe voluto sua madre Anna. O qualunque altra cosa»
    . Così dichiara il padre di Antonino, lo chef Andrea Cannavacciuolo.

    Il papà di Antonino, lo chef Andrea Cannavacciuolo

    Il papà di Cannavacciuolo non desiderava che il figlio seguisse le sue orme nella cucina. Sognava per lui un futuro diverso, forse più lontano dai sacrifici e dalle difficoltà del mondo della ristorazione. Nonostante le aspettative paterne, Antonino ha seguito la sua passione e ha intrapreso la carriera di chef, ottenendo un successo straordinario. Ha conquistato le ambite stelle Michelin, diventando uno dei nomi più celebri della cucina italiana.
    Il padre, pur non esprimendolo apertamente, apprezza i successi del figlio e ne va fiero. Lo dimostra il fatto che si vanta di lui con gli altri, anche se mantiene un contegno più riservato nei suoi confronti diretti. Tra padre e figlio si è instaurato un gioco affettuoso. Antonino prepara dei piatti per il padre e gli chiede la sua opinione, cercando un’approvazione che, pur non arrivando esplicitamente, è comunque percepibile nel loro legame profondo.

    “La cucina come rifugio e musa ispiratrice”
    Parole di Antonino che rivelano il suo profondo legame con questo ambiente, non solo come luogo di lavoro, ma come dimensione intima e vitale. In questa dichiarazione emerge anche la tenacia e la disciplina dello chef, che trova la forza di dedicarsi al suo lavoro con entusiasmo anche nelle prime ore del mattino. La cucina diventa così una “palestra per l’anima”, dove corpo e mente si fondono in un’armonia di gesti e sapori.
    «Succede anche a chi ha l’hobby della palestra: si sveglia prima per andarci, dice che una volta lì poi si sente meglio. Ecco, questo a me capita con la cucina: starci non è mai una fatica, io mi diverto. Ci apro la giornata e cerco di rimanerci: è il posto più bello dove io possa stare, dove sono davvero tranquillo. Se mi togli dalla mia cucina io ho finito di vivere».

    Un a veduta di Villa Crespi e a destra lo chef

    La cucina italiana e una critica all’immobilismo
    Lo chef denuncia una certa tendenza in Italia a riposarsi sugli allori, cullandosi sulla presunta superiorità della propria tradizione culinaria. Questo atteggiamento, secondo Cannavacciuolo, rischia di frenare l’innovazione e la crescita del settore. Per Antonino, la cucina non ha confini geografici. Ogni cultura e ogni tradizione culinaria hanno qualcosa da offrire e da insegnare. La vera ricchezza sta nella contaminazione, nello scambio di idee e sapori che permette di creare piatti nuovi e sorprendenti. Lo chef sottolinea che la cucina deve essere prima di tutto una fonte di piacere. Non si tratta di seguire regole rigide o di difendere la purezza di ricette tramandate da generazioni. La sperimentazione e l’innovazione sono strumenti per rendere la cucina ancora più golosa e appagante.
    «La “nostra” cucina non esiste, la cucina è una sola: quella buona. Di certo in Italia abbiamo dei grandissimi prodotti, i migliori, e ogni campanile ha la sua ricetta. Ma la cucina ha sapori e contaminazioni da tutto il mondo».

    Villa Crespi e i format televisivi
    Nel 1999, insieme alla moglie Cinzia Primatesta, ha preso le redini di Villa Crespi, una dimora storica in stile moresco situata sul lago d’Orta. Qui, la sua arte culinaria ha raggiunto vette altissime, conquistando ben tre stelle Michelin, un traguardo ambitissimo che lo consacra come uno dei più grandi chef d’Italia.

