Animali
Viaggi di rientro, attenzione ai pet: trasportini, pause e idratazione per un ritorno sicuro con cani e gatti dopo le vacanze di agosto
Trasportini sicuri, pause frequenti e acqua sempre a disposizione sono le basi per spostarsi senza rischi con gli amici a quattro zampe. Il rientro di fine agosto è il momento più critico per il traffico, ma anche per la salute degli animali, spesso sottovalutata.
Il rientro dalle vacanze di agosto non è mai semplice. Per le famiglie con animali al seguito, diventa una piccola sfida di logistica e attenzione. Cani e gatti, abituati ai ritmi rilassati delle ferie, si ritrovano improvvisamente in auto o in treno per viaggi lunghi, spesso sotto il sole cocente di fine estate. La regola d’oro, però, resta la stessa: organizzarsi in anticipo e non dimenticare che la sicurezza e il benessere dei pet devono avere la priorità.
Il primo punto riguarda il trasporto. In auto i cani devono viaggiare in trasportino, gabbietta o fissati con le apposite cinture di sicurezza. Non è solo una questione di legge, ma di incolumità: in caso di frenata brusca, un animale libero in abitacolo rischia la vita e può mettere in pericolo anche i passeggeri. Per i gatti, il trasportino resta la soluzione migliore, da posizionare in modo stabile e possibilmente coperto da un telo leggero, per ridurre lo stress.
Fondamentale è anche la gestione delle pause. Un cane non può restare ore in auto senza scendere: ogni due ore è consigliata una sosta per permettergli di camminare, bere e sgranchirsi. I gatti, più territoriali e meno inclini a muoversi, vanno lasciati tranquilli, ma un momento di aria fresca e silenzio aiuta comunque a ridurre l’ansia. In ogni caso, l’errore da evitare è lasciare un animale nell’auto ferma: anche con i finestrini aperti, la temperatura interna può raggiungere livelli letali in pochi minuti.
L’idratazione è l’altro pilastro del viaggio sicuro. Con il caldo di fine agosto, una ciotola e una bottiglia d’acqua devono essere sempre a portata di mano. Esistono borracce e ciotole pieghevoli che rendono facile l’operazione anche nelle aree di sosta più affollate. Offrire acqua di frequente è un gesto semplice che previene colpi di calore e disidratazione, rischi ancora più seri per animali anziani o cuccioli.
Infine, l’aspetto psicologico. I pet percepiscono l’ansia dei padroni e reagiscono di conseguenza. Mantenere un tono di voce rassicurante, portare con sé un gioco o una copertina con l’odore di casa aiuta a rendere l’esperienza meno traumatica. Per i viaggi più lunghi, il consiglio è partire nelle ore fresche del mattino o della sera, quando il traffico è minore e la temperatura più sopportabile.
Il rientro in città segna la fine delle vacanze, ma anche il ritorno a una routine che rassicura gli animali. Un viaggio ben organizzato è il primo passo per chiudere agosto senza imprevisti, trasformando il tragitto di ritorno in un percorso sicuro e sereno per tutta la famiglia, a due e a quattro zampe.
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Animali
Il gatto fa i “dispetti”? Quando i comportamenti strani nascondono un disagio
Dietro quelli che sembrano capricci felini possono celarsi stress, noia o problemi di salute. Capire i segnali è il primo passo per aiutare il gatto a stare meglio.
Chi vive con un gatto lo sa: a volte il suo comportamento può sembrare volutamente provocatorio. Divani graffiati nonostante il tiragraffi, letti “marcati”, oggetti spinti giù da mensole come se fosse una sfida aperta. Ma la scienza del comportamento animale è chiara su un punto: i gatti non fanno dispetti per ripicca. Quando mettono in atto condotte insolite o fastidiose, stanno quasi sempre comunicando un disagio.
Il gatto non si vendica: perché è importante saperlo
Attribuire al gatto intenzioni umane è un errore comune. A differenza dell’uomo, il felino non agisce per punire o per “farla pagare”. Se improvvisamente sporca fuori dalla lettiera o distrugge oggetti, sta segnalando che qualcosa nel suo equilibrio si è rotto. Ignorare o punire questi segnali rischia di peggiorare la situazione.
