Cucina
Un Capodanno da chef al Riva Restaurant di Falerna: risotto al Bordeaux e camembert di capra con polpo grigliato e sentori di rosmarino
Dal risotto al polpo e camembert di capra ai segreti per una serata perfetta: la visione culinaria di chef Francesca Mannis, che celebra la contaminazione creativa tra culture e tradizioni.
Chef Francesca Mannis si distingue per un approccio alla cucina che combina tradizione e innovazione. Con un background che spazia dalla giurisprudenza all’arte, dalla moda alla letteratura, ha creato uno stile culinario unico, in grado di raccontare storie e suscitare emozioni. Per il Capodanno al suo del Riva Restaurant & Lounge Bar di Falerna, Catanzaro, Francesca ci guida attraverso le tendenze del momento e ci svela una ricetta esclusiva per il cenone, pensata per sorprendere gli ospiti con un mix di sapori calabresi e francesi.

- Chi è Chef Francesca Mannis?
Chef Francesca è un’anima creativa che ha scelto di portare innovazione e libertà anche nel mondo della cucina. Con una laurea in giurisprudenza e un bagaglio di esperienze nel food & beverage, il suo percorso non segue schemi tradizionali: si arricchisce di una formazione continua con studi in organizzazione aziendale e passioni che spaziano dall’arte, alla letteratura e dall’architettura, alla moda. Questa visione multidisciplinare le permette di trasformare ogni ispirazione in esperienze gastronomiche che raccontano storie, emozioni e visioni.
Nel suo approccio, rifugge da etichette e convenzioni. Crede fermamente che la libertà mentale sia la chiave per creare qualcosa di veramente nuovo: “Se resti ancorato a ciò che già conosci o a ciò che ti è stato insegnato, perdi l’opportunità di superare i tuoi limiti e di offrire, a chi assaggia i tuoi piatti, un’esperienza che vada oltre il consueto.” Questa filosofia si riflette pienamente nella Cucina Contemporanea di Pesce, file rouge che lega la proposta culinaria del Riva Restaurant & Lounge Bar di Falerna, Catanzaro, dove la cucina di pesce diventa un terreno di sperimentazione e raffinatezza.

Per Chef Francesca, il suo lavoro non è solo una questione individuale, ma un progetto collettivo: la collaborazione con il team del ristorante è centrale. “Non cerco seguaci, ma compagni di viaggio,” spiega. “In cucina, l’armonia deve sempre prevalere, perché solo così si può creare un ambiente in cui tutti siano ispirati e motivati a dare il meglio.” Questo spirito di complicità e condivisione si riflette anche nell’atmosfera del ristorante, dove ogni dettaglio – dalla cucina, alla sala, fino all’esperienza degli ospiti – racconta una storia costruita insieme.
Francesca, infatti non si occupa solo del settore culinario nella location in cui lavora, ma in qualità di Direttore Generale, si prende anche cura dell’esperienza degli ospiti a 360°, rendendosi disponibile per i team di ogni dipartimento con l’obiettivo comune di far star bene chi sceglie di vivere il suo tempo al Riva Restaurant.
Con la sua passione inesauribile e un approccio fuori dagli schemi, Chef Francesca continua a reinventare la cucina contemporanea, non solo attraverso i piatti, ma anche creando un ambiente che celebra l’arte del ritrovarsi, condividere e sperimentare.
- Quali sono le tendenze del menù di Capodanno quest’anno?
“La tendenza generale del Capodanno e dell’anno in corso”, racconta Chef Francesca, “è quella di focalizzarsi su un approccio tradizionale, dando prevalentemente spazio ad ingredienti storicamente protagonisti del Cenone di fine anno, oppure indirizzarsi su una cucina estremamente innovativa, in cui protagonista è il mix di aromi dal mondo, ingredienti tropicali e comuni”.
“Nel nostro caso, il Capodanno vedrà protagonista un menù che combina tradizione e innovazione, così come nella nostra filosofia di cucina, per far vivere nuovi sentori e nuove esperienze a chi lo proverà ”, ha dichiarato Francesca Mannis. “Il nostro menù Dolce&Stellare dedicato al cenone di Capodanno, nasce quindi dall’unione di ingredienti della tradizione e non, in equilibrio, per creare nuovi sapori: gli ingredienti della tradizione francese vengono abbinati ai prodotti calabresi”.
“Credo infatti, che il segreto stia nel mantenere i legami con la tradizione, ma reinterpretarli in chiave contemporanea per aggiungere originalità e innovazione, senza stravolgere il passato”.