    Sperimentare e creare
    Ma Cannavacciuolo non si è fermato qui. La sua personalità vulcanica e il suo talento comunicativo lo hanno portato a conquistare anche il pubblico televisivo. Programmi come MasterChef Italia e Cucine da incubo lo hanno reso un volto familiare nelle case degli italiani, apprezzato per la sua professionalità, la sua severità ma anche per la sua umanità e il suo immenso amore per la cucina.
    «Cucine da incubo è un programma a cui sono molto legato perché l’obiettivo è rendere felici le persone. Spesso, quando riparto, la gente piange: questo dà l’idea di quanto mi dedichi, anima e corpo al risollevare un ristorante in un momento di difficoltà. Ogni volta ci passo tre giorni e sono sempre tre giorni di fatica di lavoro».

    Lo chef in cucina con i suoi collaboratori e a destra un ambiente di Villa Crespi

    «Io non ho la bacchetta magica. Ma se dopo tutto non cambiano le abitudini, è chiaro che i tre giorni non bastano. Quello che so è che io torno sempre a casa con la coscienza a posto, oltre che distrutto, perché so che ho dato mentalmente e fisicamente tutto quello che avevo».

    «Se mi togli dalla mia cucina io ho finito di vivere»
    Per Antonino, la cucina è un laboratorio in continua evoluzione, dove l’ingegno e la curiosità dello chef si mescolano alla qualità degli ingredienti e alle tecniche acquisite nel corso degli anni. Questo approccio gli permette di dare vita a piatti nuovi e sorprendenti, che conquistano i palati dei suoi clienti e lo consacrano come uno dei più grandi chef d’Italia.
    «In cucina, con gli chef che lavorano come me, cerchiamo sempre di inventare cose nuove, sperimenti e vedi se nasce qualcosa…per questo faccio di tutto per esserci, anche quando registro. Ogni volta che posso torno a Villa Crespi e questa è la mia fortuna, quello che ci ha portato alla terza stella. Il mio primo obiettivo era, è e sarà sempre la cucina».

    Cannavacciuolo e il suo percorso verso l’eccellenza, talento, fatica e momenti di crisi
    Cannavacciuolo racconta un percorso professionale intenso, costellato di successi ma anche di difficoltà e momenti di sconforto. Nato in una famiglia di chef, Cannavacciuolo si è immerso nel mondo della cucina fin da piccolo. Lavorare in cucine stellate sin da giovane gli ha permesso di acquisire esperienza e competenze preziose, ma anche di confrontarsi con alti standard e con la dura realtà del lavoro in un ambiente professionale di alto livello.
    L’incontro con Gualtiero Marchesi è stato un punto di svolta fondamentale nella sua carriera. La consulenza dello chef stellato ha aperto gli occhi di Cannavacciuolo sulla vastità e complessità del mondo dell’alta cucina, facendogli comprendere la differenza tra un buon ristorante e un ristorante stellato. Questo confronto lo ha spinto a rimettersi in discussione e ad impegnarsi ancora di più per migliorare le sue capacità.
    «Ho avuto la fortuna e la sfortuna al tempo stesso di avere un papà chef, così sono entrato da subito in cucine 5 stelle. Grazie a una consulenza di Marchesi nel ristorante in cui lavoravo ho capito cosa fosse il mondo stellato: fino a quel momento pensavo di essere bravo, invece di colpo sono passato dalle medie all’università».
    «In quel periodo avevo perso in poco tempo 15 chili: ero arrivato a pesare 78 chili per la concentrazione che davo al lavoro. Quando tornavo a casa leggevo libri di cucina, ero dedito al cento per cento. Poi, verso la fine degli Anni 90, ci sono stati due anni di continui sbagli».

    La sicurezza in cucina
    Già all’età di 23 anni, al timone di Villa Crespi con un team di 15 persone, Cannavacciuolo dimostrava una sicurezza e una consapevolezza non comuni. Era consapevole delle sue capacità e aveva la stoffa per guidare una brigata e portare avanti un’impresa ambiziosa. Il mondo della televisione, pur con tutto il suo fascino, ha rappresentato per lui un territorio inesplorato, ricco di incognite. La sua inesperienza iniziale era naturale e ha generato dubbi e incertezze. Nonostante le paure iniziali, Cannavacciuolo ha dimostrato di possedere doti preziose che gli hanno permesso di superare le difficoltà e affermarsi anche come personaggio televisivo. La sua capacità di comunicare, la sua leadership e la sua naturalezza di fronte alle telecamere, lo hanno reso uno dei volti più amati del pubblico italiano.


