Gossip
Un dialogo non ancora concluso con il padre chef!
Antonino Cannavacciuolo, un nome che brilla nel firmamento della gastronomia italiana, con 3 stelle Michelin all’attivo e una carriera televisiva di grande successo. Ma dietro i riflettori e il clamore, c’è un uomo che trova la sua vera pace nella cucina, il suo regno creativo. Ma lo chef è sempre alla ricerca dell’approvazione paterna.

Come Antonino diventa Cannavacciuolo nel mondo
Nato a Vico Equense nel 1975, ha coltivato la sua passione per la cucina fin da bambino, tra i profumi e i sapori della tradizione campana. Un amore che lo ha portato a intraprendere un percorso professionale di grande dedizione e sacrificio, lavorando in diverse cucine d’Italia e d’Europa.
Un rapporto speciale di Antonino con il padre esigente
«Onestamente: Tonino non l’avrei mai voluto chef. Si fa presto a dire figlio d’arte. Quell’arte la conosco bene, sono nato cuoco, ho insegnato anni all’istituto alberghiero di Vico Equense, l’ho provata sulla mia pelle la vita di chi lavora ai fornelli, di come devi rinunciare a tante cose, alla famiglia prima di tutto, e per lui sognavo qualcosa di più comodo. Un bel lavoro da fare dalle nove alle sei, e poi basta, molli tutto e te ne vai a casa tranquillo con le gambe sotto il tavolo. Dentista lo avrebbe voluto sua madre Anna. O qualunque altra cosa». Così dichiara il padre di Antonino, lo chef Andrea Cannavacciuolo.

Il papà di Antonino, lo chef Andrea Cannavacciuolo
Il papà di Cannavacciuolo non desiderava che il figlio seguisse le sue orme nella cucina. Sognava per lui un futuro diverso, forse più lontano dai sacrifici e dalle difficoltà del mondo della ristorazione. Nonostante le aspettative paterne, Antonino ha seguito la sua passione e ha intrapreso la carriera di chef, ottenendo un successo straordinario. Ha conquistato le ambite stelle Michelin, diventando uno dei nomi più celebri della cucina italiana.
Il padre, pur non esprimendolo apertamente, apprezza i successi del figlio e ne va fiero. Lo dimostra il fatto che si vanta di lui con gli altri, anche se mantiene un contegno più riservato nei suoi confronti diretti. Tra padre e figlio si è instaurato un gioco affettuoso. Antonino prepara dei piatti per il padre e gli chiede la sua opinione, cercando un’approvazione che, pur non arrivando esplicitamente, è comunque percepibile nel loro legame profondo.
“La cucina come rifugio e musa ispiratrice”
Parole di Antonino che rivelano il suo profondo legame con questo ambiente, non solo come luogo di lavoro, ma come dimensione intima e vitale. In questa dichiarazione emerge anche la tenacia e la disciplina dello chef, che trova la forza di dedicarsi al suo lavoro con entusiasmo anche nelle prime ore del mattino. La cucina diventa così una “palestra per l’anima”, dove corpo e mente si fondono in un’armonia di gesti e sapori.
«Succede anche a chi ha l’hobby della palestra: si sveglia prima per andarci, dice che una volta lì poi si sente meglio. Ecco, questo a me capita con la cucina: starci non è mai una fatica, io mi diverto. Ci apro la giornata e cerco di rimanerci: è il posto più bello dove io possa stare, dove sono davvero tranquillo. Se mi togli dalla mia cucina io ho finito di vivere».