Sarà quindi una nuova scoperta il menù ideato da Chef Francesca, che nelle domande successive ci racconterà ogni dettaglio, non solo culinario, del suo fine d’anno, per permetterci di vivere insieme questa emozione.

- Può svelarci qualche chicca del menù di Capodanno? Ha avuto qualche ispirazione?
Il menù per il Capodanno 2025 di Chef Francesca è un viaggio gastronomico che unisce la ricca tradizione calabrese con i sapori sofisticati della Normandia, unito dall’innovazione di un nuovo ingrediente ideato completamente per l’occasione.
“In occasione del 37esimo Grand Chapitre International, dedicato al rito del Sabrage, l’apertura della bottiglia di Champagne mediate l’uso della sciabola, rito che è parte integrante dell’esperienza al Riva Restaurant, mi trovavo in Normandia con Roberto Gallo, il fondatore della location”. Ha aggiunto “Quando mi capita di viaggiare, cerco di scoprire a fondo la cultura del posto, attraverso la gastronomia, che per me è la vera esperienza da condividere. In tal senso la Normandia mi ha colpito profondamente a tal punto da rendere questa ispirazione parte del menù di Capodanno.”
Francesca ci ha, infatti, raccontato che le piace farsi ispirare dalle culture e dalle tradizioni dei posti che ha modo di visitare, per creare nuovi piatti e nuove esperienze, così come nel menù di Capodanno.

Ispirazione sì, ma non contaminazione, la cultura della sua cucina non viene mai stravolta o influenzata, ma arricchita da differenti, nuovi stimoli.
“La Normandia ci ha colpiti talmente tanto da spingerci a creare un nuovo prodotto: durante la visita in un’azienda a conduzione familiare, dedita alla produzione del Camembert, siamo rimasti travolti dal modo in cui ogni membro della famiglia, dal più giovane al più adulto, contribuiva a portare avanti un prodotto tradizionale ma conosciuto a livello mondiale. Un formaggio straordinario che con il suo forte gusto si combina perfettamente anche con ingredienti di diversa natura”, ha raccontato Chef Francesca. “Così, al rientro, con il supporto del nostro team e di un artigiano locale, aperto a nuove sperimentazioni, abbiamo immaginato un formaggio che unisse il carattere del Camembert alla nostra identità calabrese, rispettando i prodotti locali e il territorio, facendo nascere un prodotto unico che coniuga influenze francesi e radici mediterranee, un formaggio simile al Camembert ma con il latte di capra” .
Il risultato è un un’espressione di dialogo tra due culture, un omaggio alla creatività e alla condivisione, che sarà protagonista di uno dei piatti del menù ideato esclusivamente per Capodanno e disponibile solo in quell’occasione.
Il Menù di Capodanno, percorso di dieci portate, diventa così un’interpretazione creativa che celebra il meglio di due tradizioni culinarie, senza mai rinunciare al gusto autentico e alla sorpresa.

- Ci può svelare uno dei piatti protagonisti del menù Dolce e Stellare?
“Dopo il mio racconto, non posso che svelarvi un piatto, il cui ingrediente, sarà il nostro nuovo formaggio: risotto al Bordeaux e “camembert di capra” con polipo grigliato e sentori di rosmarino”.
“Un risotto che unisce la profondità e la complessità del Bordeaux con la cremosità delicata del Camembert di capra, creando un contrasto ricco e armonioso. Il polipo grigliato, con il suo sapore affumicato e leggermente croccante, si sposa perfettamente con il rosmarino, dando al piatto un tocco aromatico che completa l’esperienza. Un primo che trasporta in un viaggio di sapori caldi e avvolgenti”.
Questo è ciò che ci ha detto Chef Francesca di uno dei primi protagonisti del suo menù di Capodanno, ascoltare il suo racconto, posso assicurarvi, ci ha fatto venire l’acquolina in bocca.

- Oltre al percorso gastronomico, cosa riserverà il Capodanno di Chef Francesca ai suoi ospiti?
“Il viaggio in Normandia, oltre ad avermi stupita per la cultura culinaria, ha ispirato il tema che sarà protagonista del Capodanno Riva, dedicato agli Academy Awards, la nota notte degli Oscar”, ha detto Francesca, “in particolare, visitare Deuville e la sua famosa spiaggia frequentata da molti attori di Hollywood. La sua Promenade des Planches composta da cabine balneari tra le quali è presente il nome degli attori americani, una versione unica e locale della Walk of Fame di Hollywood.”