    Il valore del servizio
    La sua esperienza gli ha insegnato l’importanza di un servizio eccellente, capace di valorizzare al meglio il lavoro in cucina e di creare un’esperienza indimenticabile per il cliente. Un principio che applica con rigore sia a Villa Crespi che nei suoi altri ristoranti.

    Effetti della popolarità, tra crescita e coerenza
    È innegabile che la fama raggiunta con la televisione abbia avuto un impatto significativo sulla vita di Antonino Cannavacciuolo. Lui stesso lo ammette: “È cambiata”. Ma questa trasformazione non ha snaturato la sua essenza né deviato il suo percorso. Cannavacciuolo aveva già le idee chiare sul suo futuro: la sua passione per la cucina e la sua visione imprenditoriale erano già ben definite. La televisione ha amplificato la sua voce e la sua immagine, ma non ha creato qualcosa dal nulla.

    Due immagini del programma “Cucine da incubo”

    Un rapporto speciale di Antonino con il padre esigente
    Il papà di Cannavacciuolo non desiderava che il figlio seguisse le sue orme nella cucina. Sognava per lui un futuro diverso, forse più lontano dai sacrifici e dalle difficoltà del mondo della ristorazione. Nonostante le aspettative paterne, Antonino ha seguito la sua passione e ha intrapreso la carriera di chef, ottenendo un successo straordinario. Ha conquistato le ambite stelle Michelin, diventando uno dei nomi più celebri della cucina italiana.
    Il padre, pur non esprimendolo apertamente, apprezza i successi del figlio e ne va fiero. Lo dimostra il fatto che si vanta di lui con gli altri, anche se mantiene un contegno più riservato nei suoi confronti diretti. Tra padre e figlio si è instaurato un gioco affettuoso. Antonino prepara dei piatti per il padre e gli chiede la sua opinione, cercando un’approvazione che, pur non arrivando esplicitamente, è comunque percepibile nel loro legame profondo.

    In fondo, Antonino rimane fedele a se stesso e ai suoi valori. La popolarità gli ha dato nuove opportunità, ma non lo ha reso qualcun altro. La sua dedizione alla cucina, la sua attenzione alla qualità e il suo rispetto per il lavoro rimangono i capisaldi della sua filosofia.

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      Gossip

      Chanel Totti rompe il silenzio su mamma Ilary e papà Francesco: «La separazione? Sono stata male. Solo noi sappiamo cosa è successo»

      «Sui social e in giro dicevano cattiverie e cose non vere», racconta Chanel, che non nasconde quanto abbia sofferto per la guerra tra i genitori. Poi promuove il nuovo matrimonio della madre con Bastian Müller: «Se lei è contenta, lo sono anch’io». E confessa il suo sogno: diventare mamma molto giovane.

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        Il salotto di Silvia Toffanin rischia di trasformarsi per un intero weekend nel confessionale privato di casa Totti-Blasi-Müller. Sabato 19 settembre a Verissimo arriva Chanel Totti, 19 anni, figlia di Francesco Totti e Ilary Blasi, che concede la sua prima vera intervista televisiva e decide di parlare anche dell’argomento che per anni ha riempito giornali, televisioni e social: la devastante separazione dei suoi genitori. Domenica, quasi fosse una staffetta familiare, sulla stessa poltrona toccherà invece proprio a mamma Ilary.

        Chanel, però, anticipa tutti. E soprattutto racconta finalmente la storia dalla prospettiva di chi, mentre l’Italia si appassionava alla guerra dei Rolex, alle borse scomparse, alle frecciate, ai nuovi compagni e alle ricostruzioni sulla fine del matrimonio, quella battaglia se la ritrovava dentro casa.

        «La separazione dei miei genitori l’ho vissuta male», ammette senza troppi giri di parole.