Un a veduta di Villa Crespi e a destra lo chef
La cucina italiana e una critica all’immobilismo
Lo chef denuncia una certa tendenza in Italia a riposarsi sugli allori, cullandosi sulla presunta superiorità della propria tradizione culinaria. Questo atteggiamento, secondo Cannavacciuolo, rischia di frenare l’innovazione e la crescita del settore. Per Antonino, la cucina non ha confini geografici. Ogni cultura e ogni tradizione culinaria hanno qualcosa da offrire e da insegnare. La vera ricchezza sta nella contaminazione, nello scambio di idee e sapori che permette di creare piatti nuovi e sorprendenti. Lo chef sottolinea che la cucina deve essere prima di tutto una fonte di piacere. Non si tratta di seguire regole rigide o di difendere la purezza di ricette tramandate da generazioni. La sperimentazione e l’innovazione sono strumenti per rendere la cucina ancora più golosa e appagante.
«La “nostra” cucina non esiste, la cucina è una sola: quella buona. Di certo in Italia abbiamo dei grandissimi prodotti, i migliori, e ogni campanile ha la sua ricetta. Ma la cucina ha sapori e contaminazioni da tutto il mondo».
Villa Crespi e i format televisivi
Nel 1999, insieme alla moglie Cinzia Primatesta, ha preso le redini di Villa Crespi, una dimora storica in stile moresco situata sul lago d’Orta. Qui, la sua arte culinaria ha raggiunto vette altissime, conquistando ben tre stelle Michelin, un traguardo ambitissimo che lo consacra come uno dei più grandi chef d’Italia.
Sperimentare e creare
Ma Cannavacciuolo non si è fermato qui. La sua personalità vulcanica e il suo talento comunicativo lo hanno portato a conquistare anche il pubblico televisivo. Programmi come MasterChef Italia e Cucine da incubo lo hanno reso un volto familiare nelle case degli italiani, apprezzato per la sua professionalità, la sua severità ma anche per la sua umanità e il suo immenso amore per la cucina.
«Cucine da incubo è un programma a cui sono molto legato perché l’obiettivo è rendere felici le persone. Spesso, quando riparto, la gente piange: questo dà l’idea di quanto mi dedichi, anima e corpo al risollevare un ristorante in un momento di difficoltà. Ogni volta ci passo tre giorni e sono sempre tre giorni di fatica di lavoro».


Lo chef in cucina con i suoi collaboratori e a destra un ambiente di Villa Crespi
«Io non ho la bacchetta magica. Ma se dopo tutto non cambiano le abitudini, è chiaro che i tre giorni non bastano. Quello che so è che io torno sempre a casa con la coscienza a posto, oltre che distrutto, perché so che ho dato mentalmente e fisicamente tutto quello che avevo».
«Se mi togli dalla mia cucina io ho finito di vivere»
Per Antonino, la cucina è un laboratorio in continua evoluzione, dove l’ingegno e la curiosità dello chef si mescolano alla qualità degli ingredienti e alle tecniche acquisite nel corso degli anni. Questo approccio gli permette di dare vita a piatti nuovi e sorprendenti, che conquistano i palati dei suoi clienti e lo consacrano come uno dei più grandi chef d’Italia.
«In cucina, con gli chef che lavorano come me, cerchiamo sempre di inventare cose nuove, sperimenti e vedi se nasce qualcosa…per questo faccio di tutto per esserci, anche quando registro. Ogni volta che posso torno a Villa Crespi e questa è la mia fortuna, quello che ci ha portato alla terza stella. Il mio primo obiettivo era, è e sarà sempre la cucina».
Cannavacciuolo e il suo percorso verso l’eccellenza, talento, fatica e momenti di crisi
Cannavacciuolo racconta un percorso professionale intenso, costellato di successi ma anche di difficoltà e momenti di sconforto. Nato in una famiglia di chef, Cannavacciuolo si è immerso nel mondo della cucina fin da piccolo. Lavorare in cucine stellate sin da giovane gli ha permesso di acquisire esperienza e competenze preziose, ma anche di confrontarsi con alti standard e con la dura realtà del lavoro in un ambiente professionale di alto livello.