Deuville celebra, infatti, annualmente il suo famoso festival al cinema statunitense, segno di riconoscenza verso gli americani che li aiutarono durante la Seconda Guerra Mondiale e verso gli attori hollywoodiani che ogni anno popolano la sua spiaggia.
“Ciò che mi ha veramente sorpresa è stato il modo in cui la popolazione locale ha saputo preservare la propria identità culturale, pur mantenendo un legame di gratitudine verso gli americani, che li aiutarono durante la Seconda Guerra Mondiale”.
Questo è quindi lo spirito che trasmetterà Chef Francesca e il suo team durante la Riva Academy Awards, la notte degli Oscar del ristorante di cui fa parte: un’idea di gratitudine che non sacrifica la loro cultura, ma la celebra, rispettandola e aprendosi al tempo stesso a nuove ispirazioni, con grande riconoscenza verso chi ogni giorno sceglie di trascorrere il suo tempo nella location.

- Capodanno è un’occasione speciale. Come riesci ad organizzare tutto e far sì che sia tutto perfetto?
Capodanno è sicuramente un momento importante, e organizzarlo al meglio richiede una pianificazione dettagliata e una certa attenzione ai particolari, secondo Francesca.
Importante è tenere come centro delle proprie scelte l’ospite e personalizzare il tutto affinché possa vivere un’esperienza di spensieratezza, staccando dalla routine quotidiana.
“La chiave per una serata perfetta è partire dalle necessità degli ospiti e costruire un’idea centrale, un tema che ispiri l’intero evento, dal menù, all’atmosfera, dall’intrattenimento, all’allestimento, al coinvolgimento dei presenti”.






“La vera forza, poi, è nel lavoro di squadra. Io e il mio team abbiamo di una visione comune, un intreccio di competenze e passione: da chi si occupa della sala, della cucina e del dietro le quinte.”
“Questo è uno spirito che attiviamo anche durante gli eventi o le celebrazioni: capiamo la necessità di ogni ospite e ci attiviamo per costruire un’esperienza personalizzata e senza pensieri. Tutto il team prende parte a ciò: da chi lavora in sala e in cucina, all’amministrazione, al marketing, all’intrattenimento”.
La magia delle feste, e del Capodanno in particolare, nasce proprio da questa alchimia e si basa sul valore dell’unione: riunirsi, ritrovarsi, e celebrare insieme attorno a un tavolo che non è solo cibo, ma anche emozione, condivisione e calore umano. Al Riva, Chef Francesca e il team si impegnano affinché ogni dettaglio sia studiato per far sentire l’ospite accolto e coccolato, con una cura che va oltre il semplice servizio.
“È grazie a questa sinergia che riusciamo a far sì che ogni evento sia speciale” conclude Chef Francesca.

Risotto al polpo e camembert
Tempo di realizzazione: 70 minuti
Tempo di cottura:
- 10/15 minuti per il riso
- 50 minuti per il polpo
Difficoltà: media
Ingredienti per 4 persone
- 300 g di riso Carnaroli
- 1 cipolla piccola
- 1 scalogno
- 2 carote
- 1 costa di sedano
- 2 bicchieri di vino Bordeaux
- 1 polpo (circa 500 g)
- 800 ml di acqua di cottura del polpo
- 150 g di formaggio camembert (meglio se di capra), tagliato a cubetti
- 50 g di burro
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- Sale e pepe q.b.
- Prezzemolo fresco tritato, per guarnire
Procedimento
- Preparazione del polpo
In una pentola capiente, porta a bollore 1,5 litri di acqua con una cipolla, le carote e il sedano. Immergi il polpo e cuocilo finché, punzecchiandolo con una forchetta, non risulterà morbido. Conserva l’acqua di cottura, filtrala e tienila in caldo. - Preparazione della base del risotto
In una casseruola, scalda l’olio extravergine d’oliva e fai imbiondire lo scalogno tritato finemente. Aggiungi il riso e tostalo per 2 minuti mescolando costantemente. - Sfumatura e cottura
Versa il vino Bordeaux e lascia evaporare completamente l’alcol. Aggiungi un mestolo di brodo caldo alla volta, mescolando continuamente e aspettando che il liquido venga assorbito prima di aggiungere il successivo. Procedi per circa 15 minuti, fino a quando il riso sarà cotto al dente. - Mantecatura
Unisci al risotto il polpo tagliato a pezzi, il camembert e il burro freddo. Mescola delicatamente per amalgamare tutti gli ingredienti. Aggiusta di sale e pepe secondo il tuo gusto. - Guarnizione
Taglia la restante parte del polpo e arrostiscilo in padella per ottenere una consistenza croccante. Una volta impiattato il risotto, utilizza il polpo arrostito come guarnizione insieme a una spolverata di prezzemolo fresco.