        Poi aggiunge una frase che sembra mettere un punto a molte delle ricostruzioni circolate negli ultimi anni: «Sui social e in giro parlavano tanto, dicendo cattiverie o cose magari non vere. Quello che abbiamo vissuto lo sappiamo solo noi».

        Chanel Totti e il divorzio di Ilary e Francesco: «L’ho vissuto male»

        Quando Francesco Totti e Ilary Blasi annunciarono la separazione nell’estate del 2022, Chanel aveva appena 15 anni. Da quel momento ogni passaggio della crisi familiare finì sotto una lente gigantesca: le nuove relazioni dei genitori, le rispettive accuse, la battaglia giudiziaria e naturalmente la storia di Noemi Bocchi e quella di Bastian Müller, fino alle nuove nozze di Ilary.

        In mezzo c’erano però tre figli: Cristian, Chanel e Isabel.

        Ed è proprio questo il punto che Chanel sembra voler ricordare. Dietro uno dei gossip più giganteschi degli ultimi anni c’era una famiglia che cercava di rimettere insieme i propri pezzi mentre praticamente chiunque aveva qualcosa da dire su ciò che stava accadendo.

        La ragazza non entra nella guerra tra mamma e papà, non distribuisce torti e ragioni e soprattutto non sceglie una squadra. Ma ammette che tutta quella esposizione le ha fatto male.

        Una confessione particolarmente significativa perché Chanel è ormai diventata a sua volta un personaggio social, con una popolarità che inevitabilmente deriva anche dal cognome che porta.

        «Ero la figlia di Totti e mi sentivo osservata»

        Essere la figlia dell’ottavo re di Roma e di una delle conduttrici più popolari della televisione italiana può sembrare una lotteria vinta alla nascita. Chanel racconta invece anche l’altro lato della medaglia: crescere sapendo che gli occhi degli altri sono puntati su di te ancora prima che tu abbia fatto qualcosa per meritarteli.

        «Da piccola mi sentivo osservata perché ero “figlia di”. Molte volte mi sentivo a disagio», confessa.

        Persino iniziare uno sport diventava complicato. Chanel racconta che cercava sempre di farlo insieme a un’amica che già conosceva, proprio per sentirsi «più protetta».

        Insomma, prima ancora di diventare la Chanel Totti seguitissima sui social, con vacanze, look e fidanzati immediatamente trasformati in notizia, c’era una bambina che cercava semplicemente qualcuno accanto a sé per non entrare da sola in una stanza dove tutti sapevano già chi fosse suo padre.

        Ilary sposa Bastian e Chanel dà la sua benedizione

        Poi arriva inevitabilmente Bastian Müller, l’uomo che ha accompagnato Ilary nella nuova vita dopo Francesco Totti e che recentemente è diventato suo marito.

        Qui Chanel non mostra alcun dubbio: «Se lei è contenta, lo sono anch’io. È la cosa più importante, voglio solo questo».

        Poche parole che raccontano parecchio del rapporto tra madre e figlia e che suonano anche come una benedizione al nuovo matrimonio. Chanel non sembra interessata alle fazioni nate attorno alla separazione dei genitori: vuole vedere felice sua madre e tanto le basta.

        Del resto proprio con Ilary racconta di avere un rapporto strettissimo. Tanto da immaginare per sé un futuro molto simile.

        Chanel vuole diventare mamma giovane

        A 19 anni Chanel ha infatti già un desiderio molto preciso: avere presto un figlio.

        «Mi piacerebbe tantissimo diventare mamma giovane per avere quel legame che io ho con la mia, avere pochi anni di differenza per poter crescere insieme», racconta alla Toffanin.

        Ed è forse la confessione più personale dell’intervista, perché dietro il clamore della separazione e gli anni trascorsi sotto gli occhi del pubblico emerge soprattutto il legame con Ilary.

        Sabato parla Chanel. Domenica, nello stesso salotto, arriverà mamma Blasi. Silvia Toffanin, insomma, per questo weekend può tranquillamente mettere una targa sulla porta di Verissimo: succursale di casa Totti.

