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Personaggi e interviste

Ema Stokholma rompe il silenzio: «Mia madre era molto violenta»

Ema Stokholma, la nota conduttrice radiofonica e televisiva, ha fatto una confessione straziante durante la trasmissione “Fisica dell’amore” su Rai 2. Con coraggio e sincerità, ha rivelato di aver subito violenze fisiche e psicologiche da parte della madre durante la sua infanzia.

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    Ema Stokholma, celebre speaker radiofonica e volto noto del panorama televisivo italiano, ha scelto di raccontare una parte del suo passato che per anni ha tenuto nascosta dietro un sorriso. La rivelazione di Ema, che ha sconvolto e toccato profondamente i suoi fan, parla di violenze fisiche e psicologiche subite per mano della madre, Dominique.

    Cresciuta in un ambiente tossico e spaventoso, la giovane Ema viveva nel terrore del “mostro” che, invece di proteggerla, la tormentava giorno dopo giorno. “Le ferite fisiche guariscono, ma quelle nell’anima rimangono a lungo,” ha confessato Ema, aprendo un capitolo difficile della sua vita che ha combattuto per dimenticare. Oggi Ema Stokholma è una donna forte e determinata, che ha saputo trasformare il dolore in resilienza.

    “Vivevo in un vero e proprio film horror”, ha dichiarato Ema, descrivendo un’esistenza segnata dalla paura e dalla sofferenza. “Mia madre era molto violenta, aveva gravi problemi psicologici e nessuno se ne accorgeva”. La conduttrice ha raccontato di aver vissuto un’infanzia segnata da botte e umiliazioni, un’esperienza che l’ha profondamente segnata. Ma Ema ha trovato una via d’uscita inaspettata: la scuola. “Dopo tutto questo avevo bisogno di una valvola di sfogo, questa per me era la scuola”, ha spiegato.

    Cresciuta in un contesto familiare di abusi e violenze, Ema ha trovato una via di fuga in un luogo inaspettato: la scuola. In un piccolo paese del sud della Francia, dove le mura di casa erano teatro di abusi perpetrati dalla madre, l’ambiente scolastico si è rivelato il rifugio di cui aveva disperatamente bisogno.

    “La scuola mi ha salvato la vita”, ha dichiarato Ema, raccontando con emozione come quell’ambiente le abbia offerto una tregua dalla paura costante e una via per riscoprire se stessa. In aula, lontana dalle botte e dagli insulti, ha trovato conforto e speranza, incontrando insegnanti e compagni che l’hanno aiutata a credere in un futuro migliore. Purtroppo, il dolore provato in famiglia l’aveva portata a replicare gli stessi comportamenti violenti anche tra i banchi. “Se ti insegnano le botte, tu provi a fare solo quello”, ha ammesso. Ma grazie alla scuola, Ema ha scoperto il potere della conoscenza e dell’amicizia, imparando che esisteva un mondo al di fuori della violenza domestica, un mondo in cui poteva trovare la sua voce. Quel luogo che per molti è una tappa ordinaria nella vita di tutti i giorni, per Ema è stato il punto di partenza per il suo riscatto personale.

    Oggi, Ema Stokholma è una donna di successo, amata per la sua genuinità e il suo talento, ma soprattutto per il suo coraggio di raccontare la verità su un passato che avrebbe potuto spezzarla.

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      Valeria Marini sfida il caldo con un rimedio tutto suo: intimo nel congelatore e poi… addosso: «Funziona sempre»

      Con il climatizzatore fuori uso nel suo appartamento affacciato su Piazza di Spagna, Valeria Marini non si perde d’animo e ricorre a una soluzione decisamente originale: raffreddare nel congelatore alcuni completi di intimo prima di indossarli. E assicura: «Lo faccio da anni».

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        Quando il termometro impazzisce, ognuno inventa il proprio metodo per sopravvivere all’afa. C’è chi si rifugia sotto la doccia, chi non si separa mai dal ventilatore e chi svuota il freezer a caccia di ghiaccio. Valeria Marini, invece, ha escogitato un sistema tutto suo. E, conoscendo il personaggio, non poteva che essere un rimedio destinato a far sorridere.