Consiglio
Servi il risotto ben caldo per esaltare al massimo i sapori e il contrasto tra la cremosità del formaggio e la croccantezza del polpo arrostito. Buon appetito!




INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Cucina
Pollo al melograno, la ricetta autunnale che conquista tutti: tenero, profumato e dal sapore agrodolce, si prepara in mezz’ora
Preparato con ingredienti di stagione, il pollo al melograno è un piatto che sorprende per gusto e benefici. Scopri la ricetta e tutte le combinazioni per personalizzarlo, da quella agrodolce alla versione croccante con noci.
Il segreto per trasformare un semplice petto di pollo in un piatto capace di sorprendere gli ospiti? Basta un melograno. Con i suoi chicchi rosso rubino e il caratteristico sapore agrodolce, questo frutto autunnale regala alla carne bianca un gusto originale e un aspetto decisamente invitante. Il pollo al melograno è una ricetta facile, colorata e perfetta anche per chi ha poco tempo da dedicare ai fornelli, ma non vuole rinunciare a una cena speciale.
Perché pollo e melograno sono un’accoppiata vincente
Il pollo apporta proteine di buona qualità, utili al mantenimento della massa muscolare, oltre a vitamine del gruppo B come niacina e B6.
Il melograno contiene invece polifenoli, sostanze dalle proprietà antiossidanti, insieme a fibre e potassio. L’abbinamento permette di preparare un secondo piatto nutriente senza ricorrere a salse particolarmente elaborate.
Il vero punto di forza, però, è il sapore: la leggera acidità del frutto bilancia la delicatezza della carne e crea un piacevole contrasto.
Gli ingredienti per quattro persone
- 600 g di petto di pollo o cosce disossate
- 1 melograno grande oppure 2 piccoli
- 1 cipolla rossa
- 1 spicchio d’aglio
- 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 200 ml di brodo vegetale
- Sale e pepe
- Rosmarino, timo o prezzemolo a piacere
Come preparare il pollo al melograno
Preparate il frutto. Tagliate il melograno e raccogliete i chicchi, eliminando le membrane bianche. Tenetene da parte una manciata per la decorazione e spremete una parte dei rimanenti per ottenere il succo.
Rosolate il pollo. Scaldate l’olio in una padella capiente, aggiungete la cipolla affettata finemente e lo spicchio d’aglio. Lasciate insaporire, poi unite il pollo tagliato a bocconcini e fatelo dorare per circa cinque minuti, girandolo su tutti i lati.
Aggiungete il melograno. Versate il succo e il brodo vegetale, regolate di sale e pepe e proseguite la cottura a fuoco medio-basso per circa 15 minuti, o comunque finché il pollo risulterà completamente cotto e la salsa leggermente ristretta.
Completate il piatto. Negli ultimi minuti aggiungete parte dei chicchi e le erbe aromatiche. Mescolate delicatamente, quindi servite con i chicchi freschi tenuti da parte.
Tre varianti per renderlo ancora più gustoso
Chi preferisce una preparazione al forno può disporre il pollo in una pirofila con succo di melograno, aromi e poco brodo, cuocendo a 180 °C fino a completa cottura. I tempi cambiano in base alla dimensione dei pezzi.
Per una versione più dolce, aggiungete un cucchiaino di miele alla salsa: ne attenuerà l’acidità creando un contrasto particolarmente piacevole.
Se amate le consistenze croccanti, completate il piatto con qualche noce spezzettata. Il risultato sarà ancora più interessante, soprattutto accompagnando il pollo con riso basmati o verdure al forno.
Il pollo al melograno porta così in tavola i colori e i profumi dell’autunno, con una preparazione semplice che funziona tanto per il pranzo quotidiano quanto per una cena tra amici.
