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Cucina

Salvate il bucatino Ryan: ma che ne sanno gli americani dell’Amatriciana…

Un piatto iconico della cucina di casa nostra, che in America hanno riscritto e pubblicato sul Washington Post inserendo negli ingredienti «cipolla, basilico e aglio»: orrore! Ecco la ricetta originale, non scherziamo…

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    Se c’è una cosa che ad un italiano vero non devi toccare… è la pasta! Un argomento in grado di far scatenare più dibattiti della politica o del calcio. Soprattutto quando si parla di uno dei sughi più rappresentativi della nostra tavola: la ricetta dell’amatriciana! Se. La testata USA Washington Post, probabilmente carica di buone intenzioni (ma di scarsa conoscenza in materia) ha pubblicato la ricetta del piatto simbolo di Amatrice, fra evidenti svarioni che gridano vendetta agli Dei! Tra cipolla, aglio e basilico i gastronomi di casa nostra sono rimasti letteralmente senza parole.

    Una voce fra le tante, quella di Paolo Cacciani, del noto ristorante di Frascati coinvolto nella vicenda da quotidiano americano, per non fare ulteriore chiasso ha dimostrato di prendere la cosa con filosofia. Ecco le sue parole: «Avranno capito male». Di sicuro, da nord a sud, gli italiani difensori del patrimonio culinario, sono pronti a combattere col coltello tra i denti – anzi, con la forchetta – per la ricetta originale, unica ed immodificabile: guanciale, pecorino e pomodori. Il tutto, rigorosamente, senza aglio, cipolla o prezzemolo.

    L’identità di un Paese passa anche dai fornelli

    La questione è più seria di quello che si può pensare. Non si tratta solo di ingredienti… ma di vero e proprio patrimonio culturale. La ricetta corretta è stata addirittura depositata al Comune di Amatrice. Il consiglio agli amici a stelle e strisce è che, la prossima volta che volete cimentarvi in una pasta all’amatriciana, lasciate stare aglio e cipolla… e calate i bucatini quando l’acqua bolle!

    Attenzione a non macchiarsi

    E’ una questione di valori identitari quella in gioco: nella ricetta corretta dell’amatriciana non ci sono nè la cipolla né tantomeno meno l’aglio. Nonostante siano ingredienti molto gettonati nei primi piatti italiani degustabili all’estero. Il formato della pasta? I sibilanti bucatini, magari un po’ scomodi da mangiarsi ma che prendono così bene il sugo… al punto da rappresentare un pericolo per camicie e magliette dei commensali!

    Quello che vi occorre per preparare la ricetta originale

    Ma quali sono quindi gli ingredienti corretti per preparare un’amatriciana, rispettando rigorosamente la tradizione italiana? Tutto quello che ci occorre è la pasta, il sale, il guanciale – da non confondere con la pancetta, attenzione – il pomodoro e il pecorino.

    Fate così

    Si tratta di pochi passaggi, ma da rispettare alla lettera per una buona riuscita del piatto. Dopo aver messo a scaldare la pentola dell’acqua per la pasta, la prima osa da fare è rosolare il guanciale. In una padella a fuoco lento per 7-8 minuti, deve risultare, croccante, liberando il grasso che risulterà fondamentale per la mantecatura della pasta scelta. Una volta che il grasso risulterà sciolto, sfumate col vino bianco, alzate la fiamma e fatelo evaporare (anche se, a dire il vero, non tutte le versioni della ricetta inseriscono questo passaggio).

    Il guanciale deve rimanere croccante

    Per non perdere la croccantezza acquisita del guanciale, le listarelle andranno trasferite in un altro piatto: torneranno utili nella fase finale della preparazione. Nella stessa padella col fondo di cottura del guanciale riponete il peperoncino privo di semi e i pomodori pelati sfilacciati grossolanamente. Il tempo di cottura a fiamma moderata è di circa 10 minuti. Una volta pronto è il momento di eliminare il peperoncino dal sugo, amalgamando la pasta versando gli spaghetti nella padella col sugo e il guanciale. Il tocco finale sarà rappresentato da una bella spolverata di pecorino romano. In questo modo la tradizione sarà salva e basterà affondare la forchetta in questo miracolo di gusto!

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      Cinque creme golose per farcire la colomba di Pasqua

      Se la colomba vi sembra un dolce un po’ troppo tradizionale, provate a reinventarla con creme morbide, vellutate e profumate: perfette per farciture, accompagnamenti e tocchi da pasticceria.