        Complice il caldo torrido che sta soffocando Roma, il climatizzatore del suo lussuoso attico con vista su Piazza di Spagna avrebbe deciso di prendersi una pausa proprio nel momento peggiore. Un piccolo incubo per chiunque. Ma non per Valeriona, che ha tirato fuori dal cilindro una soluzione tanto originale quanto, a suo dire, infallibile.

        Il trucco di Valeria? L’intimo passa dal freezer

        La showgirl sarda racconta di avere aperto il congelatore e di averci sistemato alcuni dei suoi celebri completi di lingerie. Pochi minuti di attesa e poi… direttamente indossati per regalarsi una piacevole sensazione di freschezza.

        «Quando il caldo è insopportabile usare biancheria fresca di congelatore è la soluzione più veloce, comoda ed economica. Lo faccio da anni e funziona sempre», spiega divertita, trasformando un’emergenza domestica in un siparietto perfettamente in stile Valeria Marini.

        Il caldo non ferma la regina dell’estate

        Se il condizionatore ha alzato bandiera bianca, la sua agenda continua invece a funzionare a pieno ritmo. Valeria Marini è infatti una delle ospiti più richieste dell’estate e nelle prossime settimane sarà protagonista di serate, eventi e feste di piazza nelle principali località balneari italiane.

        A trascinarla da una costa all’altra è anche “Divina”, il tormentone con cui continua a far ballare il pubblico e che accompagna le sue esibizioni estive. Tra musica, selfie e bagni di folla, Valeriona si conferma uno dei personaggi più amati del mondo dello spettacolo quando arriva la bella stagione.

        Da Piazza di Spagna alle piazze d’Italia

        Alla fine, anche il guasto al condizionatore si è trasformato in un aneddoto da raccontare con il sorriso. Del resto, chi meglio di Valeria Marini poteva trasformare un’intima emergenza… in una trovata da copertina?

        E mentre Roma continua a boccheggiare sotto il sole, lei ha già trovato la sua personalissima ricetta contro l’afa. Altro che ventilatori o condizionatori portatili: per Valeriona basta un freezer, un completo di lingerie e la voglia di affrontare ogni imprevisto con il suo immancabile entusiasmo.

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          Bad Bunny si consola dal maltempo al Baretto Sant’Ambrogio: cena vip con Gabriela Berlingeri tra vini, tartufo e foie gras

          Bad Bunny ha scelto il Baretto Sant’Ambrogio per le cene milanesi con Gabriela Berlingeri. Il direttore Marco Sacco lo racconta simpatico e disponibile con tutti, molto colpito dalla selezione dei vini e dai piatti più ricercati del menu.

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          Bad Bunny

            Bad Bunny non si è lasciato rovinare Milano dal maltempo. Il concerto interrotto dal temporale, la grandine, la fuga del pubblico e la delusione dei fan avrebbero potuto trasformare la tappa italiana in una parentesi amara. Invece la superstar portoricana ha trovato almeno un modo elegante per consolarsi: una cena al Baretto Sant’Ambrogio, uno dei ristoranti più raffinati e ad alto tasso vip della città, scelto per le sue serate milanesi insieme alla fidanzata Gabriela Berlingeri.

            Un indirizzo non casuale. Il Baretto Sant’Ambrogio è uno di quei luoghi dove Milano mostra il suo lato più discreto e mondano: tavoli curati, atmosfera elegante, clientela abituata a riconoscere i volti famosi senza trasformare ogni cena in un assalto fotografico. Il posto giusto per una star globale che, dopo la furia del cielo sul palco, aveva probabilmente voglia di una serata più tranquilla, buon cibo e bottiglie all’altezza.

            A raccontare il passaggio milanese di Bad Bunny è stato il direttore Marco Sacco, che ha descritto il cantante come simpatico e disponibile con tutti. Nessuna posa da divo irraggiungibile, nessuna distanza costruita, nessun atteggiamento freddo da star blindata. Al contrario, Bunny avrebbe apprezzato l’accoglienza, il clima del locale e soprattutto la selezione dei vini.

            Bad Bunny al Baretto Sant’Ambrogio

            La scelta del Baretto Sant’Ambrogio conferma il rapporto sempre più stretto tra Milano e le grandi star internazionali. Quando arrivano in città per concerti, eventi, sfilate o passerelle mondane, i nomi più importanti cercano spesso locali capaci di garantire due cose insieme: qualità e riservatezza. Il Baretto rientra perfettamente in questa categoria.