Cucina
Tagliatelle ai funghi fatte in casa, tutti i segreti per una sfoglia perfetta e un condimento cremoso senza aggiungere la panna
Dalla preparazione della sfoglia al sugo profumato di funghi, una ricetta che celebra il gusto autentico della cucina italiana e la gioia del “fatto in casa”
Le tagliatelle ai funghi fatte in casa sono uno dei grandi classici della cucina italiana, un primo piatto che unisce il profumo della pasta fresca all’uovo al sapore intenso dei funghi. La sfoglia leggermente ruvida trattiene il condimento, mentre porcini, champignon o funghi misti regalano consistenze e aromi differenti. Per prepararle non occorrono particolari abilità, ma soltanto ingredienti di qualità, un po’ di pazienza e qualche accorgimento che permette di ottenere un risultato degno della migliore tradizione gastronomica.
Il segreto non consiste nell’aggiungere ingredienti elaborati, ma nel rispettare le proporzioni dell’impasto, lavorare correttamente la sfoglia e cuocere i funghi senza disperderne il profumo. Anche la mantecatura ha un ruolo fondamentale, perché permette di ottenere un condimento cremoso sfruttando semplicemente l’amido della pasta.
Gli ingredienti per preparare le tagliatelle ai funghi
Per quattro persone servono 400 grammi di farina 00, quattro uova grandi a temperatura ambiente e un pizzico di sale. Chi desidera una consistenza più rustica può utilizzare 300 grammi di farina 00 e 100 grammi di semola di grano duro, che conferisce alla sfoglia una maggiore tenacità.
Per il condimento occorrono 400 grammi di funghi freschi, due spicchi d’aglio, due cucchiai di olio extravergine d’oliva, prezzemolo fresco tritato, sale e pepe. I porcini rappresentano la scelta ideale per chi ama i sapori intensi, mentre gli champignon offrono un gusto più delicato. Un misto di funghi permette invece di combinare profumi e consistenze diverse, rendendo il piatto particolarmente interessante.
Come preparare la pasta fresca all’uovo
Disponete la farina a fontana su una spianatoia e rompete le uova al centro, aggiungendo un pizzico di sale. Sbattetele delicatamente con una forchetta, incorporando poco alla volta la farina dai bordi, quindi cominciate a lavorare il composto con le mani. Impastate per circa dieci minuti, fino a ottenere una massa liscia, elastica e omogenea, che non si attacchi alle dita.
Formate una palla, avvolgetela nella pellicola alimentare e lasciatela riposare per circa trenta minuti a temperatura ambiente. Il riposo consente alla maglia glutinica di rilassarsi e facilita la successiva stesura della sfoglia.
Dividete l’impasto in due parti e stendetele con il mattarello oppure con la macchina per la pasta, fino a ottenere uno spessore sottile e uniforme. Lasciate asciugare leggermente la sfoglia, infarinatela e ripiegatela delicatamente su sé stessa. Tagliate strisce larghe circa sette-otto millimetri, quindi apritele e disponetele sulla spianatoia infarinata per evitare che si attacchino tra loro.
Il segreto per cucinare i funghi senza perdere sapore
La preparazione del condimento comincia dalla pulizia dei funghi. Eliminate eventuali residui di terra utilizzando una spazzolina oppure un panno leggermente umido. Se necessario, passateli rapidamente sotto l’acqua corrente e asciugateli con cura, evitando di lasciarli in ammollo. Tagliateli a fettine regolari, così da favorire una cottura uniforme.
Scaldate l’olio extravergine d’oliva in una padella capiente, aggiungete gli spicchi d’aglio leggermente schiacciati e lasciateli insaporire senza bruciarli. Eliminate l’aglio e versate i funghi, mantenendo inizialmente la fiamma vivace per favorire l’evaporazione dell’acqua che rilasciano durante la cottura.
Mescolate delicatamente, abbassate il fuoco e proseguite per circa dieci minuti, regolando di sale e pepe. Il tempo necessario dipende dalla varietà e dalle dimensioni dei funghi. Aggiungete il prezzemolo tritato verso la fine, in modo da conservarne il profumo fresco senza coprire quello del condimento.
Come ottenere tagliatelle ai funghi cremose senza panna
Portate a ebollizione abbondante acqua salata e immergete le tagliatelle fresche. La cottura richiede generalmente due o tre minuti, ma è importante assaggiare la pasta perché lo spessore della sfoglia può modificare i tempi.
Prima di scolarla, conservate una tazza dell’acqua di cottura. Trasferite le tagliatelle direttamente nella padella con i funghi, aggiungete qualche cucchiaio dell’acqua tenuta da parte e mescolate delicatamente a fuoco moderato. L’amido rilasciato dalla pasta, insieme all’olio e ai succhi dei funghi, contribuirà a creare una salsa morbida e avvolgente.