L’incontro con Gualtiero Marchesi è stato un punto di svolta fondamentale nella sua carriera. La consulenza dello chef stellato ha aperto gli occhi di Cannavacciuolo sulla vastità e complessità del mondo dell’alta cucina, facendogli comprendere la differenza tra un buon ristorante e un ristorante stellato. Questo confronto lo ha spinto a rimettersi in discussione e ad impegnarsi ancora di più per migliorare le sue capacità.
«Ho avuto la fortuna e la sfortuna al tempo stesso di avere un papà chef, così sono entrato da subito in cucine 5 stelle. Grazie a una consulenza di Marchesi nel ristorante in cui lavoravo ho capito cosa fosse il mondo stellato: fino a quel momento pensavo di essere bravo, invece di colpo sono passato dalle medie all’università».
«In quel periodo avevo perso in poco tempo 15 chili: ero arrivato a pesare 78 chili per la concentrazione che davo al lavoro. Quando tornavo a casa leggevo libri di cucina, ero dedito al cento per cento. Poi, verso la fine degli Anni 90, ci sono stati due anni di continui sbagli».
La sicurezza in cucina
Già all’età di 23 anni, al timone di Villa Crespi con un team di 15 persone, Cannavacciuolo dimostrava una sicurezza e una consapevolezza non comuni. Era consapevole delle sue capacità e aveva la stoffa per guidare una brigata e portare avanti un’impresa ambiziosa. Il mondo della televisione, pur con tutto il suo fascino, ha rappresentato per lui un territorio inesplorato, ricco di incognite. La sua inesperienza iniziale era naturale e ha generato dubbi e incertezze. Nonostante le paure iniziali, Cannavacciuolo ha dimostrato di possedere doti preziose che gli hanno permesso di superare le difficoltà e affermarsi anche come personaggio televisivo. La sua capacità di comunicare, la sua leadership e la sua naturalezza di fronte alle telecamere, lo hanno reso uno dei volti più amati del pubblico italiano.

Il valore del servizio
La sua esperienza gli ha insegnato l’importanza di un servizio eccellente, capace di valorizzare al meglio il lavoro in cucina e di creare un’esperienza indimenticabile per il cliente. Un principio che applica con rigore sia a Villa Crespi che nei suoi altri ristoranti.
Effetti della popolarità, tra crescita e coerenza
È innegabile che la fama raggiunta con la televisione abbia avuto un impatto significativo sulla vita di Antonino Cannavacciuolo. Lui stesso lo ammette: “È cambiata”. Ma questa trasformazione non ha snaturato la sua essenza né deviato il suo percorso. Cannavacciuolo aveva già le idee chiare sul suo futuro: la sua passione per la cucina e la sua visione imprenditoriale erano già ben definite. La televisione ha amplificato la sua voce e la sua immagine, ma non ha creato qualcosa dal nulla.


Due immagini del programma “Cucine da incubo”
Un rapporto speciale di Antonino con il padre esigente
Il papà di Cannavacciuolo non desiderava che il figlio seguisse le sue orme nella cucina. Sognava per lui un futuro diverso, forse più lontano dai sacrifici e dalle difficoltà del mondo della ristorazione. Nonostante le aspettative paterne, Antonino ha seguito la sua passione e ha intrapreso la carriera di chef, ottenendo un successo straordinario. Ha conquistato le ambite stelle Michelin, diventando uno dei nomi più celebri della cucina italiana.
Il padre, pur non esprimendolo apertamente, apprezza i successi del figlio e ne va fiero. Lo dimostra il fatto che si vanta di lui con gli altri, anche se mantiene un contegno più riservato nei suoi confronti diretti. Tra padre e figlio si è instaurato un gioco affettuoso. Antonino prepara dei piatti per il padre e gli chiede la sua opinione, cercando un’approvazione che, pur non arrivando esplicitamente, è comunque percepibile nel loro legame profondo.