            Bad Bunny ci è arrivato con Gabriela Berlingeri, presenza ormai centrale nella sua vita privata e spesso osservata dai fan con la stessa attenzione riservata al cantante. La coppia ha scelto una cena elegante, lontana dal caos del concerto e dal racconto meteorologico che ha dominato le cronache della serata milanese.

            Dopo un evento live finito in modo così brusco, il passaggio al ristorante diventa quasi una seconda scena della giornata: prima il palco cancellato dal temporale, poi il tavolo apparecchiato, i vini, i piatti ricercati, la voglia di recuperare almeno un frammento di piacere dentro una trasferta complicata.

            Gabriela Berlingeri con lui a Milano

            Accanto a Bad Bunny c’era Gabriela Berlingeri, che ha condiviso con lui le cene milanesi. Una presenza che aggiunge inevitabilmente un dettaglio sentimentale al racconto. Perché la tappa italiana non è stata soltanto professionale, ma anche privata: il concerto, la città, il maltempo, poi la cena in uno dei luoghi più eleganti di Milano.

            La coppia si è mossa in un contesto molto diverso da quello dello stadio. Niente folla oceanica, niente luci da palco, niente urla dei fan. Solo l’atmosfera ovattata di un ristorante abituato ai personaggi famosi e una serata costruita intorno alla tavola. E forse proprio questo contrasto rende la scena più interessante.

            Bad Bunny è una delle figure più potenti della musica mondiale, ma al Baretto Sant’Ambrogio appare in una versione più quotidiana: ospite curioso, cliente gentile, uomo a cena con la fidanzata. Una normalità di lusso, certo, ma pur sempre normalità.

            Il menu tra tartufo, barbabietola e foie gras

            Anche il menu racconta bene il livello della serata. Tra i piatti citati spiccano il tonno rosso con tartufo nero, prugna e scalogno, la barbabietola rossa e bianca con crema di noci e mostarda dolce, e il foie gras con pera allo Chartreuse. Una cucina ricercata, giocata su contrasti precisi: mare e terra, dolcezza e acidità, eleganza francese e gusto contemporaneo.

            Il tonno rosso con tartufo nero è il piatto che più di tutti sembra costruito per un palato abituato alle esperienze internazionali: materia prima importante, profumo intenso, abbinamento insolito ma molto milanese nella sua ambizione. La barbabietola con crema di noci e mostarda dolce porta invece una nota più vegetale, più morbida, quasi autunnale. Il foie gras con pera allo Chartreuse chiude il quadro con un tocco da grande ristorante classico.

            A colpire Bad Bunny, però, sarebbe stata soprattutto la selezione dei vini. Dettaglio non secondario, perché dice molto del tipo di cena: non una semplice uscita dopo il concerto, ma una vera esperienza gastronomica, con attenzione alla cantina e agli abbinamenti.

            La consolazione dopo il concerto interrotto

            Il maltempo aveva trasformato la serata milanese in una beffa. Il concerto interrotto, la grandine, il pubblico costretto a scappare e la seconda data non recuperata hanno lasciato inevitabilmente amarezza tra i fan. Ma per Bad Bunny la città non è stata soltanto temporale e disagi. La cena al Baretto Sant’Ambrogio gli ha permesso di vivere anche un altro volto di Milano: quello elegante, accogliente, gastronomico.

            Secondo il racconto di Marco Sacco, il cantante era molto contento. E questa è forse la nota più curiosa della vicenda. Dopo una serata complicata, Bad Bunny non si è chiuso in un atteggiamento cupo o distaccato. Ha cenato, ha apprezzato il servizio, si è mostrato disponibile con tutti e ha trovato nel cibo e nel vino una piccola consolazione al diluvio che gli aveva rovinato il concerto.

            Alla fine, Milano gli ha dato due immagini opposte nella stessa trasferta. Da una parte il cielo impazzito, la grandine grande come noci e lo show interrotto. Dall’altra una cena vip con Gabriela Berlingeri, un tavolo elegante, piatti sofisticati e una cantina capace di conquistarlo. Non sarà bastato a cancellare la delusione dei fan, ma almeno ha salvato il finale milanese della star.