        E dopo anni durante i quali della separazione più famosa d’Italia hanno parlato praticamente tutti, adesso tocca a chi quella storia l’ha vissuta davvero.

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          Speciale Grande Fratello

          GF Vip, Marina La Rosa punge Cristina Plevani dopo 26 anni. Lei risponde: «Vincilo questa volta come ho fatto io…»

          Marina La Rosa ricorda Cristina come «la donna sottomessa all’uomo» per il suo amore verso Taricone, ma la vincitrice del primo GF non incassa in silenzio: corregge la “casalinga di Voghera”, ricorda di essere di Iseo e le augura di vincere il reality «questa volta». Ventisei anni dopo, le due storiche antagoniste hanno ancora voglia di punzecchiarsi.

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            Sono trascorsi ventisei anni dalla prima edizione del Grande Fratello, ma evidentemente non abbastanza perché Cristina Plevani e Marina La Rosa smettano di divertirsi a punzecchiarsi. Allora erano due ragazze sconosciute, chiuse nella prima Casa italiana del reality insieme a Pietro Taricone, e finirono per rappresentare due personaggi completamente opposti agli occhi del pubblico: Cristina, innamorata senza troppi misteri dell’“O’ Guerriero” di Caserta, e Marina, immediatamente ribattezzata “gatta morta”, che giocava con la seduzione e provocava concorrenti e spettatori.

            Adesso Marina è tornata al Grande Fratello Vip e, prima ancora di rimettere piede nella Casa, ha pensato bene di riaprire il cassetto del 2000 tirando fuori proprio Cristina e Pietro. Plevani ha lasciato passare la prima puntata, ha osservato l’ingresso della sua antica rivale e poi ha risposto con un video sui social nel quale non mostra particolare risentimento, ma nemmeno alcuna intenzione di lasciarle l’ultima parola. Il risultato è una piccola guerra a distanza che sembra arrivare direttamente dalla preistoria dei reality e che, proprio per questo, ha un sapore irresistibilmente nostalgico.

            Marina La Rosa ricorda Pietro Taricone e punge Cristina

            A riaccendere la miccia era stata Marina in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale aveva ricordato senza particolare diplomazia il triangolo che appassionò milioni di spettatori nella prima edizione. «La gattamorta, io. E la casalinga di Voghera, lei, Cristina Plevani», aveva raccontato, per poi tornare sul rapporto tra Cristina e Pietro Taricone: «Era totalmente innamorata di Pietro, mentre lui veniva da me a cercare di convincermi a fare qualcosa, di sessuale ovviamente. Tifavano per lei, la donna sottomessa all’uomo».

            Una ricostruzione che Marina porta evidentemente con sé da ventisei anni e che conserva intatta anche oggi. Cristina era innamorata di Pietro, Pietro era attratto da Marina e il pubblico, secondo La Rosa, avrebbe finito per identificarsi maggiormente nella ragazza innamorata rispetto alla provocatrice che giocava apertamente con la propria sensualità.

            Il problema è che quella “donna sottomessa all’uomo”, alla fine, vinse il Grande Fratello. Marina invece uscì dalla Casa dopo 71 giorni, quinta eliminata di un’edizione che sarebbe durata 99 giorni. Un dettaglio che Cristina non ha affatto dimenticato e che ha utilizzato per confezionare la sua risposta senza bisogno di alzare particolarmente la voce.

            Cristina Plevani corregge Marina: «Sono di Iseo, non di Voghera»

            Plevani ha cominciato dalla definizione di “casalinga di Voghera”, correggendo Marina con la stessa ironia con cui era stata chiamata in causa: «Sono di Iseo, non di Voghera». Poi ha salutato la vecchia compagna d’avventura augurandole un buon soggiorno nella Casa, ma aggiungendo una frase che contiene molto più veleno di quanto lasci immaginare il tono apparentemente amichevole: «Buon Grande Fratello. E vincilo questa volta…».