In fondo, Antonino rimane fedele a se stesso e ai suoi valori. La popolarità gli ha dato nuove opportunità, ma non lo ha reso qualcun altro. La sua dedizione alla cucina, la sua attenzione alla qualità e il suo rispetto per il lavoro rimangono i capisaldi della sua filosofia.
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Reali
Principe George a Eton, William tratta una tregua con la stampa: «Niente paparazzi», il patto per proteggere il futuro re
William vorrebbe concordare con i media britannici una sorta di patto d’onore: niente inseguimenti e fotografie rubate durante la vita scolastica di George in cambio di immagini ufficiali e occasioni concordate con Kensington Palace.
Il principe George sta per entrare a Eton e William vuole impedirgli di trascorrere l’adolescenza inseguito dai fotografi. A settembre il primogenito del principe e della principessa di Galles inizierà una nuova fase della propria vita nel celebre collegio del Berkshire. Prima che varchi i cancelli della scuola, però, suo padre starebbe cercando di stabilire regole precise con la stampa britannica.
L’idea è quella di un nuovo gentleman’s agreement, una tregua informale tra Kensington Palace e i media. I fotografi lascerebbero George libero di studiare e vivere la propria quotidianità senza appostamenti continui, mentre il Palazzo garantirebbe immagini ufficiali e occasioni concordate nelle quali raccontare la crescita del futuro erede.
William conosce molto bene il problema. Nel 1995 arrivò a Eton con un’intera nazione pronta a osservare ogni suo movimento. Oggi si trova dall’altra parte e vuole concedere al figlio quello spazio privato che considera indispensabile durante gli anni della formazione.
George a Eton, William vuole fermare la caccia alle fotografie
George ha tredici anni ed è secondo nella linea di successione al trono britannico, subito dopo William. La sua posizione rende inevitabile l’attenzione pubblica, ma il principe di Galles vuole tracciare un confine tra gli appuntamenti legati alla monarchia e la normale vita di uno studente.
Il problema emergerà soprattutto fuori dalle occasioni ufficiali. Una partita con i compagni, un’uscita dal collegio o una passeggiata potrebbero attirare fotografi e trasformarsi rapidamente in immagini da pubblicare.
William vorrebbe evitare proprio questa situazione. La soluzione allo studio non prevede un blackout mediatico attorno a George, ma un rapporto regolato con la stampa: il Palazzo offrirebbe periodicamente materiale ufficiale mentre i media eviterebbero di inseguire il ragazzo durante le giornate scolastiche.
Il precedente di William e il patto con la stampa britannica
Quando William cominciò a frequentare Eton, nel settembre 1995, l’interesse nei suoi confronti era enorme. La monarchia riuscì però a ottenere dalla stampa britannica un sostanziale rispetto della sua vita scolastica, concedendo in cambio alcune occasioni fotografiche organizzate.
Quel sistema permise al giovane principe di affrontare gli studi senza vedere ogni giornata trasformata in una notizia.
Anche durante gli anni universitari a St Andrews, William riuscì a mantenere una parte significativa della propria vita lontana dalle telecamere. Proprio in Scozia nacque e si sviluppò la relazione con Kate Middleton, prima che la coppia diventasse uno degli obiettivi principali della stampa internazionale.
Adesso William vorrebbe recuperare lo stesso principio per George. Il futuro ruolo del figlio non può cancellare il suo diritto a vivere gli anni della scuola senza una telecamera puntata addosso in ogni momento.
A settembre George seguirà le orme di William e Harry
La scelta di Eton porta George direttamente sulle orme del padre e dello zio principe Harry, entrambi ex studenti del collegio.
William vi arrivò dopo una lunga tradizione familiare legata ad altre scuole. Suo padre Carlo aveva frequentato Gordonstoun, in Scozia, così come il principe Filippo. La decisione di iscrivere William a Eton segnò quindi una discontinuità che George ora proseguirà.