I segnali più frequenti di malessere
Tra i comportamenti che più spesso vengono interpretati come dispetti ci sono:
- uso improprio della lettiera;
- graffi insistenti su mobili e tende;
- aggressività improvvisa verso persone o altri animali;
- miagolii eccessivi o, al contrario, isolamento;
- iperattività notturna.
Questi segnali possono indicare stress ambientale, noia, cambiamenti nella routine o, in alcuni casi, un problema fisico.
Cambiamenti e stress: i principali responsabili
Il gatto è un animale fortemente territoriale. Traslochi, nuovi membri in famiglia, l’arrivo di un altro animale o anche una semplice modifica degli orari del proprietario possono generare ansia. In questi casi il comportamento “sbagliato” diventa una forma di adattamento o di richiesta di attenzione.
Anche la noia gioca un ruolo chiave: un gatto che vive solo in casa e non viene stimolato a sufficienza può sfogare la frustrazione con azioni distruttive.
Attenzione alla salute
Alcuni comportamenti non vanno mai sottovalutati. Fare i bisogni fuori dalla lettiera, ad esempio, può essere il sintomo di cistite, infezioni urinarie o dolori articolari che rendono scomodo l’accesso alla sabbia. In questi casi è fondamentale consultare il veterinario prima di intervenire sul piano educativo.
Cosa fare: le strategie che funzionano
La prima regola è non punire. Urla e castighi aumentano l’ansia del gatto e rafforzano il problema. Molto più efficace è:
- arricchire l’ambiente con giochi, tiragraffi e punti sopraelevati;
- mantenere una routine prevedibile;
- garantire spazi tranquilli dove il gatto possa isolarsi;
- dedicare tempo quotidiano al gioco e all’interazione.
Se il disagio persiste, l’aiuto di un veterinario comportamentalista può fare la differenza.
Capire per migliorare la convivenza
Quando un gatto “si comporta male”, sta in realtà chiedendo attenzione o aiuto. Imparare a leggere i suoi segnali permette non solo di risolvere il problema, ma anche di rafforzare il legame con lui.
Dietro ogni presunto dispetto c’è un messaggio: ascoltarlo è il modo migliore per garantire al gatto benessere e serenità, e a noi una convivenza più armoniosa.
Animali
Perché i gatti scappano di casa: istinto, stress e segnali da non sottovalutare
Capire perché un gatto tenta di allontanarsi è il primo passo per proteggerlo e migliorare il suo benessere, evitando sparizioni che possono diventare pericolose.
Quando un gatto scappa di casa, la preoccupazione dei proprietari è immediata. A differenza dei cani, i felini sono spesso considerati animali indipendenti, ma questo non significa che le loro fughe siano casuali o prive di significato. Dietro l’allontanamento di un gatto c’è quasi sempre una motivazione, legata al suo istinto, al suo stato emotivo o all’ambiente in cui vive.
L’istinto esplorativo e territoriale
Il gatto è, per natura, un animale territoriale ed esploratore. Anche gli esemplari cresciuti esclusivamente in appartamento conservano un forte impulso a conoscere e controllare lo spazio circostante. Balconi, finestre aperte o porte lasciate socchiuse diventano occasioni irresistibili per spingersi oltre i confini domestici. Nei gatti non sterilizzati, questo comportamento è ancora più marcato: la ricerca di un partner può spingerli ad allontanarsi anche per giorni.
Stress e cambiamenti in casa
Una delle cause più sottovalutate è lo stress ambientale. Traslochi, ristrutturazioni, l’arrivo di un nuovo animale o di un bambino, ma anche rumori improvvisi e continui, possono generare insicurezza. In questi casi, la fuga rappresenta un tentativo di allontanarsi da una situazione percepita come minacciosa. I gatti sono animali abitudinari e qualsiasi alterazione della routine può influire profondamente sul loro comportamento.
Noia e mancanza di stimoli
Un gatto che vive in un ambiente povero di stimoli può cercare all’esterno ciò che non trova in casa. Noia, scarsa attività fisica e assenza di interazioni possono spingere l’animale a esplorare nuovi spazi. Tiragraffi, giochi interattivi e momenti quotidiani di gioco con il proprietario sono fondamentali per ridurre questo rischio.
Paura e reazioni improvvise
Fuochi d’artificio, temporali, lavori stradali o rumori forti possono scatenare reazioni di fuga istintiva. In situazioni di panico, il gatto non ragiona e può correre lontano senza orientamento, perdendo la strada di casa. È uno dei motivi per cui molte sparizioni avvengono durante feste o eventi rumorosi.