            Il riferimento è naturalmente al risultato del 2000 e diventa ancora più divertente considerando quello che è accaduto negli anni successivi. Cristina non soltanto vinse la prima edizione del GF, ma nel 2025 è tornata in un reality partecipando all’Isola dei Famosi e ha portato a casa anche quella. Se esistesse un campionato italiano dei reduci dei reality, insomma, Plevani potrebbe tranquillamente presentarsi con due coppe in bacheca.

            Marina può però consolarsi con un altro primato: pur senza avere vinto quella prima edizione, rimane uno dei personaggi che il Grande Fratello ha impresso più profondamente nell’immaginario televisivo italiano. Tanto che ventisei anni dopo basta il suo ingresso nella Casa per riportare immediatamente alla memoria Cristina, Taricone e quella stagione nella quale il reality era ancora un esperimento e nessuno dei concorrenti poteva immaginare che la propria vita sarebbe cambiata nel giro di cento giorni.

            «Non siamo amiche ma nemmeno nemiche»

            Al di là delle frecciate, Cristina non sembra avere alcuna intenzione di trasformare il vecchio antagonismo televisivo in una faida personale. Commentando la prima puntata, ha spiegato anzi che aspettava con curiosità proprio l’ingresso di Marina: «La attendevo, è stata la mia antagonista per eccellenza. Io e Marina non siamo amiche ma nemmeno nemiche».

            Plevani si aspettava però qualcosa di più dal ritorno della siciliana e lo ha detto apertamente: «Mi attendevo un ingresso un po’ più importante per lei, ha fatto parte di un’edizione iconica anche se sono di parte». Una considerazione che fotografa bene il peso che quella prima stagione continua ad avere nella storia del programma. Il Grande Fratello del 2000 non disponeva ancora di concorrenti professionisti dei reality, strategie social, influencer e personaggi abituati alle telecamere: mise insieme degli sconosciuti e ne fece, nel giro di poche settimane, alcuni dei volti più famosi d’Italia.

            Cristina e Marina rappresentavano due dei poli di quella storia e il fatto che oggi continuino a essere raccontate insieme dimostra quanto quell’antagonismo abbia funzionato. Non serve nemmeno che si detestino davvero: televisivamente sono rimaste legate l’una all’altra molto più di quanto probabilmente avrebbero immaginato uscendo dalla Casa.

            Cristina promuove Marina e vede già l’intesa con Annichiarico

            Plevani ha seguito con attenzione anche il resto della prima puntata e ha ammesso di essersi ricreduta su due veterane come Valeria Marini e Carmen Di Pietro. Temeva che l’ennesima partecipazione a un reality potesse renderle prevedibili, mentre il debutto le ha fatto cambiare opinione: «Pensavo che Marini e Di Pietro annoiassero, ma sono dei mostri sacri nel reality e funzionano».

            La sorpresa maggiore sembra però essere stata Simone Annichiarico, che Cristina ha trovato particolarmente divertente proprio per la sua apparente estraneità alle liturgie del programma. «Annichiarico è stato esilarante, probabilmente non ha mai visto il Grande Fratello», ha commentato, arrivando poi a immaginare una possibile intesa con la sua vecchia antagonista: «Per me può nascere una bella amicizia tra lui e Marina, un’affinità intellettiva».

            Marina La Rosa, dunque, ha appena cominciato il suo secondo viaggio nella Casa e Cristina Plevani è già diventata una delle sue commentatrici più interessate. Del resto, quando hai condiviso la nascita del reality italiano e sei stata per mesi l’antagonista televisiva di qualcuno, ventisei anni possono cambiare molte cose ma difficilmente cancellano quel legame.

            Le due assicurano di non essere né amiche né nemiche e probabilmente è proprio questo a rendere più divertente il loro rapporto. Marina può ancora prendere in giro Cristina per l’amore verso Pietro Taricone e Cristina può ricordarle serenamente che, mentre lei faceva impazzire gli italiani giocando alla “gatta morta”, il milione di euro finale, anzi il suo equivalente di allora, lo portò a casa la ragazza di Iseo.

            Adesso Marina ha una seconda possibilità. E la sua vecchia antagonista gliel’ha augurata a modo suo: «Vincilo questa volta…».