Fondato nel 1440 da Enrico VI, Eton College rappresenta una delle istituzioni scolastiche più celebri del Regno Unito. Dalle sue aule sono usciti primi ministri, esponenti dell’aristocrazia e personalità destinate a occupare ruoli centrali nella vita politica e culturale britannica.
Per George, però, settembre significherà soprattutto cambiare abitudini, compagni e ritmi quotidiani.
Niente smartphone per gli studenti del primo anno
Il principe troverà anche regole molto rigide sull’utilizzo della tecnologia. Eton ha limitato l’accesso agli smartphone per gli studenti più giovani, privilegiando telefoni essenziali che consentono principalmente chiamate e messaggi.
La scelta si inserisce bene nell’educazione impostata da William e Kate, che hanno sempre cercato di controllare l’esposizione dei tre figli alla tecnologia e ai social.
George dovrà inoltre familiarizzare rapidamente con le numerose tradizioni del collegio, comprese quelle che regolano la vita delle diverse case e l’orientamento all’interno dell’istituto.
Per il ragazzo sarà quindi un ingresso in un ambiente fortemente codificato, dove alla storia secolare della scuola si accompagna il tentativo di preservare una quotidianità comune a quella degli altri studenti.
George cresce, ma William vuole lasciargli un’adolescenza normale
L’ingresso a Eton segna anche un passaggio simbolico nella vita pubblica del principe. George cresce e William e Kate hanno cominciato gradualmente a coinvolgerlo negli appuntamenti della famiglia reale, preparandolo a un futuro che la linea di successione ha già scritto per lui.
I principi di Galles cercano però di procedere senza accelerazioni. George deve imparare cosa significa essere un futuro re, ma resta prima di tutto un ragazzo di tredici anni.
È qui che il possibile accordo con la stampa acquista il suo significato. William non pretende di cancellare l’interesse pubblico nei confronti del figlio e sa che sarebbe impossibile farlo. Vuole però stabilire dove quell’interesse debba fermarsi.
Da settembre George comincerà a percorrere gli stessi corridoi attraversati trent’anni fa da suo padre. Fuori dai cancelli potrebbe aspettarlo un esercito di fotografi. William vuole convincerli a restare a distanza e concedere al futuro re qualcosa che, per chi nasce così vicino al trono, rappresenta forse il privilegio più difficile da ottenere: un’adolescenza il più possibile normale.
Gossip
Grande Fratello Vip, Megan Ria entra nella Casa e agita Elodie e Franceska: il vecchio legame che potrebbe diventare una bomba in diretta
Megan Ria avrebbe avuto in passato un legame molto forte con Franceska. Ora la sua partecipazione al Grande Fratello Vip alimenta il gossip: Elodie e la fidanzata temerebbero che davanti alle telecamere possa uscire qualche confidenza di troppo.
Megan Ria deve ancora mettere piede nella Casa del Grande Fratello Vip e già rischia di creare il primo terremoto dell’edizione. Questa volta, però, la coppia che potrebbe finire al centro del gossip non si trova tra i concorrenti. I nomi sono quelli di Elodie e Franceska, protagoniste di una delle storie sentimentali più chiacchierate degli ultimi mesi.
A rendere esplosivo l’ingresso di Megan è un particolare del suo passato: la ballerina avrebbe avuto un legame molto forte proprio con Franceska.
Ed è qui che comincia il giallo rosa. Perché una cosa è sapere che una persona del passato della propria compagna parteciperà a un reality. Un’altra è immaginarla chiusa per settimane in una Casa piena di telecamere, microfoni e concorrenti pronti a fare domande su amori, amicizie e vecchie storie.
Secondo Selvaggia Lucarelli, Elodie e Franceska guarderebbero quindi con una certa preoccupazione all’arrivo di Megan al Grande Fratello Vip.
Megan Ria e Franceska, quel legame del passato che incuriosisce
Il punto più interessante riguarda proprio la natura del rapporto tra Megan e Franceska.