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        La colomba è uno dei dolci simbolo della Pasqua italiana. Ma se la versione classica vi ha un po’ stancato, o volete sorprendere i vostri ospiti con qualcosa di speciale, basta un tocco: la farcitura. Una crema fatta in casa – semplice o più elaborata – può trasformare completamente la vostra colomba, renderla più golosa, moderna e personalizzata. Ecco allora cinque idee di creme perfette per farcire o accompagnare la colomba, tutte facili da preparare ma d’effetto garantito.

        🟡 Crema al mascarpone e limoncello

        Una farcitura fresca e profumata, ideale per chi ama i contrasti delicati.

        • Ingredienti: mascarpone, panna montata, zucchero a velo, limoncello, scorza di limone.
        • Come usarla: spalma tra i due strati della colomba, poi glassa con zucchero al velo e scorza grattugiata.

        🍫 Ganache al cioccolato fondente

        Perfetta per gli amanti dei sapori intensi, una colomba così diventa irresistibile.

        • Ingredienti: cioccolato fondente, panna fresca, burro.
        • Come usarla: colare sulla superficie della colomba o usarla come ripieno tagliandola a metà.

        🍓 Crema chantilly alle fragole

        Colorata e profumata, questa crema è perfetta per un dolce primaverile.

        • Ingredienti: panna montata, zucchero, vaniglia, purea di fragole fresche.
        • Come usarla: farcisci la colomba a strati e decora con fragole fresche e foglie di menta.

        🌰 Crema al pistacchio

        Una crema golosa e di grande tendenza.

        • Ingredienti: crema di pistacchio spalmabile, mascarpone o ricotta, zucchero a velo.
        • Come usarla: spalma tra gli strati e decora con granella di pistacchi.

        🍮 Crema pasticcera al caffè

        Per chi vuole un dessert dal gusto deciso, ma elegante.

        • Ingredienti: latte, tuorli, zucchero, amido di mais, caffè espresso.
        • Come usarla: usa come ripieno e servi con una spolverata di cacao.

        🧁 Crema ricotta e gocce di cioccolato

        Omaggio ai cannoli siciliani, ma in versione pasquale.

        • Ingredienti: ricotta ben scolata, zucchero a velo, vaniglia, gocce di cioccolato fondente.
        • Come usarla: spalma generosamente all’interno e decora con scorze d’arancia.

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          Ma voi a Pasqua cosa mangiate? Ecco quanto costa il pranzo pasquale tra rincari e scelte alimentari

          Nonostante i rincari, gli italiani non rinunciano alla celebrazione della Pasqua, confermandosi fedeli alle loro tradizioni culinarie. La maggior parte delle famiglie cerca di contenere i costi festeggiando in casa, ma l’aumento dei prezzi rappresenta una sfida per molte famiglie.

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            Pasqua 2026 arriva con l’ennesima ondata di rincari sui prodotti tipici, rendendo il tradizionale pranzo pasquale più costoso rispetto al passato. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i prezzi sono aumentati in media del +6,2% rispetto al 2025. Aumenti che hanno colpito tutte le categorie alimentari principali, dai dolci alla carne, fino ai prodotti decorativi per le tavole. Facciamo un poì il punto sui rincari e sulle scelte degli italiani per quest’anno.

            Uova, colombe, pizze e casatielli: rincari tra il 7% e il 15%

            Con un aumento del +7,4%, le uova di cioccolato registrano il rincaro maggiore, affiancate dagli ovetti tipici che crescono del +10%. I motivi principali sono legati all’aumento del prezzo del cacao, sebbene questo non giustifichi completamente i costi più alti. Il prezzo medio delle uova nel 2025 è di 56,10 euro al kg, con alcune marche che arrivano a superare i 130 euro al kg. Con un rincaro medio annuale del +13,1% rispetto al 2023, alcune cifre appaiono difficilmente giustificabili. Prodotti come le uova Kinder hanno subito un aumento del +8,3%, con il formato da 150 g passato da 11,99 a 12,99 euro.

            Vola colomba bianca vola…prezzi alle stelle

            I prezzi delle colombe industriali sono aumentati del +6% mentre le versioni artigianali costano il 10% in più, con il prezzo medio al kg di queste ultime attestato a 38,40 euro. Anche casi di “shrinkflation” sono stati segnalati, con confezioni ridotte vendute allo stesso prezzo. Se ci buttiamo sul salato il prezzo al kg delle pizze pasquali è aumentato del +15%, mentre i casatielli hanno subito un rincaro del +7%. La carne registra un aumento medio del +3,8%, con la carne di agnello che sale del +5%. Quest’ultima rimane comunque la protagonista di molti menù pasquali. E per le decorazioni? Anche i prodotti decorativi per tavole e case hanno visto un’impennata dei prezzi, con aumenti che toccano il +12,5%. Evviva!!