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              Gossip

              Maddalena Corvaglia chiude la porta a Elisabetta Canalis: «Le voglio bene, ma non vivo nel passato». Il mistero della palestra che le divise

              Maddalena oggi usa parole dolci per Elisabetta, ma quando le chiedono se sia pronta a perdonarla ride e cambia strada: «I rapporti finiscono». Dietro la rottura sarebbe stato decisivo anche il progetto imprenditoriale condiviso a Los Angeles, anche se nessuna delle due ha mai raccontato che cosa accadde davvero.

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                Maddalena Corvaglia ed Elisabetta Canalis insieme sembravano praticamente indistruttibili. Bionda e mora sul bancone di Striscia la Notizia dal 1999 al 2002, poi amiche nella vita, testimoni l’una alle nozze dell’altra, vicine anche quando entrambe finirono negli Stati Uniti e infine persino socie in affari. Poi, nel 2019, il grande gelo. Niente più fotografie insieme, niente frequentazioni, niente amicizia e soprattutto nessuna vera spiegazione pubblica su ciò che era successo.

                Sette anni dopo, Corvaglia torna a parlare di Elisabetta in un’intervista al Corriere della Sera e usa toni molto più morbidi rispetto al passato, senza però lasciare intravedere alcun desiderio di tornare indietro. «Eli è stata una persona importantissima, insieme abbiamo passato anni bellissimi, la gente ci ricorda ancora con affetto. Però i rapporti finiscono. La stimo e le voglio bene». Quando le chiedono se l’abbia perdonata, Maddalena ride; alla domanda se le manchi, risponde invece con una frase che sembra mettere definitivamente il passato in archivio: «Ogni persona arriva al momento giusto. Non vivo nel passato».

                Da sorelle inseparabili al gelo improvviso

                Eppure tra le due non c’era stata una semplice amicizia televisiva costruita per le telecamere. Dopo Striscia avevano continuato a frequentarsi per anni, si erano sostenute nei momenti importanti delle rispettive vite e si erano scelte come testimoni di nozze. Negli Stati Uniti avevano infine trasformato quella sintonia in un progetto professionale, aprendo insieme a Los Angeles la Sky View LA, una palestra dedicata al fitness.

                Proprio attorno a quell’attività, nel 2019, cominciarono a circolare le prime indiscrezioni sulla rottura. La palestra venne data in affitto e Canalis, interrogata sulla fine dell’amicizia, si limitò a definirla «un argomento molto delicato». Altre ricostruzioni dell’epoca collegarono invece il litigio a problemi economici e di gestione sorti dopo il rientro di Corvaglia in Italia. Una versione mai confermata dalle dirette interessate, che hanno sempre protetto il vero motivo della separazione.

                Maddalena nel 2023: «È stato troppo grave per me»

                A rendere il mistero ancora più intrigante sono state però proprio le parole pronunciate negli anni da Maddalena. Nel 2023 aveva escluso una riconciliazione e lasciato capire che dietro la fine dell’amicizia ci fosse qualcosa di molto più serio di un semplice allontanamento: «È stato troppo grave per me. Quando si perde la fiducia, l’amicizia si spezza». Aveva raccontato anche il vuoto lasciato dalla Canalis nella sua vita e spiegato di essersi infine abituata alla sua assenza.

                Oggi quel rancore sembra essersi raffreddato. Non abbastanza, però, da riportare insieme la coppia più famosa di Veline. Maddalena manda persino un grande in bocca al lupo a Elisabetta per la sua nuova avventura televisiva, ma quando il discorso scivola sulla possibilità di recuperare l’amicizia la risposta rimane sostanzialmente la stessa: le vuole bene, la stima, ma quella storia appartiene al passato.

                Resta soltanto il segreto che entrambe custodiscono dal 2019: che cosa accadde davvero tra la bionda e la mora più famose di Striscia? La palestra di Los Angeles potrebbe essere stata il detonatore, ma dopo sette anni Canalis e Corvaglia continuano a non raccontare quale sia stata quella perdita di fiducia che le separò.

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