Le indiscrezioni parlano di un «forte legame» nel passato, senza aggiungere particolari sufficienti per andare oltre. E proprio quel non detto rischia di alimentare ancora di più la curiosità quando Megan entrerà nella Casa.
La preoccupazione attribuita a Elodie e Franceska avrebbe un’origine molto semplice: che la ballerina possa raccontare qualcosa di quella frequentazione, magari durante una conversazione notturna o rispondendo alle inevitabili domande degli altri concorrenti.
Lucarelli riassume così il timore: Megan potrebbe «raccontare o solo dire qualcosa che metta in imbarazzo le due fidanzate».
Non servirebbe necessariamente una rivelazione clamorosa. Nel Grande Fratello anche una frase pronunciata quasi per caso può diventare una clip, una domanda durante la diretta e infine un caso capace di uscire dalla Casa e travolgere chi si trova fuori.
Elodie e Franceska temono qualche confessione di troppo?
Per il momento non emerge alcuna dichiarazione pubblica di Megan intenzionata a parlare di Franceska. Anzi, l’obiettivo della ballerina sarebbe esattamente l’opposto: sfruttare il reality per raccontare se stessa senza trasformare il proprio percorso in una collezione di retroscena sulle persone conosciute in passato.
Il problema è che il Grande Fratello vive proprio di confessioni.
Settimane di convivenza, telecamere accese ventiquattr’ore su ventiquattro, confidenze tra concorrenti e domande sempre più personali possono portare a parlare anche di argomenti che all’ingresso nessuno aveva intenzione di affrontare.
E Megan parte con un dettaglio biografico che difficilmente passerà inosservato: conosce molto bene la donna che oggi sta accanto a Elodie.
Quanto bene? È proprio la risposta a questa domanda che potrebbe diventare uno dei primi tormentoni gossip della nuova edizione.
Megan pronta a entrare nella Casa il 17 settembre
Megan Ria figura nel cast della nuova edizione del Grande Fratello Vip, al via il 17 settembre 2026 con Ilary Blasi alla conduzione.
Con lei torneranno Cesara Buonamici e Selvaggia Lucarelli nel ruolo di opinioniste, mentre tra i concorrenti annunciati compare anche Alex Belli, uno dei personaggi che meglio conoscono i meccanismi sentimentali e televisivi della Casa.
Il programma tornerà con un doppio appuntamento settimanale e dovrebbe concludersi prima di Natale. Una durata più contenuta rispetto alle interminabili edizioni del passato, ma comunque sufficiente perché amicizie, antipatie e soprattutto vecchi amori possano emergere davanti alle telecamere.
Per Megan la partecipazione rappresenta l’occasione di liberarsi definitivamente dall’etichetta di ex ballerina di Amici e conquistare uno spazio televisivo tutto suo.
Ma ancora prima di entrare, il suo nome si ritrova già agganciato a quello della coppia formata da Elodie e Franceska.
Il Grande Fratello potrebbe riaprire il passato di Franceska
È questo il vero rischio per la coppia.
Megan potrebbe anche decidere di non raccontare nulla spontaneamente, ma basterebbe che qualcuno nella Casa le chiedesse direttamente di Franceska perché il passato tornasse improvvisamente d’attualità.
E a quel punto anche un silenzio, un sorriso o una risposta evasiva potrebbero bastare per alimentare il gossip.
Per ora Elodie e Franceska restano fuori dalla Porta Rossa e Megan sta per entrarci. Nessuna bomba è ancora esplosa e nessuno può sapere se davvero la ballerina parlerà del rapporto che le legava.
Ma il Grande Fratello vive esattamente di questo: mettere insieme persone, passato e telecamere aspettando che qualcuno cominci a raccontare.
E questa volta, prima ancora dell’accensione delle luci della Casa, Elodie e Franceska potrebbero avere già un ottimo motivo per seguire la diretta.