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              Salvatore Esposito sposa Paola Rossi dopo dodici anni d’amore: nozze in Costiera per l’attore e la sua fan

              Cerimonia religiosa a Vietri sul Mare, ricevimento a Villa Divina e circa duecento invitati, tra amici, parenti e colleghi. Tra gli ospiti anche i The Jackal, Marco D’Amore, Ivana Lotito e Maria Pia Calzone.

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                Per chi ama le storie da film, quella di Salvatore Esposito e Paola Rossi ha tutti gli ingredienti giusti: un messaggio, un incontro inatteso, un primo bacio in aeroporto e dodici anni d’amore arrivati fino all’altare.

                L’attore, diventato uno dei volti più riconoscibili della serialità italiana, ha sposato Paola Rossi il 18 luglio. Lei, prima ancora di diventare la sua compagna di vita, era una sua grande sostenitrice. Una fan, nel senso più semplice e pulito del termine, capace di trasformare un complimento scritto sui social nell’inizio di una relazione vera.

                Dopo anni di convivenza e un legame costruito lontano dalle scorciatoie, i due hanno scelto la Costiera Amalfitana per celebrare il matrimonio, circondati da familiari, amici e colleghi.

                Le nozze a Vietri sul Mare

                La cerimonia religiosa si è svolta nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Vietri sul Mare, una delle cornici più suggestive della Costiera Amalfitana. Per il sì, Paola Rossi ha indossato un abito a sirena con scollo a cuore senza spalline, corsetto strutturato effetto bustier e ricami delicati.

                Salvatore Esposito ha scelto invece un classico smoking nero, elegante e lineare. Dopo il rito, gli sposi hanno festeggiato a Villa Divina, a Benincasa, con un ricevimento per circa duecento invitati.

                Tra gli ospiti erano presenti anche i The Jackal e alcuni volti legati alla carriera dell’attore, da Marco D’Amore a Ivana Lotito e Maria Pia Calzone. Una festa raccolta ma affollata di affetti, costruita intorno a un amore che non aveva bisogno di grandi effetti speciali per farsi riconoscere.

                Le parole di Salvatore Esposito

                Per Esposito, il matrimonio rappresenta un passaggio naturale, più che una rivoluzione. L’attore ha spiegato così il senso della scelta: «Volevamo che il nostro amore raggiungesse uno stadio successivo e il matrimonio ci sembrava la cosa più giusta. Non credo però che tra noi cambierà molto. Conviviamo da sette anni. Cambia il riconoscimento da parte dello Stato e delle istituzioni, cambia lo status. Ma quello che eravamo prima saremo anche dopo».

                Un modo concreto di raccontare il sì: non come una svolta teatrale, ma come il riconoscimento di qualcosa che nella vita quotidiana esisteva già.

                Parlando del marito che vorrebbe essere, ha aggiunto: «Vorrei essere da marito quello che sono stato, spero, da fidanzato. Credo che alla base di ogni rapporto ci siano il rispetto, la condivisione e l’unione. È quello che abbiamo voluto fin dal principio e che vorrei continuassimo ad avere».

                Dal primo messaggio al primo bacio

                La storia tra Paola Rossi e Salvatore Esposito è iniziata quando lui stava muovendo i primi passi importanti come attore. Lei lo seguiva, apprezzava il suo lavoro e decise di scrivergli per fargli i complimenti.

                In quel periodo Paola si trovava in Erasmus in Spagna. Esposito rimase colpito da quel messaggio e dalla ragazza che lo aveva scritto. Da lì nacque una conversazione, poi il desiderio di conoscersi davvero. Lui decise di raggiungerla e il loro primo bacio arrivò in aeroporto.

                Lo stesso attore aveva raccontato così quel primo contatto: «Lei mi ha mandato un messaggio per farmi i complimenti, come tanti altri che ricevevo. Io non so perché l’ho notata, forse per la foto profilo e per il modo in cui era scritto il messaggio, fatto sta che abbiamo cominciato a parlare».

                Dodici anni dopo, quella conversazione è diventata un matrimonio. Paola Rossi e Salvatore Esposito hanno trasformato una partenza da commedia romantica in una storia concreta, cresciuta nel tempo e arrivata ora a un nuovo capitolo.

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