            Ma mangiamo a casa o andiamo fuori?

            Di fronte a questi aumenti, gli italiani continuano a mantenere vive le tradizioni culinarie, pur adottando un approccio più cauto. Infatti l’81% festeggia in casa, – dopo tutto quello che hai speso – limitando costi extra, l’8% opta per il ristorante, una percentuale in calo rispetto agli anni passati. Il 4% celebra con amici e il 3% approfitta per fare un viaggio. Nei piatti principali, si confermano l’agnello o il capretto arrosto che rimangono protagonisti del pranzo pasquale (55%), seguiti da pasta fresca fatta in casa (30%), uova sode decorate (18%) e torta pasqualina (14%). E per i dolci? Per l’Osservatorio di Federconsumatori il 39% degli italiani preferisce la colomba, complice il rincaro delle uova di cioccolato. Il 27% sceglie la pastiera napoletana e il 26% rimane fedele alle tradizionali uova di cioccolato.

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              Come preparare in casa le uova di Pasqua (buone come quelle in pasticceria)

              Dal temperaggio alla decorazione, ecco tutti i passaggi per creare uova di Pasqua artigianali: con sorpresa, al latte o fondenti, ma sempre fatte con amore. Un’idea perfetta anche per i più piccoli.

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                Fare le uova di Pasqua in casa sembra un’impresa da pasticceri professionisti, di quelli con termometri a infrarossi e stampi in policarbonato super lucido. In realtà, con un po’ di pazienza, del buon cioccolato e le dritte giuste, si può portare a tavola (o regalare) un uovo fatto a mano, bello da vedere e ancora più buono da mangiare. E vuoi mettere la soddisfazione?

                Cioccolato, non surrogati

                Prima regola: il cioccolato dev’essere buono. Non “da copertura”, non “al gusto di”, non “con zucchero al primo posto tra gli ingredienti”. Per un uovo degno di questo nome serve cioccolato puro, fondente, al latte o bianco, ma con almeno il 35-40% di cacao. Se volete fare le cose seriamente, usate un cioccolato da pasticceria. Il risultato vi ripagherà.

                Il segreto è il temperaggio

                Sì, bisogna temperare il cioccolato. È il passaggio fondamentale che permette di ottenere uova lucide, croccanti e senza quelle fastidiose striature bianche. Esistono vari metodi, ma il più semplice in casa è il “bagno maria inverso”:

                1. Tritate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria fino a raggiungere:
                  • 45-50°C per il fondente,
                  • 40-45°C per quello al latte,
                  • 38-43°C per quello bianco.
                2. Versate 2/3 del cioccolato sciolto su una superficie di marmo (o una teglia di acciaio fredda) e lavoratelo con una spatola fino a raggiungere:
                  • 28-29°C per il fondente,
                  • 27-28°C per quello al latte,
                  • 26-27°C per quello bianco.
                3. Unite di nuovo tutto il cioccolato e mescolate bene: è pronto da usare.

                Scegliete lo stampo giusto

                Lo stampo perfetto è in policarbonato rigido, quello da veri professionisti, ma si trovano anche in silicone, più facili da reperire. L’importante è che sia pulitissimo e asciutto: ogni alone si vedrà sull’uovo finale.

                Versate il cioccolato temperato nello stampo e ruotatelo per rivestirne uniformemente le pareti. Poi rovesciatelo per eliminare l’eccesso. Lasciate raffreddare a testa in giù su una griglia o in frigo per 15-20 minuti. Se volete un guscio più spesso, ripetete l’operazione con una seconda passata.

                La sorpresa è sacra

                Prima di chiudere le due metà dell’uovo, inserite la sorpresa. Può essere un messaggio, un piccolo gioco, un cioccolatino speciale, o qualcosa di simbolico. L’importante è che sia ben avvolto in carta stagnola o pellicola alimentare.

                Scaldate leggermente il bordo di una metà su una padella tiepida e unitela all’altra premendo delicatamente. Voilà: l’uovo è chiuso.

                La decorazione? Via libera alla fantasia

                Nastri, carta dorata, fiocchi, granella di nocciole, zuccherini, scritte con cioccolato fuso: ogni uovo è un piccolo capolavoro. Se volete personalizzarlo con nomi o frasi, potete usare una sac à poche con cioccolato bianco o glassa.


                Fare le uova di Pasqua in casa non è solo un esperimento culinario: è un gesto affettuoso, un regalo che ha dentro tempo, cura e cioccolato di qualità. E se anche non viene perfetto, sarà comunque mille volte più speciale di uno comprato al supermercato.

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