Speciale Uomini e Donne
Martina De Ioannon lascia la tv e vuole diventare criminologa: l’ex tronista di Uomini e Donne dice no anche al Grande Fratello Vip
Martina De Ioannon esclude una partecipazione al Grande Fratello Vip e annuncia di voler intraprendere gli studi in criminologia: «So che in Italia questa figura non è riconosciuta da un punto di vista lavorativo, ma non mi interessa».
Dalle tentazioni televisive alle scienze criminali. Martina De Ioannon sembra intenzionata a mettere da parte reality, troni e telecamere per dedicarsi a un progetto decisamente diverso: studiare criminologia. La 26enne romana, diventata popolare prima come concorrente di Temptation Island e poi come tronista di Uomini e Donne, ha annunciato sui social di voler tornare sui libri.
Una scelta che, almeno nelle intenzioni, allontana anche le indiscrezioni su una sua possibile partecipazione al Grande Fratello Vip. De Ioannon ha spiegato ai follower di non essere interessata a nuovi reality e di non voler inseguire a tutti i costi una carriera televisiva. Il suo obiettivo adesso guarda altrove.
Martina De Ioannon dice no al Grande Fratello Vip
Il pubblico aveva conosciuto Martina a Temptation Island, dove aveva partecipato insieme all’allora fidanzato Raul Dumitras. Quell’esperienza le aveva aperto le porte dell’universo televisivo di Maria De Filippi fino al trono di Uomini e Donne, dove la sua vita sentimentale era tornata inevitabilmente sotto i riflettori.
Oggi De Ioannon è legata a Gianmarco Steri e, dopo un anno vissuto tra amore, televisione e popolarità social, sembra aver deciso di cambiare direzione. Durante una diretta con i follower ha escluso l’ipotesi di entrare nella casa del Grande Fratello Vip e, più in generale, quella di continuare a collezionare partecipazioni ai reality.
Una decisione che sorprende proprio perché il passaggio da programmi come Temptation Island e Uomini e Donne al Grande Fratello rappresenta una delle strade più battute dai personaggi diventati popolari attraverso i dating show.
L’ex tronista vuole studiare criminologia
Il nuovo progetto di Martina riguarda invece un interesse che, secondo quanto ha raccontato, coltiva da molto tempo: le scienze criminali e investigative. Su TikTok ha chiesto direttamente ai follower informazioni sul percorso universitario da intraprendere.
«C’è qualcuno all’ascolto che mi può consigliare da un punto di vista di laurea triennale in criminologia?», ha domandato ai suoi utenti.
De Ioannon ha spiegato di essersi già informata anche sulle prospettive professionali e sulle caratteristiche di un settore nel quale in Italia non esiste un Albo professionale unico dei criminologi. Una circostanza della quale è perfettamente consapevole e che, assicura, non cambia i suoi programmi.
«Voglio intraprendere questo percorso di studi a tutti i costi»
«So perfettamente che in Italia la figura del criminologo non è riconosciuta da un punto di vista lavorativo, però non mi interessa», ha spiegato Martina. La ragione è semplice: «È una cosa che voglio fare da troppo tempo e quindi la farò lo stesso».
La 26enne ha poi ribadito la decisione: «È un percorso di studi che voglio intraprendere a tutti i costi».
Non esistendo un unico percorso universitario obbligatorio per diventare criminologo, le strade possibili passano generalmente attraverso discipline come Psicologia, Giurisprudenza, Sociologia o corsi dedicati alle scienze investigative e della sicurezza, seguiti da una specializzazione in ambito criminologico o forense.
Per Martina De Ioannon si profila dunque un futuro molto diverso da quello che sembrava essersi delineato dopo l’esperienza televisiva. Per il momento niente casa del Grande Fratello Vip: l’ex tronista preferisce le aule universitarie. E dopo aver affrontato falò di confronto e corteggiatori, la prossima sfida potrebbe essere decisamente più impegnativa: esami, diritto penale, psicologia forense e criminologia.
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