Problemi di salute o disagio
In alcuni casi, l’allontanamento può essere un segnale di malessere fisico o psicologico. Un gatto che sta male può isolarsi o cercare luoghi tranquilli. Per questo, se la fuga è preceduta da cambiamenti nel comportamento – inappetenza, aggressività, apatia – è importante consultare un veterinario.
Come prevenire le fughe
La prevenzione passa da piccoli accorgimenti: sterilizzazione, messa in sicurezza di finestre e balconi, arricchimento dell’ambiente domestico e rispetto delle esigenze del gatto. Anche l’identificazione con microchip è fondamentale, perché aumenta le possibilità di ritrovamento.
La fuga di un gatto non è mai un capriccio. È un messaggio da interpretare, un segnale che qualcosa nel suo mondo non funziona come dovrebbe. Comprenderne le cause aiuta non solo a evitare che scappi di nuovo, ma anche a costruire una convivenza più serena e sicura.
Animali
Cani anziani, come prendersene cura: attenzioni e gesti che fanno la differenza
Dall’alimentazione alle passeggiate, dai controlli veterinari al supporto emotivo: prendersi cura di un cane anziano significa accompagnarlo con consapevolezza in una nuova fase della vita.
Quando un cane invecchia, non smette di aver bisogno di attenzioni: ne ha semplicemente di diverse. In genere si considera “anziano” un cane a partire dai 7-8 anni, anche se l’età varia molto in base alla taglia e alla razza. I cani di grossa taglia, ad esempio, tendono a invecchiare prima rispetto a quelli piccoli. Riconoscere i segnali dell’età che avanza e adattare le cure quotidiane è fondamentale per garantire al nostro animale una vita serena e dignitosa.
Alimentazione mirata e controllata
Con l’età, il metabolismo rallenta e aumentano i rischi di sovrappeso, diabete e problemi articolari. L’alimentazione di un cane anziano dovrebbe essere più digeribile, bilanciata e calibrata sul fabbisogno energetico ridotto. Esistono mangimi specifici “senior”, formulati con un apporto controllato di grassi, proteine di qualità e sostanze utili come omega 3, antiossidanti e fibre. In caso di patologie croniche – renali, cardiache o gastrointestinali – è indispensabile seguire le indicazioni del veterinario.
Movimento sì, ma senza eccessi
L’attività fisica resta importante anche in età avanzata, ma va adattata. Meglio passeggiate più brevi e frequenti, evitando sforzi intensi o terreni scivolosi. Il movimento aiuta a mantenere la mobilità articolare, a controllare il peso e a stimolare la mente. Se il cane mostra rigidità, zoppia o affaticamento, è opportuno ridurre l’intensità e valutare eventuali terapie di supporto.
Controlli veterinari regolari
Con l’avanzare dell’età aumentano le probabilità di sviluppare malattie croniche. Per questo, i veterinari consigliano check-up almeno due volte l’anno, anche in assenza di sintomi evidenti. Analisi del sangue, controllo dei denti, della vista, dell’udito e della funzionalità degli organi permettono di individuare precocemente eventuali problemi e intervenire tempestivamente.
Comfort e sicurezza in casa
Un cane anziano può avere difficoltà a salire le scale, saltare o mantenere l’equilibrio. Rendere l’ambiente domestico più sicuro è un gesto semplice ma importante: tappeti antiscivolo, cucce comode e facilmente accessibili, ciotole rialzate e spazi tranquilli dove riposare aiutano a prevenire cadute e stress. Il riposo, infatti, diventa sempre più centrale nella routine quotidiana.
Attenzione al benessere emotivo
L’invecchiamento non riguarda solo il corpo, ma anche la mente. Alcuni cani anziani possono mostrare segni di disorientamento, ansia o cambiamenti comportamentali, talvolta riconducibili a una forma di decadimento cognitivo. Mantenere una routine stabile, offrire stimoli mentali adeguati e garantire la presenza affettuosa del proprietario contribuisce a rassicurare l’animale e a preservarne l’equilibrio emotivo.
Prendersi cura di un cane anziano significa accettare il passare del tempo e trasformarlo in un’occasione di attenzione e rispetto. Con le giuste cure, questa fase della vita può diventare un periodo di profondo legame, fatto di ritmi più lenti ma di affetto ancora più intenso.
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