Chi preferisce un condimento più ricco può aggiungere 100 millilitri di panna fresca, ma non è indispensabile. Per valorizzare il sapore dei porcini è spesso preferibile mantenere una preparazione essenziale, completando il piatto con prezzemolo fresco e, a piacere, una piccola quantità di parmigiano grattugiato.
Le varianti con funghi secchi e gli aromi più adatti
Anche i funghi secchi permettono di preparare un condimento particolarmente profumato. Per quattro persone ne bastano circa 50 grammi, da lasciare rinvenire in acqua tiepida per venti o trenta minuti prima di strizzarli delicatamente e cuocerli in padella. Una piccola quantità del liquido di ammollo, accuratamente filtrato per eliminare eventuali residui di terra, può intensificare il sapore della salsa.
Per una nota aromatica differente si può aggiungere un rametto di timo oppure una foglia di alloro durante la cottura. Dal punto di vista nutrizionale, la pasta all’uovo apporta soprattutto carboidrati e proteine, mentre i funghi contribuiscono con fibre, vitamine del gruppo B e minerali come potassio e fosforo. L’apporto calorico complessivo dipende soprattutto dalle porzioni e dalla quantità di olio, panna o formaggio utilizzati.
Servite le tagliatelle appena mantecate, quando la sfoglia conserva la giusta consistenza e il condimento avvolge ogni nastro di pasta senza risultare asciutto o eccessivamente liquido.
Cucina
Torta salata di zucca con ricotta fresca e pinoli tostati: la ricetta ricca di gusto da fare in forno
La torta salata di zucca, ricotta e pinoli si conferma uno dei grandi classici della cucina di casa, capace di conquistare per l’equilibrio perfetto tra la dolcezza della zucca, la cremosità del formaggio e il tocco croccante della frutta secca tostata.
Se c’è un piatto capace di trasformare pochi ingredienti di stagione in un capolavoro di gusto e semplicità, quello è la torta salata di zucca, ricotta e pinoli. L’inconfondibile velo croccante della pasta sfoglia racchiude un cuore morbido e profumato, rendendo ogni fetta un incontro riuscito tra dolcezza e note tostate. Una preparazione alla portata di tutti, ideale da preparare in anticipo per buffet, cene in famiglia o pranzi veloci.
Gli ingredienti necessari per una tortiera da ventiquattro centimetri
Per realizzare questa torta salata occorrono ingredienti semplici e facilmente reperibili:
- 1 rotolo di pasta sfoglia (o pasta brisée) rotonda
- 500 g di polpa di zucca (varietà Delica o Mantovana)
- 250 g di ricotta vaccina fresca
- 30 g di pinoli sgusciati
- 1 uovo medio
- 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 1 spicchio d’aglio (o mezza cipolla dorata)
- Olio extravergine d’oliva, sale fino, pepe nero e noce moscata q.b.
Il procedimento: dalla cottura della zucca al ripieno cremoso
Per prima cosa occorre mondare la zucca, tagliarla a dadini piccoli e farla rosolare in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio per circa 15 minuti, finché non diventa morbida. A fine cottura si aggiusta di sale e si rimuove l’aglio, lasciando intiepidire la polpa. Nel frattempo, in un padellino a parte, si tostano i pinoli a fuoco basso per un paio di minuti.
In una ciotola capiente si lavora la ricotta con la forchetta insieme all’uovo, al Parmigiano Reggiano, a un pizzico di noce moscata e al pepe. Si unisce quindi la zucca intiepidita (schiacciandone una parte per rendere il composto più amalgamato) e si aggiungono due terzi dei pinoli tostati, mescolando con cura.
La composizione e la cottura finale in forno
Si stende il rotolo di pasta sfoglia con la sua carta da forno all’interno di una tortiera, bucherellando il fondo con i rebbi di una forchetta. Si versa il ripieno di zucca e ricotta livellandolo con una spatola, si ripiegano i bordi della pasta verso l’interno e si distribuiscono sulla superficie i pinoli tostati tenuti da parte. Si cuoce in forno statico preriscaldato a 190 °C per circa 30-35 minuti, fino a quando i bordi della sfoglia risultano dorati e la farcia appare ben soda. Si lascia intiepidire prima di tagliare a fette.
-
Gossip3 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Video2 anni faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Grande Fratello2 anni faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Moda e modi1 anno faL’estate senza trucco di Belén Rodriguez
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
